Prepararsi alla transizione è una decisione strategicamente valida

Andrea Widburg per The American Thinker

I sostenitori di Trump (me compreso) sono inorriditi quando hanno visto che Trump aveva approvato la decisione di Emily Murphy, Amministratore dei Servizi Generali degli Stati Uniti, di mettere delle risorse a disposizione del “team di transizione” di Biden.

Oh, cielo! Trump si è appena arreso? No, non si è arreso.

Al contrario, nello stile che lo distingue, il Presidente ha preso una decisione che allo stesso tempo è sia pragmatica che strategica.

Lunedì scorso, la Murphy ha scritto una lunga lettera a Biden annunciandogli che stava mettendogli a disposizione le risorse per la transizione.

In essa spiegava che “nonostante i recenti sviluppi abbiano comportato contestazioni legali sui risultati elettorali”, metteva comunque a disposizione “le risorse e i servizi post-elettorali previsti per la transizione presidenziale”.

La Murphy ha ribadito che la Casa Bianca non aveva esercitato alcuna pressione ma che, tuttavia, aveva ricevuto minacce estreme anche contro i suoi familiari — compresi gli animali domestici! — da parte dei sostenitori di Biden:

 “”Sappiate che ho preso questa decisione in modo indipendente, basandomi sulla legge e sui fatti.

Non ho mai subito pressioni dirette o indirette dai funzionari dell’Executive Branch — compresi quelli che lavorano alla Casa Bianca o alla GSA — per quanto riguarda la sostanza o la tempistica della mia decisione.

Per essere chiari, non ho ricevuto alcuna indicazione per ritardare la mia decisione.

Tuttavia, ho ricevuto minacce online, per telefono e per posta dirette alla mia sicurezza e a quella della mia famiglia, del mio staff e persino dei miei animali domestici, nel tentativo di costringermi a prendere questa decisione prematuramente.

Anche di fronte a queste minacce, ho continuato ad agire secondo la legge””.

Pensateci: da un lato lei dice esplicitamente che la Casa Bianca l’ha lasciata libera di prendere la sua decisione.

Dall’altro, i sostenitori di Biden hanno fatto tutto quello che fanno di solito i sinistrorsi: l’hanno maltrattata, minacciata e intimidita.

Ammiro la Murphy per aver detto che quegli sforzi non hanno influenzato il suo processo decisionale, ma trovo difficile credere che non abbiano avuto alcun effetto.

La Murphy ha anche chiarito che non sta dichiarando Biden vincitore:

“”Come sapete, l’Amministratore della GSA non sceglie o certifica il vincitore di un’elezione presidenziale.

Al contrario, il suo ruolo ai sensi della legge vigente è estremamente limitato: rendere disponibili risorse e servizi in relazione alla transizione presidenziale.

Come già detto, conseguenza dei recenti sviluppi che riguardano le contestazioni legali e le certificazioni dei risultati delle elezioni, ho stabilito che potete comunque accedere alle risorse e ai servizi post-elettorali descritti nella Sezione 3 della legge, dietro vostra richiesta.

Il vincitore effettivo delle elezioni presidenziali sarà determinato dal processo elettorale, non dal GSA, come specificato dalla Costituzione””.

(Questa è una donna attenta e di sani principi).

Il Presidente Trump ha reagito alla notizia con serenità e saggezza:

(A parte questo, fateci caso che Twitter non aggiunge mai ai post del team di Biden un messaggio in cui sostiene che “questa’affermazione sulla sua vittoria elettorale è contestata” — anche se l’affermazione di Biden ovviamente lo è).

La saggezza di Trump è stata duplice.

Al livello più ovvio, non importa quanto Trump sia ottimista sul fatto di poter dimostrare la frode negli Stati in bilico, c’è sempre la possibilità che non possa prevalere.

In tal caso, non importa che Biden sia un buffone o la Harris una comunista, è meglio che siano aggiornati sul loro nuovo lavoro, seppur guadagnato in modo disonesto.

Il secondo livello di saggezza è insito nel primo: Trump sta segnalando che non è un pazzo determinato a rintanarsi nella Casa Bianca fino a quando i Navy SEALS non verranno a trascinarlo fuori.

Al contrario, egli si farà strada attraverso il sistema. Poi, se — e solo se — il sistema rifiutasse i suoi sforzi, egli cederà al suo (del tutto indegno) successore.

Trump ha appena tolto il vento dalle vele di qualsiasi persona stia affermando che egli agisca come un tiranno.

Sono tutti gli Obama di questo mondo, non Trump, a rendere un incubo la transizione.

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Link Originale: https://www.americanthinker.com/blog/2020/11/preparing_for_the_transition_is_a_strategically_sound_decision.html

Scelto e tradotto da Franco