Qualcuno in Germania ritiene che, se Trump vincerà, bisognerà rimpatriare l’oro tedesco detenuto a New York. E se Trump lo trattenesse invece come indennizzo per il mancato pagamento della difesa NATO?

Interessante articolo su ZH di ieri. In pratica alcuni tedeschi ipotizzano che la Germania con Trump rieletto – e, più importante – coi gangli al completo per attuare le sue policies, rimpatrierà il proprio oro detenuto a New York. Con una affermazione molto meno provocatoria di quanto possiate penare, vi chiedo, cosa succederebbe secondo voi se invece Trump trattenesse detto oro come indennizzo per il mancato pagamento della difesa NATO da parte della Germania negli ultimi 30 anni?

Secondo il Welt, i tedeschi temono più Trump del COVID!

Alla fine la Germania non potrebbe fare molto, se non rivalersi – come al solito – sui soliti alleati USA in EU, ossia prima di tutto l’Italia, che ha molto oro. E’ infatti noto da tempo immemore che i tedeschi puntino a tale oro tricolore, come fecero per altro anche alla fine della WWII quando ne fecero sparire ben due terzi via Fortezza in Alto Adige, il famoso “oro di Fortezza” scortato nientepopodimeno che dal repubblichino di Salò (RSI) Licio Gelli, primo anello di congiunzione tra il cerchio magico padano ed il giglio magico toscano, ma sempre magico, via nipote del suo braccio destro oggi in quota renziana (…). Addirittura qualcuno come il capo del think tank DIW propose ripetutamente addirittura di usare l’oro italiano come garanzia del Target2. Emerse anche, sotto Draghi, che tale oro sarebbe nella disponibilità della BCE, non dell’Italia. Tutti dettagli direi: se la Germania richiederà l’oro sarà il segno che la sfida sarà diventata calda.

Comunque vada, in Italia dunque si ballerà. E tanto (e con l’aggiunta di tanta fame…).

L’oro tedesco in USA sono “solo” 1200 tonnellate…

Vi invito dunque a pensare alla possibilità che invece gli USA trattengano davvero tale oro, con la forza, con qualche scusa. Questo non farebbe che da acceleratore degli eventi: è infatti indubbio che l’EUropa sarà l’obiettivo di Trump, NON la Cina. Che però verrà tenuta impegnata localmente, in modo da non potersi distrarre impegnandosi troppo lontano dai propri confini.

Il caos infatti non sarà nel mare della Cina ma altrove, ritengo.

Quando la Germania ancora cooperava lealmente col “mondo esterno” non germanofono…

Certamente la lentezza esasperante, quasi kafkiana visti gli enormi problemi (e letteralmente in fieri)  in attesa del nuovo corso USA – l’Impero di Trump non è ancora partito, complice Stormy Daniels, Grand Jury, Muller, Russiagate, COVID, crollo del PIL, lockdown ecc. , ndr –  verrà compensata da eventi rapidi ed eclatanti dopo le elezioni USA.

Vedremo di quali eventi si tratterà!

MD