Recovery Fund. Stanno spartendosi quello che non esiste. Tutto bloccato. Pura schizofrenia.

Giuseppe Sandro Mela per Senza Nubi

Questo fondo non si ha da fare: né oggi, né domani, né mai.

Tutti parlano del Recovery Fund come se esistesse. Ma nei fatti non è ancora stato approvato.

Poi, se approvato, dovrà essere confermato da ciascuna delle ventisette nazioni dell’Unione Europea.

E quindi non esiste. I pietosi lo chiamerebbero “sogno”, quelli con i piedi per terra “delirio schizofrenico”.

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BCE. Weidmann mette in guardia contro gli acquisti su larga scala dei bond.

Recovery Fund. Europarlamento e Commissione litigano come lavandaie ai trogoli.

Politica monetaria non convenzionale. Potrebbe diventare, in Occidente, la nuova politica convenzionale.

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«A una settimana dal Vertice dei leader previsto a Bruxelles per giovedi e venerdi prossimi, è scontro tra Parlamento Europeo e Consiglio sul Bilancio pluriennale della UE e sul Recovery Fund»

«Il braccio di ferro tra Eurocamera e Stati-membri rischia di far slittare l’approvazione del pacchetto e ritardare ulteriormente l’arrivo dei fondi europei decisi dai governi a luglio per rispondere alla crisi economica legata alla pandemia di coronavirus»

«I negoziatori del Parlamento europeo, sul quadro finanziario pluriennale (Qfp) e sul Recovery Fund, hanno bocciato la proposta arrivata ieri dal Consiglio UE, che proponeva un aumento dei fondi solo a pochi programmi ‘bandiera’ dell’Unione, chiedendo al contempo un aumento di risorse su 15 capitoli di spesa, oltre alla richiesta di rafforzare le condizionalità legate al rispetto dello Stato di Diritto per erogare i fondi europei»

«I Capi di Stato e di Governo hanno trascurato il valore aggiunto di programmi veramente paneuropei»

«Johan Van Overtveldt, Presidente della Commissione Bilancio dell’Eurocamera …. definisce le proposte “inaccettabili per il Parlamento”. Si potrà arrivare a “un rapido accordo a vantaggio dei cittadini europei” solo se “il Consiglio presenterà una proposta veramente sostenibile per rafforzare i programmi ‘bandiera’” che saranno “disperatamente necessari nei prossimi sette anni”»

«Deplorevole che il Parlamento, oggi, abbia perso l’occasione per portare avanti i negoziati sul bilancio»

«Il “trilogo” sul Bilancio 2021-27 tra Eurocamera e Consiglio si è “interrotto”, annuncia il portavoce»

«Senza una proposta praticabile da parte della presidenza tedesca per innalzare i tetti, è impossibile fare passi avanti. Margini e flessibilita’ servono per bisogni imprevisti, non per trucchi di bilancio»

«Lo scontro è’ aperto e, senza un accordo tra Parlamento e Consiglio UE, l’intero bilancio pluriennale e il Recovery Fund concordati al vertice di luglio non potranno procedere nell’iter legislativo di ratifica da parte dei Parlamenti nazionali entro la fine del 2020»

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Da un anno e mezzo l’Unione Europea non riesce a prendere una decisione che sia una.

E al momento né il piano finanziario 2021 — 2027 né il Recovery Fund sono stati approvati. Semplicemente, non esistono nella realtà.

Sta diventando materia più da trattato di psichiatria che di politica economica.

Che vada bene, ma bene per davvero: «L’intero bilancio pluriennale e il Recovery Fund concordati al vertice di luglio non potranno procedere l’iter legislativo di ratifica da parte dei Parlamenti nazionali entro la fine del 2020»

Ma il mondo non si ferma per far piacere all’Unione Europea.

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Stop ai negoziati sul Recovery Fund. È scontro tra Parlamento europeo e Consiglio sul Bilancio

Il braccio di ferro tra Eurocamera e Stati membri rischia di far slittare l’approvazione del pacchetto e ritardare ulteriormente l’arrivo dei fondi europei decisi dai Governi a luglio per rispondere alla crisi economica legata alla pandemia di coronavirus.

A una settimana dal Vertice dei leader previsto a Bruxelles per giovedi e venerdi prossimi, è scontro tra Parlamento Europeo e Consiglio sul Bilancio pluriennale della UE e sul Recovery Fund.

Il braccio di ferro tra Eurocamera e Stati membri rischia di far slittare l’approvazione del pacchetto e ritardare ulteriormente l’arrivo dei fondi europei.

I negoziatori del Parlamento Europeo, sul quadro finanziario pluriennale (Qfp) e sul Recovery Fund, hanno bocciato la proposta arrivata ieri dal Consiglio UE, che proponeva un aumento dei fondi solo a pochi programmi ‘bandiera’ dell’Unione — chiedendo al contempo un aumento di risorse su 15 capitoli di spesa, oltre alla richiesta di rafforzare le condizionalità legate al rispetto dello Stato di Diritto per erogare i fondi europei.

“I capi di Stato e di Governo hanno trascurato il valore aggiunto di programmi veramente paneuropei”, attacca l’europarlamentare belga Johan Van Overtveldt, Presidente della Commissione Bilanci dell’Eurocamera, in una lettera recapitata all’Ambasciatore tedesco Michael Clauss.

Il politico belga definisce le proposte “inaccettabili per il Parlamento”.

Si potrà arrivare a “un rapido accordo a vantaggio dei cittadini europei” solo se “il Consiglio presenterà una proposta veramente sostenibile per rafforzare i programmi ‘bandiera’” che saranno “disperatamente necessari nei prossimi sette anni”, aggiunge.

Nel tardo pomeriggio arriva la replica della “Presidenza di Turno” tedesca che, in un tweet del portavoce Sebastian Fischer, definisce ”deplorevole che il Parlamento, oggi, abbia perso l’occasione per portare avanti i negoziati sul bilancio” e difende la proposta di compromesso messa nero su bianco da Berlino e approvata a maggioranza dai 27, ieri, all’Ecofin.

Altrettanto dura la replica dell’Eurocamera, affidata al portavoce del Parlamento europeo, Jaume Duch, che annuncia lo stop del negoziato.

Il trilogo sul Bilancio 2021-27 tra Eurocamera e Consiglio, si è “interrotto”, annuncia il portavoce: 

“Senza una proposta praticabile da parte della presidenza tedesca per innalzare i tetti, è impossibile fare passi avanti. Margini e flessibilità servono per bisogni imprevisti, non per trucchi di bilancio”.

Lo scontro è aperto e, senza un accordo tra Parlamento e Consiglio UE, il bilancio pluriennale e il Recovery Fund concordati al vertice di luglio non potranno procedere nell’iter legislativo di ratifica da parte dei Parlamenti nazionali entro la fine del 2020.

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Link originale: https://senzanubi.wordpress.com/2020/10/14/recovery-fund-stanno-spartendosi-quello-che-non-esiste-tutto-bloccato-schizofrenia/

Scelto e pubblicato da Franco