Quando lo Stato francese proponeva (2017) una “patrimoniale sugli immobili differita” PER L’ITALIA… Situazione italiana insostenibile senza cambiare il paradigma. I grandi media sono per il mantenimento dello status quo

 

Parlavo ieri con alcune persone di buona volontà sullo stato dell’Italia. Mi ha colpito come la matematica di base sia troppo spesso sottovalutata. Insomma, l’Italia quest’anno vedrà un crollo delle entrate tributarie del 20% e un crollo del PIL del 12% circa. Aggiungetevi una aumento del debito ulteriore, dovuto a spese straordinarie per sostenere l’economia in caduta libera, senza riuscirci, diciamo pari al 3-5% del PIL: facile fare il conto con la somma degli addendi, arrivando ad un rapporto debito/PIL a fine anno attorno al 160% ma SENZA ECONOMIA SOMMERSA. Visto che poi l’economia sommersa è la prima a seccarsi in periodi di grande crisi, arriviamo facilmente ad un debito reale sul PIL base economia dichiarata pari al 180-190% del PIL a fine anno. Dove volete andare con un debito del genere? Con o senza MES e/o Recovery Fund nulla cambia per la Penisola, tali fondi EU restano infatti inadeguati ed insufficienti, volutamente lato Bruxelles…

In tutto questo i grandi giornaloni italici, intenti a che voi non facciate la rivoluzione (per il motivo che leggerete di seguito), vi suggeriscono che “il crollo del PIL trimestrale italiano è il maggiore dal 1995”, senza però aggiungere che il PIL nel 1995 alla fine fu positivo, con la lira…

  

Quello che ricavo da quanto sopra è che sta succedendo qualcosa di grosso ma non ve lo vogliono dire. Ossia il Paese restando nell’euro rischia il crack socio-economico. Che poi il nord, sponsorizzato da Berlino, cercherà la miope secessione è una normale conseguenza, nella speranza di non pagare il conto, sta nelle carte visto che è proprio la speranza l’ultima a morire. Dico miope secessione perchè il nord prima dell’euro poteva anche a buon titolo pensare ad una separazione dal resto d’Italia, oggi post deindustrializzazione del nord e dell’indotto auto via FCA francese ed auto elettrica le speranze di successo sono a zero.

Non che Bossi non ci abbia pensato, assolutamente, la Lega allora come oggi  è filo tedesca e dunque oggi anche filo euro. Ma evidentemente ai tempi non c’erano le condizioni visto che agli USA allora l’Italia interessava tutta intera. Oggi con la Germania a capo le cose sono cambiate, evidentemente… Mai infatti dimenticare che il catalano Puidgemont si è rifugiato in Germania, che lo protegge a spada a tratta, non a caso.

Come al solito l’asse franco-tedesco, quello di Aquisgrana che prima era di Vichy, quello delle Waffen SS di “Combattre pour l’Europe” soffia sul fuoco della conquista economica dell’EUropa. E questa volta pensano di vincere visto che ritengono di aver tagliato fuori gli USA, vedremo come butterà.

Alla fine dei giochi il COVID ha fatto il suo sporco lavoro: se non si andrà in guerra, la salvifica guerra a questo punto, quella del Mediterraneo là da venire, l’Italia farà crack. Ben sapendo che la Grecia già prevede deficit dell’ordine del 10% del PIL il prossimo anno, in barba a Maastricht. E se sarà guerra contro Ankara il deficit ellenico sarà anche del 30%, in euro. Ossia la guerra greca dei nemici di Atene (ossia guerra fatta a Berlino e Ankara, da sempre alleate) sarà pagata dai tedeschi. Geniale.

L’alternativa è invece rompere l’euro causa COVID e spese di preparazione alla guerra, uccidendo l’export tedesco. Geniale.

Chiaramente – e qui arriviamo ai giornaloni italici da sempre filo tedeschi, fin dai tempi dell’asse o anche del patto d’acciaio – Berlino si gioca il suo benessere di potenza SOLO mantenendo lo status quo. Sempre che altre disgrazie incombano, ad esempio una fiammata inflattiva globale, in fieri. O una svalutazione del dollaro. O di peggio.

Il Corriere della Sera del 1999 è finito, siamo tornati a quello del 1940-1944, che dite?

In tale contesto l’unica carta che l’EU deve giocarsi, data per persa la Grecia, è di avere in loco governi comprati ossia amici di tedeschi e francesi in Spagna e Italia, gli unici due paesi con dimensioni critiche – e relazioni USA importanti – in grado di deragliare il progetto globalista per eccellenza, quello dell’euro.


Questo spiega coi fatti come le porcherie in Italia si sprecheranno da qui in avanti, con governi diversamente comprati dagli stranieri, o in vie diretta da Parigi e Berlino, o con triangolazione cinese. Ben sapendo che Conte resta necessariamente filo USA, basti rilevare che è odiato — e temuto – da tutti…

Sullo sfondo gli USA, che oggi NON vogliono (ancora) sporcarsi le mani, ma temo dovranno farlo se non vogliono perdere la posizione di preminenza a livello globale. Penso che prima poi comunque lo faranno in quanto Trump, memento la storia del gen. Marshall, si sta già dotando di un staff politico di estrazione militare quasi al completo, ossia si sta preparando.

E’ per altro chiaro che, come al solito, i servizi segreti tedeschi sono formidabili: dunque hanno probabilmente avuto un ruolo importante anche nel fomentare le proteste USA. Direi attraverso il loro pupillo, George Soros, che già anni fa dichiarava apertamente il suo supporto di gioventù al mondo nazista, sue parole, in video. se ci pensate bene il Soros ha fatto i suoi soldi sempre speculando contro il modo anglosassone, forse non casualmente.

In tale contesto non sembra casuale che ad ottobre 2017 lo STATO FRANCESE (France Strategie) ABBIA PUBBLICATO UN DOCUMENTO UFFICIALE IN CUI DI FATTO SI ANALIZZAVA E PROPONEVA UNA PATRIMONIALE IMMOBILIARE ALL’ITALIAavete capito bene – con il fine di abbassare il debito pubblico non francese ma italiano!

Ho messo in calce quanto al titolo semplicemente per comprovare  al termine del discorso la sostanza dei ragionamenti precedenti, atti a colonizzare l’Italia. In tal contesto, per questioni geografiche e culturali, la Francia appare come un nemico ben più temibile della Germania per i fini di mantenere l’integrità socio-economica ed anche territoriale italiana.

MD

*****

Le immagini, i tweet, e i filmati pubblicati (i contenuti) nel sito sono tratti da Internet per cui riteniamo, in buona fede, che siano di pubblico dominio e quindi immediatamente utilizzabili. In caso contrario, sarà sufficiente contattarci all’indirizzo info@mittdolcino.com perché vengano immediatamente rimossi. Le opinioni espresse negli articoli rappresentano la volontà e il pensiero degli autori, non necessariamente quelle del sito.