Lettera aperta ai patrioti italiani, se ce ne sono: l’Italia con l’euro è destinata a NON avere una politica estera propria. Ossia dietro il ricatto di troika e BTP da comprare via BCE per tenere in piedi il Paese, il Mediterraneo andrà perso a favore di Germania e Francia!

Penso che qualche patriota in Italia ci sia. E non parlo di chi vuole la secessione, tali soggetti nel caso non sono patrioti ma secessionisti. O anche golpisti, dipende da come le istituzioni rappresentano e forse rappresenteranno tale deriva, nel momento in cui dovesse concretizzarsi formalmente come rischio paventato e/o reale. Vale comunque la pena di spiegare le conseguenze sulla politica estera del NON avere una propria moneta, con esempi facili da capire. Facendo notare cosa succederà dopo, in modo che i cd. patrioti, se ce ne sono, lo capiscano. Ossia in modo che poi non possano dire “NON LO SAPEVAMO”. Resta la dura  e tragica considerazione che se non si capisce di economia NON si può essere utili come patrioti, oggi.

Vediamo – sembra – oggi nella cronaca lo switch di politica estera Mediterranea dell’Italia, alla fine è facile. Salvo sorprese di Conte dietro le quinte sulla ZEE italiana nell’area, sappiamo che è abilissimo nelle trattative complesse su 4 tavoli (…).

Come sempre Francia e Germania sono in competizione per l’egemonia in EU. Oggi per l’egemonia anche e soprattutto nel Mediterraneo: se i tedeschi dovessero accedere al petrolio la follia/panzana dell’auto elettrica verrebbe meno, per inciso. L’Italia è tagliata fuori  causa assenza di propria moneta. Vi spiego il perchè. Oggi la Francia sta facendo l’All In sul Mediterraneo orientale, complice la debolezza italiana ricattata dall’EU e dalla BCE coi BTP che si dovono comprare ogni giorno per tenere in piedi la baracca italica, la cd. Penisola. Infatti senza BCE l’Italia NON paga stipendi e pensioni statali in euro, per capirci. Tecnicamente per cambiare la policy BCE si va ai voti: se si fa la somma blocco francese (FR-BE-LU) più blocco tedesco (DE-AT-SLO-SLK-NL-FI) si può tranquillamente decidere in una notte che l’Italia avrà lo spread a 500 bp il giorno dopo, decisione nottetempo. Un ricatto monetario.

L’Italia è colei che perde di più dall’euro!!!

Dunque Italia e Spagna, le due potenze navali mediterranee, sono bloccate da quanto sopra, in camera di rianimazione da eccesso di debito con ossigeno BCE. In particolare l’Italia, che dovrebbe immediatamente fare una ZEE – Zona Economica Esclusiva condivisa sui mari mediterranei con Grecia, Egitto, Cipro ed anche Israele, ossia con il blocco Anglo. Ma facendo così Roma avrebbe però contro CONTEMPORANEAMENTE sia Francia che Germania, che si metterebbero d’accordo, nottetempo: ossia nottetempo lo spread dei BTP decennali potrebbe salire a 500 bp, come sopra indicato. Un ricatto, chiaro. Dunque l’Italia deve giocoforza allearsi o con la Germania o con la Francia, fattuale, RESTANDO NELL’EURO.

Qui siamo: l’Italia a questo giro ha deciso di allearsi con la Germania, contro la Francia, sempre RESTANDO NELL’EURO. Ossia ha deciso di perdere solo una parte di ENI. Se stesse con la Francia perderebbe tutta ENI. Per adesso è così, ma certamente da qui ad un lustro in ogni caso l’ENI sarà persa al 100%. Fare una propria politica estera, per Roma, – ossia fare i propri interessi  nazionali – ormai è fuori discussione restando nell’euro, spero sia chiaro a tutti. Lo abbiamo spiegato poc’anzi.

Andiamo ai patrioti. Chi si definisce tale deve capire che senza moneta unica non solo non si fa politica estera indipendente ma addirittura non si difendono gli interessi nazionali. I fatti mediterranei spiegano bene la cosa, finalmente: con l’euro sarà uno stillicidio di accorducci con i fine di portare via asset all’Italia poco alla volta, mettendosi come Italia “una volta si ed una no” assieme alla Germania; e poi assieme alla Francia.

Dunque i nostri patrioti, e mi riferisco prima di tutto a Fratelli d’Italia – che stimo -, è bene si strutturino. Infatti, alla fine del giro, solo questione di tempo, la distruzione degli assets ossia delle fonti di crescita e di PIL differenziale italiano positivo, faranno in modo di ridurre la base imponibile in Italia. Si chiama CRACK socioeconomico.

Il risultato è già davanti ai nostri occhi, basta volerlo guardare: lo Stato dovrà confiscare i beni delle famiglie per restare nell’euro, pena l’impossibilità di tenere in piedi il baraccone. Ossia di pagare lauti stipendi e prebende anche ai boairdi di Stato, incluse le pensioni dei giudici, tra le più alte al mondo. Mattarella lo ha già detto, ieri, a tutti. E chiaramente. Draghi oggi lo ripete: bisogna fare crescita, restando nell’euro naturalmente, alla Draghi.

Ossia pagherà la classe media, dunque tutti voi che leggete. Ma si permetteranno comunque aberrazioni ed ingiustizie smisurate per NON fare pagare le tasse ai grandissimi patrimoni come l’art 135 del decreto rilancio. O con la legge dei Paperoni che permette a gente come De Benedetti, Serra, Agnelli o Elkann di pagare poco o nulla di tasse sulle fonte estere – e tali soggetti ne hanno tante di fonti estere, notasi che Ronaldo e Messi stavano finendo in galera per fare quello che l’Italia ha reso legale, ndr -. In poche parole neofedualesimo 2.0, dove paga chi ha poco ma non nulla; ma viene “salvato” chi ha patrimoni smisurati. In tutto questo le tasse per PMI e comuni mortali in Italia resteranno altissime…

Effettivamente, è vero, destra e sinistra sono superate:  ora è davvero un ritorno a Don Rodrigo. Ma agli italiani evidentemente va bene così, visto che non dicono nulla, non si lamentano.

Spero i patrioti capiscano che, così facendo, è solo questione di tempo prima che la fame arrivi in Italia, da questo inverno. E che pensioni e stipendi pubblici non vengano pagati integralmente in euro, una parte verrà ritengo pagata in buoni annonari. Ma per un po’ la deriva totale e completa del Paese verrà ritardata, a patto di confiscare una parte degli averi privati degli italiani, come suggerito sottilmente da Mattarella, sopra. PER RESTARE NELL’EURO.

Cosa aspettino i patrioti a preparasi adeguatamente è il vero mistero della fede  nello Stato. Fede che purtroppo sta scemando, troppo asimmetria.

L’Italia va già selvaggiamente!“, rielaborando la profezia di Irlmaier.

MD