L’Italia attuale non avrà squadre di calcio di successo per molti anni: la deriva parte dal 2011 e passa per l’esclusione ai mondiali (un paese in implosione non ha italiani disposti a spendere soldi per il calcio, se non c’è più nulla da azzannare…)

Il calcio, immagine del Paese Italia

Ed intanto l’Atalanta… Io che non tifo per l’Inter ebbi una folgorazione con Mourinho, un grande profeta del calcio, arrogante quanto basta, ma capace. Il triplete fu il degno epilogo, che come italiano, parlo di una squadra italiana, mi riempiva di orgoglio. Almeno fino a quando una persona molto importante nelle istituzioni di Madrid mi fece sottilmente notare che, comunque, il Barcellona mai avrebbe potuto vincere la Champions a Madrid, MAI! Fu lì che capì per la prima volta che anche il calcio può essere politica, o anche geopolitica. Ne più ne meno che l’Atalanta in Champions, in rappresentanza di una città che ha pagato un debito elevato alla Germania con i contagi del COVID provenienti dalla zona circa di Mannheim,  forse anche in veste-vestita “pro secessione”: non mi stupirei che a compensazione una buona ma non ottima squadra come quella di Percassi possa andare avanti molto in Champion, magari non vincerla (ma forse si), direi quanto meno andando in finale….

La legge sui Paperoni voluta da M. Renzi è servita per fare venire in Italia vecchie glorie del calcio prossime alla pensione o, dietro tale paravento, per permettere senza rivolte di piazza alle ricche elites italiane emigrate in passato di rientrare nel paese senza pagare tasse? Mentre il paese letteralmente affoga nelle tasse?

In tale contesto – tutto sommato un dettaglio di attualità – si inquadra il resto della narrazione che vorrei proporvi, ossia che calcio e politica, ossia controllo delle masse con lo sport come ci insegnava Aldus Huxley, vanno a braccetto. Totalmente. E quindi il calcio diventa oggetto di orgoglio. E quando si vince, anche di riscossa. O un tragico sintomo di sottomissione, quando si pagano le consegienze della conquista economica, come oggi in Italia.

In tale contesto scrivemmo in passato su un altro sito prima che si facesse “comprare” dagli ideali solo falsamente sovranisti (oggi il Piano B è una parola vietata al pari della blasfemia per un Papa pre-Jorge Bergoglio), vedasi LINK. Dunque, inevitabilmente, riprendiamo il discorso da tale punto, che anticipava di qualche ora la prevista mancata qualificazione dell’Italia ai mondiali di Russia come normale conseguenza dell’implosione economica volta dall’EU.

Un paese al fallimento non ha squadre di calcio vincenti: dedicato a chi tifa per l’EUropa tedesca (e dunque non si va in Russia, tanto è sotto embargo…)

In tale contesto oggi potrebbe davvero molto ragionevolmente avvenire una redenzione, una rivincita, appunto nella zona di Bergamo, vedremo se avremo ragione col nostro cinismo educato dagli eventi, nel caso rivincita voluta per volere EU/Champions League anche da inquadrare nel movimento secessionista lombardo forse anche nel suo fallito piano di zona rossa economica ex COVID/febbraio-marzo scorso, il tempo nel caso ci dirà (temo che, sempre “nel caso”, in loco molti rischiano di fare la fine degli ex RSI alla fine della WWII, ma magari mi sbaglio, …). Ricordo che le coppe del mondo di football degli anni ’30 avvenivamo come conseguenza di un progresso economico riconosciuto all’Italia, con differenziale positivo rispetto agli altri paesi mondiale, quando Mussolini veniva chiamato da Churchill “il gentleman italiano”, vi ricordate… Ed Italo Balbo volava sopra New York prendendo la copertina del Time.

Oggi è il disastro non solo economico ma prima di tutto di valori, testimoniato non solo da una classe politica inetta ma appunto senza alcun valore anche etico (…), ragionamento  vaticinato da un bel pezzo del corriere della sera di ieri: tutta la serie A che conta è in vendita, allo straniero. Eccezione resta il Napoli, l’unica squadra con cuore e portafoglio a metà tra USA ed Italia, ossia non a caso nella patria della VI flotta USA e ad Hollywood, Napoli dove probabilmente non a caso venne mandato “in esilio” Lucky Luciano da Truman & Co.. L’Inter è diventata invece cinese, ossia di gente che punta a rubare l’anima italiana per riempirla di esercenti cinesi che compreranno tutto da quai ai prossimi mesi; fatta salva una guerra occidentale ossia USA contro l’ex Impero Celeste che ha a libro paga mezza politica che conta in Italia, via Firenze si dice. La Roma passa invece da un proprietario oriundo ad uno straniero , il Genoa sta per essere venduto non si sa a chi, idem la Sampdoria, l’Atalanta invece ritengo probabile sarà venduta appena dopo questa Champions nel caso sia di successo, magari ad un tedesco, via la ex Italcementi dei Pesenti venduta e poi progressivamente smantellata in direzione Germania, ad Heidelberg. La Fiorentina va invece ai Comisso, gente “dura”, con cui le elites fiorentine scommetto a breve avranno enormi problemi di convivenza, lui e la sua famiglia (io starò nel caso dalla parre dei Comisso, ndr). Il Milan a Singer si dice passando per ex top manager(s) di San Donato per poi approdare in Francia; la Juve è di fatto già straniera nella proprietà Exor, vediamo per quanto resterà diciamo oriunda. Il glorioso Parma ex Tanzi invece, se ne parla di vendita da tempo…

Alla fine di veri imprenditori italiani che investono nel calcio, magari perchè in fondo c’è anche un po’ di passione, o – più importante – anche come supporto al loro business locale e nazionale, NON CE NE SONO PIU’

Parlo di grandi imperi imprenditoriali alla Gardini per intenderci, l’ultimo vero Capitano d’Impresa italiano (abbattuto da un giudice corrotto in forza di una tangente estera pagata per far fallire indebitamente il primo gruppo imprenditoriale privato nazionale per poi venderlo ai francesi, ndr). Primo, perchè costoro – i cd. grandi imprenditori – hanno svenduto in passato tutto allo straniero investendo i proventi in mattone meneghino; o quanto meno hanno delocalizzato all’estero le loro fortune, vedasi Exor e Berlusconi. E tutto questo senza dimenticare che oggi l’Italia NON è più un paese dove ci sia qualcosa da mungere, anzi. Dunque, visto che la vacca è magrissima e sta per morire, inutile “investire” in sport nel Paese, magari sperando nelle privatizzazioni future… Meglio gli appartamenti a Berlino, magari sperando nella secessione del nord, ossia magari per fare di Milano la cd. “Roma ladrona” del nord, dove i politici corrotti romani vengano sostituiti quelli meneghinoi(fate ricerca su google con le parole chiave “sanità lombardia tangenti” e vedete cosa vi viene fuori, da 25 anni almeno, …).

Il destino è segnato cari miei. Ed il pezzo del Sole 24 Ore di ieri lo vaticina, senza ombra di dubbio.

Basta che voi lo capiate: mi chiedo a breve che senso avrà tifare per la vittoria di una squadra cinese in Italia – prima che la gran parte degli eventi vengano spostati a Shenzhen, ndr – nel momento in cui ad es. l’Occidente si trovi in guerra con tale area del pianeta. Io infatti ho smesso da un pezzo di tifare, in attesa di una rivincita nazionale.

Se in tanti facessero come me forse le cose apparirebbero nella sua realtà gravità, senza paraventi, senza bugie prima di tutto a se stessi: la crisi è abnerme, smisurata, prossima al baratro. Ma facciamo finta che tutto vada bene, ancora per in po’, fosse anche solo per un paio di mesi, ….

MD