Se l’euro finisse, via Karlsruhe o più probabilmente per volere USA, l’Italia non dovrebbe pensare, nemmeno lontanamente, di cadere dalla padella alla brace optando per un euro “ridotto” sotto la Francia!

Oggi ci sarà la sentenza di Karlsruhe. Come ben sapete il ns. team fu il primo a paventare come conseguenza del blocco del QE con la Germania disaggregata dall’operazione diciamo certamente abusiva della BCE, quanto meno nei termini previsti dal TFUE, la nascita dell’euro II, del sud. Ciò comporterebbe/avrebbe comportato appunto la nascita di un euro sud e di un euro tedesco, a cui – l’ultimo, l’euro-nord – il blocco dei paesi del nord EU inevitabilmente si aggregherebbe, onde evitare che il PEPP/QE post COVID generi moneta euro utilizzabile in tutta la zona euro, ossia in grado di scatenare l’ “odiatissima” inflazione anche e soprattutto in Germania (la Germania è un paese che ha tanti crediti catacei soprattutto con l’euro, per cui con l’inflazione ci perde, ndr).

Tale “svolta” resta comunque una possibilità da libro di testo (textbook) in quanto riteniamo che le istituzioni tedesche normalizzeranno la decisione della Bundesbank, facendo prevalere il Bundestag a cui la Corte di Karlsruhe nei fatti si è rivolta. Infatti i tedeschi non sono folli; dunque, nonostante le influenze USA sulla Corte vicinale ad Heidelberg, Kaiserslautern, Ramstein e Francoforte, alla fine non riteniamo permetteranno come sistema la scissione intra-EU e soprattutto intra-euro paventata da alcuni.

Vedremo, domani ma come indicato testè, riteniamo riteniamo tutto si concluderà con nulla di traumatico.

L’aspetto interessante però è un altro, lasciando perdere le conseguenze geostrategiche – enormi e smisurate – di una Germania che nei fatti andrà a sfidare a tutto tondo gli USA anche in campo monetario ossia – e li sta il punto – di sfida al dollaro, con l’euro: dobbiamo infatti misurare e valuare con attenzione le ambizioni emerse anche in Italia da parte francese sull’argomento. Ossia Parigi si rende conto che alla fine con l’euro ne resta in piedi solo uno di soggetto apicale e questo non può essere che il blocco tedesco. Dunque l’ambizione parigina, riverberata dai suoi cooptati italiani, è quella di promuovere una “soluzione” per cui l’Italia dovrebbe comunque uscire in qualche modo dall’area euro attuale per entrare in un euro ridotto con a capo Parigi. Ossia finire dentro un franco CFA allargato ai paesi mediterranei.

La lobby cd. “trasversale”?

Questa è crassa follia.

Ho notato anche commentatori in internet, twitter, blogs etc. spendersi per tale “soluzione” francese, mentre in realtà sarebbe mero suicidio. Non mi sono stupito, vista come è andata a finre la TAV; inutile per il Paese, costosissima, sospettata di nascondere un piano nucleare militare francese (laboratorio nucleare di Modane spostato sotto il Frejus, in gran parte su territorio italiano, ndr), condannata da una analisi precisissima sull’inutilità economica dell’opera e pur anche votata trasversalmente da PD , Foza Italia e Lega, con lavori del “buco” commissionati ad un’azienda legata ad un ex ministro del centro destra.

Infatti, a parte che le colonie francesi sono state regolarmente schiavizzate nella storia, dobbiamo ricordare che oggi la Francia necessità degli attivi italiani per stare in piedi se stessa.

Già a fine ‘700 alcune zone dell’Italia nordoccidentale cedettero alle lusinghe francesi, tutto sommato con l’obiettivo di abbassare le tasse sabaude, solo per trovarsi dominati dalla Francia che imponeva tasse ancora più alte, colonialismo vicinale, appunto (infatti tempo qualche lustro e rientrarono nell’alveo torinese, sempre legatissimo a Londra).

Deve infatti essere chiaro che la fine dell’euro dovrà comunque comportare il ritorno alle valute nazionali. Sappiamo per altro che in Italia ci sono molti terminali francesi, anche e soprattutto nella politica. Tali terminali devono essere evirati. IL motivo sta tutto nell’immagine sopra, al titolo!

E’ infatti questione di sopravvivenza tornare agli interessi nazionali, che non possono essere che filo atlantici, almeno ipotizzando l’interesse del 99%+ della popolazione italiana.

Oggi E. Luttwak, che fu presentissimo a Roma in questioni crucuali (…),legato a doppio filo a vari dipartimenti di sicurezza USA (…) – uomo di spessore istituzionale tra Italia ed USA, … – , ha espresso chiaramente ed in poche righe un diciamo “trend” sulla moneta unica con l’Italia ad esso incatenata che, con Donald J. Trump riconfermato, sarà definitivo: all’Italia conviene uscire dall’euro.

Punto. Inutile dire che sottoscriviamo tutto, da 8 anni.

Resta Agosto, che sarà caldissimo. All’inizio di settembre ci sarà una tregua, solo all’inizio, Poi verso fine mese partirà la sfida finale.

Voi da che parte state?

MD