Lo strano ed incredibile caso delle polmoniti senza COVID (ma dicono che “sono COVID”): che magari tali polmoniti “- solo con effetti simili al COVID” – prima si chiamavano influenza?

Quello che vediamo oggi riportato dai media è incredibile: a fronte di una pandemia che non ha fatto che una frazione dei morti delle pandemie precedenti di influenza, notando bene che il COVID è pericoloso praticamente solo per anziani debilitati e con patologie pregresse (le pandemie di influenza del ’57 e del ’68 uccidevano invece giovani e vecchi, ndr), abbiamo bloccato economicamente interi Paesi, vedasi l’Italia, per altro anche limitando i diritti costituzionali e democratici della popolazione. E vorremmo anche imporre, di seguito, vaccini di massa, facendo finta di non sapere che i precedenti coronavirus come MERS e SARS sono spariti l’anno successivo la loro comparsa. Ed addirittura paventiamo l’obbligatorietà di metodi di controllo delle masse come l’App IMMUNI, ecc.. Oggi arriva la ciliegina sulla torta: visto che l’emergenza sanitaria è finita, volendo tenere sulle spine la gente comunque, certamente spaventandola, si fa circolare la voce dei “casi simil-COVID senza essere COVID”, ossia “patologie NON RILEVATE ma con sintomi simili”, facendo finta di dimenticarsi che ogni anno l’influenza falcidia migliaia di persone in Italia, segnalando come causa di morte proprio la polmonite. Non vi dico quale è la mia sensazione….

Come fosse un comunicato stampa: stesso wording su tutti i media (1) [CdS]

Chiaramente dietro a questa messa in scena, nel senso di reazione spropositata ed assurda ad un problema di salute pubblica tutto sommato limitato, c’è dell’altro. E come sempre in queste situazioni, nulla capita per caso, se volete anche potete riesumare anche la famosa legge di Murphy.

Or dunque, lasciando perdere le stratificazioni di azioni e reazioni di interi sistemi economici/Paesi interessati (…, non volendo cadere nel più becero complottismo) limitiamoci alla “Questione del Metodo” ovvero indagare le cause di cotanto nervosismo globale: quando le reazioni ad eventi esterni sono inusitate ed assurde bisogna tenere alta la guardia in quanto l’uomo non è stupido! E come tale deve fare in modo di trovare giustificazioni accettabili per i suoi simili se si comporta in modo irrazionale.

Come fosse un comunicato stampa: stesso wording su tutti i media (2) [FQ ]

Dalla scatola degli attrezzi della società civile NON possono mancare due strumenti fondamentali: uno, la conoscenza del significato della dottrina Goering. Due, l’analisi basata sul cd. cui prodest. Come corollario è necessario tenere ben presente il concetto di dividi et impera, sempre, capendone possibilmente le finalità nel contesto, ovvero evitando che venga usate contro di se.

Come fosse un comunicato stampa: stesso wording su tutti i media (3) [adnkronos]

La dottrina Goering, dal nome del gerarca nazista filo-svedese che la coniò con il fine di convincere il suo popolo a seguirlo nelle pazzie belliche della WWII, dice più o meno così: “spaventa un popolo, digli che è in pericolo, che è attaccato dall’esterno, e gli farai fare e credere quello che vuoi”. Tale stratagemma fu usato nel famoso caso Marinus van der Lubbe, il comunista olandese indiziato – e poi condannato a morte, contravvenendo alle più basiche leggi umane in tema penale in quanto la condanna avvenne in presenza di un reato che non prevedeva la pena di morte quando teoricamente venne perpetrato, ndr – per aver dato fuoco al Reichstag a Berlino, quando invece si scoprì a fine conflitto che fu opera dello stesso Goering. Il fine – e qui arriviamo al secondo punto, il “cui prodest” – era convincere le masse tedesche ad entrare in guerra conquistando la vicina Olanda, cosa che poi avvenne, in quanto “esisteva il pericolo” di attentati in Germania a causa del paese confinante come dal caso Van der Lubbe. Lì iniziò di fatto la WWII, nei suoi prodromi.

Dunque, usando il combinato disposto dei due strumenti di cui sopra, cerchiamo di capire chi può avere interesse a perpetrare verità supposte e preconfezionate, parlo del caso COVID e della follia correlata, ossia del tentativo di mantenere terrorizzato un popolo molto più di quanto bisognerebbe, per poi farlo finire in lockdown e quindi controllarlo.

Prima di tutto va notato come i danni da “COVID malattia”, senza il folle lockdown imposto ex post, sarebbero stati assai limitati in termini economici. Tradotto: nel momento in cui si fosse solo limitata la circolazione ed il contatto con anziani; nel momento in cui i sartani, usati come anti-ipetensivi, fossero stato limitati nel loro uso; nel momento in cui l’eparina fosse stata introdotta come farmaco di elezione per combattere i sintomi mortali di COVID, certamente avremmo avuto dei decessi ma l’economia NON sarebbe crollata.

Come fosse un comunicato stampa: stesso wording su tutti i media (4) [Yahoo.com]

Dunque, primo indizio: il danno vero sta nel crollo dell’economia e non necessariamente nei morti da coronavirus, quasi ad essere lo spauracchio della morte – molto limitata nel caso del COVID – lo strumento per arrivare al lockdown. Il quale lockdown è l’elemento che farà i danni veri.

Notate anche che i decessi possono avvenire, nella ns società, per varie cause: malattia, sì, ma anche per cause economiche. E non parlo solo di suicidi ma di povertà diffusa, che costringe ad es. a limitare le cure mediche causa indigenza e quindi inducendo la morte per via indiretta.

Si arriva a dover riproporre la domanda: chi può aver interesse ad aver imposto il blocco delle economie post COVID? Voi direte, nessuno, in teoria. In pratica non vi hanno spiegato come da tempo il mondo occidentale sia finito in un cul de sac in termini di limiti del capitalismo, ben illustrati da J.M. Keynes: 1.incapacità di controllare l’accumulo di ricchezza e 2.incapacità di controllare la disoccupazione. Tali limiti si portano dietro due corollari mica da ridere: per permettere tale accumulo di ricchezza è necessario fare in modo che la gente consumi, ossia spenda. E per fare questo bisogna concedere credito abbondante, facendo indebitare i consumatori.

Ecco, emerge il punto saliente: è stato raggiunto da tempo il limite di indebitamento di interi sistemi paese, funzionale all’accumulo di ricchezza in mano di pochi. Visto che la storia, matrigna, insegna che in casi come questi sono scoppiate delle guerre calde terrificanti, passando per l’insoddisfazione della gente (Hitler trova la sua ragion di esistere nell’iperinflazione del 1921; gli USA invece entrarono in guerra per risolvere la crisi economica irrisolta del 1929 ecc.), ben ricordando come il fattore distributivo per eccellenza sono proprio le guerre che annichiliscono i grandi patrimoni, ecco che forse fa capolino qualche indizio di peso: e se tutto questo enorme caos fosse un a sorte di “esplosione controllata” atta a demolire solo la parte del capitalismo “che serve” onde evitare la dovuta redistribuzione di ricchezza in seno alla società occidentale?

Notate che chi scrive è tutt’altro che comunista, anzi il contrario essendo fautore dello spirito di Adam Smith, nato mentre l’Europa elitaria assimilava Hegel. Va per altro ricordato come le guerre più sanguinarie della storia accaddero proprio in Europa, nella loro genesi, non a caso. Parimenti va constatato come proprio a seguito di dette guerre enormi fortune elitarie vennero dilapidate. Dunque arriviamo all’assunto: mentre il mondo anglosassone, un popolo di bottegai come era uso dire Napoleone degli inglesi, costruiva la teoria economica di Adam Smith atta a mettere a reddito lo spirito imprenditoriale delle sue genti, l’Europa era ferma ad una sorta di feudalesimo dell’epoca su base Hegeliana, disconoscendo completamente la simbiosi di capitale e lavoro nella creazione della ricchezza. Prova ne è che Marx non era avversario dell’imprenditoria ma dell’enorme accumulo di capitale.

Vi basti sapere che l’accumulo di ricchezza oggi in mano di pochi è pari a quello che fu nella Belle Epoque, che poi traghettò l’Europa vero lo scoppio della tragica Grande Guerra.

Forse oggi, semplicemente, con queste assurdità in diretta streaming, si vuole evitare che avvenga detta redistribuzione di ricchezza sotto molti versi dovuta: visto che le elites mondiali oggi comandano media, economia e controllano anche interi governi, vedasi il team di affidabili di Soros al parlamento EU di cui sembra facesse parte anche il ministro italiano Gualtieri, potrebbe essere che ci siano proprio loro dietro a questo malcelato tentativo di crisi indotta finalizzata a cedere diritti costituzionali.

Si, perché controllando e monitorando la gente – oltre che indirizzandola coi media – si evita che si ribelli. Parimenti, costringendo la gente ad intaccare i propri risparmi si può calciare il barattolo più in là, ossia continuare col travaso di ricchezza tra classe media ed elites, che nel mentre continueranno ad imporre i propri oligopoli fatti di consumi solo teoricamente arbitrari, in realtà obbligati (come si fa a non avere internet oggi?).

Per inciso, quella illustrata sopra è solo un’ipotesi di lavoro. Lo scopo di questo intervento è infatti un altro: farvi pensare, quanto sopra illustrato è solo, ripeto, una delle tante ipotesi di lavoro. La cosa essenziale è che voi capiate che quello che avete innanzi è una vera follia, certamente interessata da parte di qualcuno. Va solo capito chi stia orchestrando questa manfrina, il motivo penso invece non si possa discostare molto da quanto testé indicato.

MD