Martin Pall: sfuggirà al coronavirus chi resta lontano dal 5G

Redazione:

A suo tempo, pubblicammo quest’articolo, https://www.mittdolcino.com/2020/02/19/la-connessione-coronavirus-5g-e-la-sua-copertura/, che lanciava l’ipotesi di un collegamento Coronavirus—5G.

C’è stata al riguardo qualche critica perché la teoria, a qualcuno, è sembrata piuttosto estrema.

Noi pubblicammo l’articolo preceduto da un redazionale, dove dicevamo che:

“”Consapevoli che le teorie estreme debbano essere supportate dai fatti o da ragionamenti dalla logica stringente e consequenziale (per evitare le accuse degli “ufficialisti”, coloro per i quali contano solo le verità ufficiali), abbiamo pensato un po’ prima di proporlo. Ma ci sembra che i fatti — che prendiamo al loro valore nominale — e le teorie esposte dall’autore meritino la pubblicazione, vista anche la documentazione a supporto””.

Ora, sul sito Libreidee, il concetto viene riproposto per mano di uno Scienziato della Washington State University. Basta, stavolta? Rilanciamo a seguire un’ampia sintesi dell’articolo di Libreidee, pubblicato oggi.

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Redazione di Libreidee, Link Originale: https://www.libreidee.org/2020/04/martin-pall-sfuggira-al-coronavirus-chi-resta-lontano-dal-5g/

Sintesi

La domanda che solleviamo non è se il 5G sia responsabile o meno del virus ma, piuttosto, se le radiazioni che agiscono tramite l’attivazione dei Vgcc possono esacerbare la replicazione virale, o la diffusione, o la letalità della malattia innescata dal Covid-19 [i Vgcc sono i canali ionici del calcio, dipendenti dalla tensione elettrica presenti nella membrana delle nostre cellule].

Facciamo un passo indietro e guardiamo alla storia recente del 5G a Wuhan, per avere una prospettiva della situazione.

Un articolo dell’”Asia Times”, datato 12 febbraio 2019, dichiarò che a Wuhan, alla fine del 2018, c’erano 31 diverse stazioni-base 5G (antenne). Alla fine del 2019 sarebbero state installate circa 10.000 antenne, la maggior parte delle quali sui lampioni “intelligenti” a led.

Molti dati dimostrano che il rapido incremento dell’epidemia di coronavirus sia correlato all’aumento delle antenne 5G.

E’ facile constatare che il luogo dov’è stata installata la prima antenna “intelligente” 5G della Cina — con Smart City e autostrada “intelligente” — sia l’epicentro di quest’epidemia, che è diventata man mano più grave quando il numero di antenne 5G è salito alle stelle.

Questi risultati sono casuali, o il 5G ha avuto un ruolo “causale” nell’esacerbazione epidemica del coronavirus?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo determinare i suoi effetti a valle. L’attivazione dei Vgcc aggrava la replicazione virale e anche il meccanismo attraverso il quale il coronavirus provoca la morte.

In effetti, la replicazione dell’Rna virale è stimolata dallo stress ossidativo. La principale causa di morte da coronavirus è la polmonite, notevolmente esacerbata da ciascuno dei cinque effetti a valle dell’attivazione dei Vgcc: eccesso di calcio intracellulare, stress ossidativo, valori elevati di Nf-kappaB, infiammazione e apoptosi.

Non è casuale che lo stesso tipo di farmaco che blocca gli effetti dei campi elettromagnetici sia utile anche nel trattamento della polmonite.

I campi elettromagnetici, attivando i Vgcc, rendono sempre più grave la polmonite e quindi le radiazioni 5G — così come gli altri tipi di campi elettromagnetici — possono aumentare i decessi per polmonite.

E’ quindi probabile che le radiazioni 5G incrementino notevolmente la diffusione del coronavirus facendo aumentare, al contempo, la mortalità dell’infezione.

La buona notizia è che quelli che vivono in aree senza radiazioni 5G — e che evitino, ove possibile, gli altri campi elettromagnetici — abbiano maggiori possibilità di sfuggire a molti degli effetti di questa pandemia.

Una delle cose migliori che Wuhan possa fare, per controllare l’epidemia, è quella di spegnere il sistema 4G e 5G.

In sintesi, le radiazioni 5G possono dimostrabilmente causare effetti biologici dannosi. Questi includono:

— effetti neurologici e neuropsichiatrici;

— effetti simili, ma più gravi, a quelli causati da altre esposizioni ai campi elettromagnetici;

— effetti cardiaci, con casi di morte improvvisa.

Sono stati inoltre verificati casi di panico di massa e insoliti comportamenti aggressivi nei bovini e negli ovini, diversi casi di difetti di nascita sugli arti, diversi casi di incendi (collegati al 5G) ed infine notevoli aumenti dell’Ehs (elettrosensibilità).

Quattro effetti prodotti a valle dai campi elettromagnetici (che agiscono tramite l’attivazione dei Vgc, ovvero stress ossidativo, Nf-elevazione, infiammazione e apoptosi di kappaB) stimolano notevolmente entrambi i processi infettivi del coronavirus.

Ne consegue la “coincidenza” dell’epidemia con Wuhan, la prima città 5G “intelligente” della Cina, nonché prima “autostrada 5G” cinese.

L’altra “coincidenza” è che la gravità dell’epidemia e il tasso di mortalità siano aumentati molto rapidamente quando migliaia di antenne 5G sono state installate in tutta la città di Wuhan.

È quindi probabile che non siano solo coincidenze. 

Lasciatemi ripetere che qualsiasi effetto che abbiamo visto fino ad ora è solo una frazione di quello che vedremo quando il sistema 5G giungerà alla sua massima diffusione, interagendo con “l’Internet delle cose”.

Gli effetti del 5G sopra elencati non includono altri massicci effetti delle sue radiazioni. Su questo sistema non abbiamo prove dirette ma ne abbiamo invece, e d’importanti, sugli effetti dell’esposizione agli altri campi elettromagnetici. Questi includono:

1. Impatto massiccio sulla riproduzione maschile.

2. Insorgenza della demenza di Alzheimer (Ad), quasi a livello precoce. Sappiamo tutto su come indurre l’Ad “universale” o “quasi universale” (ad esordio precoce) sui ratti: basta sottoporli ad una serie di impulsi Emf.

3. Autismo “universale” o “quasi universale”. Sappiamo, da studi genetici, che l’autismo è causato dall’eccessiva attività Vgcc e che questo è il principale meccanismo d’azione dei campi elettromagnetici. E’ quindi altamente plausibile che il 5G possa causare l’autismo “pulsato”, “universale” o “quasi universale”.

4. Mutazioni della linea germinale causate dalle radiazioni (che agiscono tramite i Vgcc), attive sul Dna degli spermatozoi e degli ovociti. La riproduzione umana potrebbe esserne fortemente influenzata.

Le possibili conseguenze delle radiazioni del sistema 5G dovevano essere testate in precedenza, con studi su modelli animali, prima del suo lancio.

E’ un’atrocità di proporzioni quasi incredibili che nessun test del genere sia stato fatto.

Tutto ciò porta a sostenere che il 5G presenti molteplici minacce esistenziali, di un tipo che mai abbiamo visto prima.

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Martin Pall, “Sfuggirà alla pandemia chi vive senza 5G, che è una minaccia alla nostra sopravvivenza”, da “Oasi Sana” del 18 marzo 2020. 

Martin Pall, Professore emerito di Biochimica e Scienze Mediche alla Washington State University, ha condotto ricerche sulla correlazione ambientale di quei meccanismi infiammatori che causano patologie gravi, concentrandosi soprattutto sull’elettrosmog.

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