A Davos, Donald Trump abbatte il globalismo e celebra il nazionalismo economico.

Redazione: Non ci piacciono gli articoli troppo elogiativi, ma dobbiamo ammettere che l’intervento di Trump, a Davos, li stia meritando in pieno.

Ha sbandierato davanti ai sostenitori dell’austerità, ai coriferi del mercantilismo ed ai profeti di sventura i successi della sua agenda, ovvero dell’economia nazionale contrapposta a quella globale.

Perentorio l’incoraggiamento a che l’esempio americano venga seguito dagli altri paesi.

Ed allora, come non pensare alla nostra Italia quando il Presidente ha sostenuto che i Paesi debbano essere gestiti secondo quello che è meglio per il loro popolo?

C’è qualcuno, in Italia, che sia ancora in grado di unire i puntini?

————

Charlie Spiering per Breitbart

Il Presidente Donald Trump ha celebrato martedì scorso il ripristino del “sogno americano”, esaltando i successi del “nazionalismo economico” davanti alle élite globali del “World Economic Forum” (WEF) di Davos.

“Il dovere più alto di una nazione è nei confronti dei propri cittadini” — ha dichiarato Trump alla conferenza annuale che si tiene in Svizzera — “Onorare questa verità è l’unico modo per creare fiducia nel sistema di mercato. Se i Governi mettono al primo posto il loro popolo, solo allora le persone saranno completamente coinvolte nel futuro della nazione”.

Il Presidente ha fatto notare che, da quando è stato eletto, l’America ha guadagnato oltre sette milioni di posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione è il più basso degli ultimi 50 anni.

Grazie alla sua agenda economica, ha favorito l’aumento dei salari e dei redditi familiari:

“La mia agenda a favore dei lavoratori, dei cittadini e delle famiglie ha dimostrato che un paese può prosperare quando la sua comunità, le sue imprese ed il suo Governo lavorano insieme per il bene di tutta la nazione”.

Il Presidente ha presentato la sua agenda economica nazionalista — nell’ambito di un sistema di libero mercato — come un modello per il mondo:

“Oggi sostengo che il modello americano sia da esempio per il mondo. Un sistema efficace di libera impresa, che produrrà grandi benefici per la maggior parte delle persone nel 21° secolo ed oltre”.

Ha elogiato a gran voce i suoi successi, nonostante un numero crescente di critici, quando fu eletto, avesse predetto per gli Stati Uniti la recessione economica ed una classe media sempre più contratta.

Il Presidente ha criticato gli accordi commerciali del passato che avevano sventrato l’industria americana, celebrando i nuovi accordi commerciali, da quello in itinere con la Cina, a quelli già definiti con Messico, Canada e altri paesi.

“Penso che sia questa, principalmente, la ragione per cui ho corso”, ha detto Trump, ricordando che le precedenti Amministrazioni avevano acconsentito a che i posti di lavoro e le fabbriche lasciassero il Paese.

Il Presidente ha poi criticato gli esperti e i critici che avevano ripetutamente previsto la catastrofe economica e ambientale per il mondo:

“Dobbiamo respingere i perenni ‘profeti di sventura’ e le loro previsioni sull’Apocalisse prossima ventura. Sono gli eredi dei folli indovini di ieri”.

Ha ricordato le false previsioni scientifiche che sono state fatte negli ultimi decenni, sulla sovrappopolazione, la fame di massa e la fine del petrolio:

“Questi allarmisti vogliono sempre la stessa cosa, il potere assoluto di dominare, trasformare e controllare ogni aspetto della nostra vita. Non permetteremo mai ai socialisti-radicali di distruggere la nostra economia ed il nostro paese, di sradicare la nostra libertà”.

Ha infine attaccato i burocrati del Governo, che hanno pesato sugli americani con i loro regolamenti ed i loro onerosi controlli governativi:

“Oggi esorto le altre nazioni a seguire il nostro esempio e a liberare i loro cittadini dal peso schiacciante della burocrazia. Dovete gestire i vostri paesi come volete voi, non come vogliono gli altri”.

————

Link Originale: https://www.breitbart.com/politics/2020/01/21/donald-trump-cuts-down-globalism-celebrates-economic-nationalism-at-davos/

Scelto e tradotto da Franco