L’annientamento trumpiano di Suleimani è stato un successo ma…. Il metodo usato, seppur efficace, toglie autorevolezza! Comunque non esiste alternativa agli USA, Francia e Germania sono molto peggio

La mossa lampo di uccidere l’avversario Suleimani è stato un successo, mentre le fantomatiche armi segrete iraniane che non si vedono (e ritengo non si vedranno) ricordano tanto le armi segrete di Hitler su cui il dittatore austriaco fanfaronava a fine conflitto mondiale. Una cosa è certa secondo lo scrivente: c’è stata una sorta di accordo sottobanco o/e con certe autorità iraniane o/e con la Russia per eliminare il capacissimo generale iraniano. Evidentemente Suleimani era troppo in gamba per il ruolo e dava fastidio anche in patria e/o tra i supposti alleati; certamente se nei pressi di Teheran ci fossero stati in circolazione incapaci seriali come Di Maio e Salvini o capitani di ventura come Conte il problema non si sarebbe posto…. Insomma, Suleimani era un valoroso e dunque è stato tradito da qualcuno, così sembrerebbe.

In termini politici, 4 braccia rubate all’Agricoltura con in mezzo un capitano di ventura?

Resta la schiacciante vittoria tecnica degli USA sull’Iran: il più capace generale iraniano è stato assassinato e le reazioni degli Ayatollah di cartapesta sono state pressochè nulle. Viene da chiedersi, o la superiorità USA è talmente schiacciante che non è possibile alcuna reazione, o – appunto e contemporaneamente – qualcuno ha tradito Suleimani sull’asse Tehrean – Mosca.

Resta però un’ombra lunga sull’operato USA: il metodo. Quasi certamente la formalità è stata rispettata nell’uccisione di Suleimani, un capo dei servizi segreti e controspionaggio di un paese vicinale ad un occupato in viaggio di Stato in una zona di fatto “sotto protettorato nemico” non ha la  stessa protezione diplomatica a livello di ministero degli Esteri, anzi (facendo presente che USA e Iran ad oggi NON hanno relazioni diplomatiche, ndr). Però……

L’aspetto su cui tutti noi dobbiamo meditare è però la copertura mediatica, che fa la differenza: Obama prese il Nobel  per la Pace in anticipo e poi divenne uno dei presidenti più guerrafondai degli ultimi 100 anni, con uccisioni mirate di decine di soggetti terroristici islamici fuori dai confini USA, incendiando per altro mezzo globo (basti ricordare la Libya, destabilizzata da Gheddafi e Sarkozy). Trump invece ha ucciso giusto un nemico mirato, un vero nemico degli USA, e viene considerato dai media come un gangster. Tutto questo non ha senso (…).

Tornando al metodo USA, è vero, nel caso Suleimani i media lo hanno fatto passare anche giustamente come metodo da gangster però linkando l’operato militare americano non agli USA a tutto tondo – come forse sarebbe più corretto – ma solo a Trump. Questo è assai sbagliato e nasconde rischi enormi per la democrazia mondiale. Il motivo è presto detto: Trump sta remando contro corrente ossia il mondo globalista è oggi contro gli di lui a capo degli USA. Basta rendersene conto, ben ricordando che i globalisti puntano necessariamente all’annientamento della classe media occidentale ossia di gran parte di voi che mi leggete (…).

Anzi i globalisti oggi stanno decisamente contro il mondo anglo. Anche la Regina Elisabetta II, che ha fatto la mossa giusta per il suo Paese ed il suo Popolo con la Brexit imposta a Corbyn via nuove elezioni in modo diciamo “extraparlamentare” abbiamo visto ieri essere attaccata dalla sua stesso potere simbolico, anzi dalla branchia più filo-tedesca della sua dinastia, quella di Harry e di Meghan: lui un erede al trono, sesto in lista, con la moglie di colore americana filo-globalista ossia filo-Dem USA, lui simpatizzante dei nazisti (come il nonno Filippo e lo zio Duca di Mountbatten/Battenberg, entrambi “allontanati” dalle stanze del potere, ndr), dipinto da alcuni addirittura come quasi diabolico (…),  si separa dalla Corona britannica e vivrà dei propri averi personali. Più o meno quello che avrebbe forse voluto fare Edoardo VIII alleato di Hitler nella WWII dopo l’abdicazione forzata; ma a cui non fu permesso, pena forse la morte (…).

Simbolicamente la cosa è davvero forte. Voi direte, “tanto Harry è il sesto sulla linea di successione…“. Vero, ma anche Giorgio V era il terzo in linea e divenne Re, fossi  in William e nella sua famiglia non dormirei sonni tranquilli.

Questo per dire che ci sono forze enormi e potentissime che vogliono esautorare gli USA dal potere globale. Il problema è che gli USA, come ha dimostrato l’attacco a Suleimani, hanno una preminenza tecnologica, militare, strategica e tattica che resterà inarrivabile per chiunque ancora per svariati lustri. E comunque, anche se si volesse decidere di sfidarli, alla fine ci si farebbe male tutti…

Tradotto, oggi non esiste alternativa agli USA nonostante i loro comportamenti estremi, al limite del gangsterismo ad esempio nel caso di Suleimani ucciso con l’equivalente di un videogioco (stessa cosa che potrebbe succedere ad ognuno di voi che mi leggete, per inciso).

Alcuni lamentano il mio pragmatismo filo USA: sappiate che li capisco benissimo. Ciò non significa che io sia necessariamente favorevole a tutto quello che gli USA fanno, ritengo anzi che un amico debba nel caso dissentire ma sempre nei modi corretti. Sul metodo Suleimani posso tranquillamente dissentire, ed anzi lo faccio apertamente, come fece Enrico Fermi per altro con il lancio della bomba ad idrogeno a Nagasaki, esperimento tecnicamente inutile per le sorti della guerra (…). Resta comunque il fatto che chi scrive non ha dubbi nel preferire Washington a Berlino e Parigi, proprio nessun dubbio. Il motivo è presto detto: Berlino, con l’avallo di Parigi, si è comportata con Atene nel 2011-18 nella stessa precisa identica maniera di come si comportò la Germania nazista con gli ebrei durante i prodromi dell’Olocausto ed oltre fatta la tara per il fatto di non essere questa volta i tedeschi (per fortuna) completamente dominante nel Vecchio Continente, come fu invece il caso 80 anni fa -.

Ossia, essendo italiano pragmaticamente non tradirò MAI gli americani visto che l’alternativa sono i nipoti dei nazisti ossia Vichy, sebbene riconosca che i metodi usati rischino di minare minino alla radice l’autorità USA nel mondo. Ma resta la mia personale e pragmatica convinzione pro-USA, punto e finito, non c’è null’altro da aggiungere. Se qualcuno avesse qualche dubbio si vada a guardare il video dei risolini di Sarkozy e Merkel quando decisero di abbattere Berlusconi e Gheddafi. Oltre a rileggere quanto scritto da T. Geithner, ministro economico USA, sugli eventi dei tempi, ossia che gli USA erano contrari a destabilizzare l’Italia ma Berlino e Parigi furono irremovibili, dunque Obama alla fine mollò. Più o meno la stessa versione di Zapatero. Ed anche dell’europeista Bini Smaghi oltre che del direttore dell’ IFO tedesco, H. W. Sinn, il quale implicò addirittura che ai tempi nei fatti l’Italia fu punita perchè nel 2011 voleva uscire dall’euro…

Chi vuole diventare come la Grecia alzi la mano….

L’assassinio di Suleimani possiamo dire che sia stato un atto altamente biasimevole lato USA, di cui non bisogna assolutamente essere fieri. Però, ripeto pragmaticamente, come insegnò al mondo l’italiano Machiavelli col suo “il fine giustifica i mezzi“, possiamo dire che apparentemente i risultati lato USA sono stati ottenuti. Sebbene il vero nemico, si noti bene, NON è l’Iran ma l’asse EU franco-tedesca assieme alla Cina, che invece non sono stati minimamente intaccati nel loro potere distruttitivo dello status quo.

Per inciso, oggi Trump ha bisogno di inflazione e sta facendo di tutto per ottenerla. Per fare inflazione ci vuole una guerra che però Trump sta facendo di tutto per non scatenarla, almeno lui stesso. E se proprio dovrà essere guerra questa non dovrà estrinsecarsi contro un avversario forte e temibile, come la Cina ad esempio. O come la Germania. Al limite con l’Iran, vedremo, a cui comunque va categoricamente preclusa la possibilità di avere la bomba atomica.

Qui siamo, con Trump che ha vinto con l’addendo militare ma non ha raggiunto alcun obiettivo in quello economico, che è l’obiettivo che conta.

Oggi più che mai l’Italia deve scegliere da che parte stare: non solo tra USA e Cina ma anche tra USA e EU franco tedesca.

Io, nonostante gli aspetti certamente biasimevoli, visto che non voglio diventare una colonia franco-tedesca (che come colonizzatori sono MOLTO PEGGIO degli USA) ho già scelto, e voi? Tertium non datur…

Mitt Dolcino