Boris Johnson sta per vincere le elezioni e guarda caso spunta il Russiagate inglese: qualcuno legato ai russi/DDR sta passando informazioni? Che sia qualche ex collega di Angela Merkel? Ovvero della Stasi?

Or dunque, o qui ci sono dei veri e propri traditori in seno al primo mondo, quello che ha comandato per decine se non centinaia di anni (parlo del mondo anglosassone), o qualcuno sta giocando davvero sporco, dall’esterno. Come è possibile che puntualmente, non appena un uomo forte sta per comparire sulla scena anglosassone, un leader tanto forte da essere in grado di deragliare i piani globalisti, spunta fuori il solito dossier russo?

Onestamente non credo ai soli traditori interni, sono infatti più portato a credere che ci sia una talpa, quello sì, o meglio qualche spia, ma i basisti restano all’estero. Nel senso, la logica questo direbbe. Il metodo per capirci qualcosa è sempre lo stesso, per fare chiarezza: cui prodest/follow the money? Chiaro, ad affossare gli anglosassoni chi ci guadagna sono solo i tedeschi, che puntavano già dai tempi di Rudolf Hess l’Impero britannico, poi di fatto divenuto post 1945 la base di quello statunitense in dispiegamento, Commonwealth escluso.

In tale contesto abbiamo visto chiaramente le cointeressenze tedesche a letto coi globalisti, vedasi le parole “d’amore” di Obama per Angela Merkel una volta perse le elezioni dai Dem USA. In troppi dimenticano che Angela Merkel, nata Kasner, nacque nella Germania Ovest da un pastore protestante ed emigrò nella DDR con la famiglia, divenendo referente nella sezione Agitazione e Propaganda (Aghitprop) del partito comunista della DDR, di norma il primo bacino di pesca della Stasi. Uno strano percorso.

Frau Merkel parla correttamente russo e ha vissuto in parallelo la sua esistenza nella DDR assieme all’ufficiale russo del KGB, Vladimir Putin, di stanza a Dresda. Duranteg i loro frequenti incontri la lingua parlata è il russo, ben sapendo che è una tecnica germanica quella di mettere a capo del paese un soggetto vicino al proprio nemico (…), a fronte però dell’intero sistema paese schierato apertamente con gli “amici”, che per 70 anni sono stati gli americani

Alla caduta del muro le strutture della Stasi furono ereditate dal BND della RFT, con il  potente ministro W. Schauble agli Interni. La Stasi infatti non venne tecnicamente smantellata ma prima rinominata e poi “assorbita” in due soggetti separati facenti parte del sistema di intelligence tedesco dando tempo per attuare l’ “osmosi” delle risorse più preziose in seno ad altre strutture, prima di passare agli Interni per le funzioni di polizia di sicurezza (…), mettendo finalmente “in liquidazione” solo le porzioni meno sensibili della struttura.

Questo per dire che, se è indubbio che a guadagnarci dalla debolezza prima USA e poi britannica vs. globalisti – a fronte delle varie e ipotetiche connection russe – sono i tedeschi, la logica vorrebbe che l’anello di congiunzione, o anche o strumento operativo per imbastire cotanta propaganda interessata su scala mediatica per i vari Russiagates debba essere l’intelligence tedesca, ossia il BND-Stasi (che, va ricordato, la riroviamo in tutti le spy stories mondiali della guerra fredda fino al 1990).

A maggior ragione in UK, dove i vari casi di the al polonio e attacchi al gas nervino degli ultimi anni sembrano aver avuto lo scopo ultimo di creare una fobia antirussa tutto sommato inesistente, soprattutto in forza dell’oceano di soldi russi fluiti a Londra negli scorsi 15 anni.

Oggi Boris Johnson, anch’egli anti globalista, filo USA e dunque anti tedesco quanto meno nei termini convenzionali dei globalisti pro-Germania e pro-Cina che conosciamo da 15 anni, si appresta ad affrontare una elezione generale che lo vede vincente nei sondaggi, solo per doversi scornare all’antivigilia con le ipotesi di fantomatici Russiagates in patria. Elezioni generali che, inevitabilmente, il potere della Corona ha fatto accettare anche al perdente in pectore Corbyn, volente o nolente, dando di fatto la vittoria ai Brexiters; per cui il merito del successo va ricercato prima di tutto nei medici della Regina, che l’hanno saputa mantenere in splendida forma a 90 anni suonati.

Tutto sommato, vedendo il bicchiere mezzo pieno, possiamo dire che questo nuovo Russiagate in salsa di pudding significa che Londra fa ancora paura. Soprattutto se in tandem prospettico con Washington. E con Tel Aviv naturalmente.

Comunque vada dal 12.12.2019 verrà scritta una nuova pagina nel libro del potere mondiale. Tocca aspettare ancora qualche settimana. Per intanto è bene introdurre gli attori in gioco.

Mitt Dolcino