La Brexit è una questione di fiducia: chi può fidarsi di Johnson ….. Macron?

Mike “Mish” Shedlock per https://moneymaven.io/mishtalk/

Una questione è emersa ieri sul mio blog: perché Johnson dovrebbe fidarsi di Macron e viceversa?

Sull’articolo “France Says Brexit “Pressure Must Be Maintained” ho postato questo commento: “””Non sappiamo se la Francia sta lavorando sul No-Deal — e non lo sa nessun altro, tranne forse Johnson”””.

Un lettore mi ha risposto: “””Onestamente, credi che Macron scenderà sullo stesso livello di Johnson?!”””.

Il lettore Rupert, che ha ben capito il punto, gli ha a sua volta risposto:

“””L’ultima cosa che Macron vuole è che il Regno Unito resti [nell’UE] e blocchi la sua agenda eurofederalista. La Francia sopravviverebbe al no-deal molto meglio della Germania, che è attualmente senza leader — il momento ideale, per Macron, per galvanizzare l’UE con la sua visione di una vera e propria unione politica, economica e militare: gli Stati Uniti d’Europa”””.

Bingo!

Una questione di fiducia

1. Non si tratta di Macron che si fida di Johnson. La questione è se Macron si fida dell’”Agenda di Johnson”.

2. Allo stesso modo, non si tratta di Johnson che si fida di Macron. La questione è se Johnson si fida dell’”Agenda di Macron”.

L’Agenda di Macron — Ancora una volta (ma ho aggiunto il punto 5)

1. La Francia è stanca di tutto questo casino più di ogni altro paese europeo.

2. La Francia non vuole che il Regno Unito rovini la sua politica in seno al Parlamento Europeo (PE). Forse Johnson glie lo ha persino detto, a Macron.

3. Francia e Germania sono in contrasto su molte questioni relative al PE.

4. La Francia andrà a prendersi i seggi del PE una volta che il Regno Unito se ne sarà andato. La Germania no.

5. La Germania, in particolare la sua industria automobilistica, sarà colpita dal No-Deal molto più della Francia.

La Francia vuole davvero risolvere la questione, il fatto che stia scalciando il resto dell’UE ne costituisce valida prova.

L’Agenda di Johnson

In cosa diavolo consiste l’Agenda di Johnson?

Nel caso non l’aveste capito, Johnson ha un unico obiettivo: essere rieletto.

Macron non può fidarsi di Johnson su molte cose — basti considerare come ha gettato il DUP [Democratic Unionist Party] sotto l’autobus.

Tuttavia, c’è una cosa su cui si può quasi sempre contare: alla fine del discorso, tutti i politici fanno qualsiasi cosa per essere eletti (o rieletti).

L’unica eccezione di cui sono a conoscenza risale al 1840, quando Henry Clay annunciò “”“Preferirei aver ragione piuttosto che essere eletto Presidente”””. In effetti, quest’affermazione gli costò la presidenza.

Fiducia reciproca

Di conseguenza eccoci qua: “””La fiducia reciproca tra Macron e Johnson ha una base eccezionalmente solida, perché il primario interesse politico di entrambe le parti è quasi identico”””.

Una trattativa molto diversa

1. Il Backstop sparisce [https://it.wikipedia.org/wiki/Backstop_irlandese].

2. Possibile un accordo di libero scambio.

3. Il WTO [Word Trade Organization] esce dal gioco.

4. Il DUP viene gettato sotto il bus.

5. Posizione politica modificata.

Mi stupisce che persone pur brillanti non riescano a vederlo.

È comunque ancora possibile un accordo secondo le regole del WTO che sarebbe, quindi, esclusivamente doganale. Ma potrebbe aver luogo solo se Corbyn vincesse.

La trappola del Backstop svanisce.

No-Deal

Si può sostenere che il No-Deal sia ancora meglio.

In effetti, io lo preferisco.

Ma bisogna tener conto della realtà politica: il No-Deal non è un’opzione semplice per Johnson.

Perché?

Realtà politica

Sì, Johnson avrebbe potuto combattere il Benn Bill (ora Benn Act).

Supponiamo anche che egli avesse vinto. A quel punto, però, non si sapeva cosa i Tribunali avrebbero deciso. Cosa sarebbe successo se gli si fossero schierati contro?

Hello Ken Clarke

Il risultato più probabile sarebbe stato un “Governo di Garanzia” non guidato da Corbyn, ma piuttosto da Ken Clarke, “Padre dei Comuni” ed unico Tory a votare contro l’attivazione dell’Art. 50.

Clarke paragonò le visioni post-Brexit degli Euroscettici ad una fantasia del tipo “paese delle meraviglie“, sostenendo che:

“””Apparentemente, seguirete il coniglio nella buca per emergere nel “paese delle meraviglie”, dove improvvisamente tutti i paesi del mondo faranno la fila per darci vantaggi commerciali”””.

Nel caso in cui ve lo foste perso, Ken Clarke ha minacciato di far approvare un emendamento che consenta ai sedicenni di votare, nella presunzione che voterebbero per rimanere nell’UE.

Ho discusso di questo nell’articolo “EU Postpones Brexit Extension Request, Be Careful of What Story You Believe” [L’EU posticipa la richiesta di proroga della Brexit. Fate attenzione a quale storia credere].

Brexit: i paradossi

Sbalorditivo il numero di paradossi cui abbiamo assistito in questo calvario triennale.

Ecco il punto che i “nuclei duri” dei Brexiteers e dei Remainers devono capire.

1. Insistere sul No-Deal avrebbe probabilmente portato al Remain o ad un’Unione Doganale. Quest’ultima è un’eventualità molto peggiore della prima.

2. Insistere sul Remain avrebbe portato a dover scegliere fra l’Accordo di Johnson e il No-Deal.

3. Restare attentamente a cavalcioni sulla linea di demarcazione, come ha fatto Johnson, era l’unico modo realistico per tenere in gioco il No-Deal.

Sono questi i risvolti politici della questione.

Johnson lo ha capito, l’ho capito anch’io e lo ha capito l’euroscettico ERG che ha appoggiato, seppur con riluttanza, l’Accordo di Johnson.

L’alternativa era probabilmente Ken Clarke. Lo SNP e i Lib Dem stavano apertamente facendo una campagna in suo favore.

E’ stata solo l’insistenza (e l’arroganza) di Corbyn — solo lui e nessun altro doveva guidare il “Governo di Garanzia” — a fermare Clarke.

Tuttavia, se l’unica opzione di Corbyn fosse stata questa, credo che avrebbe ceduto.

Quindi, lavorando su un Accordo, Johnson ha fermato Clarke

Con il suo Accordo Johnson non solo ha fermato Clarke, ma anche il ritorno a quello di Theresa May — un destino peggiore che restare nell’UE.

Molti Deputati Laburisti si sono rammaricati per non aver sostenuto l’Accordo della May.

Pochi “sembrano” avere colto il punto su Clarke, in particolare Nigel Farage e gli incessanti blogger del No-Deal.

Apparenza contro Realtà

Ho usato il verbo “sembrare” per un motivo preciso.

Non escluderei la possibilità che anche Farage lo abbia capito e che abbia stretto, di conseguenza, un accordo con Johnson, da esplicitare una volta che le elezioni fossero decise.

Per scopi politici — e per rendere più probabili le elezioni — Farage e Johnson devono apparire come se fossero su posizioni diverse.

Johnson, pertanto, starebbe tenendo in gioco Farage, seppur in secondo piano.

Sondaggi elettorali

Coloro che hanno affermato che Johnson, con le sue tattiche, avrebbe perso voti, si sono semplicemente sbagliati.

I Liberaldemocratici si stanno innervosendo. Se la Francia tenesse duro e la vicenda venisse risolta con l’”Accordo di Recesso” di Johnson, il Remain svanirebbe, a meno che non si attuasse la diligente strategia di Corbyn.

I Liberaldemocratici e lo SNP [Scottish National Party] vogliono nuove elezioni prima che questa vicenda sia risolta, perché Corbyn finirebbe chiuso in una scatola se la Francia tenesse duro.

Eppure, una vittoria anche risicata di Johnson terrebbe in gioco il No-Deal!

Ho già discusso del perché la proroga della Brexit ne farebbe aumentare le probabilità  [https://moneymaven.io/mishtalk/economics/january-brexit-extension-increases-chance-of-no-deal-lH9cc26iW0eYdev8qa-KvA/].

Johnson merita di essere elogiato

Alla luce delle realtà politiche e dei paradossi sopra esposti, Johnson merita nient’altro che elogi per ciò che ha realizzato!

L’incredibile impresa

1. Presumibilmente, l’UE non avrebbe mai rimosso il Backstop

2. Presumibilmente, l’UE non avrebbe mai cambiato la sua posizione politica.

3. Presumibilmente, i Remainers avrebbero reso perpetua questa legislazione [ovvero, l’impossibilità di Brexit future].

Con una o entrambe le mani legate, Johnson è riuscito a raggiungere un Accordo, nonostante quanto sopra descritto. Ne ha persino gestito uno collaterale, con Macron (basato sulla fiducia reciproca), per prevenire il punto 3!

Politici come Farage — che non ha elezioni da perdere — e blogger che non hanno idea di quanto sia stato difficile, per Johnson, percorrere la linea estremamente sottile per evitare Clarke (mentre lavorava ad un Accordo accettabile anche dall’ERG), non hanno semplicemente saputo riconoscere un lavoro magistrale!

Addendum

Nel frattempo, ho ricevuto un tweet che chiedeva chiarimenti su uno dei miei commenti: “””I liberaldemocratici sono arrabbiati ….. I liberaldemocratici e lo SNP non vogliono che la vicenda sia risolta, perché Corbyn finirebbe chiuso in una scatola se la Francia tenesse duro”“”.

Johnson può aderire a quella Legge [elezioni a Dicembre] o presentarla da solo, salvo ritirarla se Clarke la modificasse per consentire ai 16enni di votare.

Notate anche il post di Robert Peston. SNP e Libs si uniscono per forzare elezioni generali a dicembre:

“””Se l’iniziativa dello SNP dovesse avere successo, ciò porterebbe allo scioglimento del Parlamento questa stessa settimana e alle elezioni il 5 dicembre — una settimana prima di quanto Johnson vorrebbe”””.

La cosa è abbastanza divertente. Per Johnson, le elezioni prima si tengono e meglio è.

Follia?

1. Non proprio, una volta individuate le seconde Agende. Se il Remain è fuori, la seconda Agenda dei Lib Dem è cacciare Corbyn.

2. La seconda agenda per lo SNP è invece un altro referendum.

Scioccati?

Saluto gli sforzi di Macron.

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Link Originale: https://moneymaven.io/mishtalk/economics/brexit-question-of-trust-who-can-trust-johnson-macron-bkOw6GqRcU6bDKyl0g8Mcw/

Scelto e tradotto da Franco