Eurogendfor – La Polizia Sovranazionale Europea

Franco per www.mittdolcino.com

Anche se i media mainstream non ne parlarono molto, la Camera ratificò questo progetto all’unanimità, il 28 aprile 2010 — presenti 443, voti a favore 442, contrari 0, astenuti 1.

Dopo un’analoga ratifica del Senato, il progetto si trasformò in “Legge 14 maggio 2010 n. 84”. ll Trattato di Velsen entrò in vigore subito dopo, il 12 giugno 2010.

Sulla carta l’Eurogendfor è una super-polizia europea.

Il Trattato che l’istituiva fu firmato a Velsen (Olanda) il 18 Ottobre 2007 da Francia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo e Italia (ovvero, dai paesi europei che hanno un corpo di polizia militare. Per l’Italia i Carabinieri). Dal 2009 si è aggiunta la Romania. 

L’acronimo EGF sta per “Forza di Gendarmeria Europea”. Si tratta in sostanza della futura Polizia Militare Europea. Ma anche di una struttura d’Intelligence.

 I suoi compiti? (Art. 4, comma 3)

1 — condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico;

2 — monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi compresa l’attività d’indagine penale;

3 — assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence;

4 — svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti;

5 — proteggere le persone e i beni, mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici;

6 — formare gli operatori di polizia secondo gli standard internazionali;

7 — formare gli istruttori, in particolare attraverso programmi di cooperazione.

Il suo raggio d’azione? (Art. 5)

«L’Eurogendfor potrà essere messa a disposizione dell’Unione Europea (UE), delle Nazioni Unite (ONU), dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e di altre organizzazioni internazionali o specifiche coalizioni».

La sua sede? (Art. 3)

«La forza di polizia multinazionale a statuto militare ha il suo Quartier Generale permanente a Vicenza (Italia)».

La struttura di comando? (Art. 3)

«Il ruolo e la struttura del QG permanente [i sei incarichi principali sono ripartiti a rotazione biennale fra le varie nazionalità, secondo gli usuali criteri per la composizione delle forze multinazionali], nonché il suo coinvolgimento in eventuali operazioni, sono approvati dal CIMIN, ovvero l’”Alto Comitato Interministeriale”, composto dai Ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari. Esso costituisce l’organo decisionale che governa l’Eurogendfor».

La Gendarmeria europea, quindi, assume tutte le funzioni delle normali Forze dell’Ordine (Carabinieri e Polizia) — indagini e arresti compresi — e risponde esclusivamente al suddetto Comitato Interministeriale.

E’ quindi svincolata dal controllo dei Parlamenti Nazionali, dovendo rispondere solo ai Governi.

La Nato, come già detto, avrà voce in capitolo nella sua gestione operativa (di conseguenza, l’avranno tutti i paesi che vi aderiscono, compresi quelli non europei). La sede del QG a Vicenza non è casuale.

L’EGF gode della totale immunità.

a – Sono inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22).

b – Le comunicazioni non possono essere intercettate (art. 23).

c – I danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati (art. 28).

d – i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29).

Un insieme di privilegi inconcepibile in uno Stato di Diritto ma che, al contrario, è caratteristica peculiare di una dittatura.  

Non basta. La Legge di Ratifica n. 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri.

A rigor di logica la Polizia di Stato sembrerebbe destinata a diventare una sorta di Polizia Locale, comunque di secondo livello, superando in un sol balzo le ragioni che portarono a sdoppiare la struttura delle Forze dell’Ordine.

La struttura dell’Eurogendfor richiama quella delle “Multinational Specialized Unit” (MSU) dell’Arma dei Carabinieri, impiegate ad esempio in Bosnia, Kosovo e Iraq, ma non solo.

Poggia anche su due “corpi armati” che hanno un fondamentale ruolo di supporto. Questi sono: la “Gendarmeria Militare” della Polonia e la “Viesojo Saugumo Tarnyba” della Lituania. 

Insomma, se non fosse abbastanza chiaro, questi due “corpi armati” servono soprattutto a menar le mani, in particolare per reprimere eventuali sommosse popolari.

Un futuro allargamento dei paesi membri dell’Unione Europea potrebbe facilmente portare ad un ampliamento dei componenti della Gendarmeria.

L’Eurogendfor ha già operato in Bosnia Erzegovina e in Afghanistan ma, seppur nell’ambito di una ricerca sommaria, non si riesce a sapere molto di più.

Analogamente a quanto avvenuto per la moneta unica, anche per l’Eurogendfor nessun politico, nessun Partito ha voluto che la popolazione potesse esprimersi al riguardo.

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Franco