Giulio Tremonti: una visione non allineata alla indottrinamento ortodosso sul “Climate Emergency” di Greta Thunberg.

Parla ancora una volta schietto e chiaro uno dei pochi personaggi di spessore culturale, finanziario ed economico che hanno cavalcato e, secondo il nostro pensiero che esprimiamo da tempo su questo blog , potrebbe ancora cavalcare a pieno titolo il palcoscenico politico italiano ed internazionale, ossia Giulio Tremonti, forse unico in un panorama italiano meschinamente, servilmente e pedissequamente decadente.


L’economista ha in varie occasioni espresso il pensiero di “dire quello che si pensa e quello che va fatto” e ritiene che la migliore recensione fatta su di lui è stata fatta dagli americani e “pubblicizzata” da wikileaks prima della famosa crisi del 2008 che dice in sintesi che: “Tremonti vuole regole per la finanza, dubita dei benefici della globalizzazione, ritiene che sarà necessario andare oltre il G7 [nda all’epoca della denuncia erano ancora in 7 ora abbiamo infatti il G20] ed ha una filosofia poco ortodossa” Lui stesso sostenne che quella ortodossa si schiantò proprio con la crisi del 2008.

Insomma un personaggio non facile e certamente con un ottimo background tale da valere autorità per quello che dice e  rispetto da parte dei suoi interlocutori.

https://www.youtube.com/watch?v=x5SHCNvqP5o

Ora poniamo l’attenzione alle poche e pesate parole che emergono nella recente intervista televisiva andata in onda su La7.

“Greta Thumberg non è mica Giovanna d’Arco” è quanto ha detto a “L’aria che tira” sul personaggio inventato di sana pianta dall’elite mondiale che sembra voler cambiare gli scenari economici del mondo.

Secondo l’ex-ministro dell’Economia il fenomeno gretino non è “un fatto spontaneo e naturale”, quindi  innocentemente originata da una adolescente non ancora sviluppata in tutte le sue facoltà cognitive, “ma è una grande macchina mediatica e politica complessa che ha richiesto enormi investimenti di capitale straordinario” e deliberatamente dedicato per tentare di ridisegnare la struttura industriale mondiale messa in piedi dalla “globalizzazione” ed ora in aperta e pervasiva crisi.

https://www.la7.it/laria-che-tira/video/giulio-tremonti-su-greta-thunberg-non-e-mica-giovanna-darco-ce-dietro-un-investimento-di-capitali-24-09-2019-283694?fbclid=IwAR10K_WnmH2pVYOAYhg70HCvzgoKmOLW5TwTdPevD0F_0wsHhDxi7U3k8xE

Il motivo risiede secondo l’economista nel fatto che i paesi produttori emersi dalla globalizzazione, come la Cina, scelti perché lì il lavoro costa molto poco, ora vedono un netto calo della domanda che il loro mercato non riesce più assorbire. Allora è necessario cambiare il paradigma della globalizzazione senza che l’elite sia tenuta a dover dire di aver toppato alla grande, dove peraltro nessuno di loro non solo non ha rischiato nulla, ma ne ha ampiamente beneficiato andando ad incrementare progressivamente e costantemente l’indice di Gini, uno dei più famosi indicatori di diseguaglianza di ricchezza che viene rilevato per aree geografiche nel mondo e mostra pure un discreta correlazione lineare con l’indice di povertà relativa. In altri termini la globalizzazione è fallita. E che ti inventano? Che la produzione deve essere trasferita dove c’è la domanda inventando lo slogan dell’emergenza del cambiamento climatico confondendolo appositamente con il termine inquinamento. Ovvero ecco il vero messaggio:  a causa dell’inquinamento che crea (falsamente) il cambiamento del clima terrestre dobbiamo ritrasferire, riqualificare e riprogettare il sistema industriale mondiale.

A questo proposito è interessante ascoltare attentamente il pensiero di Antonino Zichichi sulle vere cause del surriscaldamento terrestre e le relative “fake news” sull’argomento:

https://www.youtube.com/watch?v=rKkhY99qBXo

Secondo Tremonti lo scopo vero è quello di combattere la Cina. Non a caso Trump non è interessato al “problema”, disertando a vario titolo o presenziando solo parzialmente agli incontri sul tema climatico.

Secondo il suo percorso logico la denuncia del cambiamento climatico non è altro che una maschera per nascondere il perfetto fallimento della globalizzazione da lui stesso ventilata in tempi non sospetti oltre un decennio fa.

D’altra parte in altri scritti ed interventi ha espresso il suo pensiero sostenendo che la globalizzazione ha fatto crollare i tre pilastri della democrazia:

  1. Governi coerenti e dialettici con il territorio con politici eletti che governavano problemi entro confini nazionali, problemi che gli stessi elettori attribuivano a loro come compito istituzionale da svolgere e da misurare alle elezioni successive. Ora tali governi non possono più eseguire più alcun compito attribuito dagli elettori.
  2. Ideologie politiche e palinsesti culturali locali fornivano la motivazione e la missione dei politici stessi, ed ora tali ideologie non esistono più. E non si trovano nella rete.
  3. Spesa pubblica-deficit. Senza deficit e spesa pubblica lo Stato non ha più alcuna leva per acquisire consenso o ridurre il dissenso soddisfacendo le esigenze dei cittadini quindi diventa Il cittadino acquisisce il ferale ruolo di  chi ha solo pretese “senza pagare” e “con un debito pro-capite medio verso lo Stato da saldare” e che giustificherebbe ogni pretesa fiscale dello Stato per sopperire alla assenza delle risorse generate dalla spesa e dal deficit, quindi va “castigato”, “punito” e “vessato” appunto con imposte.

In questi tre punti il manifesto sintetico ed essenziale “ante-litteram” del pensiero “Italexit” e “Noeuro”. Tremonti già negli anni ’90 e negli anni a seguire sapeva che ci saremmo schiantati con globalizzazione e parametri di Maastricht imposti per entrare nel sistema monetario dell’Euro.


Clima di censura tra scienziati: vietato parlare male di Greta

Gli studiosi che osano confutare l’emergenza climatica bollati come «negazionisti». Il caso del convegno dei Lincei


titolo tratto da “Il Giornale” del 25/09/2019

(https://www.ilgiornale.it/news/politica/clima-censura-scienziati-vietato-parlare-male-greta-1757984.html)

Il suo intervento tuttavia non è come sembra “fuori dal coro” perché, come ieri ha riportato il giornale,  sembrerebbe andare nella direzione di oltre 500 voci dissenzienti di scienziati ed operatori professionali esperti in materia di inquinamento, tra cui lo stesso Antonino Zichichi, che hanno firmato una petizione contro il Riscaldamento Globale Antropico denunciando che non esiste una emergenza climatica planetaria e che a tutti i costi i media cercano di tacciare per “negazionisti” innescando un vero “clima” virulento di censura come non si respirava da oltre 70 anni, all’epoca delle epurazioni razziali naziste. Stesso metodo. Stesse guide in Europa. Stessi rischi. Sembra un viaggio nel tempo all’indietro.

E la crisi globale che incombe sembra averli pure raggiunti.

Attendiamo fiduciosi altri interventi qualificanti sull’argomento da parte di Tremonti, in attesa che possa , con la sue fino ad ora ex-post brillanti deduzioni, ridisegnare intorno a sè un consenso politico che possa con la sua intelligenza, preparazione ed esperienza, riprendere in mano in tempi opportuni le sorti del nostro Paese.

Chicco Valli

FONTE PRINCIPALE :

https://www.la7.it/laria-che-tira/video/giulio-tremonti-su-greta-thunberg-non-e-mica-giovanna-darco-ce-dietro-un-investimento-di-capitali-24-09-2019-283694?fbclid=IwAR10K_WnmH2pVYOAYhg70HCvzgoKmOLW5TwTdPevD0F_0wsHhDxi7U3k8xE