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Home » Boris Johnson: sarà un eroe oppure una capra?

Boris Johnson: sarà un eroe oppure una capra?

Franco Leaf by Franco Leaf
3 Agosto 2021
in Generale
- Leggere Disclaimer in fondo pagina
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Redazione: Sulla Brexit, ormai, abbiamo letto di tutto e si rischia di essere ripetitivi. Ma Tom Luongo riesce sempre a sorprenderci.

L’articolo che proponiamo è un ottimo riassunto dell'”affaire Brexit”, con un po’ di veleno in coda.

Ci sarà un momento in cui Boris Jonson avrà tutto, ma proprio tutto, nelle sue mani.

Userà bene questo potere — e sarà quindi un eroe — o lo userà a favore di quelle élite che teoricamente dovrebbe combattere — e sarà quindi una capra?

Chiudiamo assieme a Tom Luongo: “Scegli saggiamente, Boris. Nigel Farage ti sta guardando”.

https://www.express.co.uk/news/uk/1175571/Nigel-Farage-Brexit-news-latest-Piers-Morgan-ITV-Good-Morning-Britain-GMB

“Ti sta guardando il mondo intero”, aggiungeremmo noi . Forza Boris, siamo certi che sarai un eroe.

——————

Tom Luongo per Gold Goats’n Gun

Il dramma di questa settimana sulla Brexit è stato di vitale importanza per Boris Johnson. Intenzionale o meno che sia, ha comunque spostato gli eventi verso un interessante punto di flesso.

Gli atti di vandalismo politico compiuti dai Remainers nella “Camera dei Comuni” sono stati strategicamente invocati, a mio avviso, dallo stesso Johnson.

Arrivo a questa conclusione per una serie di motivi.

Il più convincente dei quali è che in questo modo egli salva il Partito Conservatore e puntella allo stesso tempo la classe dirigente britannica, che sta rischiando di perdere il suo mandato popolare.

Il raggiungimento di una Brexit seria ed efficace potrebbe essere di secondaria importanza.

La Brexit è in effetti “la vicenda” che definisce quest’epoca. Basti pensare che ha diviso sia le persone che il Governo.

Quello che stiamo vivendo era il piano strategico ideato dall’Unione Europea nel momento stesso in cui fu annunciato il referendum.

Se il voto avesse avuto successo il prezzo della Brexit sarebbe stato la validità stessa del “sistema di governo” britannico – e, in effetti, abbiamo quasi raggiunto quel punto.

La stessa strategia fu attuata quando si trattò di votare per Donald Trump. Le tattiche sono state leggermente diverse, ma l’obiettivo strategico era lo stesso.

Ma torniamo agli eventi di questa settimana e a quello che li ha preceduti.

— Boris Johnson sale al potere senza un mandato politico, grazie all’irrigidimento del popolo britannico che vuole la Brexit.

— Jeremy Corbyn non chiede un voto di sfiducia per il Governo di Theresa May perché i laburisti lo avrebbero perso.

— Per evitare l’impennata di Nigel Farage e del Brexit Party Johnson forma un gabinetto euroscettico per gettare nel panico i Remainers.

— A seguire, intensifica la retorica per una Brexit No-Deal ad Halloween, qualunque cosa possa succedere.

— Farage, intelligentemente, vede cosa sta facendo Boris e intensifica i piani per presentare il “Partito Brexit” alle Elezioni Generali, per spaventare Johnson e obbligarlo a mantenere le sue promesse.

— Johnson di conseguenza proroga il Parlamento, ma non oltre il 31 ottobre, perché un ulteriore ritardo avrebbe svelato i suoi veri intenti sul No-Deal, fatto che gli alienerebbe troppi elettori.

— Ciò costringe il campo del Remain a indurire la sua retorica e ad avviare delle azioni per fermare la temuta “Brexit No-Deal”, visto che esiste  l’opportunità di poterlo fare.

— I Remainers introducono il “disegno di legge Benn-Burt” per costringere Johnson ad accettare un’estensione dell’articolo 50. E’ questo il punto-chiave.

— Johnson offre al Parlamento le Elezioni Generali prima della data della Brexit [31 ottobre], ma dopo che il Benn-Burt sia stato approvato dalla Camera dei Comuni, e licenzia al contempo 21 membri del suo Partito per aver votato contro di lui.

— Il Parlamento rifiuta l’offerta perché i Remainers perderebbero la maggioranza necessaria a restare nell’UE.

— I Tories cessano l’ostruzionismo nella House of Lords aprendo la strada a Johnson perché ingoi il Benn-Burt e vada dalla Regina per il Royal Assent.

Questa è la cronologia degli eventi che stanno rendendo Johnson completamente responsabile della situazione.

Il campo del Remain ha giocato la sua mano e le carte sono sul tavolo. Ma ecco la difficoltà [per i Remainers].

A seguire un estratto da https://moneyandmarkets.com/brexit-drama-reaches-final-act/ con il motivo per cui Johnson potrebbe ancora alzare la posta:

“””Il Parlamento britannico è un organo di consulenza legale. E’ il Governo che propone le Leggi. Le Camere le discutono, le modificano e poi le rimandano al Governo che le presenta al Sovrano — la Regina — per renderle legali.

….. quando il Parlamento prende il controllo, qualsiasi Legge che riesce ad imporre deve comunque essere presentata alla Regina dal Governo. Se questo rifiuta, si espone a un voto di sfiducia e il Governo potrebbe precipitare in un’Elezione Generale.

….. Il Parlamento non rappresenta l’attuale corpo elettorale. L’opposizione è rimasta senza mandato e lo sa benissimo, altrimenti avrebbe accettato il “disegno di legge” del Governo per convocare le Elezioni Generali prima della scadenza dell’articolo 50, il giorno di Halloween, per impadronirsi del potere e fermare la Brexit.

Il Parlamento, pertanto, può senz’altro imporre un “disegno di legge” sul quale il Governo non è d’accordo. Ma questo, avendo ancora la fiducia della Camera dei Comuni, non ha l’obbligo di presentarlo alla Regina.

Johnson, quindi, può semplicemente sedere sul suo scranno e sfidare Corbyn & C. a rimuoverlo dall’incarico. E’ questa è la chiave di volta”””.

Di conseguenza, la domanda che oggi si pone è questa: “Boris Johnson lo farà?”

Penso di si ….. per i benefici che procura ai conservatori e all’élite britannica, che stanno perdendo la fiducia della gente.

La Brexit si deve fare, anche nella sua versione peggiore, perché Johnson e il suo entourage ci vedono l’opportunità di rifare la classe politica britannica a loro immagine e somiglianza.

Ma la Brexit non si può fare con l’attuale Parlamento. Boris Johnson deve quindi eliminare dal “gruppo parlamentare conservatore” alcune figure di spicco che hanno apertamente cospirato con Bruxelles per fermarla: Philip Hammond, Dominic Grieve, Ken Clarke.

Il messaggio dev’essere chiaro: “Siamo nel mezzo di eventi cataclismatici, nessuno è al sicuro”.

La strategia richiede che Johnson vinca queste battaglie prima di affrontare la Brexit.

Notoriamente, il modo migliore per sconfiggere il nemico è portarlo allo scoperto sul campo di battaglia che sei tu ad aver scelto. Ed in effetti è il Governo che fa le Leggi nel Regno Unito, non la Camera dei Comuni.  

Johnson ha chiamato il bluff dei Remainers su questo “disegno di legge” [il Benn-Burt] offrendo loro l’unica cosa che dovrebbero desiderare ma che invece cercano disperatamente di evitare, le Elezioni Generali.

Johnson, in questo modo, fa la parte del politico magnanimo che vuole rispettare la volontà della gente, mentre il Parlamento assomiglia ai tirannici e disconnessi sopraffattori che cercano disperatamente di mantenere il potere per vendere il paese all’Unione Europea.

Inoltre, lo stratagemma di Johnson sta mettendo in grave difficoltà il Labour. Il suo leader, Jeremy Corbyn, farebbe la cosa giusta, andrebbe alle elezioni. Ma solo se la Brexit fosse ritardata e Johnson onorasse la Legge Benn-Burt.

In questo modo la Brexit sarebbe ritardata fino alla fine di gennaio, ma poi il Parlamento non sarebbe più in grado di bloccare la Brexit che è, in definitiva, quello che Corbyn vuole.

Il suo “Gabinetto Ombra”, quindi, non vuole questa soluzione. Né vuole che Corbyn sia ancora al potere.

Di conseguenza, potete già vedere i fili nelle mani di Keir Starmer, Yvette Cooper e di molti altri mentre Tony Blair e George Soros sono pronti a tirarli.

C’è quindi la forte possibilità di spaccare i laburisti a metà.

Per un lealista dei Tory come Boris Johnson questa è una tripletta: 1) garantisce la Brexit — magari attraverso una profonda modifica dell’orribile Trattato della May; 2) assicura la vittoria ai Tory nelle prossime elezioni, a prescindere da quando avranno luogo; 3) divide, forse addirittura uccide, il Labour.

Ma per coloro che credono nella sovranità e nella dignità umana cominciano a questo punto le preoccupazioni.

Perché Johnson nei prossimi giorni potrebbe vincere alla grande questa battaglia ….. salvo tradire la Brexit all’undicesima ora [in extremis].

Egli potrebbe semplicemente rifiutarsi di presentare il “disegno di legge Benn-Burt” alla Regina — è nelle sue prerogative quale responsabile dei negoziati sul Trattato — e prorogare il Parlamento con il Benn-Burt ancora in sospeso, che quindi scadrebbe assieme a tutti gli altri provvedimenti non ancora approvati.

L’orologio ripartirebbe quindi dal 14 ottobre. A quel punto non ci sarebbe tempo per un’Elezione Generale e quindi reintrodurre il Benn-Burt sarebbe inutile perché non ci sarebbe più il tempo.

Il Parlamento, quindi, dovrebbe accettare qualsiasi offerta di Johnson al suo ritorno da Bruxelles. Ed è qui che il dramma giunge a conclusione.

Boris Johnson manterrà la sua parola davanti al popolo britannico e lo porterà fuori dall’UE senza un accordo — che poi è quello su cui ha fatto campagna — oppure ricatterà il Parlamento e il popolo britannico con il “Trattato di Resa” della signora May, solo leggermente modificato sul backstop irlandese?

Nel primo caso sarebbe un eroe che cambierà il volto del mondo. Nel secondo caso una capra che ha tradito la Gran Bretagna.

Scegli saggiamente, Boris. Nigel Farage ti sta guardando.

————–

Link Originale: https://tomluongo.me/2019/09/06/boris-johnson-hero-goat/

Scelto e tradotto da Franco

*****

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