Gli USA pronti a rispondere ad attacchi nucleari/non convenzionali da parte di paesi non autorizzati all’atomica: il rapporto JP 3-72 del Joint Chief of Staff di metà Giugno 2019

US JCS 06112019 : jp3_72 

Come riportato dai media, l’Iran potrebbe eccedere l’accumulo consentito dagli accordi internazionali di materiale fissile in poche settimane, deliberatamente. Ciò comporterebbe un rischio enorme per i paesi che si affacciano sul Golfo Persico, visto il noto revanscismo iraniano (Iran, ex Persia, – lo ricordo  – fu alleata dei nazisti nella seconda guerra mondiale, essendo la sua popolazione considerata dai gerarchi nazisti  come ariana, ndr). Tale eventuale contingenza “nucleare” potrebbe costringere all’uso di armi debolmente radioattive/radioattive come rappresaglia, magari di nuovo tipo, ossia con ridotto o nullo fallout radioattivo.

Questo è il senso di quanto è possibile ricavare dal documento JP 3-72 sopra citato. Certamente siamo ad un game changer: mai ci fu un riferimento pubblico così circostanziato ed esplicito sull’opportunità di utilizzo di armi nucleari anche se eventualmente (…) / limitatamente ad armi non considerate di distruzione di massa (ad es. ad uranio non arricchito trattate con acqua pesante/saturate in neutroni).

Si sta scherzando col fuoco. Anzi, con l’uranio…

Il punto saliente è però un altro e sta molto più vicino a noi: pur essendo tale sviluppo atomico dichiaratamente precluso dagli accordi di Yalta, Berlino sembra oggi sentirsi nel diritto di avere tale disponibilità “atomica” in veste EU; in effetti l’accordo di Aquisgrana con Parigi di febbraio scorso di fatto andava verso una condivisione della force de frappe francese con la Germania in veste EUropea, a termine.

Visto e considerato che l’Italia è e resterà contraria all’esercito comune Europeo – è stata una esplicita richiesta USA a Salvini la scorsa settimana, ndr – è chiaro che l’unico vero ostacolo EUropeo prima della bomba concessa a Berlino è proprio l’Italia. Da qui gli attacchi economici a ROma, che saranno sempre più feroci, per ovvie ragioni.

Probabilmente l’alleanza italiana con Londra è solo questione di settimane, visto che gli UK che si apprestano ad uscire dall’EU in forma dura (Hard Brexit): in ogni caso non temete, il giorno dopo l’evento oltre Manica si continuerà a prepararsi un bel caffè, la mattina… Un insegnamento forse per il prossimo ITALEXIT

Anzi, per la precisione un eventuale asse di contenimento tedesco USA-UK-ITALIA permetterebbe ad esempio il controllo di tutti i mari europei, potendo portare ad una sorta di blocco navale dell’EUropa continentale alla bisogna, viste le forze navali che potrebbero essere dispiegate (…). Certo, stiamo parlando di fanta-geopolitica, più o meno sulla falsa riga di quanto sembrava impossibile che Berlino facesse attaccando la linea Maginot 75 anni fa.

Che tipo di bombe sono state recentemente dislocate a Ramstein, magari in vista di qualcosa di simile all’accordo di Acquisgrana?

Or dunque, il tempismo della pubblicazione americana è allarmante, in quanto tale paper NON era diretto a solleticare risse con i grandi attori, Cina e Russia, quanto piuttosto a mettere in guardia le medie potenze regionali nel caso volessero tentare di cambiare lo status quo post Yalta.

In attesa di aggiornamenti, vi auguro buona lettura.

Mitt Dolcino et al.

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