Il ministro britannico Gove ammette l’uso giovanile di cocaina, “un errore” (astuto, per evitare futuri ricatti). L’Unione dei Ricattatori in EU? In tutta l’EU?

Certo, schierarsi contro gli apparati EU, gli stessi che in larga parte possono fregiarsi dei servizi della ex Stasi, comporta gravissimi rischi. Anche per un ministro influente e forte, oltre che preparato, come il britannico Gove, plenipotenziario conservatore assieme a Brady e Boris Johnson e paladino della Brexit. Visto che, piano piano, il fronte anglosassone si sta riposizionando verso l’abbandono dell’EU con un sonante “no deal” ossia con l’ascesa di Johnson – nato cittadino americano – a Downing Street, i rischi aumentano a dismisura. Assieme ai ricatti.

Ossia con rischi dossieraggio, ovvero con scandali ad orologeria fatti deflagrare proprio dei tedeschi: che forse pensate che i Panama Papers pubblicati guarda caso dalla Suddeutsche Zeitung siano venuti fuori per caso? O che magari erano – e sono – uno strumento, anzi un piano ben organizzato, appunto, di dossieraggio per indebolire i nemici, ossia anche e soprattutto – ma non solo, come leggerete oltre – il potere finanziario anglosassone globale nel bel mezzo della guerra con Londra per il comando dell’Europa? Stessa cosa per le liste di nomi – sempre da usare a mo’ di ricatto – con conti esteri non dichiarati, ad esempio in Svizzera e Liechtenstein, dove sevizi segreti tedeschi hanno operato quasi pubblicamente facendo la stessa cosa che fecero quasi 100 anni fa, rubare dati fiscali.

Scrivete BND e leggete apparati ex Stasi

Addirittura, pochi lo ricordano pubblicamente se non il Times or Israel, il grande scandalo Mossack-Fonseca scoppiò grazie a soffiate interne di un’azienda, si noti bene, fondata da un sergente nazista – sergente Mossack – delle Waffen SS Todenkopf (quelle allegre divisioni che sterminavano i nemici ed i civili in barba alle convenzioni internazionali), ossia un nazista mai arrestato ne’ perseguito che era a capo dell’azienda che ha fatto scoppiare il più grande caso di riciclaggio di denaro a memoria d’uomo, a danno principalmente britannico (e potendo ricattare i potenti della terra; nessun tedesco coinvolto…).

Anzi si dice – secondo il rispettato Guardian – che tale sergente sanguinario sia scappato a fine guerra mondiale non solo per non farsi perseguire, ma soprattutto con lo scopo di creare una rete per riciclare i proventi delle razzie naziste in mezzo mondo (…).

Tutto questo naturalmente senza dimenticare la Lista Lagarde greca, ossia la lista di conti svizzeri in cui erano presenti le elites economiche assieme a svariati politici ellenici, lista poi depurata e portata a mano in Grecia dal direttore FMI, Lagarde, ma senza i nomi dei futuri governanti che di lì a poco la Troika avrebbe messo al potere ad Atene con lo scopo di fare carne da macello degli interessi dei concittadini ellenici; tale scandalo fu scoperchiato dalla rivista ellenica HOTDOC, il cui redattore finì in galera per averlo pubblicato. Ora forse capite il termine “Unione dei Ricattatori”, a cui andrebbe aggiunto “a vantaggio tedesco”, o anche ex nazista se volete visto che sembra che i metodi e le persone coinvolte a 75 anni di distanza siano  uguali.


In tale contesto ministro Gove che, negli scorsi giorni, improvvisamente fa outing su una storia di bagordi del passato appena prima dell’ascesa al potere del vero fronte anti tedesco a Londra, va tradotto come la necessità di disinnescare anticipatamente dossier già pronti, ossia per impedire che Berlino capitoli nella nuova battaglia per l’Europa. Anche perché è inevitabile che Berlino capitoli in presenza di un fronte anglosassone USA-UK forte e compatto.

Va infatti precisato che Theresa May non ha mai lavorato per il fronte anglosassone ma per il fronte della nobiltà di Hannover, una branchia rilevante della famiglia reale inglese, ma di chiare attinenze – e simpatie – germaniche, fin dai tempi di Rudolf Hess.


Berlino punta alla piattafrima di scambio alternativa all’embargo USA, INSTEX (Fonte: stampa iraniana)

E indubbio che Schauble, colui che ereditò la Stasi dalla DDR come ministro dell’Interno – apparato che si mormora sia poi stato funzionale alla provvidenziale caduta di H. Kohl per uno scandalo di rimborsi spese o affini, caso molto simile all’attacco sferrato contro il centrodestra italiano dopo il 2011 – sia ancora oggi il centro di gravità dei servizi segreti tedeschi ex DDR.
La mossa di Gove scombussola dunque molti piani, ovvero difficilmente l’ascesa di Boris verrà frenata con mezzucci del genere, ovvero per essere fermata bisognerà ricorrere a metodi non pacifici da parte di Berlino.
E per altro notizia di ieri che il ministro tedesco Heiko Maas ha visitato Tehran ponendosi geostrategicamente – e pubblicamente – al fianco dell’Iran, il vecchio alleato ariano di Berlino, contro gli USA, messaggio assai chiaro direi (l’Iran fu possedimento britannico, di fatto, dive nacque la BP, British Petroleum, ndr). Addirittura, notasi, si sta perseverando lato tedesco nella creazione della piattaforma di pagamento alternativa allo SWIFT per aggirare l’embargo americano, chiamarsi anche in senso ampio piattaforma INSTEX.
Non dimentichiamo infatti che l’Iran di Mossadeq, consigliato dall’ex ministro nazista H. Schacht, fu abbattuto a causa del suo enorme successo economico post WWII da un golpe anglo-americano, si chiamava operazione TPAJAX e fu confermata pubblicamente dalla CIA come il suo primo intervento per rovesciare un governo straniero.



Un pensierino all’Italia: avendo chiare le sfide immani che attendono la Penisola, nel caso meramente ipotetico che possa essere capitato qualcosa di simile anche a sud delle Alpi, forse sarebbe il caso che eventuali politici italiani “ricattabili alla Gove” inizino nel caso a pensare a fare lo stesso tipo di outing, onde mettersi al riparo da futuri ricatti/dossier lato Europeo – dossier in generale direi inevitabili – finalizzati ad indebolire l’azione italiana di emancipazione da Berlino e Parigi ossia dall’euro – ma senza i miniBOT per favore – , ritornando nel solco Atlantico. Infatti, vista la posta in gioco, è praticamente certo che di dossier in giro ce ne siano a dismisura, soprattutto in mano a chi ha troppo da perdere (ho detto forse l’asse Franco-tedesco?)



Quando Di Pietro tentò di rientrare in politica nel 2013 e poi si fermò (forse a seguito delle memorie dell’Amb. R. Bartholomew?) [anche l’ex PM è convinto che in Italia si comandi con i dossier e coi ricatti, tratto dal suo sito web]

Certo, a guardare gli innumerevoli contributi di stampa italica sull’argomento dossier c’è da interrogarsi, davvero (…) [da far tremare i polsi, che dite?]



Spero, nel caso – meramente ipotetico, … -, che ci siano ancora orecchie capaci di intendere in sud Europa. Il rischio è il suicidio politico di chi, nel caso, dovesse essere coinvolto (…) unitamente alla fine dell’Italia come entità a se stante, almeno per come la conosciamo oggi. In ogni caso si sappia che siamo praticamente sicuri che in Italia non ci sia nessun rischio siffatto, ne siamo praticamente certi (…).

Mitt Dolcino

Please follow and like us:
error