Grandi Proteste e Crisi Politica in Albania


Il reddito finanziario delle attività legate alla cannabis è stimato in 5 miliardi di euro, la metà del PIL del paese

Dr. Ana L. Scheer per Off Guardian

La Penisola Balcanica è conosciuta come il “barile di polvere da sparo” del Continente Europeo. In Albania questo “barile” esplode abbastanza spesso a causa dei frequenti conflitti politici.

Se per gli osservatori stranieri la continua crisi politica in questo paese è assurda, per il popolo albanese è invece una dura realtà che lo colpisce socialmente ed economicamente.  Mette a repentaglio anche l’integrazione del paese nell’Unione Europea.

Cosa sta succedendo in Albania? Perché il “barile di polvere da sparo” è esploso di nuovo? Perché gli albanesi temono che questo conflitto politico possa degenerare in un conflitto civile?

Nelle Elezioni Parlamentari del 2017 i tre principali Partiti hanno raggiunto questi risultati:

• Partito Socialista Albanese – 764.791 voti – 48,34% – 74 seggi

• Partito Democratico Albanese – 456.481 voti – 28,85% – 43 seggi

• Movimento Socialista per l’Integrazione – 225,975 voti – 14,28% – 19 seggi

Il Partito Socialista ha ottenuto un numero sufficiente di seggi per poter governare. Ma le Elezioni sono state recentemente contestate dal Partito Democratico e dal “Movimento Socialista per l’Integrazione” a causa di alcune indagini giudiziali, fascicoli 339 e 184, secondo cui Ministri, Sindaci e altre importanti personalità del Partito Socialista hanno collaborato con il crimine organizzato per intimidire gli elettori e manipolare i risultati.

Mentre le Elezioni Locali [30 giugno 2019] si stavano avvicinando, i Partiti all’opposizione hanno ritirato i loro Rappresentanti dal Parlamento, ovvero 60 Deputati su 140 si sono dimessi lasciando la maggioranza del PS a governare e a sedere da sola in Parlamento.

I due Partiti dell’opposizione, che rappresentano il 43% degli elettori, chiedono le dimissioni del Premier Albanese Edi Rama, la cui pronta manovra politica non ha comportato alcuna dimissione o trattativa politica, ma la semplice sostituzione dei Parlamentari che si sono dimessi con personaggi freelance disponibili a cogliere l’opportunità di creare la “nuova opposizione”, per come è stata progettata dallo stesso Premier.

Nonostante l’aggiunta dei nuovi Deputati, il Parlamento Albanese non è ancora pienamente operativo perché molti seggi non sono stati ancora occupati. Un fatto che solleva molte questioni costituzionali.

Inoltre, per evitare il fallimento delle imminenti elezioni locali, Edi Rama sta incoraggiando e sostenendo dei piccoli Partiti perché possano iscriversi ai Collegi Elettorali. Con una tale manovra, senza la presenza dell’opposizione, il PS si garantirà la vittoria in ogni singolo Comune del paese.

Con il Governo Centrale e Locale sotto il suo pieno controllo, con un Parlamento asservito al suo Governo, il Premier potrebbe godere delle prerogative tipiche di un’antica monarchia.

Di conseguenza, nel corso delle ultime settimane migliaia di persone si sono radunate lungo le strade di Tirana, specialmente davanti alle sedi del Primo Ministro e del Parlamento, per chiedere le dimissioni del Premier come inevitabile pre-condizione per tenere elezioni libere ed eque.

Nel suo primo mandato Edi Rama è stato oggetto di frequenti rapporti negativi da parte del Dipartimento di Stato [statunitense] e da diverse Istituzioni straniere per l’alto livello della corruzione e del crimine organizzato, legati alla coltivazione e al contrabbando della cannabis – ma anche di droghe pesanti.

I media mondiali hanno lanciato molti allarmi sulla diffusione della cannabis avente origine in quel Paese. La Polizia di Stato è presumibilmente coinvolta in tali attività e fino ad oggi diversi Capi Distrettuali di Polizia sono fuggiti dal paese perché ricercati dalle autorità. Ma sono ancora tutti in libertà.

Nel 2016 un rapporto italo-tedesco ha indicato che ci sono 363 aree coltivate a cannabis sparse in tutto il paese. Questo rapporto è stato tenuto segreto dal Governo Albanese e, quando è stato pubblicato dai pochi media indipendenti, è stato rigettato nonostante l’ex Ministro dell’Interno, Saimir Tahiri, sia stato indagato per traffico di droga e collaborazione con il crimine organizzato.

Il reddito finanziario derivante dalle attività legate alla cannabis è stimato in 5 miliardi di euro, la metà del PIL del paese. I Partiti all’opposizione hanno affermato che quel denaro è stato riciclato per garantire a Edi Rama la vittoria nelle elezioni parlamentari.

È stata quest’amara esperienza a costringere i Partiti d’opposizione a prendere la radicale decisione di boicottare il Parlamento e sabotare le prossime Elezioni Locali.

L’Albania sembra avviata verso la guerra civile. A Giugno la Commissione Europea dovrebbe rifiutare ancora una volta l’apertura dei negoziati per l’adesione dell’Albania all’UE. Questo rifiuto aggiungerà carburante ad una situazione già esplosiva.

Le Istituzioni Internazionali stanno pazientemente osservando, in attesa che la tempesta politica finisca. Ma avrà termine solo con le dimissioni del Premier Edi Rama.

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Link Originale: https://off-guardian.org/2019/04/29/large-protests-and-political-crisis-in-albania/

Scelto e tradotto da Franco