L’asse anglo-USA sta per riformarsi, restiamo in attesa (ca. 3 settimane). Quali conseguenze? L’Italia può permettersi di restare “non allineata” dentro l’EU, a prendere mazzate a suon di spread, austerità e “voler cambiare l’EU dal di dentro”?

Stiamo cincischiando da settimane, lo sappiamo benissimo, magari ve ne siate anche accorti anche voi. I nostri interventi ormai si limitano alla “cronaca dell’incubo“, ossia raccontare come quasi tutti gli stakeholders interessati all’Italia – italiani ed esteri – abusino dell’ex Belpaese ormai selvaggio, magari stanno a svendersi/a svendere  in/l’ Italia, chi col mantra de “l’EU si combatte dal di dentro“, altri leccando il deretano ai cinesi di turno; pochi supposti eletti stanno invece approfittando di improbabili consulenze per risolvere problemi italiani stile ILVA (o Ansaldo Hitachi, o Ansaldo Energia, cogliete la costante a capirete la mia fissa di evitare quali derive politiche, inaccettabili, …). In realtà sono problemi causati “da italiani ad italiani” al fine di essere applauditi successivamente – e nel caso remunerati – per aver risolto “il problema”. Della serie, si causa i problemi per poi risolverli prendendo una medaglia ed i privilegi annessi dati dall’aver trovato una soluzione al “problema da loro stesso generato”…

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Dove siamo con la cinesizzazione interessata dell’Occidente. I globalisti e l’EU franco-tedesca hanno sposato Pechino per ridimensionare Washington: sarà vera gloria? E l’Italia, piena di basi militari USA, come/con chi finirà?

Interessantissima analisi di Ana Palacio ripresa oggi dal nostro bravissimo Franco, che non esito a definire addirittura esplosiva per i contenuti espressi: la ex ministra EUropea di origine spagnola ha avuto la freddezza e l’intelligenza per – prima di tutto – verificare come il piano inclinato che porta verso Pechino sia in realtà falsato. Ed assai pericoloso.

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Boris Johnson sta per vincere le elezioni e guarda caso spunta il Russiagate inglese: qualcuno legato ai russi/DDR sta passando informazioni? Che sia qualche ex collega di Angela Merkel? Ovvero della Stasi?

Or dunque, o qui ci sono dei veri e propri traditori in seno al primo mondo, quello che ha comandato per decine se non centinaia di anni (parlo del mondo anglosassone), o qualcuno sta giocando davvero sporco, dall’esterno. Come è possibile che puntualmente, non appena un uomo forte sta per comparire sulla scena anglosassone, un leader tanto forte da essere in grado di deragliare i piani globalisti, spunta fuori il solito dossier russo?

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Ooops…. la stampa inglese ci informa che Trump vorrebbe che l’Italia uscisse dall’euro! Nemmeno il tempo per la Lega di inaugurare il nuovo indirizzo per cui l’euro “è irreversibile” che Salvini viene sconfessato di nuovo dagli USA… (ormai Salvini e Renzi sono anti-Trump!)

Qualsiasi lettore che ci segua da qualche anno sa che noi siamo sempre stati rispettivamente pro-ITALEXIT, sostenitori di Trump dalla prima ora e fautori accesissimi di un avvicinamento strutturale e duraturo agli USA, preferendo Washington all’asse franco tedesco. Da sempre.

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Le rivelazione della moglie del Presidente Leone terminano il puzzle: l’uccisione di Moro e le dimissioni di Leone erano la stessa “coperta”. Contro chi voleva il compromesso storico (no, non furono gli USA…)

 

Certo, oggi è chiaro che l’Italia è sotto scacco del vincolo esterno. E che con i Repubblicani USA al potere al massimo vengono fuori teste di cavallo nel letto. Ma con i Dem, li la faccenda cambia, le cose si fanno pesanti… In tale contesto le parole di Vittoria Leone nascondono dettagli che troppi si sono dimenticati, visto che una delle malattie italiane che la stanno portando alla tomba (intendo come Paese) è proprio il cd. “cicalismo”, l’essere cicale, stile “scurdammoce ‘o passato”

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I media italici non lo dicono, ma sia il segretario di Stato USA, l’oriundo M. Pompeo, che il ministro della giustizia USA, W. Barr, sono entrambi a Roma per incontri “segreti”! Se Trump resiste e la Brexit si fa, scopriremo che il tweet del presidente USA servì per impedire il renzusconi…

Mi ero ripromesso di tacermi per un po’. Alla fine però, mai dimenticarlo, io tifo apertamente per i filo-USA, nonostante tutto e tutti. Dunque un po’ più schierato dell’essere già schierato cosa cambia? Tradotto, quello che sta succedendo a Roma in queste ore sta facendo tremare i palazzi romani.

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L’Occidente perde la bussola: si critica Trump perchè chiese indagini su supposti crimini del Dem-J. Biden in Ucraina senza guardare ai gravi sospetti di reato della famiglia Biden in loco. Due pesi e due misure (con la Cina a letto con gli obamiani…)

Il “due pesi e due misure “- inteso come l’asimmetria di potere di certi ambiti governativi – sono il sintomo tipico del fascismo strisciante, sotto traccia; parola di Robert O. Paxton, il più grande storico del fascismo moderno. Dunque, oggi vediamo Donald J. Trump che viene criticato ed anche sospettato non si sa bene di quali eresie per aver chiesto al suo omologo ucraino di indagare su eventuali gravi reati commessi dal prossimo candidato presidenziale USA lato-Dem, Joe Biden, l’ex vice-presidente USA sotto Obama.

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Se gli USA sapevano dell’aggressività iraniana nel Golfo, si capisce perchè hanno puntato su una persona allineata ai valori atlantici anche in Italia (Giuseppe Conte): il leghista Salvini lo capirà mai?

Ieri abbiamo visto l’attacco coi droni in Arabia Saudita. Le prima tracce portano a Tehrean, via Yemen, che è da sempre sostenuto dagli sciiti. Da qui in avanti è terra di nessuno.

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Trump, il politico che ha aperto meno scenari di guerra da quasi un secolo durante il suo primo mandato: il nuovo approccio della Casa Bianca, “Business Oriented” (ossia l’Italia alle strette…)

Trump non ama le guerre, in fondo perchè non portano soldi. Già all’inizio del suo mandato ha dettato  la linea: meno interventi all’estero e chi vuole la difesa militare USA deve pagarla. La discontinuità con Obama – ed anche con Bush – sta nell’approccio, innovativo. Il risultato in parte è stato il rafforzamento del trend esistente, ossia il riarmo EU e la sfida aperta della Cina vs. USA.

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ORGANIZZAZIONE E POLITICA – Il circolo virtuoso leadership-competenze-capacità-conoscenza-organizzazione-risultati applicati alla politica: il caso UK.

La storia insegna che un Paese è tanto più grande tanto più i propri leader siano non solo forti, capaci di alta e raffinata dialettica (che può servire temporaneamente per superare qualche momento critico) e di una elevata capacità relazionale  ma che siano pure talentuosi, preparati e formati ad alto livello,  capaci di implementare una adeguata organizzazione atta supportare i propri indirizzi strategici e, dulcis in fundo, capaci di avere una visione lungimirante e molto più ampia dei propri subalterni.

Ma ci sono altri quattro ingredienti che spesso sfuggono anche ai migliori analisti e studiosi.

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