Le rivelazione della moglie del Presidente Leone terminano il puzzle: l’uccisione di Moro e le dimissioni di Leone erano la stessa “coperta”. Contro chi voleva il compromesso storico (no, non furono gli USA…)

 

Certo, oggi è chiaro che l’Italia è sotto scacco del vincolo esterno. E che con i Repubblicani USA al potere al massimo vengono fuori teste di cavallo nel letto. Ma con i Dem, li la faccenda cambia, le cose si fanno pesanti… In tale contesto le parole di Vittoria Leone nascondono dettagli che troppi si sono dimenticati, visto che una delle malattie italiane che la stanno portando alla tomba (intendo come Paese) è proprio il cd. “cicalismo”, l’essere cicale, stile “scurdammoce ‘o passato”

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I media italici non lo dicono, ma sia il segretario di Stato USA, l’oriundo M. Pompeo, che il ministro della giustizia USA, W. Barr, sono entrambi a Roma per incontri “segreti”! Se Trump resiste e la Brexit si fa, scopriremo che il tweet del presidente USA servì per impedire il renzusconi…

Mi ero ripromesso di tacermi per un po’. Alla fine però, mai dimenticarlo, io tifo apertamente per i filo-USA, nonostante tutto e tutti. Dunque un po’ più schierato dell’essere già schierato cosa cambia? Tradotto, quello che sta succedendo a Roma in queste ore sta facendo tremare i palazzi romani.

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L’Occidente perde la bussola: si critica Trump perchè chiese indagini su supposti crimini del Dem-J. Biden in Ucraina senza guardare ai gravi sospetti di reato della famiglia Biden in loco. Due pesi e due misure (con la Cina a letto con gli obamiani…)

Il “due pesi e due misure “- inteso come l’asimmetria di potere di certi ambiti governativi – sono il sintomo tipico del fascismo strisciante, sotto traccia; parola di Robert O. Paxton, il più grande storico del fascismo moderno. Dunque, oggi vediamo Donald J. Trump che viene criticato ed anche sospettato non si sa bene di quali eresie per aver chiesto al suo omologo ucraino di indagare su eventuali gravi reati commessi dal prossimo candidato presidenziale USA lato-Dem, Joe Biden, l’ex vice-presidente USA sotto Obama.

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Se gli USA sapevano dell’aggressività iraniana nel Golfo, si capisce perchè hanno puntato su una persona allineata ai valori atlantici anche in Italia (Giuseppe Conte): il leghista Salvini lo capirà mai?

Ieri abbiamo visto l’attacco coi droni in Arabia Saudita. Le prima tracce portano a Tehrean, via Yemen, che è da sempre sostenuto dagli sciiti. Da qui in avanti è terra di nessuno.

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Trump, il politico che ha aperto meno scenari di guerra da quasi un secolo durante il suo primo mandato: il nuovo approccio della Casa Bianca, “Business Oriented” (ossia l’Italia alle strette…)

Trump non ama le guerre, in fondo perchè non portano soldi. Già all’inizio del suo mandato ha dettato  la linea: meno interventi all’estero e chi vuole la difesa militare USA deve pagarla. La discontinuità con Obama – ed anche con Bush – sta nell’approccio, innovativo. Il risultato in parte è stato il rafforzamento del trend esistente, ossia il riarmo EU e la sfida aperta della Cina vs. USA.

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ORGANIZZAZIONE E POLITICA – Il circolo virtuoso leadership-competenze-capacità-conoscenza-organizzazione-risultati applicati alla politica: il caso UK.

La storia insegna che un Paese è tanto più grande tanto più i propri leader siano non solo forti, capaci di alta e raffinata dialettica (che può servire temporaneamente per superare qualche momento critico) e di una elevata capacità relazionale  ma che siano pure talentuosi, preparati e formati ad alto livello,  capaci di implementare una adeguata organizzazione atta supportare i propri indirizzi strategici e, dulcis in fundo, capaci di avere una visione lungimirante e molto più ampia dei propri subalterni.

Ma ci sono altri quattro ingredienti che spesso sfuggono anche ai migliori analisti e studiosi.

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In un mix di anti-meritocrazia e tradimenti vari, i fatti recenti dimostrano che l’Italia non sa autogovernarsi. Dunque deve accettare “un padrone” straniero: preferite i franco-tedeschi o gli anglo-USA?

I fatti recenti ci dicono una cosa, chiara: l’Italia NON è assolutamente in grado di auto-governarsi, lo ha dimostrato. Ossia la pace italica degli ultimi 75 anni unita allo sviluppo ed il benessere diffuso, oltre che alla democrazia libertaria, sono corrisposti con la Pax Americana. Finita quella, dopo aver cercato di sottrarsi ai proprio impegni (uscita unilaterale da Gladio, 1991), Roma lasciata a se stante, con i suoi politici più interessati che incapaci, ha dimostrato plasticamente di non essere in grado di darsi un governo che faccia gli interessi del Paese; infatti i politici che si sono via via succeduti hanno pensato – fattualmente – ai propri interessi personali e familistici, sebbene nel caso amorali.

Oggi siamo al dunque: gli italiani devono scegliere se avere un padrone anglosassone o franco-tedesco, vista la dichiarata incapacità di fare da soli. Quale si vuole scegliere?

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Bolsonaro, incendi, UE e nazismo: quale comun denominatore.

E similitudini con l’Italia.

Il Brasile è partito nel 1985 con grandi progetti di riforme costituzionali e dello Stato e di risanamento dell’economia e del Bilancio Pubblico attraverso una profonda ed estesa privatizzazione delle principali aziende strategiche del Paese, similmente all’Italia ma con 7 anni di anticipo (1992- smantellamento IRI e inizio della grande abbuffata delle privatizzazioni italiane).

Ora si trovano un paese con un governo debole ma il cui Presidente appena eletto, Jair Messias Bolsonaro , risulterebbe per la prima volta un vero rappresentante della classe media (o, meglio, ex) del Paese (oltre il 90% della popolazione). Presidente di una popolazione vessata ed impoverita da quasi 35 anni di governi pseudo-socialisti o pseudo-conservatori interessati piuttosto ad una gestione improntata da un “familismo amorale” e legata in realtà a doppia mandata con lobby di potere finanziario ed economico internazionale rappresentata da aziende multinazionali, banche e Stati stranieri.

Alla sua elezione il presidente si è trovato un’estrema disuguaglianza, povertà e corruzione  diffuse e una forte sperequazione dicotomica del Paese.

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Gli USA che chiedono la Groenlandia (come fu l’Alaska, comprata dalla Russia) è l’antipasto per la “presa” americana del sud Italia?

Pensavo che il collegamento fosse chiaro: se l’Italia verrà divisa in più parti i nipoti di Lucky Luciano, di John Bonanno, dei vari Gambino ecc. certamente chiederebbero una forma di annessione formale o meno con gli USA per il loro “sud”. Infatti un sud diviso dalla Penisola intera non avrebbe nessun interesse a restare nell’EU visto che non ha gli “illuminati” imprenditori del nord che vogliono restare nell’euro ” a tutti i costi” ma “per loro personali interessi” (infatti al 99,9% degli italiani converrebbe uscire dalla moneta unica, ndr). Dunque i sudisti avrebbero già vinto a metà in caso di separazione dell’Italia.

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L’altra verità della crisi di governo decodificata da segnali deboli (pubblicato il 8 agosto 2019)

 
Questo blog sta sostenendo da tempo che non c’è alternativa all’Italexit spiegato in tutte le salse.
 
Ultimo articolo estremamente concreto e senza colore politico è quello pubblicato da Mitt Dolcino ieri  suggerisce un costante sistema premiante dello “spread” della UE nei confronti di Francia e Germania che si “indebitano” guadagnando perché hanno tassi negativi sul decennale, ovvero vengono remunerate per potere ottenere prestiti a discapito di un declino inequivocabile dell’Italia che si indebita costantemente in perdita con un divario netto crescente tra la prima coppia di Paesi e l’Italia.
 

In capo a 10 anni saremo colonia francese. Le banche italiane già lo sono. E, per conseguenza, anche il debito pubblico italiano “in pancia” di cui sono già ricche.

 
Ora l’Italia è undicesima potenza mondiale in termini di PIL incalzata dalla Turchia di cui si attende a breve termine il sorpasso. Ricordiamo che nel 1991 l’Italia era quarta potenza mondiale davanti nientemeno che la UK e guardacaso la Germania. Poi nel 1992 avvenne tangentopoli. Che perfetta coincidenza.

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