Il caso armeno insegna l’importanza di avere basi militari strategiche straniere nel proprio territorio, a difesa dei vicini invadenti che da sempre cercano la conquista (discorso che vale precisamente anche per l’Italia)

E’ assai importante essere pronti a difendersi in modo opportuno, soprattutto se si è circondati di paesi nemici che storicamente ti hanno invaso con regolarità. Questo è certamente il caso armeno, passando per il genocidio ad opera dei turchi, genocidio a cui gli ex ottomani sembrano essere avvezzi se si guarda ad esempio anche i tentativi di ricambio etnico a Creta durante la loro dominazione, che non fu affatto facile per i greci. Pensate che arrivavano a cambiare il nome dei greci residenti, cambiando il cognome con l’aggiunta di -aki alla fine, che è una specie di dispregiativo. Certamente difficile convivere con gli ex sultani, solo i tedeschi ci riescono, forse perchè sono tanto simili (…). Sta di fatto che l’Armenia questa volta si salverà giusto perchè è una enclave protetta – e supportata – militarmente dalla Russia.

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Il capo dell’antiterrorismo USA avverte l’Europa e in particolare l’Italia: Hezbollah, che risponde ad un paese alleato di Berlino (l’Iran) ha inviato nitrato d’ammonio nelle città europee. Altre Beirut in vista?

Notizia a dir poco “esplosiva”, in tutti i sensi: alla vigilia del voto italiano gli USA avvertono l’Europa: gli iraniani sono pronti a far esplodere tante bombe come Beirut nel Vecchio Coontinente. Parola dell’antiterrorismo USA. Un segnale gravissimo a cui tutte le forze politiche dovrebbero fare estrema attenzione. In presenza di dettagli davvero inconsueti.

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La Notizia taciuta: Trump riceve la seconda candidatura al Nobel, dopo l’accordo tra Kosovo e Serbia. Silenzio dei media, nel paese dove chi non deve lavorare per vivere difende a spada tratta i migranti

I due concetti di cui al titolo sono collegati, per tale motivo sono stati associati (come vedrete di seguito). Prima di tutto Donald J. Trump riceve la seconda candidatura al Nobel per la Pace, per il suo intervento a favore sia della riappacificazione in medio Oriente tra EAU/arabi ed Israele che tra due repubbliche/entità Europee da sempre in guerra tra loro, Serbia e  Kosovo. Chiaramente la potenza anche militare USA ha avuto il suo peso negli eventi di pace, ma come ben sapete certi passi non hanno prezzo. Per assurdo nel prossimo futuro rischiamo che paesi prima nemici storici si avvicinino; mentre paesi in pace da 70 anni vedano guerre, a medio/breve.

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L’euro e la sua decisiva influenza sulla politica estera: cosa succederebbe in termini euro-monetari in caso di una guerra nel Mediterraneo tra partner EU su fronti opposti?

Ci sono talmente tante cose su cui riflettere da perdersi, davvero. Volevo in realtà scrivere due righe sulla strategia Dem negli USA per combattere l’elezione di Donald J. Trump, anche per supportare il Dragoni della Lega che mi sembra l’unico diciamo normale della compagine, meno male che forse ce n’è uno. Non me ne voglia, ma non è ancora il momento, fra qualche settimana lo faremo, visto che l’evoluzione di detta strategia influenzerà l’Obamagate in Italia, ossia anche con eventuali mandati di arresto. Sono certo che il Dragoni ci perdonerà, promesso che entro settembre avanzeremo. Un argomento invece non considerato da geniali commentatori italici, figli in toto dell’antimeritocrazia più crassa e del doping informativo in tempo di COVID, ossia in assenza di football e di tette finte con cui distrarre gli astanti, è quello al titolo: l’influenza dell’euro sulla politica estera, che poi è l’interesse nazionale di un paese contrapposto a quelli di un altro. In tempi di guerra prossima nel Mediterraneo meglio rifletterci un poco, che dite?

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Siamo al “O Noi, O Loro”: Usa-Germania: l’ultima controffensiva tedesca per riprendersi l’Europa

Ci sono talmente tante cose da scrivere da perdersi. Oggi ho scelto questa, riprendendo nei fatti un articolo de Il Giornale il quale, avendo evidentemente qualcuno in redazione con intelletto sufficiente per capire che Trump ed i suoi militari vinceranno e di seguito  fracasseranno gli avversari prima di tutto all’interno nei paesi cd. alleati, inizia a prendere le distanze. Dunque ecco che la prensa italica inizia, dopo aver tentato gli ultimi colpi per abbattere Conte – ricordo che tra Libero ed Il Giornale non passa giorno senza un articolo che annunci che Giuseppe Conte sta per dimettersi, da inizio anno almeno… -, ora teme il peggio. Ed inizia quanto meno, senza schierarsi su fatti interni al Paese onde evitare di essere redarguito, a dire quanto meno la verità sui macro-temi. Per altro la stessa verità che raccontiamo noi da qualche anno: il caos che vedete oggi in mondovisione non è altro che l’epilogo dell’eterna sfida tra Germania e Mondo Anglosassone, parte III., dove noi – è chiaro – parteggiamo deliberatamente per i secondi (non fosse altro per evitare altre tragiche guerre mondiali, tutte causate da Berlino).

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Capiamo le coalizioni in campo: la memorabile sfida tra globalisti e mondo libero sta per avere inizio (in palio gli ideali economici ed elitari del fu Reich millenario, con 70 anni di ritardo)

Chi scrive, dopo ampie lettura ed approfondimenti, soprattutto sul New Deal di F. D. Roosevelt (FDR), resta convinto che le assonanze tra Trump ed il suo illustre predecessore si sprechino: entrambi patrioti, ebbero a combattere aspre lotte interne, ben notando che i New Deals furono svariati e solo pochi funzionarono; alcuni come quello sull’agricoltura vennero contestati, uno anche dalla Corte Suprema USA che egli tentò addirittura di “modificare”  negli equilibri, uscendone sconfitto. La realtà è che la depressione del 1929, meno pesante di quella che subirà il mondo occidentale post COVID, dopo quasi 10 anni non era ancora risolta, mancavano veri drivers di crescita. Ed infatti appena si cercò di normalizzare l’economia ed i tassi nel 1937 la crisi ri-iniziò a mordere. Va infatti detto chiaro e tondo che gli USA uscirono dalla depressione post 1929 solo grazie alla II guerra mondiale, in molti dicono guerra anche cercata da FDR, tramite il suo capo di stato maggiore Marshall, poi prestato alla ricostruzione (con il grandissimo oriundo Fiorello La Guardia a supportare incredibilmente la “sua” ex Italia con i fondi USA, assieme al discepolo De Gasperi, ndr).

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Joe Biden ha presentato il suo piano economico, costruito intorno alla fine “dell’era del capitalismo azionario” (i fondi di private equity compreranno anche le vostre pizzerie)

Redazione:

Simon Black di sovereignman.com spesso ha elaborato contenuti di grande profondità. Anche in questo caso non fa eccezione.

Nella sua rappresentazione, Joe Biden impersonifica il progetto delle elites – complice il COVID – per far entrare nelle vostre aziende gli stakeholders elitari, ossia svendere le Vs. aziende e renderle partecipate da un livello diciamo superiore, drenando ricchezza dagli assets della gente comune. Una sorta di “jus primae noctis” economica insomma.  Ovvero per annichilire la classe media. Della serie, anche le pizzerie ed i bar – ma solo se di successo e se guadagnano soldi – dovranno essere almeno parzialmente di proprietà dei fondi di private equity. Dietro tali fondi “privati” si nasconderebbero in realtà le ricchezze appunto di un manipolo di soggetti elitari, forse gli stessi che hanno bramato se non direttamente ingenerato il COVID (…). Ossia sarebbe il progetto per la fine della proprietà privata diffusa, con il solo fine di mantenere intonse le ricchezze elitarie attuali “ad aeternum”, patrimoni mai così grandi nella storia umana in termini di concentrazione di ricchezza organizzata e globale.

Tutto questo conferma i limiti del capitalismo, idealizzati perfettamente da J.M. Keynes quasi 100 anni fa….

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Il post-Covid imposto ai paesi europeriferici (in forza della “scienza”) è parte di un piano per evitare la fine dell’euro, generando l’austerità 3.0?

Stiamo ai fatti: i ceppi di COVID sono solo in minima parte cinesi, ad esempio quello di Codogno era tedesco. Come è possibile che non si analizzino con puntiglio i vari genomi per determinare la cd. comune radice? Si preferisce invece spaventare la gente coi sintomi, veri o falsi, realisti e possibili; ma troppo poco è stato scritto delle analisi sul genoma del virus. In particolare in Italia sembrano essere presenti almeno 3 ceppi distinti, sottolineando come i media abbiano dato pochissimo risalto al fatto che il ceppo di Codogno, quello mediamente pericoloso, arrivava base analisi ufficiali dell’ISS appunto alla Germania. Ma non sono qui per indagare sul COVID, non ne parlo: come mai ho speso una parola sulla genesi della caduta del ponte Morandi stessa cosa faccio qui sul virus e la sua genesi. Voglio invece portare l’attenzione sull’aspetto post-COVID e sulla di fatto austerità imposta dall’EU di fatto a danno di “alcuni paesi”, a fronte di una mortalità da virus tutta da dimostrare quanto meno in termini di pandemie del 1957 e del 1968, di influenza, dove nessuno si sognò di “chiudere tutto” come invece fatto oggi.

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IL NEO PENSIERO

Abbiamo avuto il virus, la neo lingua dice che c’è ancora, è solo nascosto da qualche parte.

Lui odia la luce, ma appena la stagione volgerà dall’estate all’inverno e le tenebre avanzeranno nel giorno, ecco che il virus pronto si alzerà in mezzo a noi, con la falce del nuovo ordine pronto alla mattanza delle unità carbonio non compatibili.

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UE e Cina sempre più vicine: l’Italia, retta da una classe politica inetta (o cooptata) non comprende dove la UE tedesca ci sta conducendo.

Nella giorno della Festa della Repubblica, mi sembra necessario riflettere su uno dei più gravi pericoli che il nostro paese, in prospettiva, sta correndo.

Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad un fatto senza precedenti. La Germania ha rifiutato un invito degli USA per un vertice G7.

https://www.mittdolcino.com/2020/05/30/trump-organizza-un-g7-e-angela-merkel-rifiuta-di-partecipare-sfida-allultimo-sangue/

Questo avvenimento segnala attriti ormai a scena aperta tra USA e Germania/UE, che non arrivano però all’improvviso, ma riguardano da tempo un ampio ventaglio di questioni strategiche. L’Italia è coinvolta a causa della tragiche, perenni “dichiarazioni di dipendenza” dalla UE della sua classe politica, da anni palesemente non all’altezza (forse cooptata?…).

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