L’altra verità della crisi di governo decodificata da segnali deboli (pubblicato il 8 agosto 2019)

 
Questo blog sta sostenendo da tempo che non c’è alternativa all’Italexit spiegato in tutte le salse.
 
Ultimo articolo estremamente concreto e senza colore politico è quello pubblicato da Mitt Dolcino ieri  suggerisce un costante sistema premiante dello “spread” della UE nei confronti di Francia e Germania che si “indebitano” guadagnando perché hanno tassi negativi sul decennale, ovvero vengono remunerate per potere ottenere prestiti a discapito di un declino inequivocabile dell’Italia che si indebita costantemente in perdita con un divario netto crescente tra la prima coppia di Paesi e l’Italia.
 

In capo a 10 anni saremo colonia francese. Le banche italiane già lo sono. E, per conseguenza, anche il debito pubblico italiano “in pancia” di cui sono già ricche.

 
Ora l’Italia è undicesima potenza mondiale in termini di PIL incalzata dalla Turchia di cui si attende a breve termine il sorpasso. Ricordiamo che nel 1991 l’Italia era quarta potenza mondiale davanti nientemeno che la UK e guardacaso la Germania. Poi nel 1992 avvenne tangentopoli. Che perfetta coincidenza.

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Le tensioni tra ebrei e tedeschi, mai veramente sopite, stanno riemergendo in concomitanza con il ruolo di leader EU di Berlino (dove le elites attuali al potere sono in larga parte nipoti dei nazisti): il caso Iran

Ci sono verità difficili da dichiarare. Ad esempio, che le tensioni tra ebrei e tedeschi al potere stanno riemergendo, prepotenti. L’occasione è quella del supporto all’Iran – nei fatti – da parte tedesca. Sappiamo infatti due cose, fattuali: la prima, che l’Iran non fa mistero di voler annientare Israele, forse è per questo che vuole arricchire uranio a sufficienza per costruirsi l’atomica (invece Berlino probabilmente l’atomica ce l’ha già, tempo due settimane di maggior impegno alla Urenco); chiaramente Tel Aviv risponde per le rime. La seconda: l’Iran vuole la bomba atomica, avendo dichicaramente superato il limite di concentrazione di uranio arricchito ammesso a livello internazionale, confindando nel supporto di paesi amici come la Germania.

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L’EU rende operativa la piattaforma INSTEX per far affari con l’Iran aggirando l’embargo USA (ossia in alternativa allo SWIFT, che ha detenuto centinaia di miliardi di bond americani, …). Gli USA obbligati a rispondere

Rendiamoci conto dei fatti: gli USA hanno un solo obiettivo (economico) primario: mantenere l’impero del dollaro, questione di sicurezza economica (che viene addirittura prima di quella militare). Per mantenere il privilegio di avere la valuta di riserva globale- che permette di scambiare carta verdastra per preziosi beni fisici –  il dollaro deve rimanere il primario mezzo di pagamento mondiale, punto.

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Incredibile, il padre del deputato tedesco Gregor Gysi, che finanzia la ONG Sea Watch fu agente Stasi, ministro della cultura ed anche ambasciatore in Italia della DDR durante il rapimento Moro! Non è che dietro la ONG ci sono agenti ex Stasi italiani?

La polizia segreta tedesca dell’est, la temutissima e violentissima Stasi, fu l’erede della Gestapo nazista, letteralmente: capacissima, ebbe l’ardore di metastatizzare le istituzioni straniere di mezzo mondo.  Anche Angela Merkel lavorava nella sezione agitazione e propaganda (Aghiprop) di fatto parte dello stesso ministero da cui dipendeva la polizia segreta. La Stasi si macchiò di delitti efferati e fece del ricatto la sua prima arma.

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Il ministro britannico Gove ammette l’uso giovanile di cocaina, “un errore” (astuto, per evitare futuri ricatti). L’Unione dei Ricattatori in EU? In tutta l’EU?

Certo, schierarsi contro gli apparati EU, gli stessi che in larga parte possono fregiarsi dei servizi della ex Stasi, comporta gravissimi rischi. Anche per un ministro influente e forte, oltre che preparato, come il britannico Gove, plenipotenziario conservatore assieme a Brady e Boris Johnson e paladino della Brexit. Visto che, piano piano, il fronte anglosassone si sta riposizionando verso l’abbandono dell’EU con un sonante “no deal” ossia con l’ascesa di Johnson – nato cittadino americano – a Downing Street, i rischi aumentano a dismisura. Assieme ai ricatti.

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Enrico Letta, che lavora per lo Stato francese, candidato addirittura dalla Francia per il Consiglio Europeo: spero vivamente che i gialloverdi neghino tale eventualità (in quanto avrebbero un nemico in più in EU)

L’antica Roma cadde a causa dei tradimenti interni. Anche l’Italia rischia di fare la stessa fine, lo diciamo da tempo.

Oggi apprendiamo che la Francia di Macron, dotata di una faccia tosta di dimensioni abissali, candida Enrico Letta  – che, ricordo, oggi lavora per la scuola dei servizi segreti francesi – a capo del Consiglio Europeo. Per ora i gialloverdi dicono no. Resisteranno?

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Siete pronti per la fine del globalismo pro-Cina? Intanto sarà hard Brexit (magari con Boris Johnson a Downing Street, il trumpiano nato cittadino statunitense)

Non voglio parlare dei sovranisti post elezioni EU, che restano  lontanissimi dal poter solo lontanamente pensare di essere influenti a Bruxelles, in quanto tale epilogo era ampiamente previsto (purtroppo i sovranisti italici hanno mentito quando vi hanno illuso sul “cambiare l’EU dal di dentro”; e noi vi avevamo avvertito per tempo, ndr).

Invece nei grandi disegni globali, quelli che ci riguarderanno molto da vicino (…), molte cose stanno accadendo dopo anni di incredibile stallo dovuto alla necessità di eliminare le incrostazioni clintoniane ossia globaliste (per loro interessi, Dem) in seno alle istituzioni USA. Ed a fronte di una presidenza USA trumpiana oggi finalmente forte.

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Per chi era scettico sulla guerra quasi calda USA-Cina: Google blocca licenza Android a Huawei. Ossia, i virus potranno bloccare qualsiasi telefono/computer al mondo, a breve. Anche il vostro?

Proviamo a stare ai fatti: la Cina solo 25 anni fa era un paese pieno di poveri e derelitti, con una economia quasi di terzo mondo. Ma erano tanti. Dunque qualche scienziato occidentale pensò di cavalcare il boom dato da costi di produzione bassissimi, determinati da manodopera povera, per fare soldi. Fu il primo passo della globalizzazione, con enormi quantità di prodotti cinesi che arrivavano senza sosta sui mercati occidentali, facendo abbassare i costi di produzione. Con  un problema però: mandavano – e mandano – fuori mercato i produttori degli stessi paesi che comprano i loro prodotti. Ossia i cinesi stanno facendo indebitare i loro clienti, che piano piano perdono potere contrattuale, ossia produzione, tecnologia, brevetti ecc.

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La guerra di Washington contro la Cina: i cargo esplosi nel golfo persico erano legati a doppio filo ad aziende cinesi (stavano sfidando l’embargo all’Iran?). Alleanza USA con la Francia, ossia Italia fregata…

Non voglio ripetere le notizie che tutti hanno sulla bocca, non è il nostro stile. Ma nel caso specifico vanno aggiunti dettagli salienti taciuti dai media: vi svelo un segreto, i 5 cargo/petroliere saltate per aria nell’EAU, porto di Al Fujairah, erano a ben guardare tutte legate a filo doppio con la Cina (…). Ossia, possibilmente si apprestavano a sfidare l’embargo imposto dagli USA (infatti i cargo – tutti di fatto petroliferi – sembrano essere assidui “visitatori” di aziende cinese, oltre ad essere gestite da aziende i cui clienti sono cinesi, …). Quasi una retaliation.… Tradotto, gli USA stavolta fanno sul serio e l’obiettivo NON è l’Iran, ma la Cina (ve lo avevamo anticipato nelle scorse settimane).

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Dove venderanno i cinesi i 450 (720) miliardi di dollari di merce andata fuori mercato a causa dei dazi imposti da Trump? L’implosione cinese che nessuno vuol vedere…

Qualcuno ride, qualcuno invece… non si capisce!

Non voletemene se sto a picchiare sullo stesso tasto da settimane, ossia l’errore romano nel voler firmare l’accordo BRI con la Cina, in nome dell’Italia su impulso dei leghisti (che sono stati turlupinati ed abbagliati dalla volpe clintoniana che oggi fa la badante politica del Cavaliere, Matteo Renzi). Ma l’errore purtroppo è stato davvero smisurato.

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