L’accordo BRI con la Cina visto da Pechino e Washington: speriamo lato italiano non sia frutto di “facilitazioni” (leggasi, consulenze)

Analizzando con attenzione l’accordo BRI si scopre qualcosa di molto interessante, ossia che è più nell’interesse cinese che italiano. Parimenti sembra chiaro che gli USA vedono e soprattutto vedranno come fumo negli occhi tale mossa italica.

Prima di tutto chiariamo un concetto: Tangentopoli e golpe del 2011 sono stati “troppo” anche per un alleato supino come l’Italia, ossia non bisogna sbeffeggiare così un paese amico, soprattutto se strategico. Per chiarire, entrambi i casi (1993 e 2011) furono avallati – se non direttamente voluti – da Washington, DIETRO PRESSIONE DEI PAESI CHE SAREBBERO DIVENTATI EU-DOMINANTI (Francia, Germania, Gran Bretagna).

Stiamo aspettando da mesi che vengano pubblicati lumi sulle vere cause di Tangentopoli (…).

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Palladio, il trade del secolo? Cosa si nasconde dietro la tremenda salita del metallo bianco, che vale più dell’oro (siamo oltre ai catalizzatori-auto, temo…)

Premetto che questo intervento non vuole essere un consiglio su cosa comprare tra le merci regolamentate citate e non citate di seguito, ossia anche in termini di prodotti finanziari e affini, di qualsiasi tipo. Infatti lo scopo è solo quello di dare una spiegazione su cosa di strategico si nasconda dietro la salita del metallo bianco industrial-prezioso più ricercato del decennio.

Prima di tutto va detto che dal 2005 il palladio è salito di 8-10 volte. Mica male come boom. Anche dal minimo del 2008 siamo a circa 8 volte, facendo impallidire la salita dei prezzi di borsa (drogati dalle banche centrali post crisi subprime, ndr). Ne avevamo già parlato mesi fa .

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Ecco perchè l’America non può accettare che i suoi alleati si allineino agli interessi cinesi (la decisione italiana sulla BRI rischia di catalizzare la terza guerra mondiale)

Gli USA hanno un file bipartisan aperto oggi, per domani ed oltre: la sfida mossagli dalla Cina (e dalla Germania) non solo al suo dominio globale – tutto sommato un dettaglio – ma al suo benessere. Parlo del benessere di un paese che nei fatti ha vinto due guerre mondiali e che con i suoi consumi sostiene il mondo (vista la bilancia commerciale negativa di quasi 600 mld di dollari annui). Infatti la cosa apparentemente assurda è come la Cina possa  pensare di sfidare un paese – gli USA, a capo del blocco anglosassone – quando lo stesso ex Impero Celeste dipende dai consumi del blocco che si vuole sfidare. Un’America ipoteticamente autarchica, che compri solo i beni prodotti al suo interno, non avrebbe problemi a mantenere il proprio benessere, visto che gli USA hanno tutto, tecnologia, risorse, accessi, forza militare anche solo per difendersi. Il resto del mondo invece, beh, semplicemente imploderebbe.

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L’accordo Cina-Italia è l’apoteosi della irresponsabilità (chissà cosa c’è dietro, …), genesi della bassa politica romana. Aspettiamo gli sviluppi, saranno autoesplicativi

 

Sono rimasto esterrefatto dall’accordo “fortemente voluto” tra Italia gialloverde e Cina, soprattutto Lega visto che il plenipotenziario per i rapporti cinesi, Geraci, è in totale quota diciamo padana. Anche perchè tale mossa significa girare le spalle a 70 anni di “special relationship” con gli USA, ossia lo stesso paese che fino ad oggi ha protetto l’Italia anche e soprattutto contro l’ingerenza EUropea. State tranquilli, a breve non succederà nulla, anche perchè l’EU saggiamente sta bloccando ogni operazione in chiaro (…). Certo è che alla prossima crisi dello spread l’Italia sarà costretta alla resa, sebbene ritengo che Salvini verrà salvato in quanto di fatto allineato (visto che la debacle sarà dichiarata per colpe economiche mentre Salvini sono mesi che le evita come la peste, …); arriverà dunque un tecnico – magari lo stesso Draghi, da Novembre – che per “emergenza nazionale” metterà in atto i tanto attesi e dibattuti provvedimenti lacrime e sangue, stile Grecia.

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Berlino vuole soldati non tedeschi nel suo esercito: si prepara a farli combattere sul campo con nuove (piccole) armi nucleari? La Germania vuole la propria atomica….

La firma del Trattato franco-tedesco di Acquisgrana del 22.1.2019, in superamento dell’EU significa molto più di quanto viene fatto ad arte apparire, temo.

Abbiamo visto recentemente che gli USA vogliano cambiare la loro strategia militare sulle armi lunghe da utilizzare nei campi di battaglia. La penetrazione delle ogive di tali nuove armi sarà micidiale, pari ad una cannonata (…). Parimenti abbiamo visto la Germania decidere di ampliare il proprio esercito assoldando soldati stranieri.

Queste due notizie, assieme, dovrebbe farci riflettere. Infatti il problema sta nel cambio di paradigma in corso, ossia le armi di oggi diverranno presto obsolete. Le armi del futuro invece – per assurdo – sono quelle del passato, mai usate prima però.

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Il risiko globale ed il dollaro tenuto alto ad arte, impedendo a Trump di svalutare. In attesa del macroevento

Ho speso anni a lavorare sui mercati finanziari, una certa sensibilità ce l’ho. Non faccio fatica a riconoscere che negli ultimi anni (dal 2014 in avanti, con il grande manipolatore/idolo dei globalisti Obama al comando delle operazioni) tutte le logiche di mercato diciamo storiche, correlazioni, trends etc. sono andate a pallino: quello che i burattinai vogliono che si faccia è infatti che tutti noi si investa in fondi passivi, della serie “compro l’indice di borsa, tanto sale!”, o meglio ci penseranno governi e banche centrali a far salire tutto. O qualcosa del genere.

Stasera intanto la stella polare dell’indice tecnologico USA, la mitica Apple, nel post borsa fa meno 8%, a causa una strutturale implosione delle aspettative. Ulteriori crolli sono attesi.

Appunto, il paradigma dei mercati in perenne crescita sarà vero fino a che il castello di carte non crollerà, temo…

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Può piacere o meno ma il mondo NON può fare a meno dell’America: con Cina e/o Germania egemoni sarebbe disastroso!

A volte penso di essere circondato da pazzi. Sento dire e ridire che ormai gli USA sono superati, che non saranno più il dominus ecc. ecc. Anzi, vedo gente tifare – in Italia, non in Palestina o a Cuba – per il crollo USA.
Posso capire che, ad occhi poco attenti, l’ascesa di una potenza economica – la Cina – con quasi 1.5 miliardi di abitanti possa essere fonte di confusione e di apparente convincimento strategico anche e sopratutto da parte dell’equivalente del mendicante di Piazza Navona. Il problema è, nel caso specifico, che Pechino resta un paese semidittatoriale, in cui spesso le persone spariscono semplicemente perché arrestate durante la notte dalla polizia per reati sconosciuti, con difficoltà a sapere addirittura a che grado è giunto il processo giudiziario…

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L’Italia non potrà uscire dalla gabbia della sua perdurante crisi senza venire a patti col passato: bisogna spiegare la vera genesi di Tangentopoli!

La crisi attuale dell’Italia deriva da Tangentopoli. Scandalo mediatico che guarda caso vide “ingoiare” nella voragine del caos giudiziario la sua azienda più rappresentativa, Montedison, quella che sempre innovò fin dai tempi di Natta e del polipropilene isotattico, della chimica, passando per il tentativo di sviluppare l’energia nucleare in Italia con l’avallo addirittura di Enrico Fermi (tentativo boicottato dalla Francia). Passando per il biodiesel (mai nato inItalia, ma in USA sì) e l’agroindustria avanzata (poi finita ai francesi, morta prima di iniziare) e la chimica del fluoro (finita ai belgi). E senza dimenticare la cantieristica che portò il Moro di Venezia a sfidare, prima volta nella storia, una barca non USA la superpotenza americana in Coppa America.

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