Per fine tuning si intende cercare l’equilibrio tra crescita economica nominale ed inflazione. Si sa che la Federal Reserve (USA) ha come obiettivo la crescita economica del paese (la Fed ha il dual mandate occupazione + stabilità dei prezzi); mentre la BCE EU ha come obiettivo il controllo dell’inflazione. Un mare di differenza, soprattutto oggi.
Lagarde ha gia’ aumentato i tassi di interesse, sebbene ciò non serva per limitare una inflazione esogena, causata dalla guerra. Anzi, per l’Europa, causata soprattutto dall’aumento dei prezzi dei raffinati petroliferi, che crescono di prezzo soprattutto a causa degli attacchi alle raffinerie russe, NON a causa della crisi di Hormuz.
Hormuz muove il greggio; gli attacchi alle raffinerie russe e il ban sull’export muovono i distillati; l’inflazione europea da energia vive sui distillati; i tassi BCE su uno shock da offerta di prodotti raffinati non lo chiudono. Chiaro il messaggio? Proprio ieri Trump ha di nuovo invitato Zelensky a non bombardare le raffinerie russe (…), che caso!
In tale contesto l’EU guarda caso – stranamente – paga e supporta in tutto e per tutto Zelensky per attaccare la Russia: se chiedete il perché di un tale (folle) comportamento a vostro figlio di 10 anni vi risponderà che molto probabilmente l’Europa vuole che Zelensky distrugga le raffinerie. Ovvero l’Europa vuole l’inflazione in Europa.
Tutto chiaro spero.
Gli USA invece vogliono una crescita reale del PIL, ma sanno che tale crescita economica e’ condizionata dai tassi alti. Parimenti i tassi alti non servono per bloccare la spirale dei prezzi, oggi, in guerra: per tale fine – specificamente per gli USA – servirebbe fermare la guerra ad Hormuz riaprendo lo stretto e facendo scendere i prezzi degli idrocarburi. Infatti Trump sta cercando di aprire tale stretto in tutti i modi; ma l’Europa guarda caso deliberatamente non lo aiuta ne’ lo ha aiutato (ve lo ricordate?), fattuale.
Non sorprende dunque che la BCE artatamente selezioni la causa dell’inflazione che sale come le è più comodo. Lagarde ha giusto accennato che l’energia ad agosto (+14,3%) riflette “un contributo forte dei margini di raffinazione sui carburanti liquidi oltre ai prezzi delle commodity”. Quindi il dato sui distillati alla BCE ce l’hanno. Solo che lo mettono in secondo piano. Truffaldini insomma.
Viene da chiedersi come mai l’Europa voglia il proprio suicidio economico… Questa e’ la prima domanda da farsi.
L’altra considerazione da fare e’ che comunque gli USA non necessitano di petrolio: essendo i primi produttori al mondo non dipendono dalle importazioni come l’Europa. Il petrodollaro resta invece il primario interesse strategico, sebbene il prezzo interno della benzina e dei distillati è comunque influenzato dal mercato globale, fattore strategicamente comunque assolutamente secondario per gli USA rispetto a mantenere vivo il petrodollaro. A Washington serve giusto aprire lo stretto petrolifero, appunto per mantenere il petrodollaro, che sostiene il dollaro come valuta globale. Questa e’ la loro priorità. L’Europa lo sa e dunque e’ disposta a letteralmente fottere il benessere del proprio popolo pur di affondare gli USA (una utopia). Europa non solo truffaldina ma pure criminale direi.
Come capite la Cina non puo’ che essere d’accordo con l’Europa di Davos che sfida Trump, finche’ rema contro gli USA, i veri avversari di Pechino.
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Warsh, la Fed ed i tassi USA (micidiali per l’EU)
Solo in ultimo arriviamo a Warsh ed alla Fed. Ben sapendo che il debito USA e’ in forte salita. Ma negli States anche il PIL NOMINALE sale. Il fine tuning sta tutto li: far salire il PIL di piu’ della salita del debito statale. Prediligendo la crescita, a pegno di un po’ di inflazione. Perché l’inflazione mangia il debito.
Dunque non e’ detto che Warsh aumenterà i tassi USA; anzi viene da dire che comunque il prossimo step sarà l’ultima salita dei tassi USA per un po’ (previsione recentissima di Citibank)
Il problema tassi viene dunque ribaltato all’Europa, che comunque sta cercando anche lei una certa qual forma di inflazione mangia-debito ma – nel caso europeo – dando la colpa a Putin, alla guerra in Ucraina per tale epilogo (in realtà e’ l’Europa a foraggiare gli ucraini per fare danni in Russia, aumentando cosi l’inflazione in Europa, di sponda; ovvero la colpa in realtà e’ dei fallimentari strateghi europei ).
Immaginate infatti gli USA che limitano questa settimana la salita dei loro tassi: l’euro decollera’, nel caso. E se l’euro vola, CIAO EXPORT EU negli USA, proprio mentre la crisi morde in profondita’ (questo inverno).
Risultato: non stagflazione in Europa, ma depressione. Anzi DEPRESSIONE INFLATTIVA, micidiale.
Capite?
Il vero rischio per chi ci legge in italiano e’ che i vostri stessi politici europei vogliano la guerra coi Russi per ribaltare su soggetti esterni – ovvero per nascondere – le loro responsabilità ed incapacità di gestione. Ovvero causando inflazione in Europa, ma assieme a caos indotto e forse pure con salvifiche guerre al contorno, Schumpeter docet.
Una invenzione tutto sommato le colpe russe, in realta’: basterebbe smettere di foraggiare Zelensky (fa ridere pensare a Putin che conquista l’Europa per poi dover pagare pensioni impossibili al senescente popolo europeo, o sbaglio?). Criminale direi.
Trump invece ha il pregio di fare gli interessi degli americani. Gli europei che non sono elites, che non siano cooptati da Davos, fanno male ad odiarlo. Ce ne fossero di Trump in Europa! Invece ci sono le solite, tragiche elites europee incapaci – e raccomandate – a fare danni, da secoli.
Il problema e’ in fondo proprio il popolo europeo, che non li manda via a calci nel sedere.
MD

