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Home » L’ultimo furto dell’Impero coloniale di Londra… sull’argento!

L’ultimo furto dell’Impero coloniale di Londra… sull’argento!

Quanto successo lo scorso venerdì non dovrebbe stupire nè scandalizzare: Londra fu imperiale sta implodendo, dunque si arrabatta come può per accaparrarsi le ultime ricchezze dal sistema che lei stessa creò, trattasi di una potenza consunta. Così facendo sta sfigurando i mercati della finanza, che prima dominava. E che ora subisce: il caso dell'argento verrà studiato nelle scuole (di finanza o di polizia finanziaria?). L'EU la seguirà a ruota

mittdolcino by mittdolcino
3 Febbraio 2026
in Fine degli Imperi ex-coloniali
- Leggere Disclaimer in fondo pagina
L’ultimo furto dell’Impero coloniale di Londra… sull’argento!
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Il banco vince sempre. Gli italiani dovrebbero saperlo, figli legittimi dello ius primae noctis imputato ad arte ad un nobile marchigiano dei tempi che furono, in realtà un supplizio – fingete stupore – babilonese.

I babilonesi, sempre loro: vennero chiamati a Londra da Lord Cromwell “The Protector“, per costruire l’Impero: erano gli inizi del 1700, la purga dei cristiani era stata finalmente conclusa nella Perfida Albione addivenire, i protestanti loro cugini di terraferma avevano imposto il luteranesimo contro l’impero Cattolico voluto da Carlo V e dal suo fido Mercurino Benvenuti Arborio di Gattinara. I riti babilonesi, evidentemente, vedasi Jack lo Squartatore e soci, erano in fase di assimilazione da parte della Corte.

*****

I prodromi di mercato…

Oggi un processo secolare, millenario, 500 anni, sembra terminare: venerdì ne abbiamo avuto la riprova. Sull’argento. Capirete di seguito.

Un crollo del 30% in mezza giornata, coordinato da mani potenti in mezzo mondo, non avviene a caso nel secondo asset più importante del mondo, il cosiddetto “oro dei poveri“. E con l’oro vero a ruota, in discesa.

Ma sono i dettagli a fare la differenza, come vedrete.

Infatti sono proprio i tecnicismi e la connivenza dei controllori, evidentemente cooptati a fini più grandi di loro, che hanno fatto il resto: il mercato di Londra dei metalli preziosi, LBMA, che stava perdendo metallo a camion ogni giorno da mesi, stava finendo l’argento (e l’oro?), si sapeva da settimane.

Motivo: la gente oggi non si fida e dunque vuole metallo fisico, oro e argento su tutti, ma non solo, lo ritira in cassaforte. L’argento in particolare è oggi molto importante perchè, oltre ad essere in deficit produttivo da anni, è in predicato di essere usato estensivamente nell’AI.

Il motivo è semplice, tradotto con massima semplicità: l’AI è un processo iterativo che dunque consuma molta energia. Visto che l’argento è il miglior conduttore elettrico esistente, visto che i processi iterativi, ed il consumo di energia associato, vengono diciamo aiutati da strutture di calcolo elettronico che usino argento, visto che la stessa informazione raffinata passa più e più volte al vaglio dei chip prima di essere elaborata come output, il metallo bianco e lucente che trasferisce elettroni come nessuno diventa cruciale.

Risultato: prospetticamente l’argento sarà un metallo chiave, tanto che Trump l’ha inserito nel novero dei metalli strategici USA. Idem ha fatto Pechino da inizio 2026. Ovvero manca metallo, palese.

Inoltre visto il suo relativo costo specifico, al kg, difficilmente a questi prezzi verrà ricercato nello spazio per primo, meglio oro platino o palladio, molto più preziosi, al kg (…).

Sappiate che questa è la ricetta perfetta per l’implosione di chi era short metallo.

*****


Incredibile decollo del volume trattato dell’ETF Silver Trust (SLV) venerdi scorso


Come è stato organizzato il raid

Bene, a mezzogiorno di venerdì scorso si è scatenato l’inferno: prima Londra chiudeva il fixing silver oltre i 100 USD/oz, alle 12 ora locale. Poi, complici i soliti problemi tecnici nei sistemi di trading (che ci sono praticamente sempre quando capitano movimenti di prezzo scandalosi, nota di redazione) di Londra e Hong Kong, il mercato è improvvisamente esploso: ma al ribasso!

In USA non erano incredibilmente attivi i limiti di prezzo dopo i quali si bloccano le contrattazioni, che è il 10%; limite poi attivato precisamente ed inspiegabilmente proprio a fine giornata di venerdì scorso, a danno fatto, che caso!

Nel mentre la speculazione al ribasso si è accanita sul Silver Trust (SLV), una rappresentazione cartacea dal metallo fisico trattato come ETF. Ma che permette a certe condizioni di richiedere la consegna di metallo fisico, sebbene con ritardi operativi, non roba per i comuni mortali (…).

Dunque che è successo? I soliti noti hanno fatto chiudere oltre i 100 USD/oz in vendita a Londra, che si presume non aveva l’argento da dare in consegna agli acquirenti, era fine mese; poi hanno trascinato al ribasso l’SLV che invece continuava ad essere trattato (con una montagna di short non fisici, ma di carta) sfruttando ad arte bachi del sistema, per un crollo enormemente profondo, roba mai vista in mezza giornata; dunque hanno richiesto la consegna fisica di argento all’SLV ad un prezzo di 20-30 dollari più basso, circa.

In ultimo sembra che una grande banca americana, negli ultimi minuti di trading di venerdì, abbia chiuso oltre 3 milioni di once silver venduti prima allo scoperto sull’argento, liberandosi del fardello.

Roba da manuale, insomma…


Con la fine dei “location arb” per definizione finisce il mercato… (al LINK)


Il risultato, oltre ad una perdita di valore dell’asset argento di svariate migliaia di miliardi di dollari, forse decine; oltre al grande profitto fatto da speculatori professionali a livello istituzionale (ossia che possono gestire il ritardo della consegna dell’argento a Londra, prelevato dai forzieri dell’SLV); oltre al collasso della fiducia nei mercati e nei loro regolatori stile “il banco vince sempre”, si è ottenuto come risultato finale che una montagna di tonnellate di argento riversato a Londra, prelevato dagli USA, a coprire la carenza di metallo londinese, che molti sostengono abbia finito, sembra… (la Cina di norma non permette di far uscire i metalli preziosi dai propri confini. mica scemi: e poi i cinesi parlano di asimmetria di mercato, mercati aperti, essere loro moneta di scambio globale bla bla bla…).

All in all quanto accaduto venerdì permetterà a Londra di tirare a campare ancora per qualche tempo,. grazie alle montagna di argento (e oro) in arrivo. Si è salvato l’Impero insomma, forse per l’ultima volta…

Dunque, sabato, le principali piattaforme di trading che hanno fatto? Soprattutto americane? Hanno aumentato i margini per operare sui mercati future, soprattutto nelle vendite allo scoperto, fino a valori inimmaginabili, si parla su RobinHood di circa 95’000 USD per lotto, seguiti a ruota dagli altri exchanges commodities.



Insomma, da una operazione finanziaria sebbene a livello di corsari, operazione che è stata di successo (per pochi), l’epilogo è che tutto quanto sopra si sta trasformando in uno tsunami per Londra.

Ovvero sta emergendo una solida verità: Londra come centro finanziario, che si basa sulla credibilità, ha le ore contate.

Si perchè se tutti quelli che oggi hanno SLV convertiranno, come sembra, i loro averi in oro fisico, addirittura con consegna del fisico, ovvero con ETF ad esempio svizzeri che non permettono certi magheggi sui mercati, Londra dovrà dichiarare: default sulla consegna del metallo, solo questione di tempo.

Prova del nove: oggi i prezzi sei vari mercati fisici dell’argento nel mondo sono disassati, non funzionano più, gli arbitraggi sono altissimi ma pressochè impossibili, chi ha il metallo fisico se lo tiene stretto. Insomma, Londra ha fatto autogol…


Un caso?


Le conseguenze

In una parola: fine dell’impero coloniale britannico, che si basava sulla rapina dei mercati sulle materie prime preziose delle colonie, da portare a Londra e moltiplicarle di valore.

La fine di Londra infatti terminò – in realtà – con la fine della sua manifattura a partire dalle delle materie prime sottratte a basso prezzo dalle colonie, valore da moltiplicare via prodotti finiti prodotti in casa del colonialista, questa era la “seconda gamba della spogliazione coloniale“, dopo quella del trading sui mercati/arbitraggi; da ciò la tendenza dei colonialisti – da sempre – a mantenere il prezzo delle materie prime il più basso possibile, per comprarle a basso prezzo e moltiplicarne il valore nei passaggi successivi (appunto, mentre i prodotti finiti devono invece crescere di valore, memento la Cina oggi, gioca una partita molto simile).

Peccato che cotanta carenza di metalli ed industrie in UK, oggi, non possa più sostenere le ambizioni imperiali di chi ancora se ne arroga il diritto, di essere impero. Ma senza materie prime.

Guarda caso gli USA di Trump – che le materie prime le hanno, eccome!  – hanno ben capito dove sta il baco e hanno deciso per tempo la re-industrializzazione, la gamba che le manca, quella della manifattura in casa propria, in corso; ossia fare l’opposto di quanto fatto scelleratamente da Londra.

Scaltri.

Lasciamo perdere la abili mosse USA, in parallelo, su Canada, ancora oggi a servizio di Londra come fonte di materie prime, ma solo per poco; e Groenlandia, per giocare nel caso come USA la partita del passaggio Artico delle merci. Tagliando così fuori l’Europa (che in ogni possibile conclusione dei grandi giochi – in corso – sarà perdente).

Assodato quanto sopra, una Londra disperata dal non aver ottenuto il supporto do cui necessita per la guerra a Mosca, ha mandato Sir Starmer proprio una settimana fa – fingete stupore – a Pechino, per una sorta di resa: la casta di potere prima londinese, emigrata da Babilonia, si trasferirà in Cina? Non proprio, al limite ad Hong Kong, ma non sta lì il punto.


Ora emerge che Pechino, non a caso alleata di Parigi-Londra, attua lo STESSO modello economico dei poteri veterocoloniali Europei: il colonialismo!


Il punto è che da una parte Pechino e Londra, ossia i poteri ex coloniali, ovvero Davos, ossia una certa Europa, stanno assieme, hanno un  destino comune, da secoli. Da cui la loro fine diciamo parallela, nel caso la vedremo fra qualche tempo…

E dall’altra gli USA di Trump che stanno e staranno in loro opposizione.

In mezzo, gli Epstein papers, che mettono a nudo gli scandali di corte, una corte prettamente europea o filo europea. Una corte viziata e viziosa, corrotta e scorretta, proprio come fu quella di Versailles, che poi era lo specchio di quella di Londra. Spesso oggi sono i loro nipoti al comando. Ritualisti e violenti come allora, vedi Epstein papers, appunto. Davos insomma.

Vedremo come andrà a finire coi metalli preziosi, i primi ad indicare la transizione di potere da Londra a Washington, Mosca e forse Pechino (sempre che anche Pechino non venga travolta dall’onda lunga della caduta dei suoi sodali londinesi, visto che entrambi usano lo stesso metodo – Pechino e Londra -: quello coloniale – [sono obbligati, visto che poveri di materie prime, devono giocare la stessa precisa, identica partita, non hanno alternative: quella del colonialismo rapace]).

Follow the Money. Sempre

MD

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