Secondo Zacharia Sitchin, il più famoso sumerologo della storia, il mondo antichissimo aveva diversi sovrani: semplificando al massimo, uno stava in Africa, uno nei mari, uno in America. Ed uno, unico, per la placca che va dalla Cina all’Europa (…). Forse solo così diventa chiaro il motivo per cui Cina ed Europa tendono a stare sulla stessa barca a livello di controllo e dominio oligarchico, ossia di elites, parlo sia di fu nazismo che di Cina, solo per “sbaglio” Hitler si alleò coi Giapponesi.
Oggi vediamo Trump sfidare il costrutto di Davos, una elaborazione ed anzi esercizio di potere che dura da 500 anni, dal 1492. O meglio, dal 1524-32 (quinto anniversario secolare dalla morte del Redentore), quando il potere protestante, prima a Worms e poi a Londra, cercò di impossessarsi del mondo. Con un collegamento storico a dir poco impressionante col trapassato: come Mosè fu cresciuto dal Faraone, per servirlo (…), ma con rispetto reciproco, così il fu impero britannico ebbe bisogno di quello che rappresentavano i babilonesi, l’ultima tessera del puzzle di Sitchin, fatti rientrare ad Aldgate dal Lord Protettore Cromwell per costruire l’ultimo Impero.
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Germania in crollo, anche etico
Nei prossimi giorni Trump sfiderà ufficialmente questo ordine: andrà a Davos a sfidare Davos, al WEF – World Economic Forum, proprio nella testa del serpente.
Trump andrà proprio a Davos ad annunciare che il collettivismo oligarchico spinto, quello del “non avrete nulla e sarete felici” verrà sconfitto, ufficialmente.
Trump sa infatti che i “giochetti elettorali” sono finiti, dopo il Venezuela, via macchinette di voto, forse, chissà. Dunque non teme le prossime urne, chiaro (…).
A Davos Trump dirà che si opporrà al controllo delle multinazionali sulle case dei privati, che poi è dove si vuole arrivare imponendo le classi energetiche EU ed il Green in Europa: costringere i privati a svendere le case per comprarle loro, le elites, a prezzi di realizzo (e se un privato va in guerra a morire tanto meglio, in tal caso si usa l’arma delle successioni). Un giogo messo in atto dagli stessi che costruirono ed anzi progettarono l’ultimo Impero, quello britannico oggi in crollo verticale da decolonizzazione, nato prima nel 1500, le basi; poi esploso nel 1700, col ritorno dei babilonesi a Londra.
In fondo, si sa, la forza del Britannia, il 5. esercito dopo quello di mare, di terra, di cielo e dei media/propaganda, è sempre stata la capacità di saper ribaltare interi governi “dal di dentro“, coordinati da Londra o dalla sua dependance parigina, via massonerie. Successe con la rivoluzione francese, dove sapienti infiltrazioni accesero il fuoco della Rivoluzione di Robespierre e soci; solo per ricavarne un Napoleone genovese scappato di mano. E solo per essere “ripreso” per il rotto della cuffia.
Successe di nuovo con la Russia nella rivoluzione di Lenin e soprattutto di Trotsky, una spia inglese più che britannica, suonare ambasciatore dell’Impero, Buchanan, a Mosca, per i dettagli.

Spigolature…
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Si, avete capito bene: il collettivismo oligarchico massimo, che va dal controllo del cibo (Bill Gates che compra terra a mani basse), dei media (lo vediamo ovunque anche noi, i media cooptati di Davos), delle case (come sopra indicato), della salute (preparati mRNA di fatto obbligatori non solo non testati sul cancro ma addirittura che contengono frammenti di un virus dichiaratamente oncogenico, il SV40, vedasi LINK), sta per essere sfidato ufficialmente. Militarmente. Al WEF di Davos 2026, va a poco.
E’ infatti chiaro che solo un approccio militare può avere successo nell’intento di abbattere Davos: una delle poche cose che questo sito condivideva del mandato di Jorge Bergoglio è stato il concetto per cui siamo di fronte ad una guerra “a pezzi”, che poi significa guerra non dichiarata pubblicamente.
E’ vero, è così. Ma in realtà la guerra c’è già, stiamo solo aspettando che si accenda.
L’Europa, dove si annida l’idra, sta scalciando per non morire, le sue elites: ricordate bene che l’Europa sta crollando sotto il peso del patto sociale (europeo) che si sa già non è più possibile onorare senza risorse primarie. Da ciò deriva la necessità di guerra in Ucraina, anche in forza della decolonizzazione indotta dagli USA di Trump in primis contro Parigi.
Trump sta infatti impendendo tale guerra ucraina e dunque toglie tutti i puntelli rimasti alle elites europee, d’accordo con la Cristiana Mosca erede dell’Impero Romano e del Cristianesimo ortodosso, quello non infiltrato dai soliti noti.
Che Mosca e Washington siano d’accordo è palese, basta volerlo vedere: dagli USA che annunciano in anticipo ai propri concittadini di mettersi a salvo a fronte di prossimi lanci di missil intercontinentali in zona di guerra Ucraina, chiaramente hanno previsto giusto; allo stimato Lt. Gen. Flynn, amico di questo sito, che mette in guardia l’Europa a non sfidare l’arsenale nucleare russo, visto che contro gente non ucraina Mosca userà certamente le atomiche (e gli USA non interverranno in soccorso dell’Europa, notate bene).
Solo gli stolti non capiscono. O gli interessati, che sperano così di continuare a prendere un lauto stipendio a fine mese (a proposito di stolti). O i ricattati.
Fino a arrivare al tedesco, Premier Merz, che chiede addirittura via mezzi stampa ad uno Zelensky senza titoli per governare di non lasciare fuggire i giovani ucraini, serve che ne muoiano di più, è evidente, onde evitare facciano valere i crediti che naturalmente hanno sulla loro terra…
Sappiate solo, visita chiarissimo, che tale follia europea è funzionale a preparare alla guerra gli europei. Con una sorpresa: il piano è mandare non solo i cinquantenni in guerra, ma di offrire addirittura un patto sociale ai giovani, una polpetta avvelenata inter-generazionale, un dividi et impera sociale : circa “io non mando tuo il figlio in guerra, ma deve andarci il padre“, a morire, così non gli pago la pensione (ma questo non ve lo diranno fino all’ultimo momento).
E tutto avviene alla luce del sole ormai, piano piano…
Chi deve sapere sa, chi non sa straparla. Sempre il solito gioco. La follia sta davvero nel gioco delle cose, oggi, travestita da normalità.
Or dunque, ora Vi tocca aspettare per verificare l’intervento di Trump a Davos 2026, a Febbraio prossimo, che sarà contro il collettivismo oligarchico a tutto tondo, una continuazione del discorso di J. Milei di qualche tempo fa (2024) se volete.
Siate coscienti di cosa dovrà accedere: bisognerà ribellarsi a coloro che vi diranno che dovrete morire tutti voi che ci leggete, per salvare i privilegi di quatto vecchi ingordi. E dei loro figli che devono ereditare un potere immeritato oltre che antimeritocratico. Sappiate che saranno gli USA a lanciare il guanto di sfida, ufficalmente, va a poco.
Solo così, tagliando radicalmente col passato, ossia con le elites veterocoloniali, il mondo si potrà salvare, quanto meno ancora per un po’.
Siate pronti. Siate preparati.
MD






