I fatti non mentono mai. E la reazione di Davos, ossia del duo Londra-Parigi in primis è davvero significativa per quanto è scomposta.
E’ chiaro che l’Italia sta attuando un piano coordinato dagli USA, che puntano così a tornare ad una situazione pre-euro. Dopo i tentativi di ingerenza europea in USA, vedasi anche elezioni 2020 ma non solo (ad esempio la messa in discussione della California come stato USA di qualche mese, da parte di enclaves messicane organizzate) è normale questo succeda, siamo sinceri ad ammetterlo…
Abbiamo parlato alcuni giorni fa della attesa reazione EU alla nazionalizzazione dell’oro Italiano: con la mossa della premier Meloni di fatto la BCE perde l’asset fisico più ambito, l’oro degli Italiani, che diventa inaccessibile per Bruxelles e dintorni. Abbiamo spiegato chiaramente in passato che il piano di Bruxelles era di far firmare il trattato MES/ESM per poi chiedere all’Italia garanzia reali sul proprio enorme debito. Ossia l’oro Italiano.
Bene, dopo la mossa meloniana degli scorsi giorni sull’oro tale piano è fallito.
*****

Resta il partito francese in Italia, quello delle Legion d’Onore, che lotta perchè Parigi non crolli. E non crollare per Parigi significa solo una cosa: succhiare linfa dall’Italia. Da qui la spiegazione della reazione scomposta di Repubblica.it, un giornale chiaramente filo francese, di proprietà di Exor basata a Parigi (si noti!): “L’oro NON deve diventare Italiano” – dicono, circa – “se no l’Euro si destabilizza“.
Capite la sfacciataggine?
Ieri per altro ci sono state in contemporanea le indagini di Milano contro gli artefici della disfatta francese anche nella tentata presa di Assicurazioni Generali: tali legioni, dopo aver messo al comando del Leone di Trieste un CEO francese, Donnet, dopo aver portato via il gestore di capitali Pioneer ad Unicredit grazie ad un CEO francese anche là, Mustier (ufficiale dell’esercito francese per altro, Legione Straniera), volevano come passo finale portare via tutti o quasi i risparmi degli Italiani che contano, direzione a Parigi, spostando a Parigi addirittura l’asset management di Assicurazioni Generali. Ne parlammo QUI.
Bene, grazie alla regia Meloniana, ossia Americana, sebbene la Lega spingesse affinchè l’affare francese su Generali andasse in porto, grazie a Milleri e Caltagirone c’è stata la resa di Mediobanca (azienda che è l’ago della bilancia in Generali) in quanto acquisita di fatto dallo Stato Italiano, via MPS (…). Dunque il piano di presa di Generali salta, basta fare in modo che nessuna decisione venga presa fino a fine anno.
Debacle!
A tal punto, ieri, puntualmente, la procura di Milano ha indagato proprio Milleri a Caltagirone, i due cavalieri bianchi nazionali, diciamo così. Chi scrive non si stupisce dell’accaduto.
Non so se sia cogente o meno ma – vi chiedo, questione puramente ipotetica ben s’intende – bisognerebbe forse chiedersi, all’atto dell’acquisizione da parte del ministero della Difesa francese, di fatto, dell’energia Italiana basata a Milano, se il capo del legali della ormai di fatto filiale milanese di Parigi avesse lo stesso cognome di un importante personaggio della legge meneghina (…)? Domandona…. Nel caso, un caso, certamente casuale. Ma, se fosse?
Resta che la sfida è al calor bianco, tra Roma e Parigi.
Essendo Milano già vittima in passato – per altro – di tal disfida oltrefrontiera, con lo spezzatino del primo gruppo industriale privato Italiano, Montedison, smembrato dai francesi e venduto in larga parte ai francofoni stessi, Eridania Beghis Say ed Ausimont su tutti…
Il fallimento di Montedison avvenne, per altro, pur essendo non dovuto; ovvero avvenne grazie ad una tangente pagata al giudice fallimentare del tribunale di Milano, il corrotto Diego Curtò, e di sua moglie, Antonia Di Pietro, giudice poi incarcerato in cella singola e TV a colori. Il mandante nessuno ce lo ha mai detto… Da verificare poi da quale banche provenissero i soldi della tangente: di che nazionalità era tale banca? Ah, a saperlo…
Vedasi in riguardo a Montedison un nostro vecchio intervento, illuminante secondo noi se riletto ora, al LINK .
Alcuni giorni fa c’è stato poi lo scontro veemente tra il Quirinale, che ha firmato il Patto del Quirinale ad estremo vantaggio francese (precisamente con attuale inquilino del Colle più alto di Roma), e l’establishment del Governo Italiano ormai dichiaratamente filo-atlantico. Senza dimenticare lo scontro al Consiglio Nazionale di Difesa.
Più di ogni altro Nicola Berti su Ilsussidiario.net riteniamo abbia spiegato benissimo la situazione, in un bel postscriptum, che citiamo integralmente, non avremmo saputo fare meglio:
“P.S.: il Consiglio supremo di difesa della Presidenza della Repubblica italiana – alleata privilegiata dell’Eliseo attraverso uno specifico “trattato di amicizia (https://www.ilsussidiario.net/news/trattato-del-quirinale-non-si-sa-nulla-perche-e-lultima-privatizzazione-del-92/2255514/)” – si è svolto lo stesso giorno della firma Macron-Zelensky. E si è concluso con una dichiarazione totalmente allineata con la linea Macron di supporto a Kiev nella confrontation con Mosca, divergente dal piano di cessate il fuoco poi messo sul tavolo dalla Casa Bianca.
Nei giorni successivi uno scoop giornalistico sul consigliere Francesco Saverio Garofani – ex parlamentare Pd posto dal Quirinale come segretario del Csd, poltrona in precedenza riservata a un alto grado militare – ha acceso il dibattito sul ruolo stesso di un organismo che nove giorni fa è parso muoversi a orologeria come un “ministero separato della Difesa” di un “governo presidenziale”, contrapposto a quello costituzionalmente responsabile verso il Parlamento.
Il caso Garofani ha provocato da ultimo una dichiarazione sull’opportunità di ritiro dall’incarico del consigliere, da parte del presidente del Senato Ignazio La Russa, seconda carica dello Stato, “supplente” designato in caso di assenza o impedimento del Presidente. Quello che appare ora probabile è che il Csd rimanga congelato, disattivato, fino a quando Garofani ne rimarrà segretario.”
Da aggiungere che tale Consiglio Nazionale di Difesa la portare Elisabetta II della Royal Navy britannica per caso si è trovata a passare dal Mediterraneo (…), ormeggiando davanti a Napoli. Ma facendo un errore: infatti pensava di aver ormeggiato davanti all’Italia mentre invece l’ormeggio era davanti al comando della VI. flotta USA, a Napoli… Quasi a voler dare ai romani-legionari il coraggio che manca per fare l’azzardo istituzionale, che poi potrebbe sfociare addirittura in un golpe (…)
A breve giro Trump ha quindi chiuso nell’angolo i guerrafondai europei, costringendo Zelensky ad accettare la pace. Spiegando bene a chi di dovere che l’FBI sta indagando sul malaffare ucraino: Zelensky ha capito il messaggio e dunque firma la pace gettando nel panico l’Europa veterocoloniale. Ovvero, mandando a ramengo i piani franco inglesi di spartirsi ‘Ucraina, finite le colonie africane, tramontano definitivamente.

Ecco l’accordo di Londra con Zelensky per concedere in esclusiva centennale le proprie risorse a chi lo spunto in guerra con la Russia: con la guerra negata da Trump a Davos diventa lettera morta…
La risposta di Davos a tale mossa USA, mossa dell’EUropa, è stata immediata: spiare americani ed europei ai massimi livelli, come riportato da varie testate USA (qui UNA). E’ proprio vero, sebbene sembri incredibile: hanno spiato i colloqui di Pace tra il plenipotenziario americano Witkoff e Putin e poi hanno distribuito il contenuto ai media Europei! Motivo? Sabotare la Pace, costi quel costi. A costo di trovare un nemico a Washington.
Ieri l’altro dunque c’è stata la contromossa dell’oro di G. Meloni, chiodo nella bara dell’EU.
In mezzo, come nota di colore, i leaks rilanciati dai media di mezzo mondo sul coinvolgimento di E. Macron e del suo partner di vita nell’assassinio di Charlie Kirk un forza di un timore che venissero rese pubbliche prove di bugie del famiglia Macron sul sesso della sua sposa, vedasi LINK LINK LINK
I prossimi eventi? Non li conosciamo, chiaro. Ma anche se li sapessimo non potremmo annunciarli, la sindrome di Cassandra è cosa tremenda, si sa.. Però possiamo fare qualche ipotesi di massima su cosa potrebbe succedere, quello sì!
Ad esempio un false flag in Ucraina di Londra e Parigi potrebbe essere prossimo? O il riemergere della strategia della tensione in paesi europei, coordinata dai servizi segreti dei paesi vicini a Davos? O un crollo di borsa generalizzato? O un attentato a Trump? O una recrudescenza dei moti secessionisti in California? O un mix di tutto questo?
Speriamo ad esempio che la recentissima messa a terra di tutti gli Airbus A-330 non sia da scrivere alla lotta in fieri tra Davos e gli Stati Uniti diventati con Trump di nuovo attenti alla propria traiettoria geostrategica, messa a rischio in passato di troppe infiltrazioni durante vari mandati dei suoi predecessori.
In fondo lo sappiamo, Davos necessita di una guerra depopolativa in Europa come fu la WWI, per nascondere i propri errori e dunque perpetrare i privilegi elitari. E – notate bene – tutto si basa su slides come queste fatte circolare ad arte proprio in questi giorni sui giornali di Davos, speriamo capiate cosa significa (perché riguarda tutti gli europei da vicino, sigh!)

Qualcuno a Davos vorrebbe convincervi che una guerra alla Russia possa essere vinta: peccato che nella slide sopra manchi il numero di atomiche a disposizione di Mosca ed Europa…
Resta che Davos è in ginocchio. E resta pure che per salvarsi l’unica speranza di Davos non è attaccare Washington o Mosca, ma attaccare l’anello più debole dell’Alleanza di Camp David che sostituirà la NATO a tempo debito: l’Italia!
In effetti le Legion d’Onore italiane restano come sempre ingorde ; ossia sono pronte per definizione a rendere servigio alla Francia (non ad altri Paesi) come per altro prevede l’onorificenza a loro concessa, anche nel caso in cambio di una destabilizzazione del proprio Paese. Lo sapete bene, tutti tengono famiglia, soprattutto in tempi di vacche magre…
In campana!
MD






