Se i media francesi iniziano improvvisamente a sdoganare che il nord Italia dovrebbe essere francese… (#iononmoriròfrancese)

Gli eventi stanno prendendo una velocità impressionante. E, come da attese, l’Italia diventa ogni giorno di più preda ambita da tutti. Soprattutto in caso di secessione del nord, evento bramato dall’EU nemica, riducendo ai minimi termini il concetto, di Londra. Alla fine però nemmeno la secessione viene gratis, spiegateglielo a gente che che non studia e che non fa i compiti a casa, parlo dei politici italiani “in erba”. Ma che non vogliono mollare la cadrega che non meritano, nemmeno con le …

In breve, da una EU a trazione franco-tedesca, la soluzione – con Draghi – sembrerebbe essere diventata creare una entità sub-europea italo-francese, con comando a Parigi. O meglio, così vogliono farvi credere, visto che Berlino ha ben altre leve in terra di Francia (ricatti?) per sterzare all’ultimo momento a suo vantaggio.

La costante resta infatti che a farne le spese è e soprattutto sarà l’Italia.

A partire da Mattarella che, liberato dalle spine USA date dal suo passato di Castellamare del Golfo, con Biden, si trova a spingere per il patto del Quirinale. Ossia per un’Italia subalterna alla Francia. La realtà è un filino più complessa: l’annichilimento italiano all’estero, con un incapace nel ruolo (Di Maio), segue una traccia che parte almeno – nella fase finale – dal 2010 quando venne deciso l’annichilimento del Rais Gheddafi, di madre italiana, ossia di colui che fu il vero capolavoro della prima repubblica, costruito da De Gasperi, Moro, Andreotti et al. con sponda dei nostri oriundi, troppo spesso associati alla sola mafia.

Ma le destabilizzazioni a danno dell’Italia partono da molto prima. Ed hanno tutte matrice francese.

Prima di tutto il caso Ippolito, ossia da quella Parigi che MAI volle che l’Italia si dotasse di centrali nucleari, ossia di conserva l’arma atomica. Il motivo? Non sarebbe più stata contendibile. ossia conquistabile. Un incubo per un paese che vive da sempre al disopra delle proprie possibilità propri grazie alle ricchezze altrui, Piedi Neri insegnano.

Tenete presente che, sebbene nessuno lo dica, sia la Spagna che la Svizzera che la Germania sono Paesi in grado di avere l’atomica di difesa, alla bisogna. Magari non ottimizzata, ma ce la possono avere. L’Italia, tra i grandi paesi, è l’unica a non averne di proprie, dovendo dipendere dagli USA.

E se gli USA si mettono d’accordo con Parigi? Italia fregata…

Da tale contestualizzazione, e dai tradimenti dei famosi fiorentini a letto con chiunque li paghi, gli stessi che sembrerebbe abbiano sponsorizzato l’aiutino a far cadere Trump dall’Italia, nasce la mortale debolezza italiana attuale, voluta.

Della serie, se l’EU perde e gli USA vincono, gli stessi che hanno contribuito a creare il “casino” con Washington lato EU cercheranno di rifarsi sull’Italia, con permesso USA. Alla fine un obiettivo anche quello. Ossia la Francia che tradisce tutto e tutti, dopo esser da sempre la prima ad odiare gli USA per la sua ingerenza storica in Europa, vuole essere la prima a fare finta di essere amica di Washington. Per propri interessi.

Comunque la Francia si fermerebbe sempre al massimo a Novara, certamente ben prima di Ghedi

Non è un segreto che molti francesi ex consolari o simili vanno ormai in cd. pensione – da anni – nel nord Italia, vicini al confine francese ed anche oltre, casomai si dovesse tentare il colpo di mano, nel tempo. Piazzandoci delle teste di ponte.

In tale contesto va letta l’uscita di E. Semmour su un importante canale news francese in cui, con totale ignoranza storica (guardate la fisiognomica del tipo e capite molte cose), il soggetto – chiaramente lanciando un messaggio tempificato – urlava che il nord Italia dovrebbe essere francese, stessa cultura ecc. ecc.. A parte l’ignoranza storica, il soggetto ha anche dimenticato un dettaglio non da poco. Pure Nizza è italiana nel cuore, essendo il luogo natio di chi riunì l’Italia, altro che Nizza francese….

Gli italiani, soprattutto del nord ovest, mai e poi mai si sentiranno francesi.

Quello che dovete capire però è che certe esternazioni, nel contesto attuale, non vengono fuori per caso.

Come non emergono casualmente le esternazioni di un Mattarella, chiaramente figlio di Castellamare del Golfo ed il cui padre venne espressamente citato – e in un certo qual modo anche “venerato” – nelle biografie di chi non ti aspetti (…), in cui il Presidente spende parole a favore di, LEGGETE BENE, De Gaulle, lo stesso che alla fine della II guerra mondiale voleva conquistare la Val d’Aosta e si prese Briga e Tenda, per prendersi la grande centrale elettrica, non mantenendo gli impegni di restituzione dell’energia.

Mai dimenticare i ripetuti tentativi francesi di annessione della Val d’Aosta. Ed il furto di Briga e Tenda nel 1945/47, per prendersi la potentissima centrale elettrica del Moncenisio, la cui energia non fu MAI restituita, rinnegando gli accordi stipulati

Ben ricordando che le trame del rapimento Moro partono da Parigi. E che felice Ippolito fu irretito per fare un favore alla Francia, che non voleva l’Italia per sempre indipendente.

Da qui a capire che il caos creato ad hoc in Italia è voluto il passo è breve. Ad es. mettendo un incapace nel ruolo come Di Maio – e approvando l’operato di un nullo per il Paese come Salvini in politica -, tutti elementi che rispondono sotto molti versi ad un preciso piano di annichilimento progressivo delle stesse basi democratiche italiane, quasi a spingere gli italiani a sperare che arrivi lo straniero a cacciare a calci nel sedere i loro stessi incapaci…

Dunque no, gli italiani del nord ritengo piuttosto che combatteranno a loro modo ogni forma di annessione con la Francia, come fece il grande Pietro Micca.

Ma a Roma remano contro.

La Francia ormai sembra non far nemmeno più finta di avere mire sul nord Italia, che sarà terra di conquista tra tedeschi e francesi, vedremo, noi tifiamo per la Svizzera d’ogni modo.

Da qui la nostra ripetuta e storica esternazione, da anni, frutto dovrei aggiungere diciamo di “incontri”, secondo cui l’Italia qualcuno la vorrebbe divisa in “tre o più parti”, non in due.

E dunque torniamo all’inizio di questo intervento, ossia non capire lato secessionisti che i primi polli saranno loro, i politici venduti, visto che il piano andrà diversamente da come loro – “ignorantemente” – pensano..

Ma questa è un’altra storia.

MD