La Basilicata, il petrolio e (forse) l’attacco agli interessi dello Stato Italiano. Difficile capirci. E’ emerso però che le compagnie petrolifere soprattutto francesi anni fa finanziarono film in collaborazione con la politica locale lucana…

Tempa Rossa dice qualcosa? A me si, scrissi di uno scandalo di qualche anno fa mirato ad indebolire ENI, il gioiello creato da Mattei e poi “terminato” con il post-rag. Mincato.

Possiamo solo riportare due articoli, oltre a citare lo scandalo da noi commentato anni fa, oggi molto attuale. Forse così si capisce dove puntino le fondamenta della pervasività della Basilicata attuale nella politica che conta. Perchè, si sa, per fare politica ci vogliono…

 

Ambasciator non porta pena (quando riporta)!

Dunque, vi lasciamo a questo bell’articolo d’antan– ma ILLUMINANTE -, riportato nel sunto di seguito (e sopra al LINK), di Pietro Dommarco. Spiega molte cose secondo noi, a voler capire. Da leggere, ad esempio, unitamente al nostro pezzo quando supportavano coloro che poi ci hanno tradito, ossia i falsi sovranisti (spiegavamo che l’Italia è il più grande produttore di petrolio in Europa, potendo anche – facilmente – raddoppiare la sua capacità produttiva, ndr).  Il bravo Dommarco spiega la faccenda nei dettagli, da cui citiamo (estratto):

“…  E mentre l’Eni, con obiettivi di marketing territoriale, lancia i “grandi attrattori” ed i tour turistici tra i pozzi, la Total con 200mila euro ha dato il suo contributo al film del lucano Rocco Papaleo “Basilicata coast to coast”, finanziato al “tavolo paritetico” tra Regione, compagnie petrolifere e Agenzia di promozione turistica. …”

Tutto chiaro spero….

Da cui deriva forse qualcosa di più scottante… oggi? Le cose evolvono, si sa. E forse forse qualcosa di grosso potrebbe davvero bollire in pentola, per l’Italia, vedasi articolo al LINK.

 

Restano appunto le parole del prof. Sinagra, di una armata militare “grigia” suppostamente addestrata… in Basilicata! Forse da mandare in Libya a difendere i pozzi sottratti ad ENI? O anche pronta per operazioni in Europa in caso di crisi locali?

E, nel caso, per conto di chi?

Speriamo infatti che l’addestramento simil-militare dei nigeriani in Italia di cui parla Sinagra, trattasi della minoranza più bellicosa in Italia, tanto da fare concorrenza alla mafia ed alla ‘ndrangheta, non miri in realtà a destabilizzare il Paese nei prossimi tempi (…).

Chissà… (Occhio che le marocchinate non finiscono mai!)

Buona lettura

MD

 

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