Inflazione, salita dei prezzi, petrolio…. Comunque vada, se come atteso in gran parte dell’EU i salari resteranno stagnanti/in discesa (causa disoccupazione, in crescita per sblocco licenziamenti) alla fine del mese non ci saranno soldi. Cronistoria del botto

Negli scorsi giorni, per la prima volta, Draghi ha ammesso che, causa inflazione e mancato rispetto dei programmi di implementazione, il Recovery Fund può fare flop, più o meno. Tutte balle! Il RF è insufficiente, tardo e mal concepito, dunque si farà flop comunque. Per dirla tutta il RF è la versione “lenta” del MES, il piano che avrebbe chiesto immediatamente rientro da parte dell’Italia con soldi dati a strozzo, piano applaudito e spinto da Renzi, Berlusconi, Giorgetti, Letta & Co..

Prima conclusione parziale: in Italia non esiste opposizione, tanto meno patriottica. Seconda conclusione parziale: non si tratta se l’Italia farà il botto economico, solo quando lo farà. Infatti i lestofanti politici italiani stanno giusto cercando un modo per sfuggire dalle loro responsabilità, mi direte fra un po’…

Mettiamo in fila i dati italiani:

    • debito italiano al 180% circa, senza economia sommersa
    • ovvero debito pubblico nazionale a ca. 2700 mld €
    • disoccupazione, come da dati Anpal (un ufficio di fatto EU in seno al governo italiano, ndr) pari ad oltre il 20% (chiedetevi perchè l’Anpal, per la prima volta in assoluto, pubblica proprio oggi tali dati esplosivi, ndr)
    • sblocco licenziamenti prossimo, che farà aumentare la disoccupazione, si stima, di circa il 1-2%, o ca. 200’000 persone (su ca. 22-22.5 milioni di occupati)
    • circa 23 milioni di pensioni pagate dallo Stato, più degli occupati (che si attestano attorno a 22,5 milioni, prima dello sblocco dei licenziamenti)
    • inflazione in arrivo a fine anno, causa salita GENERALIZZATA di tutte le materie prima, oltre ad una esplosione della moneta creata ad es. in USA, apposta (l’inflazione è un’arma contro i paesi che non hanno crescita, ndr)
    • ovvero il PIL italiano, che per definizione nella salita è REALE, avrà una decrescita nel IV trimestre 2021, quando l’inflazione passerà dall’1% al 4-5% per motivi squisitamente statistici (invece del “miracolo” del RF che impropriamente leggete sui giornali).

A tali dati di per se catastrofici si aggiunga un dato demografico poco citato perchè assai scomodo: in forza dell’emigrazione ITALIANA ogni anno l’Italia perde una città come Bergamo, ogni 2 anni una come Verona (tradotto in cifre, circa 130’000 emigrati italiani all’anno, soprattutto concentrati tra 18 e 49 anni); emigrazione italiana di gente spesso formata, preparata, giovane ed anche relativamente benestante (evidentemente stufa dell’assenza di prospettive e di meritocrazia in Italia ndr), sostituita con migranti di bassissima specializzazione e con alti costi di inserimento, ad es. gli immigrati arrivati coi barconi.

Si noti per altro che gli italiani tendono ad emigrare in Paesi non eccessivamente lontani, ossia Paesi che spesso fanno parte dell’Europa, soprattutto UK, Germania, Svizzera, Francia (i paesi Europei accolgono il 60% del totale degli emigrati italiani, lasciando specialmente all’Italia l’onere dell’inserimento degli immigrati spesso di colore non formati e senza alcuna specializzazione, usati per intenderci per lavori di basso rango come ad es. raccolta pomodori).

Aggiungete a tale componente, di per se già esplosiva, che, complice il COVID, nel 2020 le nascite in Italia sono crollate segnando il nuovo record minimo storico dall’unità d’Italia: 400 mila bambini nati, il dodicesimo anno consecutivo di calo delle nascite. Ciò che rappresenta una novità – invece – è il record negativo del saldo tra nati vivi e morti: 300 mila persone in meno. Nemmeno nel 1917 i dati furono così disastrosi (ossia, demograficamente l’Italia è già condannata, sebbene i politici autori del disastro ve lo nascondano, precisamente gli stessi che oggi sostengono Mario Draghi al governo).

Tralasciando gli effetti a lungo termine, gli effetti a breve-medio termine di quanto sopra saranno oltremodo semplici da capire: la salita dell’inflazione ossia l’aumento dei prezzi associati a stagnazione se non discesa dei consumi, ovvero aumento della disoccupazione, faranno in modo che molti italiani non arriveranno a fine mese.


Questa volta è diverso: si si, come no…  Il mitico @CCFCattaneo, che sembra ambire ad andare in politica – come fece l’altrettanto mitico Antonio Maria Rinaldi (del Lato B del Piano B) – sta illudendo tutti sul NO INFLAZIONE…(chiaramente noi NON lo supporteremo nella sua discesa in politica, ndr)


Il fallimento atteso delle strutture di commercio al dettaglio sono una mera derivata. Parimenti sarà a tal punto che gli italiani non pagheranno nemmeno più le tasse, men che meno restituiranno i sussidi dati da Conte a Giugno 2020, che scadono a Giugno 2022, due anni di durata.

Chiaramente il rapporto debito/PIL italiano è destinato ad impennarsi nei prossimi 6-9 mesi, non appena partirà l’inflazione; ma a continuazione andrà comunque valutato – a dire il vero – se il debito salirà più del PIL, visto che il PIL sarà assai inflazionato a tale punto (tradotto: bisognerà vedere quanto sarà l’inflazione/verificare la crescita REALE  ossia utile del PIL, rispetto a quella NOMINALE, forviante).

Grecia prima, Italia dopo (senza punto interrogativo, notate bene, solo questione di tempo restando nell’euro)


Resta però la considerazione più triste: se i costi aumenteranno, se non ci sarà lavoro, come farà la gente a pagare le tasse ed a, parallelamente, consumare?

Per definizione, se la gente che non ha nulla non può pagare le tasse, lo Stato prenderà i soldi da chi ce l’ha; da qui una sorta di tassa mirata non sui più ricchi, ma almeno – direi – verso quelli che hanno poco ma non nulla.

Parimenti la gente taglierà i consumi voluttuari, ma non quelli di necessità.

Discorso interessante per le tariffe: l’elettricità è equiparata ad una tassa inevitabile, visto che senza elettricità sei morto. Idem il telefono: senza internet, senza sfogo, che fai, ti spari? Speriamo di no, naturalmente. Resta il fatto che, al netto di quanto sopra, i costi di sistema “imposti” ma comunque volontari nel pagamento, tipo assicurazioni, credito al consumo, tasse locali non prelevate alla fonte, rifiuti ecc. non verranno più pagate. Chiaramente la spesa sanitaria è destinata a crollare, per la quota senza sussidi statali.

Tutti pro-MES…, dalla Lega a Forza Italia al PD!


Il quadro è abbastanza semplice dunque: se come ritengo il RF non sarà in grado di alimentare una ripresa del PIL il paese andrà in depressione, ossia con una discesa del PIL associata ad abbattimento dell’attività economica, aumento della disoccupazione, crollo dei consumi ecc. Ma con inflazione annessa.

BANG!

Parimenti, inevitabile ed anche umano, scatterà la solita sindrome del ristoratore in bolletta. Ovvero, se un esercente non potrà guadagnare a sufficienza per mantenersi causa o riduzione clienti o causa maggiori costi/tasse o entrambi, che farà? Aumenterà i prezzi!

E lo farà in due o tre reiterazioni, prima di fare il botto: ad ogni aumento corrisponderanno minori clienti, arrivate a tre iterazioni e voilà che l’aumento delle materie prima si sarà concretizzato in aumento generalizzato dei prezzi, ossia inflazione locale sui prezzi al consumo. A tale punto il ristoratore chiude, non prima di smettere di pagare le tasse.

Ora, che succede in tali casi per le finanze dello Stato?

Chiaramente maggiore disoccupazione UGUALE minori contributi pagati; dunque il primo ente a saltare sarà l’INPS, a maggior ragione con una popolazione piena di vecchi e con la coda di quota 100 di Salvini, un illetterato totale in politica economica. Parimenti le tasse non verranno pagate se non in modo marginale da chi è alla fame, consequenziale.

Consequenziale sarà pure l’aumento della criminalità di sussistenza, inevitabile.

Unica soluzione: aumentare le tasse, encore, per chi ha poco non non nulla, FASCISMO FISCALE insomma; poi, progressivamente, andando ad erodere la base della classe media, fino ad arrivare, all’apice della crisi, a toccare chi pensava di essere a salvo, i possidenti italici non mega milionari. Non volete chiamarla patrimoniale? Chiamatela “Giuseppe” se preferite….

E che farà l’EU a tal punto?

Due possibilità: o allenterà ulteriormente i cordoni della borsa, ma ciò dovrebbe avvenire in un contesto di inflazione elevata anche in Germania (ossia i tedeschi saranno a tal punto impauriti dalla salita dei costi generalizzata; dunque saranno assai reticenti a permettere sforamenti nei conti e nei sussidi nella periferia dell’EU, ritengo perciò improbabile un allentamento generalizzato dei cordoni della borsa in EU).

O, come alternativa, forse a tale punto potrebbe arrivare una separazione tra blocco tedesco e blocco restante in EU; ma sempre a danno italico visto che la Francia resta la più grande minaccia storicamente parlando per l’integrità nazionale della Penisola (ricordo che l’indotto auto è oggi in mano francese in Italia, ndr)=.

Possiamo però dire che verrà ingenerato il caos, quello si, praticamente certo, anche sui mercati del debito italico. E se il BTP andasse al 5-6% di rendimento? Con un debito a 2700 mld di euro?

Già mi vedo i soliti giornaloni: FATE PRESTO! Ma presto a fare cosa?

E’ un problema senza soluzione, restando nell’euro!!!


Raddoppio del prezzo del petrolio in 8 mesi, quasi un record, non si vedeva dalla guerra del Golfo


L’opzione che ritengo principe sarà che la crisi del BTP, voluta, sarà accompagnata da una richiesta di intervento straordinario lato EU, ossia richiedendo contributi da parte delle famiglie italiane allo sforzo. Chiamatela confisca dei beni famigliari, chiamata Giuseppe, non importa, la sostanza è la stessa.

Sapete quale sarà il problema, quello vero? Che tale sforzo richiesto agli italiani NON dall’EU servirà assolutamente a nulla, il debito italiano, unito alla crescita bassa ed all’euro non lasciano scampo.

Da qui la necessità del RESET in Italia, il paese obiettivo nonchè laboratorio, come fu per il fascismo.

Un RESET accettato da tutti i partiti locali, anche dalla Lega che, lo ricordo, ha votato per l’obbligo vaccinale per i sanitari, NON contro.

Tale macroevento RESET sarà il paravento dietro a cui i politici cooptati, tutti, appunto pro RESET, si nasconderanno. Rispondendo ad una domanda fatta sopra, l’Anpal ha fatto emergere le statistiche esplosive sulla disoccupazione reale in Italia proprio ora al fine di avvertire chi volesse tirarsi indietro dal piano del RESET italico che non ci sono soluzioni alternative….

Ovvero, o sarà RESET, o sarà 100% certo che i politici italiani verranno spazzati via anche coi forconi alla bisogna, se gira male.

Ma, chiediamoci, come potrà essere tale RESET?

Azzardo: a parte gli eventi economici, per salvarsi i vostri politici lestofanti responsabili del crack là da venire, ma che non vorranno pagare per le loro colpe, possono solo sperare di far galleggiare il paese quanto meno prospetticamente facendo quello che l’EU chiede loro. Ossia abbassare prima di tutto la voce di costo più grande dell’Italia moderna: le pensioni (assieme alla sanità, che vanno a braccetto in forza degli anziani in eccesso, oltre 200 mld € all’anno).

Dunque derivo che ci sarà con massima probabilità, se si vorrà salvare il sistema attuale, una ecatombe di anziani, a logica.

Ma come fare per tale fine, salvifico solo per i politici italiani e mortifero per la gente?

Ammetto di non saperlo, sebbene ritenga che, facendo una mera ipotesi differenziale rispetto a quanto accaduto SOLO ai nostri giorni rispetto al passato, oggi l’unica differenza sostanziale nel panorama italico sta nell’enorme numero di vaccinati soprattutto tra gli anziani, con un vaccino intrinsecamente insicuro, visto che non ha passato i test di sicurezza EMA.

A questo punto ci mettiamo tutti tranquilli ed aspettiamo gli eventi, che tanto discutere oltre è inutile.

MD

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