Diciamolo chiaro: i lockdown ed il coprifuoco è lampante NON servano per combattere il virus. Direi piuttosto per togliere domanda/consumi nei principali paesi EU, al fine di evitare l’esplosione dell’inflazione (come nel 1973)

Gira e rigira anche i più fessi iniziano a capire che i conti non tornano. Ragionate un attimo: può servire evitare che la gente esca di notte per il fine di combattere la diffusione del virus? Un virus che – fate attenzione – causa mortalità dello zerovirgolaqualcosa per cento. E colpisce soprattutto gli anziani, si sa che sono proprio loro quelli che di notte fanno i bagordi… (Dicono si chiami anche austerity)



Idem per i lockdown, che ammazzano l’economia, soprattutto le PMI.

E’ chiarissimo ormai anche al mio gatto che queste strane misure servono ad altro, non per il virus. E, chiaramente, tali misure sono diventate veramente “esemplari” ed in escalation a partire più o meno dall’elezione USA dello scorso novembre.

Ma non sbagliate mira: il motivo è che da novembre scorso il petrolio è salito del 70% circa, altro che Biden, altro che green! E con il petrolio tutte le materie prima, grano, legno, cibo sono esplose. Tutte.

Mi sono trovato a discutere più volte in questi giorni con gente che nega a prescindere l’inflazione. A parte escludere dalle discussioni quelli che negano la pressione inflattiva solo perchè la mera presenza di una inflazione moderata manda a ramengo le loro troppo spesso strampalate teorie finalizzate a trovare una cadrega o un impiego – strampalate perchè imposte nel caso in termini all-weather, mentre le ricette economiche hanno sempre delle condizioni al contorno entro cui sono applicabili -, resta il problema che tutti i segnali inflattivi sono davvero tra noi.

Occhio al paniere per capire gli effetti di lockdown e coprifuoco…

Chiaro, l’inflazione è un aumento dei prezzi dei prodotti di consumo e/o di produzione, causata – “da manuale” – da un disequilibrio domanda/offerta. Notate però che tale disequilibrio, che deve essere non un flash ma sostenuto temporalmente, può avvenire sulla base di due elementi, che sono l’ascissa e l’ordinata del grafico domanda offerta: il prezzo ed il volume.

Tradotto: l’inflazione a cui siamo stati abituati negli ultimi 40 anni è stata determinata dalle curve domanda ed offerta che cambiano, con una relativa scarsità di merci. Invece una inflazione come quella del 1973 – crisi del petrolio – fu determinata da una disponibilità invariata di merci, ma ad un prezzo sensibilmente più alto.

Oggi siamo come nel 1973: la disponibilità di materie prime NON è cambiata, per ora è solo cambiato il loro prezzo, più alto. In aggiunta a tale fenomeno, causa COVID e vari pasticci mondiali stile Ever Given, si sono rotte anche le filiere produttive, comportando IN AGGIUNTA all’effetto prezzo in salita a causa – oggi –  dell’ascesa dei prezzi delle materie prime quotate sui mercati finanziari, anche una relativa indisponibilità di merci. Un quadro  potenzialmente esplosivo.


 

Leggete sopra: lasciapassare; chiusure di ristoranti, cinema e ritrovi; limitazione della mobilità; prezzi in salita. Vi ricorda qualcosa?


Andrebbe analizzato il motivo della salita delle commodities, che alla fine si riduce semplicemente all’eccesso di moneta in circolazione causata dalle aspettative di inflazione benedetta dai politici di turno, ben ricordando come il presidente della Fed abbia detto chiaramente che una salita dell’inflazione ad oggi è ben vista dagli USA (e ci mancherebbe, visto il debito a stelle e strisce!). Ma lasciamo tale argomento a trattazioni successive.

Il punto semplice diretto è invece che l’inflazione da offerta è davvero tra noi, base prezzi delle materie prime.

Per capirsi, addirittura la Germania vede l’inflazione al 3% quest’anno, ma senza considerare la salita delle commodities degli ultimi mesi, che sembrerebbero proiettarla più in alto. Parimenti gli USA si apprestano a raddoppiare l’inflazione rispetto a dicembre scorso.

Al netto di quanto accaduto negli scorsi mesi, sembra chiaro che la ricetta per impedire che l’inflazione salga nell’EU è quella di applicare la stessa soluzione del l 1973: togliere domanda! Alla fine l’unico modo per limitare i danni inflattivi è sempre il solito, creare meno domanda di beni in modo che l’inflazione lato offerta resti limitata e si sgonfi in forza di minori consumi locali ovvero minore domanda.

Dunque, spero abbiate capito a cosa servono lockdown e coprifuoco nei principali paesi EU.


Voi direte? Ma perchè uccidere l’economia EU per un po’ di inflazione, alla fine l’inflazione fa bene ai paesi molti indebitati! (lockdown e coprifuoco ci sono solo in Europa, mentre l COVID sarebbe mondiale, in teoria, ndr).

Io sono d’accordo con tale affermazione, ma con alcuni caveat: l’inflazione fa bene ai debitori, ma penalizza chi ha crediti. E l’EU ha enormi crediti, soprattutto la Germania, crediti economici e di potere. In particolare la Germania li ha entrambi, i crediti; la Francia solo di potere.

Si perchè se sale l’inflazione, come la Bundesbank ha già fatto capire, i tassi EU dovranno salire. E se i tassi salgono, i paesi molto indebitati esplodono con il loro immenso debito. Ad es. l’Italia, ma anche la Francia. E far salire i tassi significa anche far aumentare l’euro contro il dollaro, visto che gli USA hanno abilmente anticipato le mosse EU facendo salire i loro tassi PRIMA della spinta inflattiva conclamata sui prezzi finali.

Ovvero, se gli USA giocheranno come penso l’All In (…, non fatemi dire oltre), facendo scendere i tassi – o senza farli salire – pur in presenza di inflazione mainstream nei prossimi mesi (complice un mercato del lavoro tiratissimo, pensate che McDonald’s paga 50 dollari ai candidati solo per presentarsi al colloquio di lavoro, ndr), il dollaro rischia di implodere. E implosione del dollaro significa fine dell’export EU in USA, ed anche di quello cinese tutto sommato.

Il Kraken…

Dunque, o qualcuno si inventa il Sacro Graal dell’economia-finanziaria di un dollaro che non si svaluta in forza di una contemporanea stampa forsennata di moneta verdastra, salita dell’inflazione USA, tassi locali stabili o anche in discesa e prezzi dei delle merci in ascesa; o l’EU basata sull’euro salta per aria forse già entro qualche trimestre, proprio causa salita inflattiva.

A condizione, tutto questo, che l’inflazione salga almeno oltre il 4-5% prima in USA per un periodo di circa 6 mesi o più.

Chiaramente la mossa difensiva dell’EU nel caso sarebbe suicida, intendo i lockdown ed i coprifuoco ad oltranza per evitare che l’inflazione esploda; ossia per evitare che l’euro e l’EU letteralmente finiscano la loro storia terrena. Purtroppo sembra che sia stata scelta la strada dei lockdowns ad oltranza, uccidendo le economie EU, a partire da quelle più fragili, in primis l’Italia.

Dunque, se si persevera per tale strada, quella dei lockdown/coprifuoco per salvare l’euro, stessa ricetta del 1973 per non farsi travolgere dall’inflazione, significherà distruggere il tessuto socio-economico dei paesi più fragili, ad es. la Penisola. Con caos locale e manifestazioni di piazza, ecc. ecc. ecc.. A ruota anche in Francia, che però è costretta a restare della partita in quanto Parigi mira alla proiezione estera grazie all’esistenza dell’EU che glielo permette, dandole peso specifico. Senza l’EU la Francia tornerebbe una mezza calzetta in termini geostrategici.

Pensandoci bene, nel folle piano dei lockdown e dei coprifuoco per evitare la salita dell’inflazione, l’unico dei grandi paesi EU che paga dazio senza ottenere nulla in cambio è proprio l’Italia (anche considerando che bar e ristoranti in Spagna sono quasi sempre stati aperti, anche ora, e da mo’…).

Da tale ultima considerazione deriva l’epitaffio: è molto probabile che se l’EU si vedrà sconfitta nella partita con gli USA giocata a colpi di inflazione e lockdowns, il passo sarà breve – ed anche obbligato – nel cercare di rompere l’Italia prendendosene dei pezzi; ossia conquistandola in qualche modo, come sempre fatto nei secoli passati dal poteri vetero coloniali. Con il fine ad es. di annientare la sentinella militare USA nel Mediterraneo, che è sempre la Penisola Italiana (sempre sperando che lo stesso “qualcuno” non arrivi a immaginare addirittura di ridurre la platea dei consumatori EU, ad es.  i vecchi, con il fine di controllare meglio l’inflazione, Gustavo Rol docet …).

Scenari “fanta“, lo so. Non meno però della Juventus in serie B; e di un presidente nero USA che fa Hussein di nome; e di due Papi, di cui uno anche gesuita. E di tassi negativi in Svizzera fino a 50 anni.

Auguri.

MD