Scopriamo il prossimo candidato a giudice della Corte Suprema USA (SCOTUS) nominato da Donald J. Trump. Ricordando che nel 2016 fu differente, in quanto la morte di Justice Scalia fu circondata dai pesanti sospetti (…)

La morte di Justice Antonin Scalia, compianto da tutti, anche da Ruth Bader Ginsburg (RBG) recentemente scomparsa, sebbene agli antipodi come pensiero ideologico, fu una botta. Soprattutto per il modo in cui accadde, durante una notte in un hotel di proprietà di un plenipotenziario Dem, si disse trovando il corpo senza vita addirittura col cuscino sul viso. E poi nessuna autopsia ordinata dalle autorità. Si dissero tante cose…. Come si disse che Trump avrebbe promesso un sostituto di livello – che per tanto tempo non c’è stato (…) – per il  nostro compianto oriundo conservatore, soggetto che tra le altre cose fermò Tangentopoli a metà anni ’90.

 

Naturalmente repubblica.it non da accesso all’articolo, ma lo troviamo, non preoccupatevi…

Oggi ci troviamo, per ironia del destino, in una di quelle cuspidi della storia in cui tutto accade, assieme: la prossima nomina della Corte Suprema USA sarà cruciale perchè potrà spostare gli equilibri politici per i prossimi 30 anni, a maggior ragione perchè si rischia una elezione presidenziale contestata. Alla fine conviene soprattutto ai Dem che RBG sia da sostituire proprio ora, infatti certamente una carenza anche solo di forma nella decisione sul prossimo presidente USA avrebbe fatto verificare le reali condizioni di salute del giudice donna nominata da Bill Clinton (…). Oltre a rendere maggioritaria la sponda repubblicana in caso di incapacità manifesta di RBG, come sembrerebbe addirittura fosse il caso non da ieri, o almeno qualcuno così sospetta.

Le polemiche attuali sono davvero sterili, intendo sulla ridotta possibilità di Trump di nominare o meno uno SCOTUS un mese e mezzo prima delle elezioni: se tale elezione dello SCOTUS avverrà prima delle elezioni presidenziali di Novembre prossimo non ci sarà nessun problema nè legale nè tecnico nè di opportunità*, di nessun tipo, visto che è stata da sempre una prassi. Infatti Trump ha la maggioranza al Senato; non come nel 2016 quando trapassò Scalia, ossia quando Obama, il presidente, non aveva la maggioranza senatoriale per eleggere il prossimo giudice della Corte Suprema USA.

Oggi il discorso è assai diverso dal 2016. Inoltre Obama, allora, si piegò agli eventi anche per evitare un’inutile putiferio in relazione alle circostanze misteriose in cui Scalia sembra essere perito, andatevi a vedere la stampa dell’epoca per capire, anche noi ne scrivemmo.

 

Stando all’attualità, ricordando la difficoltà nel sostituire un pilastro di competenza in termini di sapienza legale come il compianto Antonin, siciliano d’origine, Trump si appresterebbe all’ennesimo colpo da maestro: la nomina di una donna, ossia seguendo le orme di Reagan che per primo ne nominò una alla Corte Suprema, la famosa Justice Day O’Connor, ancora in vita per altro.

Oggi riteniamo ci sarà un’altra sopresa: la prossima candidata SCOTUS nominata da Trump sarà oltre che donna anche allieva proprio di Justice Antonin Scalia, fatta ascendere alla corte d’appello da Trump all’inizio del suo mandato presidenziale in un percorso che sembrerebbe addirittura quasi benedetto dalla Provvidenza. Madre di 7 figli, di cui 2 adottati da Haiti ed uno anche con necessità di sostegno. Cattolica. E conservatrice. Anzi, molto di più, originalista costituzionale, come Justice Scalia, da cui ha imparato, il suo Maestro.

Vedete, un grande presidente si vede nel mantenimento delle parole date, soprattutto nelle cose importanti. Trump disse che Scalia avrebbe avuto un successore all’altezza e così sarà. L’ironia della sorte, che mai fa capitare le cose “a capocchia”, vuole che un originalista legato/a al pensiero di Scalia subentri al giudice che più ha rappresentato l’alter ego liberal del nostro compianto oriundo. Una donna anche Lei e per di più giovanissima, meno di 50 anni, una garanzia per la vita di molti americani. E non solo, anche per il mondo libero.

Starà poi al Senato USA approvare la nomina Trumpiana, nel caso, che ritengo avverrà nelle prossime ore.

Sarà nel contesto interessante vedere come i Dem cercheranno di bloccare la nomina di un soggetto che magari loro stessi hanno approvato pochi mesi fa come giudice del settimo circuito dell’Indiana. A livello personale sappiate solo che questa nomina, se poi confermata, mi commuoverà alquanto, se andate a leggere cosa scrissi ai tempi capite certamente. Essendoci anche – sebbene indirettamente – del sangue italiano nelle gesta dello speriamo prossimo/a SCOTUS.

Ah dimenticavo, il nome (“alla Brexit e alla elezione di Trump”): Amy Coney Barrett.

God bless America

MD


 * visto che circa il 70% degli SCOTUS sono stati nominati in un lasso di tempo al massimo di 45 giorni.