Per non dimenticare: il Piano Marshall fornito dagli USA alla fine della WWII fu per Roma al 95% a fondo perduto (cd. AIUTI). Mentre oggi sia l’EU, coi vari Recovery Fund, che la Cina, con la Via della Seta, vogliono pezzi d’Italia in cambio

Certe volte sbaglio a dare le cose per scontate. Oggi su Twitter ci siamo accorti che c’è qualcuno che NON sa che i Piano Marshall fornito dopo la vittoria nella WWII da parte di Washington fu in grandissima parte a fondo perduto, come cd. “Aiuti”. E questo pur in  presenza di Paesi che avevano perso la guerra, sfidando addirittura gli States anche con le V2. Fa tremare che invece ci sia qualcuno – anche italiano – che oggi, senza per altro vincere alcuna guerra ne liberare nessuno dal gioco nazista, pretenda di convincervi/ci che i fondi cinesi o EU per uscire dal COVID siano benedetti. No, dico io, il Piano Marshall fu un gesto unico e assai significativo; quello che invece vogliono Cina ed EU sono solo pezzi d’Italia quando la Penisola non sarà in grado – inevitabile restando nell’euro, una moneta straniera – di restituire i prestiti…

Nel 1945 il nuovo nacque e non è ancora morto, anzi. E con la sparizione del colonialismo classico, non con il neo-feudalesimo filo nazista, mai dimenticarlo…

Questo non vuole essere un post lungo, ma di informazione puntuale. Ossia per spiegare cosa significasse il Piano Marshall. In effetti il PCUS ci provò a dire, “si ma voi americani volete solo far diffondere il dollaro nel mondo“, come poi avvenne. La realtà fu che alla domanda se Mosca volesse aiutare la ricostruzione come invece fecero gli USA ci si accorse che semplicemente mancavano i mezzi materiali, tecnologici, strategici ed umani (memento: la bomba atomica Mosca la ottenne solo grazie all’ambasciata ri-equilbrante del grande Pontecorvo, in rappresentanza dei Ragazzi di Via Panisperna, a cui sarebbe spettato il Nobel per la Pace, ndr).

Vero, come il saggio Preve ha subito fatto notare – la gente veramente sveglia si riconosce prima di tutto dalla rapidità -, che comunque ci furono concessioni italiane agli USA, basi militari, allineamento. Certo che ci furono! Alla fine la strategia di De Gasperi e del suo mentore Fiorello La Guardia da New York, amatissimo nostro oriundo troppo poco valutato in Patria, fu di far coincidere gli interessi USA con quelli italiani, ossia per ricostruire il Paese e creare una società affluente (basti pensare che ENI nacque solo grazie agli USA, gli europei non volevano, ndr). A costo di appecoronamenti in politica estera e nell’anticomunismo radicale, con innegabili eccessi nelle stragi di Stato. Ma, si sa, non si diventa da paese distrutto completamente o quasi nel 1945 a IV potenza mondiale meno di 50 anni questo non avviene per magia…

Tutto questo senza per altro MAI dimenticare che la Napoli alternativa, quella che i nazisti volevano, era quella dipinta con enorme coraggio da Curzio Malaparte, ne ” La Pelle”….

Certo, la scelta, oggi, tra Cina che concede prestiti e se non li restituisci ti porta via assets, vedasi il land grad in Africa su tutti a Gibuti per esempio, dove Pechino semplicemente compra tutto, aiuti, politici, terra, punti strategici ecc. per poi farsi dare assets reali quando i soldi non vengono restituiti; o dell’EU franco tedesca, che con la scusa dell’euro e approfittando del COVID vogliono fare deliberatamente fallire l’Italia per poi spartirsela visto che ad oggi non hanno mollato un ghello, ci dimostra non c’è alternativa giustificata ad andare con Washington (chiedetevi come ha fatto ad andare alla Cina il porto del Pireo nel post crisi ellenica del 2011…).

Fatti. La tabella del piano Marshall serve solo a ricordarveli.

Coi dati. Aggiungendo anche, magari non c’è il due senza il tre, da novembre in avanti. Ma questo è prematuro.

MD