L’OMS, lo scandalo idrossiclorochina e le strane relazioni cinesi con il capo dell’Organizzazione mondiale della sanità: cui prodest il COVID? Forse a Pechino?

Abbiamo letto negli scorsi giorni dello stranissimo caso dello studio della idrossiclorochina pubblicato su Lancet bollato come inutile per combattere il COVID, studio poi ritirato. In quanto due dei suoi tre autori hanno ritirato il “supporto” al paper incriminato: sembra i dati di partenza fossero falsati!

Peccato che mezzo mondo abbia usato in passato la idrossiclorochina per combattere il virus, con successo! Strano eh?

Parimenti non sono passati inosservati strani tentativi, sembrerebbe, di addirittura favorire la diffusione del virus grazie a tamponi di dubbio valore clinico, visto che – encore – in Africa il governo del Tanzania sembra abbia fatto testare una papaya ed una capra al COVID risultando positivi (i tamponi erano inquinati? Mah….).

Ad approfondire ancora l’argomento si scopre che è il metodo di screening coi tamponi a fare acqua, su base RNA con cicli di moltiplicazione (…), visto che il suo inventore, K. Mullis, addirittura un premio Nobel, sembra abbia espresso pesanti riserve in riguardo a test che si basano sulla replicazione forzata del virus in certe condizioni (…), dubbi che si sono riproposti specificatamente per il COVID (LINK

). Guarda caso era lo stesso K. Mullis che fece la prefazione del famoso libro del germanico Peter Duesberg 30 anni fa in cui lo stimatissimo virologo tedesco esprimeva e contestualizzava i suoi dubbi sulla correlazione tra AIDS e HIV, ovvero tra virus e malattia conclamata, gista o sbagliata che fosse questa era la posizione di un Premio Nobel. Rilevando per altro la costanza di un elemento soggettivo – tra allora ed oggi -, un certo dott. Fauci nell’amministrazione USA, lo stesso che ai tempi contribuì a far sdoganare la correlazione AIDS-HIV secondo alcuni falsata (tra cui P. Duesberg e K. Mullis, quest’ultimo morto di polmonite appena prima dello scoppio del contagio COVID, l’anno scorso, ndr) (…, libro da leggere, se lo trovate “Il Virus Inventato”: tale testo è stato infatti ritirato dal commercio).

A far dubitare su questo stramaledetto COVID si aggiunge anche un altro aspetto decisamente strano: ad oggi il COVID viene spesso combattuto a livello terapeutico con un antiparassitario (un derivato del chinino, l’idrossiclorochina, usato per la malaria), l’antibiotico di prima linea è l’azitromicina (usato come antiparassitario, per la malaria, non certo contro i virus ma contro i batteri); mentre recenti studi dimostrano che i soggetti con gruppo sanguigno 0 sono meno suscettibili al COVID (precisamente come succede per la malaria). Considerato che il Dem Bill Gates è quello che probabilmente ha speso più soldi per studiare e suppostamente combattere la malaria nel mondo, certo, i dubbi si moltiplicano nasce…. In tale contesto sarebbe comunque auspicabile evitare di parlare di vaccini per il COVID, senza ulteriori analisi sui danni potenziali di detti vaccini, che dite?

Sta di fatto che l’OMS ha a capo un soggetto, Tedros Adhanom Ghebreyesus, considerato vicinissimo a Xi, che – base articolo di stampa – sembrerebbe aver favorito la diffusione del virus con comportamenti atti, ad esempio, a vietare frettolosamente l’uso della idrossiclorochina a fronte di uno studio su Lancet poi dimostratosi invalidato per il ritiro degli autori, è ormai sotto tiro per i suoi rapporti con Xi (LINK).

 

Andiamo dunque al “Cui prodest” questo virus, il modo migliore per guardare i fatti.

Dunque, molti hanno parlato di un virus sfuggito dal laboratorio cinese di Wuhan, di fatto senza prove a supporto ma, onestamente, con molti dubbi che ci sia del vero. Andando a vedere bene i dati economici, chi è il Paese che si è relativamente avvantaggiato dal virus diffusosi in tutto il mondo A PARTIRE dalla Cina? La tabella che segue spiega molto bene i FATTI.

La Cina sarà infatti L’UNICO PAESE al mondo con un PIL nel 2020 positivo, base studi; tutti gli altri Paesi sembra andranno profondamente in negativo! Dunque, sarebbe la Cina ad essersi avvantaggiata di tale virus diciamo globale, o sbaglio?

In particolare i gialloverdi sono da considerare i primi responsabili delle disavventure internazionali e annessi disagi economici dell’Italia, conseguenza di tale scellerata firma, soprattutto vis a vis con gli USA. Con Michele Geraci sul podio, il politico della Lega che ha imbastito il framework per la firma della Via della Seta. Unitamente ai sodali politici che hanno firmato l’accordo per la vendita del Made in Italy in Cina attraverso il portale dell’ecommerce cinese, portale – lo ricordo – diretto in Italia da un ex Mediaset (Berlusconi) di stanza a Firenze e molto vicino a Matteo Renzi.

MD

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