L’INCOMPETENZA DELLE STRUTTURE DI GOVERNO DEL NOSTRO PAESE IN MATERIA ECONOMICA, AIUTANO LE “BUFERE” SUI CIELI D’EUROPA!!!!!

di Megas Alexandros

Mi capita di leggere alcune righe dell’ultimo DEF (Documento di Economia e Finanza), emesso alcuni giorni fa dal Governo e rimango allibito da come si voglia raggiungere un giusto obbiettivo attuando misure sbagliate.

Certamente il DEF non lo scrive Conte e dubito anche che lo legga se, non anche, ne avesse la professionalita’ in materia economica per comprendere tali misure sbagliate. Non dimentichiamoci che Conte e’ un Avvocato.

Ma leggiamole insieme queste righe:

Il nuovo livello del debito pubblico si attesta al 155,7 per cento del PIL nel 2020 e al 152,7 per cento del PIL nel 2021.

Per gli anni successivi, sarà delineato un percorso di graduale rientro del rapporto debito/PIL, che assicuri comunque un congruo periodo di sostegno e rilancio dell’economia, durante il quale misure restrittive di politica fiscale sarebbero controproducenti.

I principi generali della strategia di rientro saranno, oltre al conseguimento di un adeguato surplus di bilancio primario:

  • il rilancio degli investimenti, pubblici e privati, grazie anche alla semplificazione delle procedure amministrative;
  • il contrasto all’evasione fiscale;
  • la riforma del sistema fiscale, improntata alla semplificazione, all’equità e alla tutela ambientale;
  • la revisione e la riqualificazione della spesa pubblica.

Bene, il Governo attesta il previsto rialzo del rapporto debito/PIL dovuto al maggior deficit ed alla perdita di PIL in conseguenza alla crisi del Covid19 ed assicura anche, che sara’ delineato un graduale rientro del rapporto negli anni successivi.

Attenzione!!!! il governo avverte, “direi giustamente”, che durante tale rientro “misure restrittive di politica fiscale saranno controproducenti”.

Ma, incredibilmente, il Governo, si smentisce nel rigo seguente affermando che nello stesso periodo si perseguira’ un “adeguato surplus di bilancio”.

A questo punto e’ bene che vi ricordi cosa significa “Surplus di bilancio” per uno Stato; semplice significa che lo Stato raccoglie piu’ soldi con le tasse dalle tasche dei cittadini di quelli che versa con la spesa pubblica, naturalmente su base annua.

Cioe’ il modello di “Stato virutoso” che da anni decantano i professori pro-europa all’Italia spendacciona e sprecona.

Ecco, se ora vi mostro il prossimo grafico, rimarrete sbalorditi nell’apprendere, che il nostro paese cosi tanto spendaccione negli ultimi 25 anni, in realta’ non lo e’ stato affatto; anzi si puo’ vantare del primato mondiale dell’Avanzo primario medio, con un surplus in percentuale di quasi 2,6%.

Ecco a voi:

Quindi, dati alla mano, come facciamo ancora a credere alla favola dell’Italia spendacciona. Parliamo di 25 anni, cari amici; e guarda strano pur applicando le cure imposte dalla EU per un quarto di secolo, il rapporto debito/PIL, invece che diminuire e’ aumentato.

“Non e’ che a qualcuno venga in mente che la cura possa essere sbagliata???!!!”

In ogni campo scentifico medicina compresa, se applicando per un lungo periodo una certa cura la malattia peggiora, questo vuol dire una sola cosa, che la cura e’ sbagliata.

Ecco che allora, tornando al DEF, mi chiedo, come fa il Governo a sostenere che rientrera’ del rapporto debito/PIL all’interno di un surplus di bilancio, e come fa a sostenere allo stesso tempo che una politica fiscale restrittiva, giustamente controproducente, verra’ applicata all’interno di una politica di surplus???!!!!

“E’ come dire voglio la botte piena e la moglie ubriaca”

Ma questo Signori, e’ scritto su un documento ufficiale del nostro Governo, dove noi tutti ci aspetteremmo una professionalita’ massima, ed invece “NO”, si scrivono tali idiozie, come se il DEF, fosse un giornaletto di gossip o come si scrive un qualsiasi commento su uno dei tanti blog di economia presenti nella rete.

Se una politica fiscale restrittiva, e’ giustamente controproducente, per essere producente dovremmo fare una politica di defiscalizzazione, cioe’ abbassare le tasse; ma abbassare le tasse vuol dire una sola cosa, vuol dire fare deficit e fare deficit vuol dire fare il contrario del surplus, quindi logica vuole che non si possono abbassare le tasse facendo surplus. A meno che l’abbassamento delle tasse venga coperto da un taglio della spesa pubblica di ugual misura; ma in questo caso capite bene che nessun risultato positivo avremo a livello macroeconomico.

“Un abbassamento delle tasse accompagnato da un taglio alla spesa pubblica di ugual importo lascia zero soldi nelle nostre tasche”

Tutta questa confusione che traspare con preoccupante evidenza nei documenti ufficili del Governo fa riflettere, e come gia’ accennato all’inizio dell’articolo presumo che tali errori non provengano direttamente dal responsabile di governo cioe’ il Presidente Conte, ma siano frutto di una struttura poco professionale ed ormai in linea per non dire plagiata dal mantra europeo.

Intendiamoci, lungi da me, non ritenere il Capo del Governo, responsabile come “Ufficio” e “Carica” di tutto cio’. Il mio modo di intendere il concetto di responsabilita’ e’ estremo, cioe’ il Capo e’ il primo responsabile ed e’ il primo a pagare.

Ecco perche’ ritengo fondamentale che un Capo di Governo ma anche un Capo dell’opposizione che oggi aspiri a cariche di governo, debba indispensabilmente dotarsi di un “Staff” preparato e fidato; sopratutto in materia economica, finanziaria e monetaria.

Senza uno Staff del genere ogni soggetto politico e’ destinato a schiantarsi, e questo vale sopratutto per quei soggetti che fanno politica finalizzata al bene comune.

Del resto in ogni paese del mondo vediamo sempre piu’ frequentemente professori di economia di spicco affiancare capi di governo, ministri o capi dell’opposizione che aspirano a governare il proprio paese.

Basti pensare a nomi come Stephanie Kelton o James Galbraith, a come nella principale economia del mondo gli USA, si faccia a gara ad accaparrarsi i migliori economisti e quelli piu’ seguiti dalla gente sia a scopo elettorale che poi per far fronte a tutte le problematiche in materia qualora si fosse al comando.

E’ di oggi la notizia che il condidato alla Casa Bianca Joe Biden ha stretto un patto con il suo ex rivale del partito democratico Bernie Senders per formare una Task Forces attingendo tra i migliori professionisti che fino a poco fa avevano combattuto le sue idee nelle primarie USA.

Sto parlando dell’economista MMT Stephanie Kelton (gia’ consulente ufficiale di Senders) e del personaggio politico piu’ in “voga” del momento, la piu’ giovane parlamentare a servire il Congrsso USA Alexandria Ocasio-Cortez, anche lei completamente in linea con i principi della Modern Money Theory.

Evidentemente Biden, di fronte allo spettro di una sconfitta certa e con “l’Obamagate” alle porte, cerca di staccarsi dal fardello del disastro procurato dalle scelte dei suoi compari neoliberal, buttondosi sul nuovo vento del “main stream” USA…. cioe’ la MMT.

Certo, il sospetto che questa scelta abbia l’esclusiva finalita’ a scopo elettorale, e’ fortissimo, ma intanto esponenti professionali che conoscono alla perfezione l’economia di uno Stato e senza la paura del “The Myth of the public debt” si stanno sedendo ai tavoli decisionali e vi garantisco che loro sanno la differenza fra un deficit ed un surplus.


Sempre seguento le vicende degli ultimi giorni e tenendo ben presente la mancanza di professionalita’ dell’apparato di governo, trovo molto interessante porci tutti una domanda leggendo il seguente articolo apparso su Insider Over, ma anche riportato dal blogger esperto in economia Fabio Dragoni.

Non per essere presuntuoso, ma quello che oggi tutti sottolineano sta avvenendo, io ve lo avevo gia’ detto negli articoli di quasi un mese fa:

Il debito italiano è ambito: il Tesoro deve puntare a nuove emissioni?

Sta succedendo quello che vi dicevo, l’Italia puo’ o meglio potrebbe emettere debito a volonta’ per finanziare la ripresa della crisi da Covid19.

Tant’e’ vero che da gennaio ad aprile l’Italia ha emesso Bot, Cct e Btp per quasi 141 miliardi di euro; tutte le aste hanno avuto un eccesso notevole di domanda, per complessivi 91 miliardi di euro.

Si, avete capito bene “eccesso di domanda”, cio’ vuol dire che se avessimo emesso piu’ titoli il mercato se li sarebbe “fumati”. Addirittura si parla di 91 miliardi in piu’ pensate un po’, mentre il nostro mondo politico e la nostra stampa e’ ancora concentrata sui 30 miliardi del MES.

Addirittura il presidente della Consob Paolo Savona ha dichiarato con fermezza che l’Italia necessita di vedere la finanza tornare ad essere “ancella della crescita” e che il momento sia propizio per sottoscrivere titoli di Stato.

ancor più incoraggiante un’emissione di Btp a scadenza variabile tra 5 e 30 anni realizzata fuori asta ad aprile attraverso un consorzio di istituti comprendente Banca Imi, Jp Morgan, Bank of America, Nomura, Société Generale e Deutsche Bank. Su un collocamento previsto di 16 miliardi sono arrivate richieste per circa 110 miliardi di euro.

“L’Italia risulta ancora appetibile perché stabilizzata da un equilibrio di forze convergenti”

Chi saranno mai queste forze convergenti???

Ripeto dire “ve lo avevo detto”…. mi fa passare da narcisista e sinceramente non e’ la mia intenzione.

Ma, avevo chiaramente spiegato ed avvertito che la BCE, con il nuovo programma stava diventando una vera Banca Centrale e sarebbe diventata come di fatto lo e’ oggi prestatore di ultima istanza, vale a dire “se non compra il mercato compra Lei”; e questo e’ piu’ che sufficiente a rendere garantiti e sicuri i mercati.

Del resto le stesse risposte su chi sono queste forze convergenti, che vi avevo dato a suo tempo, le ritroviamo anche nell’articolo citato: “In primo luogo il sostegno della Banca centrale europea, sul breve e medio periodo, toglie pressione dai debiti pubblici a maggior rendimento dell’Unione europea e garantisce uno scudo necessario a Roma, permettendo di emettere titoli a tasso favorevole per finanziare le emissioni ordinarie”

L’articolo indica altre forze apparse all’improvviso: “In secondo luogo Roma ha avuto l’appoggio decisivo di settori della finanza statunitense, come BlackRock e Goldman Sachs, che nella ricerca di rendimento hanno sponsorizzato con forza l’acquisto di Btp; infine, l’equilibrio “situazionista” è stato favorito dal mancato declassamento da parte delle agenzie di rating, fortemente sponsorizzato dalle aperture della Bce, avvenute su pressioni di uno dei Paesi maggiormente attivi nel nostro debito pubblico, la Francia”.

Attenzione all’ultima forza scesa in campo, vale a dire le presunte e forti pressioni sulle Agenzie di reting che la Francia sarebbe stata costretta a fare, vista la notevole esposizione delle banche transalpine sul debito pubblico italiano.

Il problema e la domanda che ci dobbiamo porre in questo contesto,  e’ perche’ l’Italia non ha ancora saputo esercitare un suo spazio d’azione autonomo. Viene ad esempio da chiedersi come mai il Ministero dell’Economia e delle Finanze guidato da Roberto Gualtieri non abbia ancora provveduto a mettere in campo nuove e importanti emissioni di debito constatando l’aumento esponenziale della domanda di prodotti finanziari italiani. Una mossa di questo tipo permetterebbe all’Italia una boccata d’ossigeno e una notevole ripresa di fiato sia sul lato dello spread ma sopratutto per finanziare la ripresa economica, rappresentando cosi al mondo una forte dimostrazione di solidità. Solo nei primi due casi citati arriviamo a 180 miliardi di euro di risorse aggiuntive che investitori e Bce avrebbero potuto sdoganare e mettere in campo, molti di più dei 55 miliardi su cui i tecnici del Mef e il governo di Giuseppe Conte discutono da settimane definendo l’oramai ex “Decreto Aprile”.

La risposta come sempre va ricercata nell’ambito dei soliti due comportamenti umani che si attivano in casi del genere:

“Mancanza di professionalita’ oppure si risponde a qualcun’altro???”

Le due possibilita’ stanno entrambre perfettamente in piedi con pari dignita’. Come abbiamo visto sopra analizzando due righe del DEF, l’apparato di governo certamente non “brilla” in professionalita’.

Come e’ altrettanto possibile che il nostro governo completamente diviso al suo interno, ricomprenda nella sua compagine elementi che lavorano con precisi indirizzi dettati da Bruxelles, e se cito, a tal proposito, il ministro delle Finanze Gualtieri non sono certo il novello navigante genovese che ha scoperto l’America. Senza poi non dimenticare Renzi ed il PD che non perdono occasione per dichiarare il loro sostegno alla firma del MES ed a questa Europa che tanto ci ha massacrato.

Ma, sono certo che la domanda che adesso mi farete e’: “quali sono questi indirizzi dettati da Bruxelles???”

Beh, per me la risposta e’ abbastanza semplice, perche’ in economia come in matematica due piu’ due fa sempre quattro ed arriviamo sempre alla stessa conclusione”

“vogliono dare un attimo di ristoro allo schiavo altrimenti se muore non potra’ piu’ lavorare per loro”

Non esiste altra spiegazione, se non sono “ignoranti” in materia economica-monetaria al governo, vuol dire che la quantita’ di emissioni di titoli viene decisa da Bruxelles, ed aggiungo, scientificamente decisa in modo da non far crollare l’economia italiana ma nemmeno da farla ripartire come “Dio comanda”. Il bastone del comando lo vogliono tenere loro, questo dimostra che il progetto Euro, nelle loro intensioni, deve andare avanti e che ancora hanno grandi forze a sostegno nel nostro paese.

Del resto lo dice chiaramente la Cancelliera tedesca Angela Merkel, in barba alla sua corte costituzionale:

Merkel: “rispetto per Karlsruhe ma serve un euro forte”

Queste parole, sempre analizzate da un occhio esperto, fanno capire chiaramente che il governo tedesco non sosterra’ la sentenza di Karlshue, perche’ volere un “euro forte”, contrasta nettamente con quello che succederebbe dando corso alla decisione della Corte stessa; la quale provocherebbe l’immediata uscita della Germania dall’euro, in caso che quest’ultima non partecipasse piu’ al programma di acquisti della BCE.

“LOGICA VUOLE”