LA SCIENZA NON HA PADRONI!!!! ECCO PERCHE’ “I PADRONI DELL’EURO” SONO IN DIFFICOLTA’……

 

di Megas Alexandros

Ebbene si’!!!! Cari Amici, anche l’economia monetaria come tutte le scienze non risponde a nessun padrone, ed ha messo di fronte alla cruda realta’ anche i “padroni dell’Euro”, che pur tentando con ogni mezzo possibile di tenerlo in vita, dovranno prendere piena coscenza che una moneta senza Stato non puo’ funzionare.

A dire il vero, molti di loro lo sanno gia’, anzi lo sapevano fin dall’inizio ma sono voluti andare avanti con questo esperimento solo per poter ritornare indietro nel tempo, ritornare ai fasti di quando la moneta era ad uso esclusivo del Signore e l’economia si teneva in equilibrio con gli “schiavi”. Tutto per tornare al controllo totale delle ricchezze reali destinato a pochi eletti, riecreando di fatto quel solco invalicabile tra loro ed il popolo, e distruggendo chi quel solco lo aveva colmato, vale a dire la piccola borghesia.

Veniamo a questi giorni e, ad analizzare gli effetti possibili della tanto attesa  sentenza della Corte di Karlsruhe. Come vi avevo gia’ anticipato e spiegato negli articoli la “non decisione” della Corte tedesca non fa altro che confermare l’estrema difficolta’ in cui si trovano le elite’ europee e la politica tedesca.

Tale difficolta’ deriva dal fatto che stanno cercando di tenere in piedi una moneta che non ha mai avuto le basi scientifiche per esistere, lo stanno facendo perche’ questa moneta ha consentito loro di implementare il loro progetto di colonizzazione degli Stati del sud Europa e naturalmente di avere vantaggi enormi in termini economici e finanziari.

Nei palazzacci del potere politico e finanziario la parola d’ordine del momento è “depotenziare” il recente verdetto della Corte costituzionale. Perché come scrive la FAZ, alla fine, “nessuna delle istituzioni coinvolte, né la BCE, né la Bundesbank, né il governo federale, ha davvero interesse a ingigantire il caso”. Ne scrivono la Faz.net, la Süddeutsche Zeitung e Handelsblatt 

Il tema emerso nella sentenza che piu’ preoccopa “i padroni dell’euro”, e’ che la Corte costituzionale federale ha chiarito che la Bundesbank potrà partecipare agli acquisti di obbligazioni solo se la BCE fornisce una giustificazione coerente con le indicazioni di Karlsruhe.

Premesso che i tre mesi forniti per la risposta sono una eternita’ a livello di decisioni politiche e reazione dei mercati, non dobbiamo farci trarre in inganno nel valutare queste parole.

Il non partecipare piu’ agli acquisti da parte della BuBA non e’ spiegato nel drammatico evento che tutti ci descrivono di non avere piu’ il sostegno del principale e piu’ forte attore economico di questa europa, cioe la Germania. Anche perche’ il fatto stesso di non partecipare piu’ sarebbe un evento disastroso per la Germania stessa. Non dimentichiamoci che il “click” per fornire e creare i soldi dal nulla per gli acquisti dei bond si trova nelle stanze di Francoforte e non in quelle di Berlino; realta’ vuole che in questo caso sarebbe la Germania ad avere difficolta’ sui mercati a piazzare i suoi titoli, sopratutto visti anche i loro rendimenti negativi.

Quindi, interpretando bene queste parole, quello che realmente preoccupa di piu’ chi vuole tenere in piedi l’Euro e’ la conseguenza di questo “non partecipare piu” da parte della Germania; e se avete compreso quello che vi ho spiegato sopra, la risposta viene in automatico. Visto che, trovandosi il governo tedesco, di fronte all’impossibilita’ di piazzare i propri titoli e senza una propria moneta sovrana….. non avrebbe altra soluzione che tornare a riprendersela emettendo il nuovo Marco.

Di fatto la Corte di Karlsrhue ha contestato e messo in evidenza quello che il board della BCE si era affrettato a deliberare in gran segreto e che il sottoscritto aveva evidenziato stava succedendo. Se vi ricordate nei giorni scorsi vi avevo illuminato su come di fatto la BCE era diventata improvvisamente prestatore di ultima istanza spingendosi oltre ogni regola, dal capital key al finanziamento diretto degli Stati per arrivare anche a comprare “Junk”.

 La BCE e’ stata costretta dagli eventi a fare quello che tutto le banche del mondo stanno facendo, cioe’ finanziare i deficit degli Stati, solo che non lo fa a sufficienza. E’ stata costretta dal fatto di dover affrontare la piu’ grande crisi economica del secolo, pena la fine della moneta euro.

Del resto come potete leggere sopra, che la BCE non sta facendo abbastanza lo conferma anche il governatore della Banca di Francia e membro del Consiglio della BCE Villeroy.

“Questo a conferma che si vuole salvare l’euro ma non le famiglie e le aziende”

Ed il piano dell’elite’ sta andando avanti, pronto senza paura a scontrarsi contro le forze della scienza economica e le sentenze della Corte germanica, alla quale gli ignari cittadini tedeschi puntualmente fanno ricorso per far rispettare i principi calvinisti con cui sono stati cresciuti.

Markus C. Kerber è avvocato e professore di finanza pubblica ed economia politica nella Technische Universität di Berlino e rappresenta un nutrito gruppo di ricorrenti alla corte contro il Quantitative easing; pensate che per sua stessa ammissione uno dei punti cardine del ricorso e’ che tale modus operandi che porta ad avere tassi bassi, erode il risparmio tedesco. Aggiunge poi “Il tasso di interesse per Italia, Portogallo, Spagna, Francia non sarebbe mai così basso senza questa politica di acquisti sistematici” e “si opera una distorsione completa del mercato della libera concorrenza, del tasso di interesse e con esso del prezzo del credito”

Praticamente ce lo dicono in faccia che loro vogliono continuare a guadagnare sul differenziale dei tassi, anche se poi ignorano che tutto questo vantaggio non va alla massa ma in proporzioni molto alte alle classi piu’ ricche.

Come ignorano o fanno finata di ignorare che questo vantaggio e’ solo dovuto a questa costruzione monetaria e che sparirebbe immediatamente qualora ognuno tornasse alla propria moneta.

Noi difendiamo sempre la democrazia, che è il diritto di un popolo di determinare il suo destino. Lasciare questo diritto ad altri poteri mi sembra antidemocratico” continua sempre il professor Kerber, portando a sostegno principi fondamentali come la democrazia e l’autoderminazione dei popoli, tutti principi leggittimi che i tedeschi applicano rigorosamente quando si tratta di difendere i loro interessi ma pronti a metterli in un cassetto quando un’altro popolo li rivendica.

Ed ecco che sul finale l’avvocato difensore dei principi dei tedeschi offre’ la soluzione una soluzione che ormai noi sappiamo bene quale sara’: “o la Merkel trova una soluzione che salva la faccia a tutti, o la Bundesbank dovrà ritirarsi dal Pspp e dunque dal Pepp. In tal caso comincerà l’agonia dell’eurozona”…. a dire il vero indica solamente la possibilita’ che la BCE possa continuare quello che sta facendo se la Merkel trova una soluzione.

Siamo ormai tutti certi che se la Merkel torna con la firma italiana sul MES, la Corte tedesca continuera’ a chiudere entrambi gli occhi.

Altrimenti conclude l’avvocato quasi minacciando: Sarebbe il momento di mettere la parola fine all’esperimento chiamato Euroed in perfetto stile terzo raich: Non abbiamo paura. Noi tedeschi non temiamo nessuno, tranne Dio”.

Verrebbe naturale da chiedersi quale Dio loro temono???!!!! quello che gli ha permesso di sterminare milioni di esseri umani nei campi di sterminio oppure quello che li autorizza ad identificare gli italiani, che da 25 anni primeggiano in Europa in avanzo primario, come un popolo di spendaccioni!!!!!!


Ma veniamo ora a casa nostra, a quello che non stiamo facendo ed alle “balle” che i soliti noti ci raccontano per indirizzarci sempre verso l’interesse straniero dal quale sono profumatamente assoldati.

“La partita europea non ha un’alternativa di gioco, abbiamo bisogno dell’aiuto dei nostri alleati europei, altrimenti fare da soli significherà mega patrimoniale e pagare tutto noi”. (cit. Enrico Letta)

E pensare che quest’uomo prima di andare a servire lo Stato francese e’ stato anche il nostro presidente del Consiglio. Con queste frasi ribalta’ completamente la realta’ incutendo negli italiani la paura di una patrimoniale in caso di uscita dall’euro. Ma se avete seguito i ragionamenti fatti sopra, la realta’ e’ l’esatto contrario di quello che prospetta, forse anche in malafede, il nipote dello “zio Gianni”. Come spiegato, e’ proprio rimanendo nell’euro che i tedeschi ti chiederanno, anzi te l’hanno gia’ chiesta una patrimoniale del 14% per rientrare nei famosi parametri di Mastricht.

Mentre uscendo e riacquistando il nostro governo la capacita’ illimitata di spesa nessun costo diretto o esprorpio dei risparmi ci sara’ per gli italiani.

 

Sempre sul fronte di casa nostra non posso fare a meno di farvi notare come la Lega continui la sua linea politica ormai sempre piu’ incline ad una integrazione europea. Nelle file del partito di Salvini la parola Italexit e’ ormai bandita da tempo, nessuno dei suoi piu’ fidi scudieri,  sfrutta questo momento storico cosi favorevole all’uscita, per calvalcare il cavallo di quella che sarebbe la soluzione ottimale ed attesa da tempo.

Non curanti dei sondaggi che li vedono sempre piu’ a fondo dal giorno che la gente si e’ resa conto del loro tradimento, continuano imperterriti, tanto da far pensare che altri siano gli obbiettivi di chi comanda questo partito.

A tal proposito, in piena emergenza, risulta addirittura un insulto al popolo l’interrogazione dell’europarlamentare Rinaldi al Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, per chiedere di valutare l’istituzione di una Agenzia di rating europea.

Di questo si occupano gli economisti della Lega, di fronte ad una unione monetaria che potrebbe rompersi da un momento all’altro e portare l’Italia ad avere la soluzione a tutte le nostre sofferenze, questi signori si occupano di fornire ai poteri europei altri strumenti per controllare il nostro paese. Con una Agenzia di rating europea magari direttamente controllata dalla commissione europea, avremmo anche evitato ogni problema alla corte di Karlsrhue, poiche’ non ci sarebbe neanche stato bisogno di cambiare le regole sugli acquisti della BCE, visto che sarebbero loro stessi a decidere di non declassare i nostri BTP.

Da segnalare e da prendere come una lieve speranza quanto riporta nei giorni scorsi “Milano Finanza” su quanto vi sto dicendo da tempo, evidentemente anche il main stream sta cominciando a capire che forse sara’ meglio cominciare un certo riposizionamento visti gli eventi in corso:

Karlsruhe non è un apocalisse: a livello legale è emersa la verità evidente che il costrutto dell’euro, così come pensato, non può funzionare. Senza una vera rappresentatività politica europea non esiste un organo in grado di prendere decisioni responsabili per il massimo bene comune. Senza armonizzazione fiscale e senza trasferimenti stabili di risorse verso le aree più povere, un’area monetaria comune non sta in piedi.

Non mi stancherò mai di ripetere che un’area valutaria priva di questi due elementi – rappresentanza politica e trasferimenti fiscali – non può funzionare. È una delle basi dell’economia monetaria. L’idea che la Bce acquisti i titoli di Stato è un’anomalia necessaria per ovviare a questo difetto dell’euro. I fondi di sviluppo europeo sono poca cosa e mal gestita, rispetto alle vere politiche industriali, infrastrutturali e occupazionali che andrebbero varate.

Queste parole sono le stesse che vi ripeto da tempo, non puo’ esistere una insieme di Stati con regole, leggi e fisco diversi ma con la stessa moneta, perche’ privandosi della moneta rinunciano all’unica arma che hanno per riequlibrare i cicli dell’economia a meno che non usino la deflazione salariale.

Tutto questo si vede chiaramente nei momenti di crisi, quando gli Stati necessitano di politiche anticicliche cioe’ di deficit piu’ alti per sostenere l’occupazione ed i cicli produttivi.

L’Europa e’ un continente che, pure a fronte di una tragedia sanitaria come il coronavirus, più che esprimersi in solidarietà lo ha fatto in opportunismo. È un continente formalmente integrato, ma nel quale una partita iva di Berlino ha preso 15.000 euro di aiuto a fondo perduto immediati, mentre in Italia sono state elargite poche centinaia di euro con una burocrazia-monstre. È un sistema nel quale le differenze sociali ed economiche aumentano di anno in anno, anziché convergere – come nei piani iniziali dell’Europa e dell’euro.

Se confrontiamo l’Europa per sesempio con l’Unione Americana ed immaginiamo una situazione in cui New York sia in preda alla devastazione da Covid-19 e il governo federale presti aiuti finanziari, addebitando poi i crediti al conto di New York stessa. Poi magari gli altri Stati che hanno prestato i soldi – poniamo la California o la Florida – propongono un fondo di aiuto condizionato a rigide regole di rientro. Sarebbe assurdo – ma in Europa è la normalità indiscussa.

Da qui, non possiamo dire che tutti i tedeschi siano anti-europei: esistono delle élite o dei verdi che riconoscono i vantaggi della Germania nel sistema euro, e che hanno percepito che la storia non potrà andare avanti a lungo. Ma la pancia del popolo non vuole neanche sentir parlare di dar soldi agli italiani. Che morissero di coronavirus e disoccupazione: chi ha speso troppo deve pagare. I vantaggi dell’euro? Fandonie, bugie, scuse.

L’euro circola in Italia praticamente come il dollaro offshore in Libano negli anni 80: è una valuta stabile, ma che non controlliamo e ci serve per gli scambi. Non andrà avanti a lungo. Forse è ora di cambiare, al di là delle decisioni costituzionali tedesche. (cit. MF)

Un’ultima considerazione consentitemela sugli effetti dell’indagine rivelata da Trump sulle origini del CoVID-19. Come si legge da Dagospia sembra stia gia’ girando un dossier che spaventa la Cina, nel documento si evidenzia con forza il crescente sentimento anticinese nel mondo. Se vi ricordate vi avevo gia’ accennato a questa possibilita’. E’ facilmente immaginabile che una accertata responsabilita’ da parte della Cina nell’aver creato questo dramma intriso di terrore nella gente, portera’ ad iniettare nella mente della gente un sentimento di autodifesa tale da tenere il piu’ lontano possibile il mondo cinese, a partire dai suoi prodotti. A questo Trump, probabilmente si riferiva quando parlava di altri modi per far pagare il conto al governo cinese.

Per quanto riguarda invece il governo italiano, credo a ragione, che non ci sia niente di positivo da segnalare, anzi si fa deficit con il contagocce nonostante che in questo momento abbiamo noi la pistola in mano, le divisioni al suo interno sono palesi e non si capisce come Conte riesca ancora a stare in piedi, ma la sensazione che ci trasmete la sua estrema sicurezza e’ che lo rimarra’ ancora, forse forze piu’ grandi ed a noi ancora sconuscite lo stanno sostenendo.

E forse la risposta e’ proprio in quello che il Presidente non sta facendo, anche se fortemente pressato, come ci indica il titolo qui sopra…… NON INTENDE CEDERE A NESSUN COSTO LE DELEGHE SUI SERVIZI SEGRETI.