La Turchia “esporta” jihadisti in Libya, come si diceva esportasse migranti per destabilizzare l’Italia. Incredibile che Bruxelles, ossia anche Roma, paghi Ankara (alleata da 100 anni di Berlino) miliardi di euro per fare questo!

Leggete bene tra le righe, la realtà è molto più insidiosa di quanto appaia: l’EU da anni paga Ankara per evitare che i migranti “arrivino” in EU ed Ankara usa invece tali denari per spostare jihadisti in Libya. Già alcuni anni la fa stessa fonte, OFCS.report, vicina ai servizi italiani/alleati, paventava la possibilità, ai tempi, durante gli arrivi indiscriminati di migranti in Sicilia e Pantelleria del 2015/16, che molti di questi arrivassero in realtà dalla Turchia, trasferiti [con fondi EU] in aereo alla volta della Cirenaica per farli partire verso l’Italia. Basta guardare la nazionalità dei migranti per capirlo, gli arrivi dal Bangladesh come facevano autonomamente ad esempio ad arrivare sulle coste di Tripoli…

Che dietro tutto enorme caos ci sia un piano atto a destabilizzare il principale alleato USA nel Mediterraneo è ormai indubbio. La cosa incredibile è che i politici italiani da anni non facciano nulla per impedirlo, ben sapendo che la Turchia gioca di sponda con la Germania da più di 100 anni.

Merkel decide, l’EU esegue, tutti pagano fior di miliardi per far felice permettere Berlino di tornare a fare geopolitica in vicino Oriente: sarà suicidio EUropeo?


Ora, che fare lato Italiano? Noi abbiamo già estrinsecato anni fa il nostro pensiero in riguardo; vi rimandiamo dunque a quanto originariamente esposto, di seguito.

Per come stanno realmente le cose l’Italia dovrebbe bombardare le milizie (filo-francesi) in Libya e non l’ISIS: l’epilogo dell’attacco agli interessi petroliferi italiani. Sarà la fine dell’Italia?

Siamo ormai certi oltre ogni ragionevole dubbio che sia in corso un attacco agli interessi italiani a tutto tondo, ragionamento che trova per altro fondamento nella notoria capacità di ENI di scovare petrolio dove nessuno lo cercava/trovava (…). Purtroppo, sembra, le spie d’oltralpe sono arrivate anche lì, a San Donato, magari per il tramite dei toscani, una volta feudo inarrivabile per chiunque, ai tempi di Mattei – e poi ancora per qualche decennio  – non si entrava.

Detto questo, resta l’enorme problematica per cui se l’Italia perde la Libya non solo si espone all’invasione di migranti da sud (come arma, in mano degli alleati di coloro che ricattano Roma con austerità e spread, magari proprio perché non si intervenga in Libya) ma rischia addirittura di perdere la sua importanza geostrategica nel Mediterraneo, ossia la sua stessa essenza di Stato libero, democratico ed in pace, soprattutto vis a vis con gli USA, il nume tutelare post WWII dalle invasioni di franchi e barbari vari. In breve, l’Italia ha poche alternative se non reagire. A meno che qualcuno a livello politico [romano] sia letterale stipendiato per non fare nulla, vedremo (questa è l’unica spiegazione logica per il purtroppo perdurante “status quo suicida” della Penisola).

L’Italia perde la Libya: a causa dell’accordo con la Cina i Marines vengono evacuati da Tripoli e lasciano la vittoria ad Haftar (i gialloverdi hanno fatto un disastro)

Altro dato di fatto è che gli USA si sono deliberatamente rifiutati di rintuzzare le posizioni italiane da meno di un anno, aspettando un segnale da Roma che invece non è arrivato. Ossia da quando i governi italiani “gialloverdiqualcosa” si sono bellamente opposti a ri-allinearsi agli interessi USA, preferendo la Cina con la sua Via della Seta adorata dall’ex Ministro Centinaio (e da Geraci,…). Chiaro, Washington non paga (più) per essere sua amica, la logica pragmatica USA dice infatti che – soprattutto oggi – sono gli italiani ad aver vitale bisogno di amici enormemente potenti che abbiamo basi nucleari sul suo territorio. Quello che a Washington fanno fatica a capire è che gli italiani che fanno i politici di mestiere, a maggior ragione se giovinicelli, senza di fatto distinzione partitica tranne rare eccezioni, quando arrivano a Roma non si sentono più italiani ma EUropei, vedasi certi leghisti che prima di arrivare al governo erano pro-ITALEXIT, poi sbarcati ai piani alti della Capitale sono magicamente diventati favorevoli a “cambiare l’EU dal di dentro” (…, sigh). Possiamo solo tentare di indovinare cosa sia successo per giustificare cotanto repentino cambio di indirizzo, nel mentre (…). Peccato che il vero leghista Gianluca Buonanno non sia più con noi, persona che stimavo tantissimo; magari avrebbe anche potuto spiegarci cosa avesse trovato in Libya durante la sua visita dal gen. Haftar, appena prima di morire in uno stranissimo incidente stradale (tanto strano quanto lo furono quelli di J. Haider e di Mario Tchou prima di lui,…).

Sta di fatto che, temo, siamo ormai stati superati dagli eventi ed a Roma, intenti a fare gli interessi di casta “oltre i partiti“, infatti tra loro sono tutti “amici” – come da troppo tempo accade – sembrano non essersene accorti . Quello che possiamo aggiungere è solo che, sì, per quanto in nostro potere noi abbiamo fatto di tutto per avvertire, per stigmatizzare comportamenti non consoni, per tornare la politica romana nel solco della Storia post-bellica, ossia per cercare di far cambiare indirizzo; nulla, certa gente diventa sorda ai bisogni del Paese quando messa di fronte ai propri di bisogni, appunto di casta (…).

Lasciamo perdere. Per intanto prendete atto del gradino ulteriore che abbiamo scalato verso il redde rationem (post Brexit).

Che passiate un fine anno sereno, tutto sommato il 2019 è ancora stato un anno relativamente positivo e tranquillo per la Penisola.

Mitt Dolcino