L’antimeritocrazia in Italia: oggi nemmeno Guglielmo il Dentone riuscirebbe a fare carriera, gli toccherebbe emigrare come tanti giovani italiani capaci e preparati, a frotte: la ricetta perfetta per il crack

L’Italia è un paese dove il merito non sfonda, anzi è addirittura un problema. Mi dicevano in azienda (in Italia), parlo di manager HR italiani naturalmente, che i laureati all’università assunti dalle aziende se con il 110 e lode tendono ad essere evitati. Perchè – dicono – rompono, pensando di essere troppo bravi. Infatti nelle aziende italiane bisogna essere nella media, senza alzare troppo la cresta. Come il Dentone, che era “troppo perfetto” per vincere. Però lui alla fine ce la fece. Oggi invece, nel III millennio, il Dentone sarebbe costretto ad emigrare.

Ricordo a tutti che oggi ci tocca accettare gente come Valeria Fedeli e Armando Siri al governo, con lauree inesistenti ma con tutta l’elites di destra e di sinistra (elites sempre più affini, a difendere solo “i loro pargoli”) a supportare l’antimerito. Più molti altri, purtroppo.

Guglielmo il Dentone diceva: “Mi piace conoscere bene le cose ed affermarmi coi miei soli meriti. Al concorso TV riuscirò senza alcuna raccomandazione“.

Gli aspetti più interessanti della memorabile pellicola di Alberto sordi – modernissima ed assolutamente da rivedere – stanno nei dettagli: ad esempio la pellicola aveva come attori personalmente le gerarchie della RAI del tempo, che facevano il verso proprio alla meritocrazia prendendo in giro l’abitudine italica a non rispettarlo, promuovendo per raccomandazione. Un’ironia meravigliosa, anche perchè alla fine tutti dovettero arrendersi – al contrario di oggi – al merito del Dentone…

Ve li vedete oggi i raccomandati politici alla RAI – il cda ed anche i giornalisti italiani ormai hanno praticamente tutti un ruolo solo grazie ad appoggi politici nella TV di Stato – prendere in giro se stessi sul fatto delle raccomandazioni per non assumere gente in gamba? Ovvero per favorire raccomandati e/o incapaci? Ci sarebbero – temo – addirittura tumulti di piazza, oggi, che dite?

A recitare facendo il verso alla meritocrazia c’erano infatti il grande Nanni Loy, il prof. Alessandro Cutolo, il giornalista Vincenzo Talarico, Edy Campagnoli, Lelio Luttazzi, Leo Wollemborg… Faccio notare che ai tempi il giornalismo italiano – ed anche la RAI – esprimeva eccellenze che il mondo ci invidiava, precisamente come oggi (ironia, oggi abbiamo la Giovanna Botteri da New York o la Bianca Berlinguer da Roma, solo per citarne alcune, la seconda addirittura con un cognome che tradisce la radice di tutta la sua enorme competenza; o anche un giornalista della sinistra italiana diventato presidente del Parlamento EU con al potere in Italia un governo di centro-destra …).

Da notare, alla fine nel film sul Dentone si tentò anche l’arma della burocrazia per fermarlo… Vi ricorda qualcosa? Poco cambia da allora….

In tutto questo la cosa bella è che agli italiani, alla fine, il Dentone invece piaceva, “Simpatico quel Dentone“, “Bravo il Dentone“. Ossia i difetti fisici del Dentone servivano giusto ai baroni per fare i propri comodi, ossia promuovere i soliti raccomandati, gente “di loro”. Gli italiani invece, la gente, apprezza ed apprezzava il merito se porta valore…. Ieri e oggi non cambia.

Ricordatevi del Dentone quando vedrete in TV i nostri amati politici italiani, proverete sentimenti strani, ne sono sicuro, dopo aver rivisto la storica pellicola dell’impareggiabile Alberto Sordi.

I laureati emigrano? Embè? Che le aziende italiane assumano gli immigrati a 900 euro al mese, quelli italiani ne vanno a prendere il doppio+ all’estero

Nel mentre, oggi, i migliori giovani italiani, soprattutto preparati, emigrano, sostituiti da africani culturalmente nulli per quanto riguarda gli interessi prospettici del nostro Paese. Gli italiani meno dotati, ossia quelli che non hanno mercato fuori dall’Italia, restano in Patria, inclusi i soliti raccomandati che come ben sappiamo non si schiodano dalla mangiatoia. Tirate una linea a 10 anni e capirete che il futuro dell’Italia è solo il default. O la divisione dell’Italia in tre o più parti, magari con una piccola guerra civile a contorno.



Chi ha voluto la bicicletta oggi, domani dovrà pedalare… (dedicato ai nostri amati politici romani)

Permettetemi finalmente di dedicare un pensiero anche agli amati giudici italiani, che troppo spesso amano far politica anche se la Costituzione lo proibirebbe: chiedetevi, cari magistrati, senza merito chi pagherà le vostre altissime e folli pensioni in euro quando andrete in quiescenza (infatti, nessuno lo dice, ma se continuano i gialloverdi le pensioni verranno pagati come successe in Argentina, ossia in miniBOT, …). L’alternativa legale sarà instaurare per via giudiziaria una moderna dittatura fiscale finalizzata al pagamento del debito e delle altissime pensioni in euro. Ma certamente esagero, lo so (vedremo).

Auguri. E sorridete guardando la pellicola del Dentone, il LINK è sopra, un modernissimo capolavoro italico, di quelli che non se ne fanno più ne se ne faranno più per un bel pezzo…

Mitt Dolcino