L’arresto di Jeffrey Epstein è l’inizio della fine?

Dopo l’arresto di Jeffrey Epstein, il Presidente Trump vuol veder scorrere il sangue

Tom Luongo

Jeffrey Epstein, il pederasta seriale, è stato di nuovo arrestato.

A questo punto le grandi domande sono: perché? E perché proprio adesso?

Non ho mai dubitato della sincerità di Donald Trump quando sosteneva di voler Hillary in prigione. Ma la realtà è che non era nella posizione per poterlo fare. Fino a pochi mesi fa.

Il punto di svolta è stato quando il Procuratore Generale William Barr ha posto fine alle indagini di Mueller, a Febbraio. Ne ho parlato in un pezzo intitolato “The Old Political Order is Just Old”:

“””Mueller, il suo staff di sicari, l’Amministrazione Obama e il resto della vecchia guardia si aspettavano di avere carta bianca nel condannare politicamente Trump per Ostruzione della Giustizia, sulla base di un’interpretazione degli Statuti Federali che poteva essere giustificata solo nel mondo di “Minority Report” di Philip K. Dick.

Visto che tutto ciò non è accaduto, ora osservano preoccupati il potenziale contraccolpo dell’uomo vanitoso e vendicativo che occupa l’ufficio presumibilmente più potente del mondo”””.

Ero cautamente ottimista sul fatto che Trump potesse girare l’angolo della sua presidenza dopo essersi liberato da Mueller, dall’impeachment e da tutto il resto.

Le sue manovre di politica estera non mi hanno mai del tutto convinto ma, a livello nazionale, è riuscito a stabilizzare egregiamente il campo di battaglia.

L’arresto di Epstein mi dice che ora vuol veder scorrere il sangue.

Perché quest’arresto va direttamente al nocciolo della questione. Trump ha lasciato il “circolo sociale” dei Clinton con profondo disgusto per fermare la corruzione negli Stati Uniti.

Non dimenticatelo mai: se è vero che la corruzione dilaga a Washington D.C., tuttavia non è omnipervasiva. Non è una cosa che può essere descritta in bianco e nero.

William Barr non è un Boy Scout, lo sapete, ma anche lui, come Trump, ha un limite al senso del disgusto.

Il livello di corruzione dei Dipartimenti di Giustizia, dello Stato, del Tesoro e delle Agenzie di Intelligence, necessario per coordinare la beffa del RussiaGate – ovvero la vendetta di Hillary contro Trump – era davvero troppo per troppe persone.

E sono davvero tanti, in tutti quei Dipartimenti, a desiderare di andare a fondo ora che le cose sono cambiate.

Ricordate quando Trump disse di lasciare in pace Hillary perché ne aveva già passate abbastanza? Non stava capitolando al Deep State, le stava solo offrendo una via d’uscita.

Anche allora sapeva benissimo cosa stava succedendo, ma pensava di essere politicamente impotente a fermarla.

Per poterla perseguire è andato dietro alla persona che rappresenta il suo tallone d’Achille: Bill, attraverso la sua associazione con Epstein.

Perché ….. sapete cosa succede se questa storia non fosse solo una delle tante buffonate di Bill?

E, davvero, tutto questo è molto di più di una semplice storia di Hillary e Bill. E’ una cosa molto più profonda di quanto chiunque, a Washington D.C., voglia ammettere.

Non pensate nemmeno per un attimo che Epstein non abbia ricattato per anni delle persone molto importanti. Perché lui lo ha fatto. E ora sono tutti spaventati a morte.

Robert Mueller è dentro fino al collo in questa storia. Perché è stato lui ad aiutare Epstein, l’ultima volta, a togliere la testa fuori dal cappio e a sigillare i documenti del Tribunale.

Ora che Mike Cernovich ha cominciato a lavorare per ottenere quei documenti sigillati – e il Dipartimento di Giustizia ad essere guidato da qualcuno fedele a Trump – è stata sufficiente una settimana per il primo mandato d’arresto

Non importa se quello fra Barr e Trump dovesse essere solo un matrimonio di convenienza.

Quello che conta è che Epstein non sarà più in grado di nascondersi dietro i portaborse dei Clinton e che, questa volta, dovrà stringere un accordo “vero” per non doversi mischiare ai detenuti comuni.

Questo processo sarà lento e doloroso, ma arriverà a quel tipo di conclusione che aiuterà la rielezione di Trump. Sarà una fonte epica e graduale di inganni, torbide implicazioni, crimini e via dicendo.

Perché arriva un punto in cui il “metodo Alinsky” (accusare il tuo nemico della cosa che stai facendo tu) ti si ritorce contro se hai violentato ragazzine di 14 anni.

Una volta che questa cosa comincerà a ribollire, una volta che la folla del #MeToo se ne sarà impossessata, allora nessuno resterà in piedi.

Ho sempre detto che Hillary, alla fine, si sarebbe incriminata da sola. Il suo folle desiderio di potere – e di vendetta contro chi l’ha ostacolata – l’ha portata fino a questo punto.

E la condurrà alla vergogna e al disonore che ben si addicono alla sua avidità.

Quando la figlia di Nancy Pelosi è là fuori a lanciare segnali verso a sua madre [Nancy Pelosi’s daughter],è chiaro che per la Clinton finirà male.

Gente, la Pelosi non “molla” in cambio di niente. Pensate pure di lei quello che volete, ma è una pitbull. E la settimana scorsa ha ceduto sui fondi per il muro al confine messicano!

L’arresto di Epstein è la testimonianza di quello che accade quando il pendolo oscilla troppo in una direzione. Quando delle spregevoli persone se ne vanno tranquillamente a casa nonostante abbiano commesso gli atti più atroci, semplicemente perché sono connessi ad una rete di corruzione e disonestà.

E’ forse giunto il momento del Peak Swamp? Il momento in cui possiamo  vedere che le cose hanno inizio, anche se molto lentamente.

È troppo poco? E’ troppo tardi? Forse. Ma qualcosa doveva assolutamente essere fatto per tener ferma la nostra fede nelle istituzioni politiche e sociali del nostro paese.

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Link Originale: https://tomluongo.me/2019/07/08/epstein-arrest-peak-swamp/

Scelto e tradotto da Franco

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