Effettivamente quando la mamma – che di norma mai tratta di geopolitica e discorsi affini – spiega alla prole che le limitazioni di uso di carne, contenute nella nuova versione aggiornata della piramide alimentare del SINU (ente preposto, vedasi oltre), in realtà sembrano nascondere l’impossibilità di permettere a tutti di consumare carne animale, ovvero che non ce ne è abbastanza per tutti, beh, ciò significa che forse i burattinai sono proprio allo scoperto.
Prima di tutto, abbiamo scoperto che la nuova piramide alimentare di fatto esclude quasi totalmente l’uso di carne nella dieta da parte degli occidentali, spostando tale consumo al vertice della piramide, riducendo il consumo addirittura ad occasionale.
Questa modifica lascia perplessi: stante che il colesterolo, assunto ad esempio da carne ovvero grassi animali, non è più demonizzato come principale fattore di rischio cardiovascolare, anche dai media, oggi vediamo uno shift direi opposto nei consigli (interessati?) istituzionali sul consumo appunto di carne. Strano (nessuno ad esempio parla di colesterolo ossidato purtroppo, che sembrerebbe essere il vero problema, l’elefante nella stanza).


Parimenti abbiamo visto negli scorsi anni battage mediatici incredibili finalizzati a sostituire le proteine animali tradizionali , carne animale appunto, con farina di grilli, insetti insomma. O addirittura carne sintetica, in larga parte prodotta da cellule simil-tumorali.
Si, perché l’uomo necessita di proteine nella sua dieta: le escludi e l’uomo si ammala, di fatto. O meglio, vive contro la propria natura. Che poi negli ultimi decenni oltre al battage mediatico mirato alla sostituzione di proteine animali tradizionali citato sopra, sia pure stato dato ampio spazio alle diete vegetariane e vegane, quasi fossero totem stile wokeness LGBT, beh, questo aggiunge benzina al fuoco del dubbio sui reali fini di tale clamore indotto dai media.
E che addirittura oggi si invochi l’eliminazione sistemica, soprattutto in EU, capitale dei paradossi Green, degli allevamenti di carne bovina per supposti problemi ambientali dati dalle scoregge delle vacche, beh significa che forse la presa in giro ha raggiunto livelli ben più che allarmanti.
E qui torniamo alla mamma, sopra, che dopo aver cucinato una bella bistecca di vitellone alla prole commenta la nuova piramide alimentare con ampio e sano scetticismo…
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Ma a dirla tutta è il tempismo a lasciare perplessi: la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) ha pubblicato una nuova versione della Piramide Alimentare della Dieta Mediterranea, un aggiornamento che integra le più recenti evidenze scientifiche in tema di nutrizione, salute e sostenibilità ambientale a metà-fine 2025.
Il position paper, pubblicato ad Agosto 2025 su Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases, nasce con l’obiettivo di unire tradizione e innovazione, proponendo un modello alimentare che tuteli la salute dell’uomo e quella del pianeta.
Tra le principali novità spiccano:
- L’esclusione dell’alcol (incluso il vino) dalla piramide, alla luce delle evidenze sui suoi effetti nocivi;
- L’attenzione alla sostenibilità ambientale, alla biodiversità e alla riduzione dello spreco alimentare;
- L’invito a uno stile di vita equilibrato, che comprenda idratazione adeguata, attività fisica, convivialità e buon riposo.
A parte rilevare che anche l’ultimo punto citato sopra non compete alla dieta, anche la sostenibilità ambientale e’ fattuale nulla consti sulla correlazione salute-dieta, sono due ambiti diversi (uno può mangiare zero carne e fare zero movimento, non è detto che la sua salute ne guadagni, la dieta è cosa diversa dalla pigrizia). Derivando un’ombra sinistra di propaganda nel messaggio mediatico annesso.

Ricordo poi alcuni dettagli intriganti : ad esempio che uno degli uomini più ricchi del mondo, il proprietario di META, Zuckerberg, addirittura si è fatto il suo allevamento di mucche alimentate in modo extra sano e addirittura massaggiate regolarmente, da cui derivare bistecche che lui divora voracemente (alla faccia della rinnovata piramide alimentare).
E senza dimenticare gli sforzi depopolativi deliberati emersi da parte di vari soggetti apicali, in primis dal Club di Roma, ovvero da parte di famiglie molto vicine agli ideali di Davos, tra cui il famosissimo report/position paper “The Limits to Growth”.

Curioso per altro rilevare che le stesse religioni fin dalla notte dei tempi (ebraismo) o anche più recentemente (islamismo, 622 d.C) predichino il divieto del consumo di determinate carni (suine). Divieto da vedere a specchio con il divieto invece di consumare carne bovina da parte degli induisti; mentre i cinesi mangiano qualsiasi cosa si muova, idem gli africani indigeni dell’Africa nera.
Certo, c’è da meditare su cotanta spinta mediatica in Occidente mirata a limitare il consumo di proteine animali, oggi.
Dopo il COVID, quando in un inverno dove le morti di influenza in Occidente praticamente sono sparite mentre sono esplose quelle di COVID, fattuale, e’ lecito avere dubbi.


Soprattutto ricordando che il preparato mRNA COVID iniettato a miliardi di persone soprattuto in occidente per una infermità che di fatto si è sostituita alla normale influenza non e’ stato testato se era cancerogeno, esponendo miliardi di persone ad un rischio concreto e reale di contrarre il cancro (che in media uccide circa, stima grossolana ma realistica, la metà delle persone che lo contraggono, statisticamente parlando).
In spregio ad ogni basilare principio di precauzione e andando pure contro i dettami emersi dal processo ai medici alla corte di Norimberga, processo istituito post WWII contro i nazisti e soprattutto contro gli ideali nazisti. Un rischio talidomide al cubo per intenderci, quello corso nel post covid.
MD
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Immagine: fonte citata, SINU






