Il blocco navale dell’Iran è un’altra carta di Trump.
Peccato che dopo il blocco navale, poi restano solo le bombe atomiche tattiche … Palese per altro che, dopo che Pechino ha annunciato pubblicamente, negli scorsi giorni, che fornirà nuove armi a Teheran, nessun aereo, nessuna nave, nessun convoglio dovrà più arrivare in Iran.
Cosi’ e’ stato deciso.

La Cina spedirà le armi via FedEx? O meglio, via DHL che è tedesca? Chissà…
In fondo, si tratta solo una azione di guerra, basta interpretare cosa sta succedendo con la testa di un militare e la situazione diventa chiarissima: oggi Teheran vuole bloccare Hormuz solo per le navi sue nemiche e non per quelle amiche ? Dunque verrà bloccato per tutti! Siamo All In…
In parallelo Erdogan, paese con l’esercito più grande del mediterraneo e dell’Europa allargata, medio Oriente incluso, dichiara bellamente di essere prossimo a dichiarare guerra ad Israele.

Non c’è che dire, una mezza dozzina di profezie si stanno avverando tutte assieme, contemporaneamente, compresa quella del grande monaco greco Paissios.
La verità è che il Reset sarà prima di tutto finanziario, la guerra è solo un orpello. La parte interessante in fondo sarà giusto scoprire come, in che modo, le elites di Davos, soprattutto in Europa, cercheranno di far pagare il conto dei loro disastri alla gente comune.
Per capire cosa sta succedendo riteniamo sia utile pensare come un militare. Dunque vi proponiamo quanto segue:

I prossimi passi della guerra con l’Iran (Cosa dovrebbe fare ora il presidente Donald J. Trump?)
Trump dovrebbe raddoppiare la “pace attraverso la forza” con pressioni militari, economiche e diplomatiche immediate e mirate, piuttosto che inseguire un altro round di colloqui senza fine che stanno solo facendo guadagnare tempo al regime iraniano e al suo arsenale di armi CCP.
Che ci piaccia o no questa guerra (e a me no), ciò che è bene per l’America è capire il modo migliore per arrivare alla vittoria.
Ammettiamolo, il regime non si arrenderà volontariamente alla sua “polizza assicurativa nucleare” né alla sua capacità di ricattare il mondo attraverso lo Stretto di Hormuz. Non succederà.
Ecco la mia prima opinione sui prossimi passi, basata sui fatti sul terreno in questo momento.
1. Rimanere assolutamente fermi e imperturbabili. Questo non è il momento di cedere. Applicare l’ultimatum con attacchi calibrati. Fare capire all’Iran, così come alla Cina e alla Corea del Nord e a qualsiasi altro attore malintenzionato, che le scadenze non sono suggerimenti. Hanno un significato e sono vincolanti.
2. Eseguire una campagna di massima pressione economica. Essenzialmente strangolare le entrate del regime. Ripristinare e ampliare le sanzioni secondarie contro chiunque acquisti petrolio iraniano o aiuti a eludere le restrizioni. La questione della riapertura dello Stretto di Hormuz è una guerra economica. Mantenere aperto lo Stretto con la presenza navale, se necessario, ma imporre richieste alle nazioni che ne trarranno il maggior beneficio di intensificare e fornire garanzie di sicurezza. L’economia iraniana è in difficoltà ora, quindi abbinare le sanzioni a messaggi pubblici che il sollievo arriverà solo dopo lo smantellamento verificabile delle armi nucleari e la cessazione del sostegno ai gruppi per procura. Questi gruppi non solo hanno attaccato Israele, ma hanno attaccato e ucciso/mutilato migliaia di americani nel corso dei decenni. Affamare l’IRGC e i mullah, non sovvenzionarli come hanno fatto le precedenti amministrazioni.
3. Eseguire una campagna di contro-informazione strategica amplificando il sostegno al popolo iraniano. Il cambio di regime dall’interno è la partita a lungo termine (ammettiamolo, signor POTUS, non c’è stato ancora alcun cambio di regime efficace). Tuttavia, ci sono chiare crepe nel regime. Diffondere che gli Stati Uniti stanno dalla parte degli iraniani che vogliono abbandonare la teocrazia, e non dei successori del leader supremo. Non ci saranno “truppe statunitensi sul terreno”. Invece, applicare intelligentemente l’asimmetria e gli aspetti ibridi della guerra (ad esempio, operazioni informative, supporto informatico, sostenere saggiamente le voci dell’opposizione, ecc). La storia dimostra che i regimi autoritari crollano quando le loro stesse popolazioni si rivoltano contro di loro. Questa non è la costruzione della nazione neoconservatrice, ma l’utilizzo della soft power americana dove funziona.
4. Iniziare l’isolamento diplomatico, invece di impegnarsi in colloqui senza fine.
Lavorare sui partenariati e le alleanze che contano (alcuni in Asia non hanno altra scelta a causa delle esigenze energetiche). Molti di questi partner vogliono comunque contenere l’Iran. Che ci piaccia o no, anche i giocatori riluttanti in Europa devono essere coinvolti. Utilizzare i canali clandestini solo se l’Iran mostra un reale movimento. Niente più “quadri” o piani in 10 punti che fanno guadagnare tempo al regime. Non hanno funzionato in Ucraina, non funzioneranno sicuramente con l’Iran. Gli Stati Uniti hanno una grande leva (superiorità militare, indipendenza energetica e forti alleanze), mentre l’Iran non ne ha, tranne che per una breve interruzione.Signor Trump, lei l’ha già detto, loro non hanno “carte”. Agisca di conseguenza. Questo non è guerrafondaismo, è realismo.
L’approccio delle carote della JCPOA [con Obama, nota di redazione] è stato uno spettacolare fallimento. L’Iran si è arricchito più vicino al grado di armi nucleari mentre intascava miliardi di dollari statunitensi in contanti. La campagna di pressione del primo mandato di Trump li ha portati al tavolo prima. Ora, dopo gli attacchi, e con una nuova tregua rotta da parte loro, esitare invita solo a più attacchi alle navi, ai proxy e, infine, a un destino nucleare.
Istinti del presidente Trump finora (proiettare forza, stabilire termini chiari e non negoziare con la debolezza). Seguire con decisione e l’Iran cederà o crollerà. L’alternativa è più colloqui mentre si ricostruiscono. È così che siamo arrivati qui in primo luogo.
Come lei ha detto, signor Presidente, gli Stati Uniti vincono in ogni caso. È ora di renderlo evidente.
Lt. Michael T. Flynn (12th April 2026)
Come capite , falliti i colloqui di pace, la politica continua con altri mezzi (le armi)(Von Clausewitz docet).
Quello che andrà ben recepito invece è che siamo arrivati a questo punto perché nessuno voleva mollare; o che tutti pensavano di vincere. O piuttosto che quello che avrebbero perso a non arrivare allo scontro armato sarebbe stato ben più grande di una guerra combattuta da altri, dal popolo ad esempio, rispetto alle elites che da sempre tali guerre innescano (per loro interessi, soprattutto in Europa, da mille anni). Così nascono le guerre vere, grandi, mondiali.
Noi non siamo preoccupati, per vostra informazione: infatti l’errore più grande che si può fare è pensare – oggi – che prima andasse tutto bene, invece era il perfetto contrario (per chi non è un don Rodrigo). Non si poteva continuare con l’andazzo precedente, abbiamo il coraggio di dirlo!
Chiaro, le elites di Davos sono superate, dunque solo questione di tempo prima che vengano travolte e cancellate dalla storia. Visto però che, tranne che in USA ed in Russia, queste ancora comandano le danze, si fa fatica a raggiungere il fine che il progresso umano necessita: arrivare alla meritocrazia come sistema, cancellando i privilegi secolari.
Ci si sta lavorando.
MD






