Il problema dell’Iran è come al solito quello di avere delle elites ideologiche al potere lontane dalle volontà della propria popolazione: il grande paese ariano del medio oriente, ex Impero, è infatti ricchissimo. Ma come il Venezuela, a seguire le tragiche ricette di Davos, ossia anche della Cina sua alleata, è finito in miseria.
Come è possibile, appunto, che due tra i paesi più ricchi del mondo abbiano una società così polarizzata ed ideologica lontana ai bisogni del popolo, a Caracas e Teheran? Con una ristrettissima cupola ricchissima e potentissima e la stragrande maggioranza della popolazione in miseria? In un paese ricchissimo di risorse primarie….
Vi ricorda qualcosa?
Appunto, il regime collettivista, di cui Davos è solo il suo ultimo simbolo, prima era il nazismo, fa tali “miracoli al contrario“: mette alla fame la stragrande maggioranza della popolazione nonostante un paese stra-ricco, creando però una casta ricchissima.
Successe precisamente lo stesso in sud America: una volta che arrivarono là i nazisti fuggiti dall’Europa dopo aver perso la WWII successe precisamente lo stesso, i nazisti emigrati trasformarono in peggio il sud America. Da un cono sud ricchissimo durante la guerra e pure prima, si passò come per magia ad un in miseria nei decenni successivi, miseria che dura fino ad oggi. In tale frangente si insediò al comando dei vari paesi sudamericani una cupola ristretta e e ricchissima; avendo come contraltare una gran massa di poveri, i loro sottoposti.
Anche grandi famiglie italiane filo-naziste scapparono in Argentina, per salvare i propri patrimoni accumulati durante la guerra; poi dopo Maastricht tornarono in Italia “riprendendosi” le loro fabbriche, con la sinistra pro-EU al potere, che caso.,..
A pensarci bene è la stessa cosa che sta capitando oggi, più lentamente, in EU: i drivers sono precisamente gli stessi, pochi ricchi ed una gran massa di popolazione sempre meno ricca, con l’aggiunta di simil-schiavi immigrati per volere della cupola di Davos (…)..
Non a caso succede lo stesso in Venezuela ed Iran: oggi una gran massa di poveri ed una elite al comando ridottissima ma ricchissima, legata a Davos, ovvero ai soliti collettivisti oligarchici.
Capite?
Solo avendo chiaro il contesto, si può analizzare l’intervento USA in Iran, di stamane: Teheran, gli Ayatollah, volevano e vogliono produrre uranio arricchito per motivi geopolitici, per fare bombe con cui ricattare il mondo. Appunto, a che serve tale uranio arricchito? Solo – e ripeto “SOLO” – per produrre bombe atomiche, nulla altro.
Dunque vi domando: ritenete che tale pulsione ideologica iraniana, ossia ariana, pro-bomba porterà la pace nel mondo? Parlo di un popolo, quello iraniano-ariano, che MAI condannò le gesta di Hitler, popolo autodefinitosi ariano per altro: pensate sia nel vostro interesse che tale paese con a capo una cupola vicina a Davos possa avere una bomba atomica?
Pensate sia giusto nei confronti dei vostri figli?
Lasciamo stare le considerazioni antisemite al contorno che purtroppo abbondano in rete, sappiate che chi vi scrive si è contrapposto fermamente e pubblicamente con Israele per le sue derive disumane a Gaza e Rafah, prendendosi pesanti critiche. Ma senza indietreggiare di un passo.
Ciò non toglie però, da un parte, che comunque resti non ammissibile dare la bomba atomica ad un popolo ariano tanto vicino ancora oggi agli ideali del nazismo, quanto meno nella sua cupola (ecco perchè preghiamo per un cambio di regime in Iran, non per la guerra!). Dall’altra, continuiamo a pensare con tristezza alla popolazione iraniana, che nella stragrande maggioranza dei casi non è interessata a questioni ideologiche ma giusto ad avere un minimo di benessere e soprattutto di futuro per se e per le proprie discendenze.
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All in all, resti che non riteniamo sia pro-pace permettere ad un siffatto regime teocratico di avere la bomba atomica.
Ricordiamo infatti che il regime dello Shah era in procinto decenni fa di avere tale bomba atomica. E nessuno creava problemi in Occidente perchè NON si trattava di un regime ideologico e/o teologico.
Viceversa con gli Ayatollah la stessa cosa diventa inaccettabile. Come capite siamo d’accordo con l’azione USA, per le ragioni sopra esposte.
Infatti, al di fuori di quanto sostengono altri siti più o meno dichiaratamente anti-semiti, gli USA a nome dell’Occidente hanno chiesto come condizione per evitare l’attacco a Teheran di rinunciare all’uranio impoverito, ossia alle bombe atomiche.
La risposta ariana/iraniana è stata no. Dunque abbiamo la guerra. Inevitabile. Cartesiano.
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Si scalda l’area Orientale
Parimenti va sottolineato che, contemporaneamente all’attacco USA a Teheran, il Pakistan ha attaccato l’Afghanistan. Non è un caso.
Sapete infatti cosa significa? Che Kabul è stata attaccata dal Pakistan in quanto detto Pakistan è dalla sua nascita una creazione di Davos, ossia di Londra, alleata di Parigi nell’Entente cordiale fin da Sant’Elena (il Pakistan è uno stato creato in provetta da Londra per seminare zizzania nell’area quando l’Impero britannico perse la perla della Corona, l’India, classico “dividi et impera”); e oggi preoccupata a morte per la presa di potere americana nell’area del quadrante petrolifero.
Oggi Davos incredibilmente associata alla Cina di Xi, in uno sforzo geostratregico globalista di rovesciare Washington, sta combattendo più o meno apertamente gli USA, spero lo abbiate inteso. Per inciso, che Starmer entri oggi in guerra con l’Iran significa solo che vuole prendersi una fetta di potere e di spazio che non le spetta: Londra è davvero disperata!
Solo alla fine di cotante elucubrazioni arriviamo a chiedervi: e voi che leggete, siete voi per caso pro-atomica agli Ariani di Teheran? Sappiate solo che ciò significherebbe una guerra mondiale nucleare, spero lo abbiate capito: per caso avete parlato di ciò coi vostri figli?
Infatti, si sa, le guerre capitano sempre quando c’è un contendente che pensa di vincere. Oggi Davos pensa di vincere, dunque si va alla guerra, con gli USA.
Ma noi vorremmo evitarla, la guerra mondiale nucleare.
Sebbene notiamo ad esempio in rete troppa gente senza successione di sangue che invece spinge per la guerra nucleare globale, tifando per l’atomica a Teheran.
Noi la pensiamo diversamente, noi invece vogliamo la pace, “si vis pacem, para bellum“.
Ognuno si faccia la propria idea, ma solo tenendo ben presenti non solo gli interessi, ma prima di tutto la sopravvivenza propria e delle prossime generazioni, consiglio.
A dirla tutta oggi Washington sta in qualche modo terminando un lavoro lasciato in sospeso da troppo tempo: si sta chiudendo la parentesi della guerra civile americana scatenata con il contributo dei colonialisti europei. Che mai hanno accettato che l’America non solo non sia diventata loro colonia; ma che addirittura gli abbia sfidati nel potere globale, vincendo.
Noi da veri anticolonialisti – encore – non possiamo che stare con chi combatte il sopruso coloniale. La guerra all’Iran purtroppo resta un passaggio fondamentale di tale processo decolonizzativo.
MD

