Non facciamo una colpa agli italiani che troppo spesso non intendono gli eventi, dicendo nel caso fesserie crasse, “il popolo più analfabeta“, con “la borghesia più ignorante d’Europa” come magistralmente ebbe a dire quel gran genio di Pier Paolo Pasolini ne “La ricotta“, via Orson Welles che interpretava se stesso.
Sappiamo infatti che l’educazione scolastica italiana punta prima di tutto ad indottrinare il giovane cittadino, per insegnargli ad abbassare la testa onde evitare di scombussolare i piani di chi sta in alto; ovvero non insegnando nel senso stretto della parola specialmente la storia contemporanea degli ultimi 100 anni. Ecco perchè prima e seconda guerra mondiale non vengono spiegate a scuola pubblica se non molto supeficialmente, onde evitare alle nuove generazioni di comprendere l’ammontare di menzogne che da troppo tempo vengono inculcate.
I giornalisti sono infatti l’altra gamba della disinformazione sistemica da cui gli Italiani stoltamente si abbeverano: quello che vedete in TV non sono i fatti, ma le interpretazioni date dai giornalisti. Una propaganda continua atta a confondere gli ascoltatori non formati, via indirizzi degli editori: si sa, la gente confusa agisce in modo anche contrario ai propri interessi, gli Italiani soprattutto, soggetti dal genio innato che cercano pavlonianamente di colmare i gap informativi che sapientemente gli vengono imposti da una stampa che da sempre fa propaganda. Il triste risultato, in realtà calcolato, è per la plebe di fare danno a se stessa…
Basti ricordare il caso di Renato Mieli, uno dei fondatori dell’Agenzia Ansa, fu Agenzia Stefani del fascismo: venne fuori dai documenti desecretati di Kew Gardens (come magistralmente spiegato da Fasanella, Ceregnino et al., “Fumo di Londra”; Chiareletere) che il suddetto era anche e soprattutto il famoso colonnello Ralph Merrill, legato ai britannici (suo figlio, Paolo Mieli, è stato direttore del Corriere della Sera ed oggi divulgatore di storia in TV, che caso). Al colonnello Merrill bisognerebbe aggiungere le decine se non le centinaia di soggetti che lavorano oggi nei media grazie a collegamenti familiari, potremmo chiamarlo anche familismo amorale nel giornalismo se volete, che va di pari passo a quello nella politica e nella magistratura, a difesa dei privilegi famigliari da tramandare (…).
Questa premessa è necessaria per poter spiegare quanto sta accadendo oggi, davanti ai vostri oggi; ma che nessuno vuole spiegarvi a dovere. Anche perchè il mondo non sarà mai più come prima, dopo il COVID…


L’evoluzione della fantozziana ipotesi fatta circolare ad arte dai giornali di Davos in Italiano, ipotesi completamente inventata di “cattura negoziata” di Maduro, per “normalizzare” mediaticamente l’evento. In realtà nessun accordo: Maduro è stato “venduto” dai suoi e finirà a GITMO o amenità simili fino alla fine dei suoi giorni, facendo capire urbi et orbi che fine faranno le V. colonne di Davos in giro per il mondo quando gli USA faranno sul serio nei vari Paesi…
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Il nuovo mondo, dopo il COVID
Siamo innanzi ad una redistribuzione di potere come se ne vedono non solo ogni 100 o 200 anni. Ma addirittura 500 anni, visto che i poteri veterocoloniali europei stanno (finalmente) sparendo.
Il mondo dei prossimi 100 anni non vedrà più l’Europa ladra di risorse come protagonista, quella coloniale; ma altri valori, la meritocrazia su tutti; ovvero la capacità di creare valore, sviluppo sociale e materiale. Valori tangibili, opposti a quelli del ladrocinio coloniale che ci ha accompagnato di fatto per 500 anni, dalla scoperta dell’America. Che poi fu prima di tutto la nascita delle religioni protestanti, strumento usato dai babilonesi nascosti tra noi per prendere più potere possibile. E per costruire a loro immagine e somiglianza – violenta – gli Imperi appunto coloniali, ovvero le nostre società.
Oggi che l’Europa affonda e verrà spartita, per propria colpa (è stato errore grossolano permettere a delle elites incapaci di fare cotanti danni, per così tanto tempo, andavano messi i migliori al comando, non i più ubbidienti) stanno nascendo nuovi potentati e nuovi equilibri, a cui dovremo abituarci.
Da una parte gli USA che, fallito il tentativo europeo di colonizzarli con massonerie deviate e attacchi socio economici, non ultimo quello coi migranti e con le droghe, prendono una loro strada indipendente dal vecchio Continente.
Per fare questo gli USA si alleano oggi con la Russia, vecchio amico americano visto che l’Alaska venne concessa all’America proprio per evitare di darla a Londra, dopo una guerra di logoramento inglese in veste anti-russa durata decenni; ossia per evitare di aggregarla alla colonia londinese targata casato Hannnover che si chiamava e si chiama Canada (Mark Carney presidente Canadese, prima a capo della Bank of England, dice molto).
Da secoli Londra vuole infatti spartirsi le risorse della Grande Russia, per mantenere vivi i propri privilegi coloniali ed elitari; ma fallendo sempre, oggi a maggior ragione con Washington e Mosca alleate.

Le elites fiorentine, che insegnarono al mondo il collettivismo oligarchico, sono oggi le stesse dei tempi della scoperta dell’America…
Da ciò capite che la fine della guerra in Ucraina imposta da Mosca e Washington, guerra invece bramata da Londra e Parigi, rappresenta a termine l’inevitabile debacle del vecchio impero europeo in pectore (da Sant’Elena, le due capitali europee affacciate l’una all’altra sulla Manica sono alleate, un puntello reciproco: a Yalta si presentarono in due tra i vincitori giusto per raddoppiare il loro peso in realtà inesistente, partendo da Versailles dove vennero esclusi i terzi incomodi come l’Italia).
Addirittura la prima guerra mondiale fu una carneficina combattuta da perfetti sconosciuti; ma – si sa- organizzata da gente che si comosceva benissimo, visto che Giorgio V, il Kaiser e lo Zar erano cugini, con la comune radice della Regina Vittoria della casata tedesca Hannover.
Di più, il nazismo era la vera fede della monarchia inglese con Edoardo VIII, dichiaratamente nazista; che venne deposto da Sir Winston Spencer Churchill, imposto dagli americani come Premier a Londra come condizione per l’aiuto militare USA (Sir Spencer era mezzo americano, di madre; tantò che nel 1963 il presidente John F. Kennedy gli conferì la cittadinanza onoraria degli Stati Uniti [la prima nella storia concessa a una persona in vita, tramite atto del Congresso]).
Poi Sir Spencer-Churchill fece “pulizia” dei pro-nazi alla corte inglese più che britannica, vedasi fatti/incidente di Ostenda.
Va infatti notato che le tradizioni nobiliari della famiglia di Sir Winston Spencer-Churchill datano in larga parte prima di Enrico VIII (regno 1509-1547); ossia sono cattoliche. La famiglia paterna dei Churchill ha radici medievali che precedono Enrico VIII, mentre il ramo Spencer (da cui deriva il doppio cognome Spencer-Churchill) emerge come nobiltà titolata intorno all’epoca di Enrico VIII, ma con discendenze da linee nobiliari più antiche attraverso matrimoni.
Di fatto Sir Winston Spencer Churchill, questo il nome corretto, venne chiamato al potere per combattere il nazismo, non per fare “appeasement” come successe col predecessore, Premier Chamberlain, vicino all’ala fedele a Re Edoardo VIII filo-nazista, da cui l’epilogo pro-Hitler in realtà pianificato dalla Corte inglese che ai tempi contava nella conferenza di Monaco del 1938.
Il risultato finale, con Sir Spencer-Churchill, vincente fu l’inizio della fine degli imperi coloniali Europei.
La genesi dell’alleanza di interesse Londra-Parigi, Entente Cordiale del 1904 era funzonale a mantenere la presa sulle colonie storiche dei due paesi veterocoloniali contro i voleri dei nascenti Stati Uniti. USA che, essendosi sotratti alla coloniazzazione europea – ed essendo ricchissimi di risorse primarie – avevano ed hanno nel DNA la decolonizzazione; da sostituire con protettorati con il dollaro come moneta di scambio delle merci, ma NON come moneta del Protettorato (…).
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Tornado ai giorni nostri, Maduro sta cadendo, come previsto dal generale Lt. Gen. Michael T. Flynn solo alcuni giorni fa, primo di una serie di soggetti nemici degli USA neutralizzati, precisissima previsione.
Maduro aveva infatti funzione duplice: supportare gostrategicamente gli Europei e la Cina in sud America, ossia anche e soprattutto la Pechino alleata dell’EU in veste anti-USA; facendo esportare negli States immigrati-terroristi come Tren d’Aragua. E facilitando il flusso di droghe letali in USA, in realtà veleni più potenti di quello del mamba nero mescolato alle droghe tradizionali come si faceva ai tempi con la stricnina, il fentanyl (la sera prima di essere arrestato il presidente venezuelano Maduro aveva siglato numerosi accordi strategici con Pechino, col suo ambasciatore a fargli visita per la firma).
Di fatto Maduro è stato l’agente destabilizzatore principe anti-USA nel sud America. Fino a ieri.
La stessa funzione che ebbero ad esempio i governanti filo-francesi e filo-tedeschi in Messico ai tempi di Pancho Villa e pure prima, ad esempio con il dittatore Porfirio Diaz (e poi del suo collaboratore e poi successore Huerta) assieme al suo fido ministro Yves Limantour, fuggiti entrambi con sacchi di argento e oro a Parigi (per l’Europa guglielmina evitare il coinvolgimento USA nella WWI fu una costante, poi diventato un fallimento, vedasi Zimmermann Telegram).
Chiaro dunque che oggi Russia e USA hanno nell’EUropa veterocoloniale il loro vero nemico, da neutralizzare.
Per fare questo è ormai palese che basta negare la guerra mondiale in Ucraina; poi col tempo l’EU crollerà sotto il peso delle proprie immani ambizioni (su tutti di Londra e Parigi), affossata dall’assenza dal backup dato dalle risorse primarie necessarie per mantenere gli scandalosi privilegi di una classe dirigente europea sempre più inetta e corrotta.
Chiaramente tali nobilità europee di fatto, elites attuali, in assenza di risorse dovranno fare – come stanno già facendo – il sacco dei beni delle ricchezze della gente comune in Europa, spiegando così la genesi del piano del WEF.
Reset 2030, “Avrete nulla e sarete felici“, folli politiche Green, con geoingegneria a supporto per scaldare l’atmosfera in primis europea con insufflazione di aerosol solforati in alta troposfera. A breve giro anche con il tragico euro digitale “a scadenza programmata” ecc.. (mentre le elites vi avranno sottratto tutto). Assieme a depopolazione locale indotta da virus e vaccini non testati se sono cancerogeni (ad esempio quello mRNA COVID da somministrare soprattutto a cinquantenni e pensionati, vi ricordate?), ma utilissimi per salvare le casse previdenziali europee (unitamente ad immigrazioni senza senso di gente senza arte nè parte da far lavorare come schiavi per quattro spiccioli), sulla falsa riga di quanto successe nella WWI e soprattutto nel post guerra.
Il fine è sempre lo stesso: sottrarre alla gente quello che lascia indietro morendo, peccato che la morte sia diciamo pianificata da quelli che un tempo chiamavamo nazisti, in buona parte oggi loro nipoti purtroppo.
Ora che Russia ed USA negano all’unisono la guerra Ucraina in Europa, beh, gli imperi coloniali poi finiscono, sono destinati a finire, è tutto sotto i nostri occhi!
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La Cina, il terzo incomodo
Sappiate che già nel 1933 la Germania era alleata di Pechino, vedendo correttamente (da Berlino) il gigante cinese come necessario per sfidare globalmente gli USA. Peccato che una mossa brillante di F.D. Roosevelt, nel 1934, fece crollare il regime cinese dei Kai Shek, con un artifizio: la rivalutazione dell’oro negli States, che si portò dietro la rivalutazione dell’argento su cui l’Impero Celeste basava la propria valuta.
Ciò causò il decollo dei prezzi delle merci e delle produzioni cinesi mandandole fuori mercato, in forza di un argento più che raddoppiato di prezzo: la conseguenza fu una recessione profondissima nell’ex Impero Celeste ed una conseguente stampa di moneta senza backup fisico. Da cui inflazione monetaria galoppante, la peggiore per un paese densamente popolato. E scontento popolare annesso, che causò la rivoluzione di Mao portando alla cacciata dei Kai Shek che si rifugiarono a Formosa, l’attuale Taiwan.
Un dettaglio però è essenziale per comprendere il presente: la persona che fu mandata da Berlino in Cina per costruire l’alleanza tra i due paesi, in un periodo che vide un tumultuoso sviluppo cinese grazie all’impulso tedesco (un po’ come successo negli ultimi 25 anni), fu prima di tutti il generale tedesco Alexander von Falkenhausen.
Nel 1930, von Falkenhausen si ritirò dal servizio militare attivo ed andò in Cina per servire come consulente militare di Chiang Kai-Shek. Nel 1937, nel mezzo della crisi causata dalla rivalutazione dell’argento indotta da F.D. Roosevelt, la Germania nazista dovette modificare le sue allenze in loco, guardando all’Impero del Giappone, che a quel punto aveva lanciato una guerra contro la Repubblica di Cina indebolita dalla recessione indotta dal’argento rivalutato durante la Seconda Guerra Sino-Giapponese, come parte della cooperazione sino-tedesca per riformare l’esercito cinese.
Come gesto di buona volontà verso il Giappone, la Germania riconobbe lo stato fantoccio giapponese del Manchukuo e ritirò il sostegno tedesco alla Cina, costringendo Falkenhausen a dimettersi dal suo ruolo di consulente minacciando di far punire la sua famiglia in Germania per tradimento. Dopo una breve cena d’addio con la famiglia di Chiang Kai-Shek, Falkenhausen promise a Chiang Kai-Shek che non avrebbe mai rivelato ai giapponesi i piani di battaglia che gli aveva insegnato.
Secondo alcune fonti (specialmente da parte dei comunisti cinesi alla fine degli anni ’30), Falkenhausen mantenne i contatti con Chiang Kai-Shek dopo il suo ritorno in Germania e occasionalmente inviava articoli di lusso europei e cibo alla famiglia di Chiang e ai suoi ufficiali.
Dato fattuale in ogni caso è che durante il suo 72° compleanno nel 1950, dopo la guerra persa dai nazisti, von Falkenhausen ricevette un assegno di un milione di dollari da Chiang Kai-Shek come regalo di compleanno e una nota personale che lo dichiarava un “Amico della Cina“.
Spero capiate così la genesi dell’alleanza strategica Cina – Germania di oggi, che ha radici lontane.
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All’Alba di nuovi equilibri globali
Ora, andiamo al dopo: una guerra mondiale “a pezzi”.
Caduto Maduro, cade il primo pilastro della Cina in termini di accesso al petrolio.
Perchè i due fornitori di petrolio di Pechino, si sa, sono Caracas e Teheran. Ora che Caracas cade, gli Italiani torneranno per altro in auge, mettendo da parte gli spagnoli di norma vicini alla Spagna filo EUropa, proprio come successo in Argentina con Milei (…).
A parte prevedere una certa forma di esautorazione politica apicale di fatto in Mexico, dove la presidente Claudia Sheinbaum (vicina ai narcos, secondo fonti dell’opposizione parlamentare messicana) ha di fatto le stesse radici babilonesi europee di coloro che furono, di fatto, del padrino del boia nazista H. Himmler (Wittelsbach, votanti dei Windsor tedeschi, visto anche che i WIndson sono un nome inventato, in realtà sono tedeschi, Hannover), possiamo azzardare che tutto il centro America seguirà le norme USA impostate da Trump per i prossimi 20 anni, come fatto da Noboa in Ecuador.
Dunque, svolta in vista anche in Brasile, dove riteniamo la fazione al governo pro Davos abbia i giorni contati (in Colombia, il presidente Petro sembrerebbe avere egualmente un destino infausto innanzi a se).
Ciò libererà inevitabilmente benessere per la popolazione locale, a supporto delle mire trumpiana; epilogo socio-economico opposto rispetto ai piani storici di Davos, che passano SEMPRE per una elites ricchissima con il resto della popolazione in povertà (un dividi et impera sociale, via Don Rodrigo locali per il controllo del dissenso, epilogo nichilista a cui Trump non è interessato).
Ma la partita più importante si giocherà prossimamente a Teheran con la caduta del regime sciita storicamente vicino a Berlino ed in parte anche a Parigi (Khomeini si rifugiò nella capitale francese, arrivando a Teheran con un volo Air France dopo la caduta dello Scià); stante il fatto che Russia ed USA dall’incontro di Anchorage del 2025 sono allineate. Con il fine di “regolare” Pechino, che senza petrolio vede terminare il suo sogno di dominio.
(Oggi questo intervento particolarmente delicato servirà come bussola per l’intero 2026)
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Dopo Maduro: se Teheran cade Pechino perderà l’accesso al petrolio
E se tale evento dovesse accadere, ci saranno conseguenze molto importanti per Pechino.
La prima conseguenza: la Cina si troverebbe costretta a dichiarare una guerra per le risorse che non ha, a supporto delle proprie smisurate ambizioni globali. Notate per altro che la situazione geostrategica cinese, ambizioni, privilegi delle elites politiche ed assenza di risorse primarie a supporto, la costingeranno a ricalcare perfettamente le orme dei fu imperi veterocoloniali europei; ecco perchè Davos trova in Xi un suo alleato naturale. Vedremo di seguito le varianti possibili.
La seconda conseguenza, che può anche essere parallela alla prima: invece di fare guerra, la Cina procederà ad una rivoluzione tecnologica, ad esempio negando l’uso del petrolio; ovvero mettendo sul mercato tecnologie innovative di generazione energetica (…).
Sui due punti precedenti riteniamo che la prima opzione sarà devastante per Pechino; mentre la seconda sarebbe invece virtuosa per i cinesi tutti, ma scombussolerebbe comunque il mondo intero per come lo conosciamo oggi (ad esempio, energia a basso costo per tutti, con tecnologie tenute nascoste per anni?). Ben sapendo che ogni grande rivoluzione tecnologica si porta dietro una grande guerra.
La terza conseguenza è invece un’alternativa alla prima: il piano di Xi in unione d’intenti all’EU fallisce con cambio di dirigenza a Pechino, la Cina entra nel caos, l’inflazione esplode. E dunque arriva un nuovo Mao a fermare lo sviluppo cinese, come l’altra volta (…). A meno di un tradimento cinese a Davos, sempre possibile in casi simili, vista la posta in gioco.
Sulla prima possibile conseguenza citata sopra ci permettiamo di proporre di seguito alcune varianti, in termini di guerra mossa da Pechino per evitare di essere travolta dall’assenza di materie prime cruciali.
La prima opzione per Xi sarebbe attaccare Taiwan; ma ciò si tradurrebbe inevitabilmente in un disastro cinese, motivi militari di cui preferiamo non discutere (…). In tale contesto Trump sta velocizzando a dismisura il trasferimento di tecnologia in USA dall’isola ex Formosa; certamente – dunque – Xi deve fare in fretta: poi senza i chips di TSM l’isola chiamata Taiwan diventerà ridondante, solo un totem di propaganda per salvare Xi, inutile in termini economici.
L’altra opzione cinese potrebbe essere muovere guerre di conquista in Asia, dove i cinesi sono molto più temuti che amati (lo stesso che in Russia, dove i confini est rispetto a Mosca sono da sempre oggetto di scorribande cinesi): in tale contesto Tokyo è e resterà fedele alleato USA, baluardo anti-cinese nella regione, con supporto USA.
L’ultima alternativa cinese sarà quella di muovere guerre di conquista in Africa, seguendo in modo speculare quanto fatto dai colonialisti inglesi e francesi negli scorsi secoli: anche in tale caso l’Occidente americano, a cui l’Italia inevitabilmete apparterrà, avrà buon gioco a distruggerre le ambizioni cinesi, limitando la penetrazione cinese grazie ad azioni di guerriglia economica, mediatica e – perchè no – anche militare (…).
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In ultimo, non possiamo esimerci dall’enunciare una possibile extrema ratio, per evitare la guerra mondiale desiderata da Davos, magari a causa di un mix tra innovazione tecnologica cinese che crei caos globale e necessità di evitare guerre mondiali nucleari tra competitors: annunciare – ad esempio durante il campionato mondiale di calcio in USA – l’arrivo dell’alieno. Il caos sarebbe assicurato, ma la colpa della rivoluzione socieconomica annessa ricadrebbe nel caso lontano dai responsabili, i soliti noti.
MD







