Tiziano Gastaldi, medico reumatologo Svizzero ed Italiano, grande esperto di ozonoterapia per altro, ci ha pregiato di un suo succinto intervento. Lui, stufo di leggere corbellerie in rete, ha voluto fare il punto per la nostra redazione, per quanto al titolo.
Con la sua espressa autorizzazione pubblichiamo dunque la sua puntualizzazione sui virus e su come agiscono una volta entrati nel corpo, le basi. Ad utilità di tutti, per capire. Merce rara trovare qualcuno che vuole dare gli strumenti al lettore per capire, in relativa autonomia, sebbene si parli davvero di basi, spiegazione molto succinta ma densa di significati assolutamente non scontati.
Capirete che l’approccio è da fisico oltre che da medico.
Pensiamo sia utile pubblicarlo.
Buona lettura
MD
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Virus, infezioni e prioni: le basi
Di Tiziano Gastaldi : “Spiegone… anche per Weinstein…” – 27.8.2025
1.Virus: particelle inerti, non esseri viventi
Un virus non è un organismo vivente:
non mangia,
non respira,
non produce energia,
non decide,
non si replica.
La definizione di “replicazione virale” è concettualmente sbagliata: il virus non si replica da sé, ma viene replicato dalla cellula che infetta. È la cellula a mettere a disposizione energia, enzimi e materiali. Il virus è solo un vettore di informazione: un involucro proteico, spesso lipidico, che racchiude acido nucleico.
Il virus, dunque, non agisce: viene agito. Non è soggetto, ma oggetto di un processo.
2. Il trasporto e l’ingresso: questione elettrostatica
Il virus, come il pulviscolo, non si sposta di sua iniziativa: viene trasportato dall’aria, dai fluidi, dal contatto. La sua capacità di aderire e penetrare nella cellula dipende dalle forze elettrostatiche:
la superficie virale porta domini carichi positivamente;
la membrana cellulare è ricca di cariche negative;
l’attrazione fra opposti stabilisce il primo legame.
Il tropismo virale (cioè la preferenza per un certo tipo di cellula) non è solo determinato da recettori proteici complementari, ma anche da leggi fisiche di coerenza: domini elettromagnetici che orientano le interazioni.
3. La guerra fuori, non dentro
Se il virus ha già varcato la barriera cellulare, la battaglia è persa: la cellula lo replicherà.
La logica corretta è dunque: la guerra va cominciata fuori, non dentro.
Questo significa:
agire sull’aria che respiriamo (ventilazione, filtrazione, deionizzazione),
neutralizzare i virus e gli allergeni sospesi prima che entrino in contatto con le mucose,
rendere inerti le particelle cariche, deionizzandole.
Un virus deionizzato non può legarsi alla cellula: diventa un granello senza potere biologico.
4. Gli allergeni come prova parallela
Pollini, polveri sottili, micotossine: anche questi agiscono grazie alle cariche superficiali e alla capacità di legarsi alle mucose. Se neutralizzati in aria, perdono potere irritante.
Il principio è lo stesso: se blocco la carica fuori, evito la cascata patologica dentro.
5. I prioni: la smentita del dogma genetico
Secondo la virologia classica, il virus è essenzialmente “un pezzo di codice genetico” che usa la cellula.
Ma i prioni dimostrano che questa visione è insufficiente.
Un prione è solo una proteina malripiegata.
Non possiede né DNA né RNA.
È comunque trasmissibile e patogeno.
La sua informazione è conformazionale, non genetica: induce altre proteine a piegarsi nello stesso modo.
Il prione è la prova vivente (anzi, non-vivente) che la trasmissione biologica non passa necessariamente per un genoma. Esistono forme di informazione puramente fisico-strutturali e frequenziali.
6. Frequenze e domini di coerenza
La biologia ridotta al “gene” è cieca davanti alla fisica dei sistemi viventi.
Le cellule e le macromolecole non sono solo sequenze chimiche, ma oscillatori coerenti.
L’acqua organizza domini di coerenza elettromagnetica.
Le proteine interagiscono come risonatori.
Le particelle (virus e prioni inclusi) agiscono come strutture risonanti più che come entità “genetiche”.
La vita non è solo trascrizione e traduzione di DNA: è interazione di frequenze, campi e coerenze.
7. Conclusione
Se i virus vengono trasportati come polvere, se entrano grazie a cariche, se vengono replicati dalla cellula e non “si replicano”, e se i prioni dimostrano che l’informazione non è solo genetica ma anche conformazionale e frequenziale, allora il dogma virologico crolla.
La scienza ufficiale, prigioniera della riduzione genetica, ignora la dimensione fisico-coerente dei processi biologici.
E con questo si dimostra quanto sono limitate le interpretazioni dei virologi.
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Bibliografia
Gastaldi, T. (2024). Un mondo diverso. Edizioni Vallescrivia.
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