Malta pone il veto alle spese per l’“Operazione Irini” e si ritira dalla “missione navale” europea: una rivolta contro l’UE (e la Francia)

Il Governo Maltese ha informato l’UE che non collaborerà più con l’”Operazione Irini”, che ha l’obbiettivo di fermare le forniture di armi turche al GNA libico (Al Serraj)

Redazione: Con l’Italia ridotta a campo di battaglia di tutte le potenze straniere, sembra quasi che il mondo intorno a noi si sia fermato e che qualsiasi altra vicenda sia d’importanza minore.

Non è così. La storia che raccontiamo sembra poco importante forse perché riguarda un piccolo Paese.

Ma è un Paese al centro del Mediterraneo e sede d’intrighi internazionali (le vicende di Daphne Caruana Galizia, i Panama Papers, gli agganci con oscure vicende anche italiane, la fiscalità di favore, i passaporti in vendita al miglior offerente …).

Soprattutto, è una base perfetta per chi volesse ficcare il naso nel Mediterraneo.

Quest’isola, questo Paese, si è ribellato. L’Unione Europea cosa diavolo è? E’ un’Unione, d’accordo, ma di che cosa?

Come può finir bene, questa storia, se un Paese membro UE, per risolvere il problema che l’affligge (immigrazione), deve appoggiarsi alla Turchia, nemica giurata del mondo greco, anch’esso parte integrante della stessa Unione?

“Il Re è nudo”, ha gridato Malta ..… buongiorno UE, la rivolta è appena cominciata.  

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La Cina ama l’Italia? (a parole, certamente)

Esistono molte incomprensioni sul reale rapporto tra Italia e Cina. Incomprensioni pericolose. Anche perchè ormai si parla sempre più insistentemente di prossima guerra anche “calda” ossia militare tra blocco anglo-occidentale e Cina. La Penisola è precisamente sulla faglia non solo tellurica, sospesa tra occidente ed Impero Celeste, col Giappone categoricamente escluso dallo scontro. Le 110+ basi militari USA (ed i milioni di oriundi americani, come Mike Pompeo ad esempio) faranno la differenza, anche per “sponda culturale”, verso il solco tradizionale.

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O SI ROMPE l’EURO, O SI ROMPE L’ ITALIA. Tertium non datur (nascerà il secondo € tedesco?)

Il 5 maggio, ossia domani, la Corte di Karlsuhe (che è bene non definire “Corte Costituzionale tedesca”, perché la Germania non ha una Costituzione liberamente adottata, ma una Legge Fondamentale, scritta sotto dettatura alleata dopo la 2GM), si pronuncerà sul Quantitative Easing della BCE, in particolare sul programma PSPP (Public Sector Purchase Program), in pratica la pronuncia riguarderà direttamente gli acquisti di asset pubblici. Spieghiamo le possibili risultanze della pronuncia della corte tedesca, che rischia di avere conseguenze clamorose e per nulla percepite dall’opinione pubblica di lingua italiana. Leggi tutto “O SI ROMPE l’EURO, O SI ROMPE L’ ITALIA. Tertium non datur (nascerà il secondo € tedesco?)”

Il prezzo della paura: il Terrorismo (di Carloalberto Rossi e Giorgio Saibene)

Se è vero che lo scopo degli stati occidentali contemporanei è produrre sicurezza e felicità per i loro cittadini, i modi per raggiungere tale sicurezza sono evidentemente molto diversi tra culture e climi differenti o, per dirla meglio, le paure e le ansie delle varie popolazioni possono avere manifestazioni e urgenze diverse, cioè creare allarmi di diverse intensità, e conseguentemente essere trattate in modo molto diverso dai vari governi.

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Chi diceva che gli USA di Trump dovevano soccombere alla Cina ed alla globalizzazione? Ne siete (ancora) sicuri? Non avete visto nulla, manca infatti il terzo leg…. Per intanto l’EU implode, poi vediamo

Quasi ero lì per scrivere un pezzo sul revanscismo globale americano ai tempi del coronavirus. Mi sono accorto che era inutile, nel senso che avevamo già scritto più o meno tutto, circa 9 mesi fa. Sostanzialmente la Cina perde nella sfida globalista, l’EU implode e gli USA vincono, in tre mosse. Certo, c’è anche stato il fato che ha portato fortuna agli States; infatti il COVID19 in Cina è stato devastante: ha rotto la supply chain cinese, ha bloccato la produzione industriale della Cina, ha devastato i terzisti che producevano prima di tutto per gli europei – infatti gli USA era da due anni che facevano rientrare produzione industriale in USA, saggi, ndr -. E poi ci sono anche i dazi USA all’export cinese verso gli States, molto ricorda le limitazioni imposti al Giappone pre-Pearl Harbour. Ora la popolazione cinese potrà anche ripartire economicamente parlando, certamente a pena di inflazione da scarsa offerta, ma a chi venderà i suoi prodotti? Eppoi che dire dell’EU che sta implodendo, sempre a causa dello stesso virus: se gli USA riescono a bloccare la contaminazione a casa loro, fatta eccezione per New York (dove la totale impreparazione ed improvvisazione del sindaco De Blasio, di nome italiano ma solo di nome ha fatto un disastro; infatti è culturalmente tedesco, il cognome italiano lo prese solo a vent’anni perchè serve serviva per diventare sindaco della Grande Mela, ndr),  avranno anche stravinto.

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CENNI DI STORIA MONETARIA. La storia reale non raccontata sulla dominazione mondiale attraverso il controllo della vera moneta.

Gli eventi recenti infatti stanno mostrando uno scacchiere mondiale animato da ragioni “virali”. USA e Cina si stanno fronteggiando a distanza in uno scenario inedito.  Ma in realtà i soggetti coinvolti lavorano su tre livelli di intervento:

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L’asse anglo-USA sta per riformarsi, restiamo in attesa (ca. 3 settimane). Quali conseguenze? L’Italia può permettersi di restare “non allineata” dentro l’EU, a prendere mazzate a suon di spread, austerità e “voler cambiare l’EU dal di dentro”?

Stiamo cincischiando da settimane, lo sappiamo benissimo, magari ve ne siate anche accorti anche voi. I nostri interventi ormai si limitano alla “cronaca dell’incubo“, ossia raccontare come quasi tutti gli stakeholders interessati all’Italia – italiani ed esteri – abusino dell’ex Belpaese ormai selvaggio, magari stanno a svendersi/a svendere  in/l’ Italia, chi col mantra de “l’EU si combatte dal di dentro“, altri leccando il deretano ai cinesi di turno; pochi supposti eletti stanno invece approfittando di improbabili consulenze per risolvere problemi italiani stile ILVA (o Ansaldo Hitachi, o Ansaldo Energia, cogliete la costante a capirete la mia fissa di evitare quali derive politiche, inaccettabili, …). In realtà sono problemi causati “da italiani ad italiani” al fine di essere applauditi successivamente – e nel caso remunerati – per aver risolto “il problema”. Della serie, si causa i problemi per poi risolverli prendendo una medaglia ed i privilegi annessi dati dall’aver trovato una soluzione al “problema da loro stesso generato”…

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Dove siamo con la cinesizzazione interessata dell’Occidente. I globalisti e l’EU franco-tedesca hanno sposato Pechino per ridimensionare Washington: sarà vera gloria? E l’Italia, piena di basi militari USA, come/con chi finirà?

Interessantissima analisi di Ana Palacio ripresa oggi dal nostro bravissimo Franco, che non esito a definire addirittura esplosiva per i contenuti espressi: la ex ministra EUropea di origine spagnola ha avuto la freddezza e l’intelligenza per – prima di tutto – verificare come il piano inclinato che porta verso Pechino sia in realtà falsato. Ed assai pericoloso.

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Boris Johnson sta per vincere le elezioni e guarda caso spunta il Russiagate inglese: qualcuno legato ai russi/DDR sta passando informazioni? Che sia qualche ex collega di Angela Merkel? Ovvero della Stasi?

Or dunque, o qui ci sono dei veri e propri traditori in seno al primo mondo, quello che ha comandato per decine se non centinaia di anni (parlo del mondo anglosassone), o qualcuno sta giocando davvero sporco, dall’esterno. Come è possibile che puntualmente, non appena un uomo forte sta per comparire sulla scena anglosassone, un leader tanto forte da essere in grado di deragliare i piani globalisti, spunta fuori il solito dossier russo?

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Ooops…. la stampa inglese ci informa che Trump vorrebbe che l’Italia uscisse dall’euro! Nemmeno il tempo per la Lega di inaugurare il nuovo indirizzo per cui l’euro “è irreversibile” che Salvini viene sconfessato di nuovo dagli USA… (ormai Salvini e Renzi sono anti-Trump!)

Qualsiasi lettore che ci segua da qualche anno sa che noi siamo sempre stati rispettivamente pro-ITALEXIT, sostenitori di Trump dalla prima ora e fautori accesissimi di un avvicinamento strutturale e duraturo agli USA, preferendo Washington all’asse franco tedesco. Da sempre.

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