Hunter Biden-gate: Fredo Corleone con la pipa del crack e Fidel Castro con i social network

I fascisti di Facebook oscurano forse il miglior articolo di questo ciclo elettorale

Scott Mc Kay per The American Spectator

Nell’immortale “Il Padrino Parte II” c’è una scena altrettanto immortale che si svolge in un sex club dell’Avana, poco prima che Fidel Castro prenda il potere in quel paese.

Michael Corleone, il capo della famiglia, sente casualmente suo fratello maggiore, Fredo, far riferimento a un gangster di nome Johnny Ola e si rende conto immediatamente che è stato lui ad averlo tradito: “Lo so che sei stato tu, Fredo. Mi hai spezzato il cuore”.

Questa settimana apprendiamo che un Fredo Corleone può esistere anche nella vita reale e, in particolare, nella politica americana.

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Il Covid ha ucciso il “fiore all’occhiello” dell’UE

Redazione: La fine della libera circolazione, motivata da fatti sia contingenti (pandemia) che assoluti (migrazione illegale, lotta al terrorismo), è paradigmatica dello stato comatoso dell’Unione Europea.   

La cittadinanza europea” non avrebbe senso se non fosse accompagnata dal diritto a muoversi, trasferirsi, attraversare i vecchi confini, sentirsi a casa ovunque nel territorio dell’Unione.

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Recovery Fund. Stanno spartendosi quello che non esiste. Tutto bloccato. Pura schizofrenia.

Giuseppe Sandro Mela per Senza Nubi

Questo fondo non si ha da fare: né oggi, né domani, né mai.

Tutti parlano del Recovery Fund come se esistesse. Ma nei fatti non è ancora stato approvato.

Poi, se approvato, dovrà essere confermato da ciascuna delle ventisette nazioni dell’Unione Europea.

E quindi non esiste. I pietosi lo chiamerebbero “sogno”, quelli con i piedi per terra “delirio schizofrenico”.

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“Progetto 1619” — Complotto contro l’America

Frank Furedi per The Gatestone Institute

Vista dall’Europa, la guerra culturale che infuria negli Stati Uniti è a dir poco inquietante.

In queste Elezioni Presidenziali, delle radicali forze antiamericane stanno mettendo in discussione le fondamenta stesse su cui è stata costruita la Civiltà Occidentale.

La narrativa del New York Times sembra davvero troppo simile alla propaganda che alimentava la Pravda durante i giorni della tirannia comunista.

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Whistleblower CIA: Obama e Biden inviarono 152 miliardi $ all’Iran come copertura per la morte del “Navy Seal Team 6” che uccise Bin Laden

Davide Donateo per Data Base Italia (sintesi)

Allen Harrow Parrot (informatore della CIA) ha annunciato a Charles Woods (padre di Tyrone Woods, ucciso a Bengasi) che Obama e Biden inviarono all’Iran 152 miliardi* di dollari come copertura per la morte del “Seal Team 6”.

Si sospetta che Il Team sia stato intenzionalmente abbattuto perché nulla si sapesse sulla vera storia della cattura e uccisione di Bin Laden.

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La saga infinita dell’Obamagate — Tom Luongo: nessuno osi chiamarla “ostruzione”

Redazione: Con una serie di articoli presentati in sequenza abbiamo cercato di offrire un quadro significativo della situazione negli Stati Uniti.

Importanti e non univoche le fonti americane che abbiamo utilizzato.

Con quest’articolo di Tom Luongo, cui siamo affezionati per la sincerità delle sue argomentazioni e la veemenza con cui le esprime, per qualche verso chiudiamo il cerchio.

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“Caro Gellman, non insulterò la tua intelligenza dicendoti che ho creduto a quello che hai detto” — Il giornalismo-fiction di chi odia Trump

Itxu Dìaz per The American Spectator

Nessun giornalista insegue più gli scoop, perché quasi tutti sanno già tutto.

Un paio di pomeriggi fa, in un negozio di frutta, la signora che ci lavora mi ha salutato con le sopracciglia arcuate e le braccia conserte nella tipica posizione da campagna pre-elettorale: “Allora … è lei che scrive tutti questi articoli fascistoidi?”

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La tregua nel Caucaso è una vittoria politica della Russia

Gianandrea Gaiani per La Nuova BQ (sintesi)

Armenia e Azerbaigian, nei colloqui di Mosca, hanno accettato di avviare “trattative sostanziali” per arrivare “quanto prima” a una risoluzione pacifica del conflitto in Nagorno-Karabakh.

Lo ha riferito il Ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, che ha guidato le trattative per il cessate il fuoco dopo due settimane di intensi scontri.

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Durham: nessun “rapporto” o “rinvio a giudizio” prima del giorno delle Elezioni

Redazione: Pensiamo che possa essere utile, a questo punto del percorso, l’opinione di un giornalista indipendente, priva dell’inevitabile passionalità di parte.

Siamo tutti d’accordo che il grosso del Russiagate/Obamagate verrà fuori dopo il 3 novembre, ma ci consola sapere che nel frattempo ci saranno comunque “rivelazioni”.

Peccato quel po’ di sfortuna legata alla pandemia, che ha rallentato il corso delle indagini.

Ma siamo consapevoli della fortuna che abbiamo avuto con la dipartita della Giudice Ruth B. Ginsburg, la cui sostituzione permetterà di ben indirizzare le decisioni della Corte Suprema.

Alla fine del discorso, sarà probabilmente in quella sede che si deciderà l’esito delle elezioni. Il resto, forse, è solo acqua corrente. La giustizia farà il suo corso. Bene.

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I Democratici riusciranno a cavarsela per quel brutto imbroglio del Russiagate? — La declassificazione dei documenti potrebbe essere arrivata troppo tardi.

Greg Jones per The American Spectator

Si dice che le cose buone arrivino a chi se le aspetta … e i sostenitori di Trump hanno aspettato anche troppo per scoprire la verità dietro ai tentativi di Obama di sabotare il suo successore.

Per fortuna, il Presidente ha recentemente dichiarato che declassificherà “tutti i documenti relativi al Russiagate, il più grande crimine politico della storia americana, e allo scandalo delle e-mail di Hillary Clinton. Nessuna censura”.

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