Messaggio dai Paesi Arabi: Hamas e Iran hanno trasformato Gaza in un cimitero per bambini

Più aumentano i morti più crescono le entrate di Hamas, mentre i palestinesi continuano a soffrire per l’assedio e la povertà. Ma non i leader di Hamas, che fanno la bella vita negli Hotel di lusso del Qatar e della Turchia

Khaled Abu Toameh per The Gatestone Institute

L’affermazione di Hamas  di aver “vinto l’ultima guerra con Israele” è diventata oggetto di scherno e derisione da parte di molti arabi, che non hanno timore a sostenere che il gruppo terroristico sostenuto dall’Iran abbia mentito ai palestinesi e al resto del mondo.

Gli arabi ritengono Hamas responsabile della massicce distruzioni e della perdita di vite umane sia dei palestinesi che degli israeliani, per servire gli interessi dei suoi padroni in Iran.

Le scene dei palestinesi che festeggiano la “vittoria di Hamas” hanno scatenato un’ondata di condanne nel mondo arabo, specialmente negli Stati del Golfo.

Le reazioni degli arabi all’autoproclamata “vittoria di Hamas” mostrano che molti di loro non si sono lasciati ingannare dalla macchina propagandistica del gruppo terroristico.

Gli arabi sono consapevoli che l’unico interesse di Hamas sia quello di placare i mullah di Teheran, per poterli mungere e ottenere più soldi e armi.

Gli arabi capiscono che questa è solo un’altra delle farse di Hamas — e in particolare dell’Iran.

L’eminente giornalista arabo Amjad Taha, esperto di affari internazionali e popolare commentatore sui media e sui social network del Golfo, è scoppiato a ridere quando gli è stato chiesto, durante un’intervista televisiva, se pensava che Hamas avesse ottenuto una “vittoria contro Israele”.

“Nella guerra sulla Striscia di Gaza non ha vinto nessuno”ha detto Taha“Ma a perdere sono stati i bambini e le donne di entrambe le parti. Che significa “vittoria”? L’uso di donne e bambini come scudi umani? La morte di 269 palestinesi e il ferimento di altri 8.900 nella Striscia di Gaza?”

Ha poi sottolineato che alcuni dei palestinesi uccisi durante gli 11 giorni di guerra sono stati vittime dei razzi di Hamas:

“Su 3.700 razzi lanciati da Hamas verso Israele, 400 sono caduti nelle zone residenziali della Striscia di Gaza e hanno ucciso donne e bambini. Che strano, viviamo in un’epoca in cui una sconfitta diventa una vittoria.

Bon appetite a Ismail Haniyeh [il leader di Hamas che risiede in Qatar] per la Mercedes, il Rolex e l’abito Armani. Bon appetite a Hamas per il bagno di sangue dei palestinesi. Come al solito, Haniyeh ha vinto ma il popolo ha perso”.

Facendo eco alla convinzione, molto diffusa nel mondo arabo, che l’Iran abbia usato i suoi “procuratori palestinesi” (Hamas e la Jihad islamica palestinese) per ottenere concessioni dagli Stati Uniti e dalle altre potenze mondiali nei negoziati di Vienna sull’accordo nucleare iraniano, Taha ha aggiunto:

“Le milizie di Hamas nella Striscia di Gaza appartengono all’Iran. Queste milizie hanno solo servito il ‘Corpo delle Guardie Rivoluzionarie’.

L’Iran vuole usare la questione palestinese come una carta vincente nei negoziati di Vienna.

Vuole usare la questione palestinese per costringere gli Stati Uniti a toglierle le sanzioni in cambio della fine dell’escalation delle minacce alla sicurezza d’Israele.

Il terrorista Ismail Haniyeh, dal Qatar in cui vive, ha detto: ‘Ringraziamo l’Iran per averci dato soldi e armi’.

Il denaro dell’Iran è destinato ad aiutare i mercenari e a trafficare con la questione palestinese. Le armi dell’Iran sono per la distruzione, non per la costruzione”.

I negoziati tra l’Iran e le potenze mondiali sull’accordo nucleare del 2015 sono ripresi la settimana scorsa a Vienna con l’obiettivo di far rientrare gli Stati Uniti nell’accordo.

Il giornalista e scrittore emiratino Mohamed Taqi è stato ancor più schietto nella sua critica alla presunta vittoria di Hamas e alla sua alleanza con l’Iran.

“Maledizione di Dio su tutti coloro che hanno sfruttato la Moschea di al-Aqsa e il popolo palestinese in cambio di gloria personale e denaro”ha detto Taqi in un video che ha pubblicato su Twitter“Maledizione di Dio sui traditori che hanno venduto la questione palestinese per offrirla su un piatto d’argento ai mullah dell’Iran”.

Come molti arabi, Taqi ha denunciato i leader di Hamas perché vivono nel lusso in Qatar e in Turchia, mentre sacrificano la loro stessa gente nella Striscia di Gaza per placare l’Iran.

“Di quale ‘resistenza’ stai parlando, Haniyeh, quando tu e i tuoi figli alloggiate in hotel di lusso in Qatar e in Turchia?”ha chiesto Taqi, rivolgendosi al leader di Hamas, che viaggiava comodamente nella sua nuova Mercedes a Doha durante i combattimenti fra Israele e Hamas “Di quale ‘resistenza’ stai parlando quando sacrifichi il tuo popolo mentre tu e i tuoi figli state facendo la bella vita? Perché chiedete agli arabi, che avete accusato di tradimento, di ricostruire la striscia di Gaza mentre offrite la vostra ‘vittoria’ all’Iran?”

Lo scrittore e analista politico marocchino Saeed Al-Kahel, a sua volta, ha accusato Hamas di aver trasformato la questione palestinese in un “bene commerciale”:

“Hamas non vuole che il conflitto israelo-palestinese finisca perché vuole ottenere ulteriori vantaggi politici e finanziari.

Hamas ha trasformato la questione palestinese in un bene commerciale che genera fondi e assicura prosperità e ricchezza ai suoi leader”.

Anche Al-Kahel condivide l’opinione che l’Iran stia usando la campagna di terrorismo contro Israele per ottenere che gli Stati Uniti tolgano le sanzioni all’Iran:

“Hamas ha trasformato la ‘resistenza’ in uno strumento di pressione nelle mani dell’Iran, che lo sta sfruttando nel suo conflitto con l’Occidente per far togliere le sanzioni sul suo programma nucleare.

Pertanto, qualunque sia l’esito dello scontro armato con Israele, Hamas non dichiarerà la sua sconfitta.

Piuttosto, cercherà di trasformarla in una vittoria, anche se la celebrerà fra le rovine e le bare.

Più aumentano uccisioni e distruzioni, più aumentano le entrate di Hamas, mentre i palestinesi continuano a soffrire per l’assedio e la povertà.

Quello che è peggio è che le organizzazioni politiche islamiche sono orgogliose della vittoria illusoria ottenuta da Hamas.

Nessuna si è interrogata sulla natura di quella vittoria e su quali benefici abbia portato ai palestinesi e alla loro causa.

Quanta terra è stata liberata? Quanti prigionieri sono stati rilasciati? Quanti rifugiati palestinesi sono tornati?

Nulla di tutto questo è stato raggiunto — e non lo sarà finché Hamas controllerà il processo decisionale palestinese.

Il sangue palestinese è diventato a buon mercato per Hamas, così come per il Movimento Islamico del Marocco, i cui leader si sono affrettati a congratularsi con la leadership di Hamas per la sua ‘chiara vittoria’”.

Anche Samir Ghattas, un ex membro del Parlamento Egiziano e capo dell’“Egyptian Middle East Forum for Strategic Studies”, ha messo in guardia contro il tentativo dell’Iran di usare Hamas per ottenere dei vantaggi dagli Stati Uniti e dalle altre potenze mondiali durante i negoziati di Vienna.

Ghattas ha osservato che l’Iran ha cercato fin dal primo giorno dei combattimenti fra Israele e Hamas di affermare la sua presenza sul campo di battaglia, rilasciando dichiarazioni a sostegno dei gruppi terroristici palestinesi nella Striscia di Gaza.

Quelle dichiarazioni, ha detto, comprendono una lettera inviata dal Generale Esmail Qaani (capo della Forza Quds iraniana) e una dall’arci-terrorista di Hamas Mohammed Deif, che si sono impegnati a sostenere pienamente la guerra palestinese contro Israele.

“L’Iran vuole ottenere dei forti progressi nei negoziati di Vienna e sta giocando la carta delle ‘fazioni e delle milizie’ che le sono fedeli nella regione (Hezbollah in Libano, Houthis nello Yemen, Hamas e la Jihad islamica in Palestina) per confermare la sua forza e il suo peso regionale”ha detto Ghattas in un chiaro avvertimento all’Amministrazione statunitense e alle potenze mondiali che negoziano con l’Iran.

Per poi continuare:

“L’Iran ha sfruttato Hamas e la Jihad islamica solo a proprio vantaggio e, se avesse veramente voluto l’interesse dei palestinesi, avrebbe concorso alla ricostruzione della Striscia di Gaza.

Ma Teheran non ha contribuito in alcun modo ai progetti umanitari o di ricostruzione. Ha solo finanziato l’acquisto di armi per trasformare Gaza in una minaccia alla sicurezza della regione.

La recente guerra di Gaza e quelle precedenti erano solo un’opportunità che l’Iran ha sfruttato politicamente e militarmente per i propri interessi, non per quelli del popolo della Palestina e di Gaza, ma a spese del loro sangue”.

Muhammad Mujahid Al-Zayyat, consulente presso l’”Egyptian Center for Thought and Strategic Studies”, ha detto che il sostegno dell’Iran ad Hamas, nella guerra con Israele, aveva il solo scopo d’inviare un messaggio all’Occidente: i gruppi terroristici palestinesi sono diventati merce di scambio nei rapporti dell’Iran con l’Occidente.

La recente “guerra di Gaza”, ha sostenuto Al-Zayyat, è un altro tentativo di Teheran per mostrare la sua forza e lasciar intendere che andrà ai negoziati di Vienna con la “vittoria di Hamas” nelle sue mani, per ottenere l’eliminazione delle sanzioni e ottenere ciò che vuole dall’accordo nucleare iraniano.

L’esperto egiziano, in altre parole, si unisce ad altri arabi nel mettere in guardia l’Amministrazione Biden e le potenze occidentali dal permettere all’Iran di essere ricompensata per il terrorismo di Hamas contro Israele.

Anche l’analista politico saudita Abdul Rahman Altrairi ha deriso la pretesa di Hamas di “aver vinto la guerra”.

Ha sottolineato che anche la milizia terroristica Hezbollah, che agisce in Libano, aveva precedentemente dichiarato la “vittoria su Israele”, nonostante avesse causato la massiccia distruzione delle infrastrutture libanesi nella guerra del 2006.

Altrairi ha ricordato agli occidentali che stanno lavorando duramente per placare l’Iran, che gli iraniani sono responsabili della “distruzione e della corruzione” in Iraq, Libano, Siria e Yemen.

Ha anche avvertito l’Occidente che uno degli obiettivi dell’Iran, nella guerra di Gaza, era di distruggere i “Trattati di Pace” fra Israele e alcuni Paesi arabi e “riposizionare Israele come nemico degli arabi”.

Anche il predicatore emiratino, Dr. Waseem Yousef,  ha condannato Hamas per la sua ipocrisia nel trattare con gli arabi:

“Hamas ha sparato razzi dalle case della gente comune e, quando è arrivata la risposta israeliana, piangeva e gridava: ‘Dove sono gli arabi, dove sono i musulmani?’.

Hamas ha trasformato Gaza in un cimitero di persone e bambini innocenti, ha bruciato le bandiere della maggior parte dei Paesi Arabi, li ha insultati e non ne ha rispettato nessuno”.

È tonificante ascoltare voci provenienti dal mondo arabo che ridicolizzano Hamas per aver dichiarato la “vittoria contro Israele”, mentre disastrava i palestinesi nella Striscia di Gaza.

È rassicurante vedere che molti arabi siano consapevoli dei pericoli del coinvolgimento dell’Iran con i gruppi terroristici palestinesi (Hamas), che cercano prima l’eliminazione d’Israele e poi la loro.

Il messaggio più importante proveniente da molti arabi, tuttavia, è quello diretto all’Amministrazione Biden e alle potenze occidentali, mettendole in guardia sul fatto che l’Iran stia cercando di approfittare della recente guerra nella Striscia di Gaza per intimidirli e ottenere ulteriori concessioni.

Resta da vedere se queste terranno conto dell’avvertimento, o continueranno a nascondere la testa sotto la sabbia, fingendo che i mullah dell’Iran, in cambio delle massicce tangenti dagli Stati Uniti, cambieranno magicamente la loro natura malvagia.

Non l’hanno fatto l’ultima volta … cosa succederebbe nella regione se non lo facessero nemmeno stavolta?

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Link: https://www.gatestoneinstitute.org/17433/hamas-iran-gaza-cemetery

Scelto e tradotto da Franco

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