Passaporti vaccinali: la fine della libertà per come la conosciamo — La Gran Bretagna potrebbe diventare una “società a due livelli”: una con i documenti in regola e l’altra no

Mark Johnson per spiked-online

L’espressione mission creep è definita come “la tendenza di una missione a diventare involontariamente più ampia rispetto ai suoi obiettivi iniziali”.

La missione iniziale del Governo britannico, quando introdusse le restrizioni per il Covid-19, era quella di salvare vite umane e garantire che il “National Health System” (NHS) non fosse sopraffatto.

Ma, ora, sta considerando l’introduzione di un nuovo sistema di controllo che riprogrammerebbe interamente la nostra società — chiedendoci di mostrare un “ID sanitario“ solo per ordinare una pinta di birra, nonostante il rischio sempre minore rappresentato dal Covid.

Come ha fatto, quest’idea (che sarebbe potuta uscire direttamente da un episodio di Black Mirror), ad arrivare così lontano?

Qualsiasi restrizione ai diritti umani dovrebbe essere dettata da una necessità assoluta e, comunque, proporzionata alla questione in ballo.

Ma i “passaporti vaccinali” sono un affronto totale alla privacy.

Corrono il rischio di creare una società discriminatoria su due livelli di cui non abbiamo alcun bisogno. Come ha detto un giornalista, “sono la risposta a un problema che non esiste”.

Questo punto di vista è stato ripreso da un membro del “Comitato Consultivo del Governo per i Virus Respiratori”, NERVTAG.

A febbraio, parlando sul tema dei “passaporti vaccinali” su talkRADIO, Robert Dingwall (un Professore di Sociologia), ha detto: “Non riesco a vedere il punto. L’idea di un vaccino è che questo ti protegga. Non ti dice nulla di significativo sul rischio che stai rappresentando per un’altra persona”.

Inoltre, il “tasso di adozione” dei vaccini ha superato tutte le aspettative.

Tuttavia, nonostante questo, il Governo persiste nel voler sviluppare questa politica — che dà allo Stato un controllo coercitivo ancora più grande sulla vita delle persone.

Lungo il torbido percorso che ci ha portati fino a questo punto, i Ministri hanno dimostrato una spudorata doppiezza e disonestà.

Il “Ministro dei Vaccini” (Nadhim Zahawi), lo scorso febbraio, aveva escluso l’idea di un “passaporto vaccinale”, definendolo “discriminatorio” — nonostante a dicembre ci avesse flirtato.

Nel gennaio di quest’anno, Matt Hancock è arrivato a dire “non siamo un paese dove i cittadini portano con sé i documenti”.

Ma, il 22 febbraio, il Primo Ministro ha indicato i “passaporti vaccinali“ come una parte potenziale della sua “tabella di marcia” per porre fine al blocco.

Boris Johnson e i suoi colleghi hanno dimostrato, negli ultimi 12 mesi, che se viene dato loro un dito si prendono tutto il braccio.

Recentemente, i Deputati hanno votato per rinnovare il “Coronavirus Act”.

Così facendo, hanno esteso i “poteri di emergenza pandemica” per altri sei mesi, nonostante il Governo avesse dichiarato di voler eliminare tutte le restrizioni entro metà giugno.

Anzi, Hancock non ha nemmeno escluso di rinnovarli, il prossimo autunno.

L’appetito di questo Governo per un potere ancora maggiore, e per aumentare il livello di controllo sui cittadini britannici, non conosce limiti — e pochi, in Parlamento, sono disposti a fermarlo.

Il Regno Unito ha una lunga storia di rifiuto dei “regimi di controllo”, come ad esempio le “carte d’identità”.

Ma i “passaporti vaccinali” rischiano di trasformarci in una società con “due livelli di controllo”, dove ognuno di noi deve mostrare un’app, o un certificato, semplicemente per poter godere della vita pubblica.

Questo sarebbe una seria rottura delle nostre tradizioni democratiche e aprirebbe la porta a un nuovo mondo di bio-sorveglianza.

Nel 2003, argomentando contro le “carte d’identità”, un certo Michael Gove — che ora è alla guida del programma “Covid Status Certificate”disse: “Noi, come liberi cittadini, non operiamo per il piacere, o su licenza, di chi ci governa … L’idea che dovremmo essere ‘autorizzati ad esistere’ dallo Stato mi sembra, per una questione di principio, del tutto sbagliata”.

Questa è una valutazione giusta, se mai ce ne fosse una.

La realtà è che i “passaporti vaccinali” non sarebbero altro che una “licenza ad esistere”.

La loro introduzione rimodellerebbe la società sulla base di una minaccia sanitaria in diminuzione. Il “Ministro del Cabinet Office” dovrebbe prendere in considerazione le sue stesse parole.

Le libertà civili  vengono sacrificate sull’altare del controllo governativo … e questo deve finire.

Il pendio scivoloso su cui ci troviamo fin dallo scorso anno scorso sembra essere sempre più ripido.

È ora che il popolo britannico dia ai suoi politici una forte scossa e che li costringa ad abbandonare questo binario a senso unico verso un maggiore autoritarismo.

Se questo percorso ci ha portato fino al punto in cui potremmo dover mostrare i nostri documenti solo per svolgere le attività quotidiane … chissà dov’altro potrebbe portare?

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Link: https://www.spiked-online.com/2021/03/31/vaccine-passports-the-end-of-liberty-as-we-know-it/

Scelto e tradotto da Franco