Come evitare di parlare di politica alla cena di Natale (un consiglio: prendete sempre l’iniziativa)

Itxu Diaz per The American Spectator

Quando si parla, il problema è che si dicono delle cose. Tacere è una decisione intelligente, ma ha pochissimi sostenitori.

D’altra parte, se per tutta la cena di Natale ve ne state in silenzio, la gente potrebbe confondervi con il tacchino e cercare di servirvi a tavola con il purè di patate.

Si dice che la maggior parte delle persone valga più per quello che non dice che per quello che fa e, di conseguenza, dopo un paio di drink il vostro valore precipita.

Tenete sempre presente che a tavola non dovreste parlare di politica o di religione.

Ma non parlare di Dio la notte di Natale è impossibile … e quindi avrete il vostro daffare per evitare litigi fra i sostenitori di Trump, Biden, Sanders e Bugs Bunny, dopo aver avvertito vostro cugino Antifa che se apre bocca lo infilate sotto la doccia.

Immagino che questo sarà un Natale diverso, con meno commensali grazie alla pandemia. Ma questo non significa che sarete al sicuro.

Le discussioni politiche sono i predatori naturali dell’armonia e della felicità — e i loro territori di caccia sono le feste in famiglia.

Il mio consiglio è di prendere sempre l’iniziativa nella conversazione.

Tanto, per quanto cerchiate di portarla su un terreno neutrale, qualcuno vi chiederà sempre delle elezioni.

La strategia migliore è quella di sconcertarli con la vostra risposta.

Dovrebbe ben funzionare una cosa del genere: “… con riferimento alla tua domanda sulle elezioni, la verità è che il sugo di tacchino viene meglio se si aggiungono le mandorle”.

E poi inventatevi una ricetta molto lunga e complessa.

Scendete nei dettagli per 10 o 15 minuti dopodiché tutti dovrebbero aver dimenticato com’è che siete arrivati a un punto così insensato della conversazione. La confusione funziona sempre.

Inoltre, consiglierei di deviare una conversazione diventata spinosa ponendo un problema matematico senza soluzione.

Provateci. La congettura di Hodge potrebbe andar bene.

Il punto è che “x” è un collettore compatto di “n” dimensioni complesse, qualsiasi diavolo di cosa possa significare.

A quanto pare, la “coomologia di De Rham” è uno strumento usato in topologia algebrica e differenziale per studiare le varietà differenziabili … e quindi presenta problemi molto seri, o almeno seri abbastanza da convincere il “Clay Mathematics Institute” a pagare un milione di dollari a chiunque riesca a risolverlo.

Ma vi avverto che se la notte del 25 chiamate il “Clay Mathematics Institute” mezzo ubriachi per dire “ho risolto, ho capito” … ebbene prima di farlo pensateci un po’.

Io l’ho fatto qualche anno fa e vi assicuro che ai matematici manca il senso dell’umorismo.

E non c’è da stupirsi. Sarei un brontolone anch’io se dovessi passare la vita a risolvere problemi ed equazioni di cui Wikipedia ha già le risposte!

Se due ospiti si trovassero coinvolti in una discussione elettorale durante la cena, il modo migliore per deviarla è raccontare qualche drammatica storia di droga.

Questo metterà tutti a tacere, ma dovete stare molto attenti che nessuno creda che stiate parlando di Hunter Biden.

Ma anche le notizie false possono funzionare.

Alla cena di Natale dell’anno scorso presi il mio smart, andai su Twitter per poi annunciare: “Guardate cos’hanno appena twittato — la Cina sta invadendo la Polonia!”.

Tutti cominciarono a guardare lo smart alla ricerca di ulteriori informazioni e, anche se non le trovarono, furono risucchiati per tre ore dai meme sulle attrici di Hollywood e dai video sui gatti.

A proposito di gatti, un modo poco ortodosso ma efficace per rovinare la cena della Vigilia di Natale è di riempire la mascherina facciale di zabaione alla vodka e darlo da bere al gatto di casa.

Ma andatevene subito dopo! I gatti ubriachi hanno ancor meno senso dell’umorismo dei matematici.

In un’occasione, desideroso d’interrompere una conversazione pericolosa, feci ricorso a una tecnica che mi piace chiamare “dar fuoco con discrezione alla tovaglia”.

Ovviamente, questa è un’opzione valida purché la cena non sia a casa vostra.

L’ultima volta che l’ho fatto è stato da mio cognato.

Guardare la casa che bruciava mentre lui spiegava in dettaglio la “teoria antincendio tratta del manuale delle istruzioni militari” è un ricordo bellissimo che porterò sempre con me.

Tenete presente che, in queste cene, alle persone piace prendersela con gli altri.

Di solito sono i politici a subirne le conseguenze e questo porta dritti sparati agli argomenti che volete evitare.

Un altro trucco che spesso funziona è quello di prendersela con qualcuno che nessuno conosce: “È oltraggioso che il Re Hassan IV di Agaustania diventi ogni giorno più spericolato”.

Non importa che Hassan IV non esista e che non esista nemmeno Agaustania.

Scommetto che diversi commensali si uniranno al linciaggio: “È davvero il più grande idiota che abbia mai visto”, “… è davvero un mascalzone”, “Hassan IV dovrebbe essere impiccato”, “Agaustani è un Paese importante!”.

Provateci. Ma non dite che è stata una mia idea. Da quando raccomando questo trucco Hassan IV di Agaustania vuole uccidermi.

Ma, alla fine, c’è sempre qualcuno che vuol parlare di politica.

Persone a cui offrite un pezzo di tacchino e loro rispondono: “Grazie, è brutto come Kamala Harris”.

Tirate fuori un costoso whisky invecchiato e loro dicono: “È vecchio quasi quanto Joe Biden”.

Offrite un pezzo di torta e loro commentano: “Questo è delizioso come Ivanka Trump”.

Porgete un bicchiere d’acqua e loro esclamano: “Fatemi bere questo liquido che Hunter Biden non sa nemmeno cosa sia!”.

Davanti a questi casi senza speranza, prima di soccombere alla guerra civile, l’ultima risorsa è raccontare la vecchia barzelletta del “morso del serpente”.

È sgradevole ma molto efficace per distogliere l’attenzione una volta per tutte.

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Due ragazzi vanno a fare un’escursione in montagna. All’improvviso compare una vipera e ne morde uno su un testicolo.

Immediatamente, il secondo tira fuori il “manuale di pronto soccorso dell’alpinista”, mentre l’amico si contorce a terra preda del dolore.

Legge in silenzio cosa si deve fare”: “Il morso della vipera è letale, a meno che non si agisca rapidamente. Ordinate alla vittima di sdraiarsi per terra e poi, con un coltello, fate un piccolo taglio nella zona colpita e succhiate forte fino a quando tutto il veleno non sarà stato rimosso”.

Nel frattempo, il malato, sempre più impaziente, chiede: “Dai, amico! Cosa dice il libro?”

Al che l’altro risponde: “Dice che morirai”.

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Link originale: https://spectator.org/politics-christmas-dinner/

Scelto e tradotto da Franco