GIANNI ALEMANNO ed una sentenza che fa molto discutere……

redazionale di Megas Alexandros

Nel pieno dello scandalo della magistratura italiana, dove le ormai  famose conversazioni tra Palamara, Lotti, Ferri ed i loro commensali, hanno certificato la commistione tra il potere giudiziario e la politica italiana, arriva come un “fulmine a ciel sereno” la dura condanna per l’ex sindaco della capitale.

Solo in Italia per una Corte sei assassino e per un’altra vittima…

Premesso che il nostro blog e’ sempre stato e sempre sara’, per il rispetto della verita’, la professionalita’ ed il merito, oltre naturalmente al totale rispetto per le istituzioni di uno Stato democratico moderno. Come pero’ spesso sottolinieato nei nostri articoli, visto che l’italia di oggi, e’ sempre piu’ lontana dall’esserlo,  noi lotteremo sempre perche’ si torni al rispetto di questi principi.

La vicenda della dura sentenza nei confronti di Gianni Alemanno e’ quantomeno strana, tanto da assumere le sembianze di una condanna politica. E non c’e’ da sorprendersi, visto che arriva da un mondo che a dispetto del merito, in maniera sistematica, premia l’appartenza, vuoi che si parli di correnti, di partiti o di lobbies.

Prima di proseguire vogliamo consigliarvi l’ascolto del video postato dal giornalista del Il Riformista, Piero Sansonetti, una voce tutt’altro che di destra, con solide radici di appartenenza nel vecchio partito comunista.

cliccate sopra alla foto ed ascoltatela:

Ma veniamo alla vicenda. Gianni Alemanno, l’ex sindaco di Roma, è stato condannato a sei anni di prigione, per corruzione, dalla Corte d’Appello di Roma. È una condanna pesantissima: sei anni sono previsti per chi commette il reato di stupro. Alemanno è accusato di non aver impedito che una certa somma – secondo i Pm circa 250mila euro – sia finita, in parte, a una fondazione politica che faceva capo a lui. La somma sarebbe stata versata dal famoso Salvatore Buzzi, ma non ad Alemanno, bensì a Franco Panzironi (ex Ad di Ama) che in parte l’avrebbe tenuta per se, in parte l’avrebbe versata a due Fondazioni politiche, quella di Alemanno, che è una fondazione di destra, e una fondazione intitolata ad Alcide De Gasperi.

Gli aspetti misteriosi di questa sentenza sono diversi.

Il primo sta nella sfida dichiarata alla Cassazione. Infatti, il processo Alemanno è uno stralcio del più grande processone Mafia-capitale. Che è finito in Cassazione. E la Cassazione, che ha giudicato i presunti corruttori di Alemanno, ha stabilito che in quella donazione non ci fu il reato di corruzione ma semplicemente il reato di traffico di influenze, che prevede una pena enormemente inferiore. La Corte d’Appello ha ignorato la sentenza della Cassazione ed ha condannato Alemanno per corruzione. In Italia può succedere: una Corte dice che hai ucciso, un’altra che sei stato ucciso…

Qui sta il secondo mistero. Come può essere corrotta una persona se non esistono i corruttori?


e qui torna alla mente la famosa sentenza dei giudici perugini sul tanto discusso delitto di Meredith Kercher, dove Rudy Guede fu condannato per concorso in omicidio senza che poi ci fosse l’omicida.

Misteri che viaggiano, nelle Procure e nei Tribunali, sull’asse Roma-Perugia!!!


Terzo mistero: la pena. La Procura generale ha chiesto tre anni e mezzo. La Corte, dopo una Camera di Consiglio che è durata mezz’ora (meno di un tempo di partita di calcio) ha quasi raddoppiato gli anni di carcere. Perché? Per fare rumore, per fare bella figura. Nessuno al mondo – credo- neanche tra chi ha una pessima opinione di Alemanno e magari gli sta pure antipatico, può negare che siamo di fronte a una sentenza politica clamorosa, netta, da tribunale speciale: lontana mille miglia da ogni principio e da ogni pratica del Diritto. “Potrei adesso parlarvi dello scandalo Palamara? Voi dite che stavolta non c’entra niente? Non sono sicuro. L’impressione è che anche stavolta le appartenenze politiche abbiano contato molto di più della legalità e della ricerca del vero” (cit. le parole di Sansonetti)


Ora, alcune considerazioni sono d’obbligo. Non possiamo non chiederci come ci possa essere doppia verita’ all’interno di indagini che hanno portato a carte scritte, testimonianze ed accurate verifiche. Come e’ possibile che, due Corti di giustizia diverse, interpretino in modo diametralmente opposto una stessa vicenda!!!!

Vi assicuro, e qui parlo a titolo personale, che questo avviene molto piu’ spesso di quello che si creda, avendone avuto conferma sulla mia stessa pelle.

Certo, senza fare di tutta un erba un fascio, il mondo della magistratura ci ha messo del suo per fa si, che il dubbio di una “giustizia ad orologeria”, si insinuasse sempre di piu’ nella mente della gente comune, di coloro che non appartengono al “sistema” e che invece contano sul fondamentale principio di inviolabilita’ della giustizia stessa.

La parola “SISTEMA”, calza a pennello per descrivere tutti i disastri, che ormai da molto tempo,  caratterizzano il nostro paese. La prima volta che le mie orecchie udirono questa parola, fu alcuni anni fa, per voce di un mio ex-avvocato (evidentemente lo conosceva bene!!! questo “sistema”), mettendomene in guardia.

Quindi, senza prenderci in giro e senza passare per i soliti complottisti, e’ bene prendere piena coscenza, che nel nostro paese un “sistema” esiste ed e’ anche ben “oliato”. Il “sistema” e’ il nemico numero uno della gente per bene, di quelli che credono alla verita’, all’onesta’ ed alla giustizia; ed e’ la principale causa della deriva verso la quale sta approdando il nostro paese. E’ un nemico per il quale dobbiamo unire le forze e combatterlo.

Attenzione, il nemico non è per forza una persona ma lo possiamo ritrovare “nell’aria, invisibile come un virus ed a volte, incomprensibile. Il nemico ha mille facce e nessuna”.

Proprio per la caratteristica di essere un “sistema”, questo diventa impersonale, ma non dobbiamo dimenticarci che dietro al “sistema” ci sono sempre gli uomini, e come ogni evento umano puo’ essere combattuto, sconfitto e cambiato.


“Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura”

Sun Tzu


E’ fondamentale conoscere il nemico, ma e’ altrettanto essenziale, se vuoi batterlo, conoscere se stessi, come affermava il generale filosofo cinese Sun Tzu. Conoscere se stessi ti da la consapevolezza di essere diverso e la forza di non accettarlo questo “sistema”. Perche’, e’ nell’accettazione da parte della maggioranza che il “sistema” stesso, fonda la sua sopravvivenza. E’ nella normalizzazione del delinquere che lo si rende legale e giusto. E’ nello spregio del “merito” che si offende la professionalita’. E’ nel prendersi gioco della verita’ che si tradisce la giustizia.

La domanda e’: “cosa possiamo fare di fronte a questo scempio totale???”


“Navigando nel buio totale dell’umanita’, per salvare il nostro Paese da una deriva irreversibile, non possiamo che partire da quelle fiammelle di luce, che intravediamo in alcuni individui che ci capita di incontrare” (cit. Megas Alexandros)


Noi, Gianni Alemanno lo abbiamo incontrato e conosciuto, ed onesta’ intellettuale ci obbliga a dire che questa “fiammella di luce” l’abbiamo intravista dentro di lui. Gianni Alemanno e’ un uomo che ha studiato e non ha smesso di studiare ed imparare, Gianni Alemanno conosce bene il funzionamento della moneta moderna, Gianni Alemanno conosce tutte le verita’ che negli ultimi 10 anni ci ha raccontato e spiegato la Modern Monetary Theory, Gianni Alemanno sa quali sono le principali cause del dramma economico e sociale che sta attraversando da lungo tempo il nostro paese. Ma, sopratutto, Gianni Alemanno conosce benissimo il “sistema Italia” di cui stiamo parlando, lo conosce ancor piu’ di noi, proprio per averlo vissuto dal di dentro. Proprio come Warren Mosler, conosceva benissimo le schifezze e le falsita’ del mondo finanziario, per averlo vissuto per anni al suo interno.

Oggi, Gianni e’ stato colpito duramente da questo sistema ed ha due scelte davanti a se, una combatterlo con tutte le sue forze, l’altra accettarlo.

Entrambe le scelte avranno conseguenze nella sua vita, con un un unico e solo certo vantaggio, che scegliendo la prima, potra’ continuare a guardare negli occhi i suoi figli ed essere per loro un esempio.


“I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo.”

Sandro Pertini