I limiti della cooperazione russo-cinese

Lawrence A. Franklin per The Gatestone Institute

Le politiche coordinate della Cina e della Russia nascondono profonde fenditure che potrebbero essere d’ostacolo a un’alleanza duratura.

Nonostante la prevista partecipazione della Cina alle esercitazioni annuali del “Caucus 2020” (21-26 settembre), la storia dei due Paesi è a tal punto intrisa di guerre, trattati ineguali e razzismo, da rendere davvero poco probabile che l’attuale cooperazione possa trasformarsi in una vera e propria alleanza militare.

La cooperazione russo-cinese è radicata nel principio che “il nemico del mio nemico è mio amico”.

Entrambi i Paesi credono che mettere sotto controllo il potere degli Stati Uniti sia nel loro interesse nazionale.

La Cina vorrebbe che gli Stati Uniti si ritirassero militarmente e diplomaticamente dal Pacifico Occidentale, permettendo a Pechino di affermare il suo primato in Asia.

La Russia, a sua volta, vorrebbe che gli Stati Uniti si ritirassero dalla NATO, permettendo a Mosca di riaffermare il suo predominio nella “regione baltica” e nell’Europa Orientale.

Volgendo lo sguardo indietro, la spinta verso est della Russia già alla fine del XVII secolo aveva causato un conflitto con la Dinastia Qing.

Dopo una serie di scontri, nel 1680 i due Imperi accettarono un confine temporaneo lungo le rive del fiume Amur, per separare la Cina Manciuriana dall’Estremo Oriente russo.

I cinesi, tuttavia, mai accettarono l’intrusione della Russia in una regione che consideravano il loro cortile di casa.

Si sentirono umiliati per le sconfitte subite nelle guerre successive e per aver dovuto firmare quelli che ancora chiamano Unequal Treaties.

Il malanimo generatosi tra Cina e Russia nel corso dei conflitti del XVIII e XIX secolo — e la feroce rivalità ideologica alla fine del XX secolo — potrebbero essere d’ostacolo per un’alleanza duratura.

Alcuni commentatori cinesi sostengono che la Russia occupi ancora centinaia di migliaia di miglia quadrate di territorio cinese, sequestrato in epoca zarista.

La Cina, inoltre, ha recentemente affermato che Vladivostok, la più importante città dell’Estremo Oriente russo, sia storicamente un territorio cinese.

L’immagine che la Russia ha di se stessa è quella di protettrice del mondo slavo, custode della Fede Cristiano-Ortodossa, leader del territorio eurasiatico che và dagli Urali al Pacifico.

La visione storica che Mosca ha della Cina è ulteriormente contrastata dal disprezzo per i Mongoli, che per secoli hanno crudelmente soggiogato la Russia.

Le tensioni etniche presero una piega oscura nel luglio del 1900, quando i soldati russi a nord del fiume Amur, a Blagoveshchensk, deportarono con furia razzista i cinesi del territorio, uccidendone ca. 5.000.

La Cina vede sé stessa come sinonimo di civiltà e si definisce “Jungwo”, ovvero “Paese di Centro”.

La Grande Muraglia fu costantemente mantenuta operativa dalle Dinastie Cinesi per tener fuori quelli che consideravano i “barbari del nord”: ovvero i russi e i predoni.

Il razzismo cinese sembra estendersi a tutti coloro che siano al di fuori dei valori della sua civiltà, come dimostrato dai campi di concentramento con più di un milione di Uiguri (che sono turchi) e dal rigetto degli africani che fanno affari in Cina.

Oggi, la maggior parte dei russi che vivono in Siberia risiede grosso modo a ca. 150 miglia dal confine cinese ed è in costante declino.

La Siberia, più grande degli Stati Uniti continentali e dell’India messi assieme, ospita meno di 35 milioni di persone, con centinaia di milioni di cinesi appena oltre il confine.

A un certo punto la Cina potrebbe cominciare a guardare verso questa regione, ricca di energia e di minerali.

Gli investitori cinesi, del resto, hanno già affittato grandi appezzamenti di terreno nei territori dell’Estremo Oriente russo.

L’unico collegamento importante fra la Russia europea e quella asiatica è la Ferrovia Transiberiana. Ma la Cina, ora, sta costruendo altre strade e altre linee ferroviarie.

La Russia di Vladimir Putin è chiaramente il partner junior dell'”alleanza di convenienza” sino-russa in funzione antiamericana.

La crescita della Cina è quasi cinque volte superiore a quella della Russia.

Il commercio bilaterale sta aumentando, con l’obiettivo di raggiungere i 200 miliardi di dollari entro il 2024, mentre la maggior parte dei loro progetti comuni sono realizzati in agricoltura, nell’industria leggera e nell’energia.

Il mese scorso i due Paesi hanno deciso di avviare due nuovi progetti comuni: un impianto per la lavorazione del gas e una Compagnia di Assicurazioni.

Gli investimenti della Cina in Russia riguardano in gran parte l’energia, l’agricoltura, la silvicoltura, i materiali da costruzione, il tessile e gli elettrodomestici.

La Cina sembra vedere la Russia non tanto come un partner economico, ma come una fonte di energia e materie prime.

Nel 2019, le esportazioni russe verso la Cina sono consistite quasi interamente di petrolio, minerali e legno.

La Cina sembra favorire l’approvvigionamento di prodotti tecnicamente avanzati dall’Occidente piuttosto che dal suo alleato eurasiatico.

La Cina, ad esempio, ha assegnato i Contratti per gli impianti idroelettrici della “Diga delle Tre Gole” a due consorzi europei, uno guidato dalla tedesca Siemens Corporation e l’altro dalla britannica/francese GEC-Alstom, preferendo i progetti occidentali a quelli della russa “Energomashexport”.

Inoltre, il ramo commerciale di un’importante impresa cinese di raffinazione del petrolio rifiuta il greggio russo da quando la Rosneft è stata sanzionata dagli Stati Uniti.

Sembrano esserci problemi anche nella dimensione più vivace della cooperazione sino-russa: la vendita di armi.

La Cina, in passato, acquistava miliardi di dollari di aerei da combattimento e bombardieri dalla Russia.

Ma Pechino ha rapidamente sviluppato una propria industria di armi, talvolta con il reverse-engineering dei sistemi d’arma russi.

La Russia, forse infastidita dall’aggressività della Cina nel copiare i suoi sistemi d’arma — come il caccia SU-27 e il sistema di missili terra-aria S-300 — ha ritardato la spedizione del suo miglior sistema di difesa aerea, lo S-400.

Ma ha deciso di consegnare il sistema all’India, l’arcirivale regionale cinese.

Anche lo sviluppo da parte della Cina del suo “caccia stealth”, il Chengdu J-20, è in effetti la variante di un caccia russo.

La Cina sta già sfidando con successo l’influenza russa negli stati post-sovietici dell’Asia Centrale, in particolare in Tagikistan.

La costruzione da parte della Cina di una base militare all’interno del Tagikistan, vicino al confine con l’Afghanistan (necessaria per contrastare i jihadisti appena oltre il confine), è stato un duro colpo per la Russia.

Un’altra area di disaccordo è l’opposizione della Cina all’annessione della Crimea da parte della Russia e alla successiva invasione dell’Ucraina.

Una delle principali scorrettezze della politica estera cinese è che il “principio di non ingerenza” viene usato in modo capzioso.

Pur disapprovando gli assalti della Russia agli Stati Sovrani, la Cina non si fa troppi problemi ad affermare la propria volontà all’interno e intorno agli altri Stati.

Ad esempio, nei mari della Cina Meridionale e Orientale, in India e nelle isole Galapagos.

La Russia, a sua volta, non ha sostenuto le mosse della Cina nel Mar Cinese Meridionale, nel tentativo di non alienarsi il Vietnam, le Filippine e la Malesia.

Soprattutto, questo rapporto bilaterale potrebbe crollare perché non c’è fiducia reciproca.

Gli Agenti del Controspionaggio russo hanno recentemente arrestato un loro Scienziato, accusato di spionaggio a favore della Cina.

Russia e Cina si comportano molto più come concorrenti che come alleati.

La loro comune antipatia per gli Stati Uniti dà luogo a un’immagine distorta dell’accordo politico.

Questi due Paesi rivali, entrambi autoritari, potrebbero alla fine assumere il loro normale ruolo storico. Che è quello di avversari, di nemici.

Di conseguenza, le Agenzie d’Intelligence e i Responsabili Politici Occidentali dovrebbero essere cauti nel non sopravvalutare la solidità e la longevità dell’amicizia russo-cinese.

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Link Originale: https://www.gatestoneinstitute.org/16517/china-russia-cooperation

Scelto e tradotto da Franco