L’euro e la sua decisiva influenza sulla politica estera: cosa succederebbe in termini euro-monetari in caso di una guerra nel Mediterraneo tra partner EU su fronti opposti?

Ci sono talmente tante cose su cui riflettere da perdersi, davvero. Volevo in realtà scrivere due righe sulla strategia Dem negli USA per combattere l’elezione di Donald J. Trump, anche per supportare il Dragoni della Lega che mi sembra l’unico diciamo normale della compagine, meno male che forse ce n’è uno. Non me ne voglia, ma non è ancora il momento, fra qualche settimana lo faremo, visto che l’evoluzione di detta strategia influenzerà l’Obamagate in Italia, ossia anche con eventuali mandati di arresto. Sono certo che il Dragoni ci perdonerà, promesso che entro settembre avanzeremo. Un argomento invece non considerato da geniali commentatori italici, figli in toto dell’antimeritocrazia più crassa e del doping informativo in tempo di COVID, ossia in assenza di football e di tette finte con cui distrarre gli astanti, è quello al titolo: l’influenza dell’euro sulla politica estera, che poi è l’interesse nazionale di un paese contrapposto a quelli di un altro. In tempi di guerra prossima nel Mediterraneo meglio rifletterci un poco, che dite?

A forza di stampare – anche più di oggi causa guerra – poi l’inflazione “parte”… A Berlino non possono accettarlo!!

Partiamo dai fatti, come sempre. Il governo greco tiene la bocca cucita ma ha già fatto filtrare che spenderà una barca di soldi per prepararsi alla guerra contro i turchi nel 2021, anticipando un forte lamento: seppur con una contrazione del PIL del 15% causa COVID, per le tensioni di guerra dovrà necessariamente aumentare le spese militari.

In queste poche righe c’è tutto. Ossia la guerra, se ci sarà, Atene dovrà combatterla. E questo significa spendere soldi, tanti, quanto basta per difendere il proprio Paese sovrano, a maggior ragione visto che l’EU è latitante. Spendere in euro naturalmente. Dunque, dove andranno a finire i parametri austeri di Maastricht in caso di conflitto armato? Diciamola tutta: visto che Berlino è alleata di Ankara da 100 anni che succederà fra poco? Berlino limiterà il deficit greco causa spese di difesa militare – in euro – per non fare un dispetto al suo alleato turco? Con 3 milioni di turchi che vivono in Germania? Di cui forse 400’000 fondamentalisti?

Sarà interessante scoprirlo, visto che i ministeri greci hanno già iniziato a dare la stura alle ipotesi più incredibili per l’area euro, ossia con ulteriori deficit ellenici enormi, prospettici. Certo, la Grecia ha il vantaggio che oggi è deliberatamente minacciata ed attaccata dai turchi, per questioni territoriali, ossia di risorse energetiche. E’ parimenti chiaro che un paese attaccato appartenente all’EU, per giunta della NATO, sarebbe comunque – e automaticamente – dalla parte della ragione. Di più, un conflitto armato nell’area scatenerebbe reazioni tanto più devastanti se entrambi, attaccato e difensore, fossero membri dell’Alleanza Atlantica…

I paesi EU faranno la guerra a spese della Germania che farà stampare euro ai paesi Med per combattere i suoi alleati turchi da cento anni? Non credo proprio

Parimenti pensiamo all’Italia, altro paese ad alto debito: che succederebbe se dovesse far valere le sue ragioni geostrategiche nel Mediterraneo a scapito di un altro paese membro, ad esempio la Francia? Che sembra – anzi è certo –  avere ambizioni nell’area? Come si comporterebbero la Commissione EUropea e la BCE in tale caso, parlo dei due soggetti che da tempo tengono in vita ormai con il respiratore monetario le finanze della Penisola?

In tale contesto l’Italia avrebbe certamente meno chances di Atene, in quanto non sarebbe/sarà comunque un paese attaccato ma che meramente difende i suoi interessi sebbene stategici; dunque non avrà la “simpatia” incondizionata che può avere Atene, anche dalla Francia. E’ infatti chiaro che Parigi vuole espandersi a danno di Roma nel Mediterraneo, da decenni, come ha fatto in Libya.

Da qualche giorno l’Italia è ufficialmente il paese che ha avuto un danno dall’euro, peggio della Grecia!

E qui sorge il dubbio: cosa succederebbe se l’Italia e la Francia dovessero avere interessi contrapposti durante uno scontro nel Mediterraneo?

La BCE e/o la Commissione EU favorirebbero entrambi in termini di maggiore deficit, nessuno dei due o un soggetto in particolare a scapito dell’altro? Magari con la scusa del debito eccessivo?. E qui torniamo alla variabile decisiva, le basi USA in Italia, con Camp Darby che sembrerebbe avere stoccati addirittura più tanks attivi ed operativi di tutto l’esercito italiano messo assieme (…). [Camp Darby, base navale, è stata recentemente collegata alla rete ferroviaria italiana, ndr]

Chiaramente Berlino e Parigi avrebbero in ogni caso una rilevante contropartita in caso di scontro fratricida tra membri NATO nell’area: infatti si tratterebbe di distruggere l’alleanza atlantica da dentro, sarebbe finita, assieme all’ingerenza militare USA, forse. Anche Mosca in tale contesto potrebbe esserne felice tutto sommato.

ll caos che ne discenderebbe sarebbe comunque enorme ed imprevedibile.

Resta il quesito amletico su cosa succederebbe all’EU nel suo complesso se si dovesse scegliere tra Italia e Francia i un conflitto anche solo geostrategico nel Mediterraneo, magari con M.me Lagarde ancora presidente BCE.

Francia più debole di quanto si pensi, quasi in “lose lose”

Si staglia invece all’orizzonte l’interesse USA a che qualcosa succeda, a costo di giocarsi la NATO. Meglio forse sarebbe – oggi per domani – un’alleanza atlantica a sud ridotta a Italia, Grecia, Israele, Cipro, Malta e magari anche Egitto (tutto è possibile nel post accordo arabo israliano Tel Aviv/Abu Dhabi, ndr), tutti alleati USA anche nel Medio oriente prossimo, lasciando il nord EU a difendersi da sola dall’orso russo. Il quale orso moscovita, lo ricordo, forse avrebbe tutto l’incentivo a spendersi in Turchia, quanto meno per cancellare il pungolo costante che ha subito dal fronte sud est della NATO durante decenni, Cecenia, Ossezia ecc., parlo delle infiltrazioni esterne nell’area turcomanna atte ad indebolire il primato della Russia sulle repubbliche ex sovietiche. Magari proprio in forza dell’assenza dell’ombrello NATO qualcosa potrebbe anche succedere….

Fermiamoci qui, siamo già andati troppo oltre. Possiamo solo aggiungere che sembra certo quanto meno che la Grecia si farà eventualmente coinvolgere solo nello scontro difensivo (nel caso, obbligato) con Ankara, ma NON nella eventuale teorica guerra che ne seguirebbe, complice le ambizioni obbligate (dalle finanze distrutte) di paesi EU che dovranno trovare il modo di far passare in secondo piano l’impossibilità di dare garanzie di welfare e benessere alle proprie genti.

Noi tifiamo per una Yalta II, coi cinesi fuori rinchiusi nel loro meraviglioso Impero Celeste, come è stato il caso per migliaia di anni: tutto sommato l’Occidente non ha bisogno di loro.

MD