OBAMAGATE: JOSEPH MIFSUD E LE RETI DI POTERE DEM

Il 18 luglio 2018 Simona Mangiante – moglie di George Papadopoulos – viene interrogata presso l’Intelligence Committee della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, per il c.d. “russiagate” (quando i dem credevano ancora di usarlo per colpire Trump, lo scandalo veniva definito così sui media mainstream…).

https://intelligence.house.gov/russiainvestigation/

A S.Mangiante vennero poste molte domande su Joseph Mifsud, soprattutto per i noti contatti con il marito. D’altra parte, anche se non parleremo di questo, risulta che Mangiante conoscesse Mifsud da molto prima del 2016, come dichiarato nello stesso interrogatorio.

Ricapitoliamo brevemente quanto accaduto a Papadopoulos, poi torneremo sui verbali della testimonianza di Mangiante.

GLI ANTEFATTI

Mifsud e Papadopoulos si incontrano quattro volte in tutto, tra il marzo e l’aprile 2016, a Roma ed a Londra. Mifsud vanta frequentazioni di alto rango in Russia, così Papadopoulos, sapendo dell’intenzione di Trump di ricucire con Putin, si convince che i contatti del Prof. possano aiutarlo ad organizzare un incontro tra i due leader. In realtà, viene indotto a crederci: dopo aver “agganciato” Papadopoulos a Roma, Mifsud arriva al secondo incontro, tenuto il 24 marzo a Londra, accompagnato da una attraente ragazza russa, Olga Polonskaya, che viene presentata come nipote di Putin (in realtà non lo è!). Papadopoulos è convinto di aver trovato “l’uomo giusto”. Il 26 aprile, sempre a Londra, Mifsud gli confida di aver incontrato a Mosca “esponenti di alto livello del governo russo” che gli hanno fatto sapere di avere “roba sporca” sulla Clinton: migliaia delle sue email hackerate.

Papadopoulos dichiarerà, davanti al Congresso Usa:

– che fu invitato alla conferenza del 14 marzo 2016 alla Link Campus a Roma, dalla London Centre for International Law Practice, per la quale lavorava ed alla quale aveva appena comunicato che di lì a poco sarebbe partito per gli USA, al fine di unirsi alla Campagna Trump;

– che a Londra fu “una donna legata all’FBI nel Regno Unito”, ad incoraggiarlo ad incontrare Mifsud a Roma a marzo 2016.

Papadopoulos viene avvicinato a Londra anche il 5 maggio 2016, dal diplomatico australiano Alexander Downer, a cui imprudentemente confida delle email compromettenti di Hillary, di cui gli aveva parlato Mifsud. Downer, noto per i buoni rapporti con i Clinton, informa l’intelligence del suo Paese. A giugno WikiLeaks diffonde le email (si supponeva) hackerate del Comitato Nazionale Democratico; verso fine luglio l’ambasciatore australiano negli Usa Joe Hockey inoltra l’informazione di Downer all’FBI, che fa scattare l’indagine denominata “Crossfire Hurricane”.

“Clown”, può significare anche “agenti sotto copertura”

L’aspetto più interessante dell’interrogatorio di Mangiante del 2018 è che ella dichiara che Mifsud era membro della Clinton Foundation. La dichiarazione non è stata smentita da alcuno, è stata resa sotto giuramento, non risultano indagini o sanzioni per false dichiarazioni a carico di Mangiante, dunque possiamo ritenerla affidabile. Anche perché… Mifsud, intervistato da Repubblica, dichiarò la stessa cosa nel 2017, affermando di avere idee “di sinistra”.

Avrete notato come tutte le volte che sui media mainstream si parla di Mifsud….le informazioni sui legami del personaggio con i Clinton vengono omesse. Ciò serve ad evitare “macchie” sulla narrazione con cui il pubblico viene controllato, in cui l’élite globalista apolide, di cui i Clinton&Obama sono uno dei perni politici, viene descritta come “illuminata”, dedita a “risolvere problemi globali comuni”…pensate a cosa sarebbe successo se negli ultimi anni un personaggio controverso – per non dire oscuro – come Mifsud, fosse stato accostato, come era doveroso, al nome dei Clinton&Obama…

L’Ucraina, i dem e Mifsud

Ricordate l’impeachment a Trump, miseramente fallito, basato sulla famosa telefonata al neo eletto presidente ucraino Zalensky? Secondo molti repubblicani, l’impeachment doveva servire, prima che ad abbattere Trump, al fine di coprire mediaticamente numerosi legami inconfessabili dei democratici, proprio con l’Ucraina.

Lo deduciamo anche dalla trascrizione della telefonata, in cui Trump si lamenta del fatto che Biden è riuscito a bloccare ogni indagine che riguarda il figlio, auspicando che Zalensky ne favorisca la ripresa.

Che i problemi legali dei democratici USA con l’ Ucraina siano tutt’altro che finiti, lo dimostra l’apertura di indagini proprio in questi giorni, presso Camera e Senato USA.

https://thehill.com/homenews/senate/497676-gop-senators-hit-the-gas-on-obama-era-probes

L’8 novembre 2019, il quotidiano La Verità pubblica uno scoop, scrivendo che a maggio 2018 la Link Campus University, avrebbe dovuto ricevere un bonifico da 9 milioni di Euro, provenienti dall’Ucraina. Si noti che secondo molti Mifsud deterrebbe importanti quote della società che gestisce l’ateneo privato.

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ora-siamo-piu-tranquilli-39-39-milioni-link-venivano-218542.htm

L’avvocato di Mifsud, Claus Roth, dichiara: «Scotti (Vincenzo, ex ministro, fondatore e presidente della Link, ndr) disse che i soldi attesi provenivano da fonti ucraine. Lo stesso è stato confermato dalla mia fonte dentro alla Link. Scotti è parte del patto con Suite Finance, conosce perfettamente lo scenario».

Roth evidenzia che anche Mifsud, con cui ha ottima familiarità, aveva portato a casa con successo finanziamenti a favore della Link, come quello da parte della famiglia saudita Obaid. «Mifsud è più legato all’ Ucraina che alla Russia… la stampa ha riferito che ha una compagna e un bambino in Ucraina e che è andato spesso lì. Mifsud ha negato di avere un bambino, ma ha confermato che stava viaggiando in Ucraina e stava aiutando la Link a trovare finanziamenti, essendo stato direttore internazionale della Link nel 2016-2017».

Risultano, da parte di Scotti, minacce di querele per tutte le  testate che parlassero “in termini diffamatori” dell’Università Link Campus, sia varie querele della Link Campus al Foglio, per la pubblicazione di un’inchiesta sul c.d. russiagate. Scotti ha smentito anche ogni transazione finanziaria dall’Ucraina verso l’Università Link Campus. Lungi dallo scrivente effettuare qualsivoglia insinuazione e diffamazione, si riportano appunto fedelmente e pedissequamente, con la massima fermezza possibile, le smentite di Scotti in merito al versamento di fondi di provenienza Ucraina verso la Link Campus (…).

Comunque, non risultano querele o smentite relative alle affermazioni di Claus Roth su Mifsud, per quanto riguarda i suoi legami con l’Ucraina.

L’Ucraina deve essere un paese davvero interessante, se ben 3 figli di notabili del partito democratico USA (Biden, Pelosi, Kerry) ed 1 figlio di notabile del partito repubblicano (Romney… in realtà un RINO …republican in name only), siedono in consigli di amministrazione di aziende energetiche ucraine. D’altra parte, in Ucraina transita almeno il 30% del gas russo che giunge nella UE. Se poi un membro della Clinton Foundation come Mifsud, di nuovo risulta fortemente legato a quel paese, porsi delle domande è d’obbligo, o no? Per la verità, dalla lettura della documentazione pubblica sull’obamagate, si possono compiere altre deduzioni in merito a quanto successe in Ucraina, ma non è ancora possibile parlarne, purtroppo…

Le reti di conoscenze di Mifsud

Mifsud ha stretti legami anche con il Regno Unito, dove dal 2013 al 2016 ha diretto la London Academy of Diplomacy. Sembra che conosca personalmente anche Boris Johnson. E’ stato anche alto funzionario del ministero degli Affari esteri di Malta, negoziandone l’adesione alla UE.

https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joseph-mifsud.html

Startmag riporta che l’avvocato di Mifsud, Roth, sostiene esplicitamente che Mifsud era legato anche all’MI6 inglese:

“L’avvocato svizzero [Roth] cita esplicitamente l’MI6 britannico, al quale Mifsud era direttamente legato, afferma, attraverso il London Centre of International Law Practice (LCILP), un centro che sembra essere “semplicemente una copertura per operazioni di intelligence” e i cui direttori lavoravano con il Dipartimento di Stato Usa ed esortarono Papadopoulos a recarsi a Roma per incontrare il professore maltese.”

Chi bluffa tra Mifsud e Conte sui Servizi italiani?

Dunque, per sintetizzare:

  • La campagna di Trump è stata incastrata dall’FBI nella primavera 2016, ben prima dell’operazione FBI Crossfire Hurricane, che partirà a luglio;
  • L’operazione ha coinvolto sicuramente Italia e Regno Unito, come si deduce dalla storia di Papadopoulos, che ormai si può considerare come verosimile essendo egli passato indenne dalle inchieste. In entrambi i paesi Mifsud, un dem con idee di sinistra, coltivava relazioni ad altissimo livello.

Che Mifsud sia un “peso massimo”, lo conferma anche una notizia recente. Da più parti si sta puntando l’attenzione sul fatto che nel rapporto conclusivo del procuratore speciale Mueller, sulle indagini relative alle presunte collusioni di Trump con la Russia, consegnato nel 2017 senza capi d’accusa contro Trump, stranamente fu omessa una notevole mole di informazioni e circostanze riguardanti proprio Mifsud…

https://justthenews.com/government/courts-law/declassified-fbi-memos-undercut-mueller-team-claims-papadopoulos-hindered

Mifsud, insomma, è un soggetto talmente importante da ricevere uno speciale trattamento nientemeno che in un report dell’FBI, sulle indagini relative ad un presidente USA in carica.

Robert Mueller, ex Direttore FBI e procuratore speciale sul “russiagate” fino al 2017.

Resta da capire se Mifsud in Italia è un “battitore libero”, oppure è parte di reti di relazioni ad alto livello…

Simona Mangiante, che lo conosce da ben prima dello scandalo tramite Gianni Pittella (pag. 20 del resoconto), nell’interrogatorio presso la Camera USA sostiene che Mifsud aveva diffuse relazioni con il governo italiano. Chi scrive crede che si faccia riferimento almeno ai ministeri.

Tuttavia è abbastanza facile, cercando in rete, imbattersi in un convegno tenutosi al Senato nel 2015…Mifsud era in compagnia di quella che sembra essere l’élite dell’intelligence e della cyber security italiana nell’era di Renzi, cioè di fondamentali architravi dello Stato Italiano…proprio questo forse è il livello di potere a cui Mifsud appartiene, che in Italia si è messo a disposizione degli Obama&Clinton, contro Trump (ovviamente lo scrivente non ha alcun elemento e non intende presentare alcun fatto specifico relativo ai partecipanti al convegno menzionato, ci mancherebbe…). Tutti sanno che ai convegni, oltre che per esporre le proprie idee, si partecipa per coltivare relazioni.

DALL’INTELLIGENCE INTERNA USA, INFORMAZIONI INATTESE

Alcune informazioni trapelate di recente, forniscono altre indicazioni estremamente precise sull’elevato livello del potere coinvolto nell’Obamagate in Italia. Il Direttore dell’Intelligence Interna degli USA Grenell, pochi giorni fa ha inviato al Congresso la lista degli alti funzionari dell’amministrazione Obama che, tra l’8 novembre 2016 e il 31 gennaio 2017, ricevettero il c.d. ’“unmasking” del generale Mike Flynn; in pratica, ricevettero memo di intelligence ed intercettazioni della NSA, con l’identità “in chiaro” del cittadino americano Flynn, che interagiva con l’agente straniero sorvegliato (nel caso specifico si trattava dell’ambasciatore russo a Washington, Kislyak).

Nella lista figurano due nomi che paiono a dir poco fuori posto: l’ambasciatore Usa in Italia e San Marino John R. Phillips, e la diplomatica Kelly C. Degnan, che all’epoca era vice capo missione in Italia ed a San Marino. Cosa c’entrava l’ambasciata italiana degli USA con Flynn? Non è facile per ora rispondere a questa domanda, tuttavia è chiaro che in ambasciata doveva essere necessariamente attivo personale che aveva la necessità di conoscere a fondo ogni dettaglio dell’operazione contro Flynn (leggi contro Trump); in ogni caso, sicuramente Phillips era un sostenitore di Renzi, senza riserve.

https://formiche.net/2016/09/ambasciatore-usa-phillips-renzi-referendum-costituzione/

Forse è possibile che nei viaggi a Roma il Procuratore Durham, che indaga sull’Obamagate, abbia posto domande sulle istituzioni che coltivano relazioni con l’ambasciata USA: Palazzo Chigi, i servizi, la Procura, le istituzioni culturali…forse anche il Centro Studi Americani?

Pepito Sbazzeguti